
Olio tunisino, pronta una nuova invasione?
7 giugno 2018 alle ore 10:07•di Ignazio Corrao
di Ignazio Corrao, EFDD - MoVimento 5 Stelle Europa
Il problema dell'olio tunisino si ripresenta. Lo scorso maggio, in un incontro con Juncker, il primo Ministro tunisino ha rinnovato la richiesta di estendere per ulteriori due anni la concessione del contingente aggiuntivo di olio di oliva in esenzione da dazio. Dopo le incredibili polemiche e nonostante le nostre azioni al Parlamento europeo, con il regolamento 2016/605 (e con la complicità della vecchia politica) veniva assegnato alla Tunisia, con motivazioni di eccezionalità per la difficile situazione socioeconomica, un contingente che doveva essere temporaneo, a dazio zero, di 35.000 tonnellate di olio di oliva per le esportazioni verso l'Unione Europea negli anni 2016/2017. Se dovesse essere confermata la stessa azione, sarebbe un'ulteriore mazzata per l'olio extravergine di oliva Made in Italy, ancora in ginocchio dopo l'emergenza xylella.
Il prezzo di un (giusto) aiuto umanitario dell'Unione europea verso la Tunisia è stato fatto pagare dalle regioni più povere d'Europa (Sud Italia, Grecia, Portogallo, Spagna che vivono già difficoltà economiche strutturali proprie), rispetto a quelle più ricche. L'agricoltura non può essere ogni volta usata come merce di scambio per le politiche di sostegno e di vicinato verso i Paesi terzi. È stato già fatto con il Marocco per le arance, lo stiamo facendo con il sud est asiatico per il riso e il risultato lo hanno pagato gli agricoltori del sud Europa. Perseverare anche nel 2018 sarebbe diabolico.
Anche perché persiste in Europa una mancanza di chiarezza sull'etichettatura dei prodotti di origine, che ad oggi penalizzano prodotti di alta qualità proprio come l'olio di oliva made in Italy. Da anni, infatti, l'agricoltura sta affrontando una terribile, ma "legale", concorrenza sleale: nelle tavole degli italiani arrivano prodotti coltivati in Paesi lontanissimi, che producono frutta e verdura a prezzi irrisori perché il costo della manodopera altrove oscilla da pochi centesimi a due-tre dollari l'ora. Questa concorrenza sleale è un danno per i produttori italiani, ma anche per i consumatori perché fuori dall'Europa le regole sanitarie sono molto meno stringenti e, dunque, i prodotti sono molto meno sicuri.
Con questa interrogazione vogliamo fare chiarezza sui piani della Commissione europea e capire se ci sia la volontà di perseverare nell'errore anche nel 2018:
Con il Regolamento_(UE)_2016/605 veniva assegnato alla Tunisia, con motivazioni di eccezionalità per la difficile situazione socioeconomica, un contingente temporaneo a dazio zero di 35.000 tonnellate di olio di oliva per le esportazioni verso l'Unione Europea negli anni 2016/2017.
Nel Maggio 2018, in un incontro con Juncker, il primo Ministro tunisino ha rinnovato la richiesta di estendere per ulteriori due anni la concessione del contingente aggiuntivo di olio di oliva in esenzione da dazio.
Secondo le stime del Consiglio Oleicolo Internazionale, la Tunisia nel 2018 ha una disponibilità di olio di oliva più che doppia rispetto agli anni passati, con un aumento del 124% delle esportazioni rispetto al 2017, soprattutto in Spagna e Italia.
Il comparto oleicolo italiano in crisi sarebbe ulteriormente penalizzato per effetto di tale massiccia importazione senza dazio.
Nel 2016 la Commissione ha redatto una nota informativa sull'impatto dell'importazione di olio dalla Tunisia nel 2017, ma non esiste un'analisi di impatto per i prossimi anni.
Può la Commissione:
- chiarire se approverà la richiesta del governo tunisino;
- redigere una precisa valutazione di impatto delle importazioni dalla Tunisia negli anni 2018/2019 sugli equilibri del mercato interno e le quotazioni dell'olio di oliva italiano.
Commenti (100)
Luca M.
7 giugno 2018 alle ore 10:18fermate questo nuovo errore!!
Maria Pia Caporuscio
7 giugno 2018 alle ore 10:26Rimandatelo indietro o cambiate contenitori scrivendoci olio italiano e rimandatelo in Turchia
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:29 2)Tu caro Scanzi con qull'aria da saputello (da, so tutto io) che hai definito l'intervento di Delrio da vera opposizione ed efficace, dai invece l'inpressione di non capire un cazzo.Ti è mai venuto il dubbio che tu sia un pezzetino di quel sistema che ci sta prendendo per il culo da anni? 3)E tu Caro-figlio scrittore ed (ex magistrato, la cosa non impressiona tranquillo) .Puoi stare sereno, da queste parti siamo tutti antifascisti.La lega a camice verdi(non bellissime questo è certo)ma non sono nere.Dalle cose che dici in tv, posso immaginare le cazzate che scrivi nei tuoi libri. Un libro tuo non l'ho mai letto..e credo, mai lo farò.Ai tre personaggi va augurato ogni bene, naturalmente. 4) Massimo Franco, senza voto un monopensiero....da far cadere le braccia
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:29A proposito della puntata della Gruber di ieri sera: 1)sentire Delrio riprendere il Presidente del Consiglio Conte sul rispetto della costtuzione sa di ridicolo. Uno che si sospetta vada a trovare l'ndragheta a domicilio in calabria (Il viaggio a Cutro nel 2009 nella cittadina del boss Nicolino Grande Aracri Delrio, va sottolineato, non è indagato nell'inchiesta Aemilia. Dai verbali emerge però alcuni tentennamenti da parte dell'attuale sottosegretario nell'affrontare il tema e stando a quanto dichiara una conoscenza approssimativa del fenomeno che cozza un po' con la sua fama di sindaco consapevole e attivo sul fronte dell'antimafia.)(FONTE IL FATTO) Questo per chiarire PRIMA PARTE
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:37L'Olio tunisino, ottimo per far rabbocchi prima della revisione.
