Azzardo e Decreto Dignità, l’articolo nove non si tocca

fonte: Vita.it

Mio suocero che ha 78 anni è dipendente dalle Slot. Purtroppo i figli e la moglie se ne sono accorti quando ormai aveva già vuotato il conto bancario e chiesto un prestito in banca oltre a chiedere soldi ai suoi cosiddetti “amici”. Volevo capire dal momento che è proprietario di alcuni immobili, come potremmo tutelarli prima che si giochi anche quelli?

Sono tre anni che sono cascato nell’abisso delle slot, in particolare nell’ultimo anno mi sono indebitato per €26.000 ma ho perso il lavoro. Continuo a mentire su tutto e sto rovinando la vita di chi mi vuole bene. Non riesco a venirne fuori, i giorni e le notti sono interminabili.

Mio marito è dipendente dalle slot machine, sta spedendo tutti i nostri risparmi. Abbiamo due figli che assistono a tutti i nostri litigi! Allo stesso tempo mi rendo conto ancora d’amarlo…quindi poi penso che sono io che vedo la cosa più grave di quella che realmente è… fatto sta che non sono felice come credo di meritare…..Aiutatemi

Ho 30 anni, mia sorella mi ha appena rivelato di aver visto nostro padre giocare al mattino alle slot machine. Lui ha 54 anni è laureato, divorziato da poco e a causa della crisi economica lavora a singhiozzi. Come affrontare la cosa? Deve capire subito da che parte sto io: dalla sua ma senza slot.

Ho una storia con il mio ragazzo da 10 anni e ieri mi ha raccontato di essere stato un giocatore incallito di slot machine. Mi ha detto di esser stato coinvolto per 5 anni, ma ora da 6 mesi ne è uscito.

Suona la batteria in diversi gruppi musicali, è il più richiesto in ogni serata e da ogni ragazzo che vuole imparare e che lo vede come un idolo, è sempre pieno di impegni dovuti a prove su prove, ha un lavoro che ama. Nonostante tutto mi diceva che non aveva soldi anche solo per farci un weekend fuori da soli.
Ora non so cosa fare, quanto è vero che sia uscito sul serio da quel vortice di cui mi ha parlato?e quanto è possibile che ci ricaschi?
Ha intenzione di metter su famiglia ed è in cerca di una casa per noi già da un po’, ma non so se mi fido ancora di lui.

Solo alcune delle storie di vita che ho incrociato negli ultimi giorni, richieste di aiuto di chi, atterrato nell’occhio del ciclone cerca disperatamente un appiglio per non farsi trascinare al suo interno.

Davanti a tutto questo mi stupisco e inorridisco all’idea che ancora oggi ci sia la possibilità di accendere la televisione, prendere in mano lo smartphone o semplicemente camminare per la propria città e trovare messaggi di chi parla di questa arma di distruzione di massa come se fosse la risposta a tutte le sofferenze, la chiave verso la felicità e la realizzazione personale.

Come può un Paese civilizzato, che si definisce tale, accettare e permettere tutto questo? Come possiamo non ascoltare il dolore di chi lotta ogni giorno con questa realtà, di chi vede distruggersi i propri cari o i propri sogni?

È ora che tutta la società civile alzi la voce in difesa dei propri territori
, contro chi non fa altro che speculare sulla sofferenza di altri e a sostegno di chi voce non ha più perché sopraffatta dal dolore e dall’impotenza.


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