Pronto un decreto per bonificare le discariche della Terra dei Fuochi

L’intervista di Fanpage al ministro dell’Ambiente Sergio Costa

Sui temi ambientali quale sarà la discontinuità con i Governi precedenti?
E’ dal 1986 dall’anno in cui è sorto il Ministero dell’Ambiente che è stato sempre considerato una ‘Cenerentola’, oggi il Ministero dell’Ambiente si deve connotare e caratterizzare per essere centrale nell’azione di Governo e questo è forse il più grande cambiamento.

Lei ha maturato grande esperienza nella “terra dei fuochi”, quali saranno i primi provvedimenti in merito?
Nella terra dei fuochi intendendo in questo momento quella parte di territorio tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta la situazione è sicuramente migliorata rispetto a prima nell’azione che si è già fatta, ma non è risolta e si deve fare ancora tanto. Quindi è una situazione ancora al limite, per tale motivo credo che sussistano dal punto di vista giuridico tutti gli elementi per la decretazione d’urgenza, cioè un decreto legge. Io ho in animo di proporre al Consiglio dei Ministri e successivamente, con la sua approvazione, al Parlamento, un decreto legge che tenga conto di questa situazione limite.

Quali saranno le linee generali del decreto legge sulla terra dei fuochi?
Sicuramente la bonifica di quelle discariche che sono state scoperte, in particolare discariche “orfane”. Cioè quelle dove purtroppo non è stato individuato il colpevole o comunque il colpevole è stato individuato, ma è stato dichiarato insolvibile, però si parlerà anche di roghi tossici perché dall’altra parte i roghi tossici seppur sono diminuiti il problema non si è risolto.

Orientativamente quale sarà l’investimento economico previsto per il decreto legge sulla terra dei fuochi?
Ci stiamo lavorando perché stiamo verificando bene il bilancio del Ministero però sicuramente supereremo i 10 – 20 milioni di euro.

Che rapporto intende instaurare con i comitati civici che si battono nella terra dei fuochi?
Quello che era un rapporto di sana interlocuzione e di confronto, di sana orizzontalità istituzionale dove un Generale parla con l’interlocutore privilegiato perché è la prima sentinella del territorio, colui che ti può dire delle cose che tu magari non riesci a percepire io lo voglio mantenere. Non conta più se sei Generale o Ministro, conta se tu hai interesse a continuare a confrontarti e io ce l’ho questo interesse.

A partire dall’inchiesta “Bloody Money” di Fanpage.it che idea si è fatto delle ecomafie nel nostro paese?
Io le allargo la risposta se mi consente: uno dei grandi mali dell’Italia e uno dei canali criminalmente più persuasivi purtroppo è proprio collegato alla corruzione. Ovvero sia è più facile corrompere che ammazzare, la criminalità organizzata si muove sui canali della corruzione prima ancora che negli atti cruenti. Perché dico questo, ed è nel contratto di governo: una sana, buona e incisiva legge sulla corruzione che quindi taglia alle radici l’agire scorretto, infedele del dipendente pubblico.

I governi precedenti non hanno realizzato il deposito nazionale per le scorie nucleari, voi cosa intendete fare?
Lo dobbiamo realizzare, dobbiamo dare una risposta, il lavoro tecnico di base è terminato è stato sostanzialmente deposito, ci vuole il tempo di approfondirlo però una risposta va data. Perché altrimenti noi di nuovo alle generazioni future lasciamo solo u rischio potenziale e non ce lo possiamo permettere.

Sui siti di interesse nazionale non è stato dato grande impulso sulle bonifiche, che obiettivi vi siete dati?
I SIN sono una priorità per me, quindi la bonifica è una priorità, messa in sicurezza e poi bonifica, perché prima si parte sempre dalla messa in sicurezza e poi si arriva alla bonifica, ma non mi accontento di dirlo perché voglio anche sollecitare l’attenzione del cittadino a riflettere che la bonifica non necessariamente sia un’opera mastodontica dove sposti il rifiuto. Dipende ovviamente dal tipo di bonifica, quindi dalla caratterizzazione e dalla messa in sicurezza, ma io ci voglio arrivare così come alcune leggi fortunatamente ci consentono di fare. Ma le miglioreremo in questo senso dal punto di vista eco-compatibile, cioè una bonifica eco-compatibile con i nuovi sistemi. Le Università italiane sono piene di persone meravigliose, di professori e di ricercatori meravigliosi che hanno studiato nuove tecniche all’avanguardia a livello mondiale, non solo a livello europeo, per poter fare delle bonifiche delle zone aggredite dai rifiuti o comunque non adeguate dal punto di vista ambientale che costano molto, ma molto di meno, di quelle meccaniche o assimilabili nel concetto, invece a qualcosa di molto più ecologico.

Come Ministero avete lanciato la campagna “Io sono ambiente”, ce la racconta?
Io son ambiente“, abbiamo lanciato questa come campagna come Ministero dell’Ambiente appunto e abbiamo iniziato con la prima campagna di questo contenitore che è il “Plastic free”. Ovverosia liberiamoci dalla plastica monouso, quella che si può evitare. A chi lo chiedo subito? Alle istituzioni, al Presidente della Camera Roberto Fico e al Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio, siate ‘plastic free’, cioè il vostro Ministero e la Camera dei deputati si liberino della plastica inutile. Il Ministero dell’Ambiente dal 4 ottobre sarà ‘plastic free’.

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