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:38Renzi il Real Madrid delle cazzate, galácticos
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:41Per oggi basta commentare...ma questa mi piaceva proprio..un saluto a tutti
andrea a44
7 giugno 2018 alle ore 11:52 l'anno instradato il su babbo e la su mamma eccheccasso
m.m
7 giugno 2018 alle ore 10:52A tutto il governo:buon lavoro,si inizia.
BUM BUM
7 giugno 2018 alle ore 10:52GIA' CHE CI SIAMO
POTREMMO IMPORTARE
GLI SPAGHETTI
DALLA CINA
Manuel Surra
7 giugno 2018 alle ore 10:55Cerchiamo anche noi nel nostro piccolo di acquistare prodotti della nostra terra, sfavorendo quelli di importazione!
m.m
7 giugno 2018 alle ore 11:04"Abbiamo votato per lui" I pentiti imbarazzano Delrio
Agli strani viaggi in Calabria del ministro si aggiungono le parole di alcuni boss: "Eletto con i voti dei cutresi". Fonte il giornale. Giornale di merda sicuramente,però questa volta voglio dargli credito...così per sport.
grillo giuseppe
7 giugno 2018 alle ore 11:04OMONIMO
C'è ancora qualche sconsiderato che si chiede come curare la xylella che uccide i nostri ulivi in Puglia?
C'è ancora qualche sconsiderato che si chiede come si è diffusa la xylella che uccide i nostri ulivi in Puglia?
Mi chiedo da semplice ignorante ....
Gli ulivi tunisini sono malati di xylella?
I tunisini sanno curare la xylella ai loro ulivi, ove fossero infestati?
Considerando la resistenza dell'ulivo ricordo a chi non lo sapesse, che gli ulivi della Puglia hanno visto Spartaco !
Chissà che succede nei laboratori .... europei?
La genetica fa miracoli... anche negativi e magari a sostegno della politica di invasione.
Diceva Andreotti, fine politico,
"a pensar bene, si fa bene ma, a pensar male non fa male e spesso ci si azzecca "
Ministro Salvini, mi faccia il piacere di controllare lo stato di salute degli ulivi della Tunisia e del Marocco, e perchè no, anche della Spagna e del Portogallo chissà se a pensar male ci ho azzeccato.
Buongiorno.
FABRIZIO P.
7 giugno 2018 alle ore 11:10appunto " legale " 2 par di ciufoli
Giuseppe belotti
7 giugno 2018 alle ore 11:12Credo sia sufficiente indicare sulle confezioni la provenienza ed i consumatori potranno fare le scelte giuste.
Ricordiamoci che anche i produttori italiani sono aiutati dalla comunità europea.
Altro problema che danneggia i produttori sono invece le truffe e chissà perché di quelle non si parla. In questo caso bisognerebbe bisognerebbe assicurarsi che i truffatori vadano in galera e non ai domiciliari od eletti nei partiti.
Beppe
oreste ..
7 giugno 2018 alle ore 11:12MI hanno riferito che i Vitalizi in Presidenza sono stati fermati e c'è una denuncia di Di Maio su Feisbuc?
Cosa c'è di sicuro?
Grazie!
FederocK
7 giugno 2018 alle ore 11:17https://www.change.org/p/3169656/u/22805976?utm_medium=email&utm_source=petition_update&utm_campaign=346233&sfmc_tk=do3S8u5YXJOa%2fIeL%2by9yK6ryhVm%2f76FP3Hw4h8msjcvlccsjP6NBlid5tc4ZJuR9&j=346233&sfmc_sub=175222027&l=32_HTML&u=61839784&mid=7259882&jb=18
https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale/u/22844820
simone luzi
7 giugno 2018 alle ore 11:18CREDO CHE TUTELA DELL'OLIO ITALIANO E SOPRATTUTO LA GESTIONE DELLA SITUAZIONE IN SALENTO (VEDI XYLELLA E PASSAGGIO DELL'OLEODOTTO TAP IN QUELLA ZONA) SIANO UN PUNTO IN CUI POTREMO VEDERE SE IL NOSTRO GOVERNO FA' SUL SERIO OPPURE NON SO.....FORZA E CORAGGIO RAGAZZI!!!!
nico cerni
7 giugno 2018 alle ore 11:31salve, abbiamo già olii schifosi con etichette italiane che arrivano da ogni dove, uno dei maggiori grossisti mondiali che rifornisce finti ITALIANI come Monini ed altri molto pubblicizzati mi svelo' 15 anni orsono i traffici infami, con cisterne pirata scaricate di notte in Italia. Un amico istriano vende il suo olio sopraffino in Toscana. La Tunisia si arrangi e vada sul mercato dassola, perche' dobbiamo rovinare il ns mercato per motivi assistenziali? provate a usare l olio del Marocco e vi verrà da vomitare. Basta è ora di dire BASTAAAA, olio nazionale usiamolo solo al crudo e reintroduciamo il burro per cucinare o quelli di semi. in tal modo il giusto prezzo dll EVO nazionale puo anche essere 12-13 al litro, e ci sta, cominciate a usare gli spray e a non sprecarlo con insalate che nuotano nell EVO
carlo
7 giugno 2018 alle ore 11:32riposto questo commento perchce' e' quello che avrei voluto dire anche io.
"Credo sia sufficiente indicare sulle confezioni la provenienza ed i consumatori potranno fare le scelte giuste.
Ricordiamoci che anche i produttori italiani sono aiutati dalla comunità europea.
Altro problema che danneggia i produttori sono invece le truffe e chissà perché di quelle non si parla. In questo caso bisognerebbe assicurarsi che i truffatori vadano in galera e non ai domiciliari od eletti nei partiti."
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ci marciano soprattutto i nostri grandi distributori di olio, che, comprano l'olio a 40 centesimi al litro, dopo averci messo un'etichetta ambiguissima e il logo della loro azienda lo rivendono a 3 euro minimo.
Anna C.
7 giugno 2018 alle ore 11:39Avanti tutta w il nuovo governooo
osvaldo chiarelli
7 giugno 2018 alle ore 11:40Sto guardando L'ARIA CHE TIRA su LA7 condotta da Marta Merdino.
Tale giornalista Giannini sta sproloquiando sul PREMIER Conte per aver dimenticato il nome del Mattarella ucciso dalla mafia, ma nessuno in studio ha ricordato il non ricordo di DEL RIO davanti ai giudici che non ricordava chi era GRANDE ARACRI ( noto 'ndranghettista di CUTRO (CALABRIA) dove DEL RIO ha partecipato alla processione del santo patrono e dal quale 'ndranghetista ha comprato la sua casa.dimenticando anche quanti sono i corrotti e condannati del PD.
IN ALTO I CUORI
W il M5S
Osvaldo Chiarelli
M5S Firenze
adina lucchesi
7 giugno 2018 alle ore 11:45in merito alla fatturazione elettronica, pregherei Carla Ruocco, di informarsi sui costi praticati dalle case di Software, che ricadranno sui "soliti contribuenti". Fino a 4000 fatture il costo (+ IVA) parte da 500,00 euro annui per l'abbonamento; fino a 7000 fatture 750, a 10.000 fatture 1000 euro, fino a 30.000 fatture, 2.000,00 euro. Se poi occorre anche il Cloud altre 580,00 annue (+ IVA).
Sinora c'erano categorie esonerate anche dall'emissione della riceuta fiscale/scontrino, come gli arrotini, gli ombrellai che passano per le case. Anche loro saranno obbligati alla fatturazione elettronica? Non sarebbe meglio invece "semplificare"? A chi giova la fatturazione elettronica? Non certo alla ditte piccole. Già hanno dovuto arrangiarsi per le fatture elettroniche alla PA e i più si sono rivolti ai commercialisti, ma vi rendete conto che non ci sono più soldi per fare altro?
Pasquale M.
7 giugno 2018 alle ore 12:02Sappiamo già tutto Ignazio; il prode Juncker vuole fare il rigido solo con l'Italia perché ha interesse a impoverirla per farla contare sempre meno in Europa. Mira sempre ai risparmi delle famiglie italiane, ci vuole "vassalli" come gli stati del cosiddetto "Visegrad", sui quali non l'ho mai sentito pronunciare una parola. "Pupazzo dei poteri forti", questo è Juncker.
arturo archibusacci
7 giugno 2018 alle ore 12:18Ma cosa importa all'Europa dell'olivicoltura italiana e quella degli altri paesi come SPAGNA, Grecia,Portogallo, tantomeno interessa a JUNCKER che in vita sua non ha mai visitato un oliveto e tantomeno un frantoio.
Spetta ai politici che rappresentano l'ITALIA in quella sede, in collaborazione con il nostro Ministero dell'Agricoltura, che devono farsi promotori di nuove iniziative per rilanciare e valorizzare l'olivicoltura nazionale ed il nostro olio, perchè no con un piano olivicolo nazionale in modo tale da poter colmare anche nel breve periodo al deficit di olio che occorre all'Italia sia per il consumo interno che per l'esportazione.
Buon lavoro
carlo
7 giugno 2018 alle ore 12:25con davanti il mondo intero a cui poter vendere, l'olio italiano, il migliore del mondo, teme l'olio tunisino?
non ci credo. basta un po' di organizzazione e il nstro olio lo vendi dove e quando vuoi.
il top dell'olio.
importante, che chi dovrebbe "organizzare", i distributori, non facciano il solito giochetto di trattenere soprattutto per loro i guadagni che farebbero. e' una ricchezza che va distribuita equamente a tutti gli addetti ai lavori.
e in italia, se spendi 4 ti prendi l'olio tunisino e se spendi 8-10 quello italiano. stop. importante e' che si venga avvertiti chiaramente su quello che si sta comperando.
Giuseppe V.
7 giugno 2018 alle ore 12:25Anche i grossi produttori italiani saranno ben contenti di questi grossi quantitativi di olio tunisino arrivato ed in arrivo!!! Almeno miscelano meglio e abbassano il prezzo, sfruttando il nome della ditta che è in Italia.
Belin qui in Liguria, nel cuore dell'oliva taggiasca , gli alberi , sono valutati 1Euro a pianta.( campagne abbandonate ma alberi secolari). Gli "squali" dei grandi produttori valutano gli alberi al prezzo di una tazzina di caffè!!!
Piuttosto meglio abbandonarle che vendere a questi. Che oltre tutto usano per la pulizia dei gran diserbanti!!!
Max Stirner
7 giugno 2018 alle ore 12:31mi daresti qualche indirizzo di "campagne abbandonate" con olivi secolari?
grazie
carlo
7 giugno 2018 alle ore 12:44e' un segreto di pulcinella la notizia che il mercato ortofrutticolo di modena e' in buona parte in mano alle mafie.
e lo si puo' capire anche solo osservando come si muove 'sta gente, usando sistemi mafiosi. fanno cartello, "ricattano" i produttori facendo il loro prezzo assurdo, o cosi' o niente, immagino che possano anche arrivare a minacciare il grossista onesto che cerca di entrare nel business a prezzi corretti, altrimenti non si capisce come possano esistere certe realta', che per esserci devono per forza essere un circolo chiiuso.
Paolo V
7 giugno 2018 alle ore 12:28Bravissimi!!!
carlo
7 giugno 2018 alle ore 12:35il bello (brutto) e' che nei talkshow i politici e tuttologi attaccano solo le proposte della lega (flat tax, armi , europa etcetc.) perche' le proposte 5stelle sono inattaccabili. le possono attaccare, ma farebbero una figura di merda davanti alla gente compresi i loro elettori.
pero', attaccando le proposte destroidi, attaccano i 5s.
5stelle, fatevi furbi, davanti a tante esternazioni destroidi legaiole, smarcagtevi. anche perche' non si e' alleati, quindi non c'e' l'obbligo di difendere. che se anche si fosse alleati, non ci sarebbe nemmeno davanti a proposte e affermazioni assurde.
pensionati
7 giugno 2018 alle ore 12:44questo governo abbassa l pensioni dei lavoratori-andate a casa.
Alessandro L.
7 giugno 2018 alle ore 12:49Vai a lavorare che è meglio
oreste ..
7 giugno 2018 alle ore 13:16il solito troll.....cangiante il nicheee!
m.m
7 giugno 2018 alle ore 13:17Tu invece fai cadere le palle.
Vincenzo C.
7 giugno 2018 alle ore 14:10La mia non può abbassarla perché io la metto sopra l'armadio...
Più alta di cosi....
.. ma vai caxxxe che almeno fai qualcosa di utile...
Paola
7 giugno 2018 alle ore 12:47Caro Ignazio, ci devi dare maggiori informazioni. Vogliamo conoscere la situazione globale di questa politica dell'Ue.
Non credo che l'Europa sia stata magnanima con la Tunisia, gratuitamente, solo per il fatto di volerla aiutare a risollevare la sua economia.
Che cosa si è impegnata a comprare, in cambio dell'olio esportato?
Quali prodotti e sopratutto, da quale nazione, la Tunisia, compra?
Soltanto avendo il quadro completo potremo capire fino a che punto la Ue, è matrigna nei confronti dei paesi del Sud Europa.
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 12:52Vi abbiamo votato , ci siamo affannati a convincere gli altri , gioito e sofferto con voi . Ora pretendiamo che proviate a aggiustare le cose ! Dell'olio tunisino ne abbiamo bisogno ? No ! Allora se lo tenessero assieme ai delinquenti che continuano a arrivare ! Questo deve valere per tutto e tutti ! Basta con l'atteggiamento coglionico , l'agricoltura sta morendo , tanta gente sta morendo e soffrendo a causa delle bestialità dei " governi " precedenti ! Sbrigatevi a fermare queste infamie !
Fernando B.
7 giugno 2018 alle ore 12:55 E solo adesso, forse i Tunisini, tratteranno la loro esportazione di olio con il riprendersi di qualche migliaio di invasori che hanno occupato il nostro Paese. Possibile che per l' inefficienza ed incapacità di qualcuno dobbiamo trovarci sempre a trattare? Se fossimo stati più decisi prima, ora non ci saremmo trovati in queste situazioni. Ed inoltre per quanto riguarda la xilella,a che punto siamo con l'individuazione di coloro che hanno sparso nelle nostre Puglie questa malattia degli ulivi?
Il Barone Zazà
7 giugno 2018 alle ore 12:57Permettetemi di esporvi una riflessione in merito alla certificazione del ''made in Italy'' .
Forse mi sbaglio, ma mi sembra molto facile, se ci si organizza, risolvere questo problema senza bisogno di fare leggi né di persuadere istituzioni straniere: basterebbe una APP. e un sistema di codificazione sulle etichette dei vari prodotti del tipo 'codice a barre', che renderebbe impossibile qualsiasi contraffazione; l'utente con una banale foto via cellulare riceverebbe in tempo reale la conferma o meno, dell'autenticità del prodotto. Basta organizzarsi e pubblicizzare la cosa, il passaparola sul web farà il resto.
Comunque io avendo visto le inchieste di REPORT, ho perduto completamente la passione per il ''made in Italy'', per i seguenti motivi:
È vero che le leggi italiane sono più severe che in altri Paesi, ma non vengono rispettate! facciamo ottime leggi per poi non rispettarle, ci prendiamo per il sedere da soli......
Ci spacciano olio come extravergine e italiano, dell'olio che non è né extravergine né italiano; frutta e verdura biologica, roba che non ha niente di biologico; grano italiano che non è italiano ecc.
Inoltre abbiamo troppe poche olive per vendere così tante bottiglie di olio nel mondo- troppi pochi vigneti per così tante bottiglie di vino - così poca coltura di grano per così tanta varietà e quantità di pasta...... Ci piace davvero tanto prenderlo nel sedere!
Inoltre abbiamo inquinato tutti i luoghi più importanti proprio nelle zone agricole, sia al nord che al sud, che quasi quasi mi viene voglia di olio tunisino!
...... troppo pessimista?
non fateci caso, oggi mi gira così!
Max Stirner
7 giugno 2018 alle ore 13:03Condivido
ciao
andrea a44
7 giugno 2018 alle ore 15:16caro ZAZA come tu ammetti,sei troppo pessimista.il tuo ragionamento conferma cio' che e stato il passato ma dobbiamo pensare al futuro,dove per forza non ci possono essere tutte quelle magagne truffaldine usate fino ad oggi.altrimenti a cosa ci serve il governo del cambiamento?. per far bene il made in itali per prima cosa bisogna impedire che lo facciano all'estero, quindi chi vuole il marchio made in italy deve rientrare in patria, una legge certa e severa sul taroccamento di qualsiasi prodotto che sia da esempio, che chi ruba allo stato ruba tre volte quindi tre volte la pena e idem la sanzione
m.m
7 giugno 2018 alle ore 13:14Delrio, uno "chiacchierato" per contatti con l'ndrangheta, che fa l'uomo tutto di un pezzo, e chiede il rispetto della costituzione(che loro volevano sbriciolare) fa semplicemente ridere.Il paradosso del bue, che da del cornuto all'asino....I giornalettai come sempre sono (quando conviene)di memoria corta.
Mauro Magni
7 giugno 2018 alle ore 13:24L'olio Italiano sarebbe di alta qualità?
SPESSO ma Non è detto dipende
L'alta qualità vuole un prezzo maggiore
d'accordo
A patto che sia veramente buono
a volte si specula sul marchio Italiano extra pubblicizzato
esistono olii buoni comunitari CEE a 4,50 L. (supermercato)
E olii molto acidi e Italianissimi a 9/10 Euro
speriamo non si voglia tornare ai dazi alla TRUMP
A noi Italiani non so se conviene
viviana vivarelli
7 giugno 2018 alle ore 13:24Mi piace quando il Pres. Conte parla a braccio senza a un foglio da leggere
Poiché ho passato una vita a fare corsi e conferenze anche a vaste platee,mi permetto di dare al Pres. alcuni consigli:
-noto che gira lo sguardo in modo sistematico a dx e a sx,bene,ma se le telecamere gli stanno davanti fissi anche quelle,al teleutente sembrerà che lo guardi negli occhi con un clima di minore distanza e di famigliarità.Di Maio lo fa spesso,B lo fa 'sempre'
-2°consiglio:Conte è un uomo colto e si sente, conosce molte cose,sa parlare,è un esperto di diritto.Abituati come siamo allo stile bar dello sport di Renzi o Salvini,è una bella novità.Il Presid. usa spesso termini che la maggior parte degli italiani non ha mai sentito.Bello,se lo si fa in un salotto di giuristi o comunque di intellettuali.Inutile se ci si rivolge a un pubblico molto vasto e poco erudito.Non vorremmo che scendesse allo stile di slogan da felpa di Salvini e nemmeno,certo,a quello di battute da bordello di B,ma gli ricordiamo che anche frasi troppo complesse mettono a dura prova la comprensione di tanti e che lo stile di un avvocato in un tribunale che si rivolge ai giudici non può essere lo stesso di un capo istituzionale che parla a un pubblico molto eterogeneo
Il Presid.Conte,poi,ama il discorso complesso, cioè un discorso ampio che al suo interno presente vari incisi (discorsi inseriti in altri come un insieme di scatole cinesi),il che indica una mente capace di contenere complessità e di guardare le cose secondo le loro sfumature.Non è facile eloquiare così e la cosa richiede padronanza del discorso di insieme,ma temo che tanti italiani perdano inesorabilmente il filo.Spezzi dunque i discorsi complessi in discorsi semplici e li affianchi,raggiungerà un pubblico maggiore e risulterà più chiaro
Ultimo consiglio e lo do proprio a tutti i 5stelle: cercate di evitare termini inglesi o latini e quando usate termini tecnici ditene subito anche il significato o seminerete parole al vento!
giorgio peruffo
7 giugno 2018 alle ore 13:25Alla UE sono tutti molto preoccupati per il nuovo Governo italiano.
Prima non si preoccupavano perchè i "rappresentanti" che inviava l'Italia avevano il compito di riscaldare la sedia, non interferire e prendersi lo stipendio a fine mese.
Con il nuovo Governo la situazione cambia, i "rappresentanti", si informano, controllano e, cosa inaudita, votano anche contro. L'aria è cambiata e alla UE sono preoccupati.
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 13:28Clandestini , olio , arance , puttane ecc ecc ...... tutta roba di cui non solo non abbiamo bisogno , ma che ci procura danni gravissimi ! ! ! Per i profughi veri porte aperte e insulti per chi li provoca con guerre esportatrici di democrazia , ma per il resto basta ! Seicentomila clandestini da rimpatriare ? Lo si faccia e per quelli che vengono rifiutati dai rispettivi Paesi , chiusura dei rapporti diplomatici e immissione sul mercato del lavoro . Che ci serva da lezione !
Mauro Magni
7 giugno 2018 alle ore 13:34oltretutto sono d'accordo che l'olio tunisino facilmente già lo compriamo...anche ottimo e miscelato ad altri MA non sappiamo
"siamo in Italia" scarsi controlli truffe faciloneria prescrizioni
manca legalità e giustizia
m.m
7 giugno 2018 alle ore 13:35Gelmini, che gioia per i neutrini "Quel tunnel tra Svizzera e Abruzzo . Che credibilità può avere una così.Ho capito? Vogliono farci vincere facile
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 13:44Invitate Salvini a fare un decreto legge urgente che autorizzi le forze di polizia a difendersi anche con le armi .
Max Stirner
7 giugno 2018 alle ore 13:49Che c'è? sei in pericolo di vita? Abiti a Fort Alamo?
m.m
7 giugno 2018 alle ore 13:53Già hanno, l'autorizzazione a usare le armi...idiota
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 14:06Piccolo creto , in teoria hanno l'autorizzazione , in realtà , fino a oggi , sanno che se le usano passano guai seri .
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 14:11Max dove vivi ? Secondo te siamo in un Paese normale ? Tra clandestini e delinquenti dell'est ci stanno facendo neri picconandoci , picchiandoci , violentandoci , squartandoci , derubandoci ...........! Sveglia !
m.m
7 giugno 2018 alle ore 14:49vincenzo di giorgio:Ma che visione del mondo hai,solo cronaca nera?
marina s.
7 giugno 2018 alle ore 13:45l'annuale meeting "Bilderberg" quest'anno si tiene a Torino da domani fino a domenica.
Ma perché non si riuniscono nei bunker dell'Antartico, senza creare problemi? Tanto l'incontro è chiuso al pubblico e alla stampa.
Veronica Cavaliere
7 giugno 2018 alle ore 13:50Buongiorno...finalmente qualcuno che si occupa di questo tema così importante. Il nostro olio è un' eccellenza e da anni leggo le etichette di tutti i prodotti per capire veramente cosa comprare.Sono d'accordo su questa interrogazione e penso che debba essere estesa a tutti gli altri prodotti.Vogliamo parlare della carne?È una giungla...è inconcepibile e inaccettabile essere obbligati ad acquistare petto di pollo o carne di suino di origine "TEDESCA " o POLACCA " fiorentina IRLANDESE ...VOGLIAMO LA CARNE ITALIANA e non solo....AVANTI COSÌ e che in EUROPA si attacchino. ..!
mariangelo valsecchi
7 giugno 2018 alle ore 14:01Buongiorno, bisogna specificare innanzitutto che l'importazione deve scattare solo qualora le nostre quantita' non siano sufficenti e abbiano bisogno di essere integrate. Inoltre per l'olio tunisino va VINCOLATA l'importazione alla possibilita' di rimpatrio dei migranti che non hanno diritto a rimanere nel nostro paese.Questo vincolo deve valere per tutti gli stati che commerciano con noi.
m.m
7 giugno 2018 alle ore 14:02Olio:ti può salvare solo il buon vecchio contadino. Qualsiasi olio in commercio (anche dei cosiddétti marchi di prestigio)sono taroccati, anzi quelli di marca, hanno solo il "vantaggio" di costare molto di più.Quindi siamo messi molto male
Silvio .
7 giugno 2018 alle ore 14:08Incentivare l'olio extravergine dei piccoli produttori, vera eccellenza del Made in Italy. Aiutare in altre forme i paesi limitrofi. Le decisioni "europee" sull'agricoltura dovrebbero coinvolgere i produttori diretti. Come possono decidere Danimarca e Germania sull'olio di oliva se non ne producono manco un litro?
Ingrid Pezzoni
7 giugno 2018 alle ore 14:10Ci sono tanti produttori di un ottimo olio di oliva in Sicilia che non riescono a venderlo. Aiutiamoli.
Luca Fini
7 giugno 2018 alle ore 14:12OTTIMO,finalmente si fa' politica.
Stop Olio Tunisino.
Coraggio!
Gian A
7 giugno 2018 alle ore 14:28Lo scaliamo dai contributi che versiamo all'Ue ogni anno.
E quanto non versato sarà utilizzato erp la nostra agricoltura. Che se da noi si chiama "settore primario", un motivo ci sarà...
friso r.
7 giugno 2018 alle ore 14:38ORGANI INTERNAZIONALI BOCCALONI
Questa America di Trump e la posizione della NATO non l'ho mica capita, e nemmeno perché tanti giornalisti boccaloni si scandalizzano sulle line del Governo Conte tenute nel merito.
Agli interessi contrapposti di Usa e Russia, onestamente dico che imparino a risolverseli con la politica diplomatica: cosa c'entra intaccare i rapporti di chi è fuori dai giochi sporchi, e far pagare all'economia, anche italiana, l'ingerenza Usa in Crimea che non è andata a buon fine per gli Americani?
Se vuoi la pace di un popolo, non lo fomenti con i servizi segreti cara America, ma la cerchi nel buon senso con la diplomazia, altrimenti non è vero che in Crimea cercavi pace e giustizia, ma che usi la questione perché speravi su dell'altro.
Quindi in realtà, per finanziare le sue guerre sparse per il mondo, l'incapace di Trump vuol stimolare con i dazi la sua crescita interna, altresì ulteriormente incassare dalle tasse applicate alle importazioni: pregiudicando di fatto anche la merce interessata di origine Italiana.
Ma come non bastasse abbiamo l'altro fronte, dove la Nato ci esorta caldamente di tenerci isolati dalla Russia commercialmente, mantenendo l'impegno dell'embargo verso la potenza dell'est.
Ma dico siamo matti?
Ma per qual motivo, queste nefandezze partite dall'America su gravi controversie Russe mal gestite, devono gravare nel nostro Paese Italia a cui fa eco una Nato sempre più simile a Bruxelles?
Ma dove vogliamo andare con questa politica degli anni 50
e poi parlano tanto di globalizzazione!
L'unica globalizzazione che questi soloni hanno saputo fare è quella degli esodi umani di massa finiti in gran parte nel nostro paese, e bloccare lo scambio delle merci dell'Italia da sempre a vocazione commerciale anche d'esportazione.
AVANTI TUTTI UNITI CON IL GOVERNO CONTE DI M5S E LEGA: AVANTI TUTTA.
m.m
7 giugno 2018 alle ore 14:43( dal blog Beppe Grillo -video)Analogico Digitale: Basta che si capisca...Forse è iniziata l'era della conoscenza collettiva, del posto in cui viviamo. Speriamo
Mauro Magni
7 giugno 2018 alle ore 14:43Invasione?
Non vogliamo la GLOBALIZZAZIONE delle merci?
Vogliamo anche noi mettere dazi?
Va bene facciamolo, anche gli altri faranno lo stesso con noi e poi vediamo
Vediamo piuttosto di STRONCARE il ladrocinio Italiano e non esportarlo
Il paese è pieno di corruzione e malaffare
andrea a44
7 giugno 2018 alle ore 15:26sapresti dire chi sono i paesi che non fanno mal'affare?
andrea a44
7 giugno 2018 alle ore 15:36tutta la globalizzazione e il piu' grande malaffare del pianeta.
maria s.
7 giugno 2018 alle ore 14:46Noi non abbiamo bisogno di importare olio, da qualunque parte provenga.
Piuttosto perché non se lo importano la germana e altri paesi UE che non hanno nemmeno un albero? E' evidente che l'obiettivo è colpire la nostra agricoltura e sottrarre dalle tavole degli italiani il nostro prodotto di qualità, quello che ne rimane, per dirottarlo chissà dove. Come sta succedendo per peperoni, pomodori, arance, limoni...
Ci guadagna solo la grande distribuzione, in Italia principalmente capeggiata da Francia e Germania.
Felice L.
7 giugno 2018 alle ore 14:51L'olio tunisino ...
vincenzo di giorgio
7 giugno 2018 alle ore 14:53Dobbiamo ripulire l'Italia , in tutti i sensi . Con fermezza e senza guardare in faccia a nessuno !
Antonio castiglia
7 giugno 2018 alle ore 15:00Occorre il dazio. Si ci vuole il dazio. Perche ci sono aziende che sono andati all'estero. (Romania, ungheria, republica ceca, polonia) che portano i loro prodotti in ITALIA. E APLICANO IL MADE IN ITALI. SONO SOPRATTUTTO AZIENDE DEL MANIFATTURIERO. QUESTO NON E ONESTO. PER QUESTI CI VOGLIONO I DAZI.
Antonio.PG
7 giugno 2018 alle ore 15:02è importantissimo vincere questa battaglia per tutelare l'ormai martoriata agricoltura Italiana, il nostro ( ormai fu ) made in Italy, e soprattutto punire pesantemente i furbi venditori Italiani che si approvvigionano da olive Tunisine o del Mediterraneo, e poi le spacciano per Italiano. Create lavoro ed economia e incassi per lo stato, mandate in giro in massa il NAS ad analizzare olio Italiano e scoprirete una miniera d'oro per le casse dello stato tutelando nello stesso tempo la salute degli Italiani e l'economia dei veri e seri Produttori Italiani, ( sempre meno purtroppo ) stessa cosa spedire il NAS a controllare arance, frutta e verdura di importazione e semola di grano duro ( canadese ) usato dalle grandi aziende Italiane, poi non dimenticate le aziende di produzione di pomodori in scatola passate ecc che usano concentrati dalla CINA, se il NAS fosse rinforzato, risanerebbe da solo o quasi,i problemi economici e darebbe una grande mano alla sanità sgravandola di Italiani malati. GRAZIE !
andrea a44
7 giugno 2018 alle ore 15:33se quando ne becchi uno invece di darle la multarella lo sbatti in galere e gli sequestri lo stabilimento gli altri aprono gli occhi.
franco bazzani ()
7 giugno 2018 alle ore 15:23sarebbe una gravissima violazione dei diritti comunitari,einnesterebbeun circolo vizioso per i prodotti della comunità
Fabio S.
7 giugno 2018 alle ore 17:32L'incapacità, unita al lassismo dei nostri rappresentanti in Europa, ha prodotto sin qui dei danni enormi alla nostra economia. Siamo un Paese pieno di eccellenze agro alimentari e vinicole che dovrebbero essere il nostro "fiore all'occhiello" ed il nostro petrolio ed invece abbiamo consentito a tutti di invaderci con sottoprodotti, scarti e imitazioni.
E' ora finalmente di dire BASTA ad alta voce a tutto questo e far falere le sacrosante ragioni delle aziende e degli agricoltori italiani. Basta con i finti san marzano, la bufala tarocca, l'olio raccolto chissà dove e imbottigliato con diciture che recano assonanze a quello italiano, basta con il parmesan e tutti questi sottoprodotti che recano un enorme danno economico ed occupazionale al nostro Paese!
Alessio
7 giugno 2018 alle ore 17:53Se, come dice Salvini, bisogna aiutarli nei paesi di origine allora dobbiamo abituarci a questa idea.
Se vogliamo stare in un economia di mercato allora dobbiamo abituarci a vendere il nostro (pregiato) olio e prenderlo dalla Tunisia.
Oppure si riqualifica l'ilva si vende l'acciaio e ci teniamo l:olio per noi. (Per farla semplice)
lanfranco sandri
7 giugno 2018 alle ore 20:01Io da ignorante NN capirò mai xke dobbiamo importare l olio dalla Tunisia e penalizzare i produttori Italiani,ma xke le nostre eccellenze le devono mandare in malora,x quale motivo.?sé lo comprasse junker l olio tunisino
pierre c.
7 giugno 2018 alle ore 20:31Considerata l'assurdità del metodo per cui i nostri rappresentanti a Bruxelles hanno fin qui subito ogni possibile angheria , sorge il sospetto di interessi inconfessabili comodamente mascherati da forza maggiore. Il Made in Italy può e deve essere tutelato ad ogni costo anche e soprattutto perchè, in virtù della legislazione nazionale tutela la salute del consumatore. Bisogna che il Governo del rinnovamento dimostri fermezza nel pretendere che il vento cambi in Europa. E sgomberi il campo dalle riserve mentali furbesche che sono la piaga della nostra vecchia politica.
Enrico Botta
7 giugno 2018 alle ore 20:35Io ho gli olivi per uso familiare, ma qui in liguria tra malattia e siccità la situazione dei produttori è drammatica negli ultimi tre anni. Anche i nomi più famosi tagliano l'extravergine con l'olio tunisino che è di qualità se paragonato all'olio lampato (fatto con olive raccolte a terra) che viene dal Libano e poi diventa extravergine in Grecia od ad Amburgo grazie a doganieri corrotti.
Mauro Magni
7 giugno 2018 alle ore 21:36Enrico Botta ...sottoscrivo, il tuo è punto di vista da esperto.
hai chiarito come meglio non era possibile
Sono anni che la produzione in Italia è molto sofferente in quantità e qualità.
Ma il prezzo è sempre alto e spesso non giustificabile
Dal mio punto di vista di consumatore e non produttore
Non capisco perché rifiutare un olio BUONO(accertato che sia buono) Dalla Tunisia o altri paesi
basta che le etichette siano limpide
(siamo in Italia)
donatella davanzo
7 giugno 2018 alle ore 22:21Dobbiamo assolutamente proteggere il nostro olio e tutto il comparto del made in italy.
Perchè poi per aiutare un paese in difficoltà economica dobbiamo mortificare la nostra economia ed i nostri prodotti? Roba da matti. Se l Europa vuole aiutare la Tunisia che si prendesse un pò d i tunisini sbarcati clandestimante in Italia.
Grazie per il lavoro che fate, tutti quanti!
friso r.
7 giugno 2018 alle ore 23:22PROBLEMA ENDEMICO
Si potrebbe dire eterno problema, in cui:
1° - le regole sui vari settori le fanno chi non lavora;
2° - gli stessi che non fanno parte del settore;
3° - senza coinvolgere quelli che vi lavorano.
Purtroppo non va bene dare tutte queste deleghe alla UE: trattandosi di un organismo abbastanza astratto anche quando vuoi identificare i promotori delle regole stesse.
Così ci troviamo che l'olio tunisino che dovrebbe entrerà in Italia, è imposto dalla UE;
e che tutto quello che ruota attorno gli sfollati dall'Africa che vorrebbero far entrare dalla Tunisia, sono imposti da Dublino.
NON VA MICA BENE FARE COSI', QUESTA E' MANCANZA DI RISPETTO A NOI ITALIANI E A QUELLI CHE CI RAPPRESENTANO;
altro che diffondere che l'Italia ha un il problema sul Governo sovranista, come ci discredita per il mondo la nostra Rai (attualmente targata Pd), Mediaste (organo di comunicazione affiliato) e La7 (riconducibile all'imprenditoria affaristica statalizzata legata ai poli che fino a ieri fingevano di essere tra loro l'alternativa).
Qui c'è bisogno che il Governo governi il Paese con la sovranità che gli appartiene, e che viceversa la "sovranità" che implicitamente si sono attribuiti certi giornalisti che lavorano alle dipendenze dirette di taluni "politici" (conflitto di interessi), la smettano di denigrare governo e i suoi uomini arrecando danno alla nostra economia, per cui creano sistematicamente sfiducia nel modo degli investitori e ai collegati, promuovendo come in questi giorni la discesa della borsa e l'aumento dell'indice spread a discapito degli italiani.
APPOGGIAMO TUTTI UNITI IL GOVERNO CONTE, E IL PAESE SARA' PIU' FORTE NELLE TRATTATIVE, E QUANDO CERTI ORGANISMI FARANNO I PROSSIMI REGOLAMENTI, DALLA LEZIONE IMPARTITA, NON POTRANNO PIU' TRASCURARE IL FATTO CHE STAVOLTA IL GOVERNO ITALIANO E' ELETTO DAI CITTADINI, E CHE HA UNA VISUALE REALE SUL DA FARSI E SU QUELLO CHE DA FARE NON E'.
michele C.
8 giugno 2018 alle ore 08:41Basterebbe indicare da dove proviene il prodotto (non solo dove è impottigliato). Abbiamo raggiunto livelli di qualità, genuinità e sostenibilità ambientale, eliminato e controllato l'uso di diserbanti e sostanze chimiche e ora compriamo i prodotti coltivati così? Torniamo indietro nel tempo? Torniamo al fazzoletto in testa delle nostre mamme? A che serve il progresso se non a migliorare la qualità della vita? Dobbiamo difendere i diritti e il livello di qualità raggiunto non scendere (per colpa della globalizzazione) al livello degli altri.
elio
8 giugno 2018 alle ore 11:44Per l'olio di oliva extra vergine dovrebbe essere obbligatorio la traciabilita',dove è stato macinato,presentando fattura del frantoio,e l'analisi dell'olio.
Manadate a raccolgiere le olive i burocrati che scrivono le norme.
Enzo Rossi
8 giugno 2018 alle ore 11:56Buon giorno, la discussione è molto interessante. Non voglio generalizzare, in questo paese ci sono tantissime persone che lavorano per avere prodotti alimentari di qualità. Ma gli viene fatta una guerra permanente da parte di produttori scorretti, che usano lavoranti extracomunitari come schiavi, catene di distribuzione che vogliono pagarli quattro soldi, quadri normativi nazionali ed europei spesso a loro sfavore, sistema di controlli che lascia molto a desiderare, anche se sono tanto strombazzati. Il risultato è che, se vai in un normale supermercato per comprare un litro di olio extravergine italiano, volendolo pagare il dovuto, si rischia di non riuscirci. Si rischi di tornare a casa, con della roba indecente, magari con una etichetta accattivante, sempre che uno lo possa apprezzare. Ormai siamo invasi da fake food (provate a comprare un succo di frutta...), i prodotti nei negozi stanno sempre più diventando fake, non ci sono solo le fake news... Probabilmente un modo per far credere che i prezzi non aumentano, semplicemente facendo crollare la qualita dei beni. Forse un effetto collaterale del QE di Draghi.
Buona fortuna a tutti noi
Tiziano Meneghello
8 giugno 2018 alle ore 13:10Non solo per l'olio ma per tutti gli alimentari e non che arrivano fuori.
NON serve mettere o togliere dazi.
SERVE apporre una CHIARA etichetta di origine e confezionamento.
QUESTA omissione o non veritieratt5
DEVE ESSERE sanzionata in modo rigoroso.
SARÀ POI il cittadino ad orientarsi su quale prodotto acquistare.
Ancor oggi quando si va al negozio e acquisto il latte, il prosciutto di Parma o il parmigiano NON sono sicuro di quello che mangio perché basta guardare le inchieste sulla frode alimentare e scopriamo che mangiamo pomodori cinesi. NOI italiani!
.... e in Sicilia li sotterrano!
Le truffe ci saranno sempre finché non si sanzioneranno con pena CERTA che non deve essere pecuniaria ma chiusura immediata dell'esercizio per una settimana, un mese....
Solo così si otterrà un'autocontrollo.
Ma la cosa più IMPORTANTE è l'etichetta che permette al consumatore di decidere se pagare qualche euro in più e mangiare cibo controllato.
fabrizio s.
8 giugno 2018 alle ore 13:56la limitazione a un tot di tonnellate delle olive senza dazio mi sembra un compromesso ragionevole per impedire sia che la Tunisia ne approfitti aumentando la produzione sia che questo piccolo stato in difficoltà che merita senz'altro attenzione possa avere una importante boccata d'ossigeno.
Salvatore Tripaldi
8 giugno 2018 alle ore 21:16Dedicato a tutti coloro che si lamentano del prezzo alto dell'olio extravergine italiano.
L'Italia ha ben 500 cultivar, la Tunisia conta su poche cultivar. L'olio italiano ha il più alto contenuto di polifenoli e altri elementi che lo rendono qualitativamente superiore. La Tunisia tra i più bassi.
Purtroppo per la morfologia del territorio italiano il 90% degli uliveti sono coltivati in zone svantaggiate e quindi con costi molto elevati, ma rendono il nostro paesaggio famoso in tutto il mondo. Consentono a chi vive nelle zone rurali di sopravvivere e di mantenere gli uliveti puliti evitando incendi e successive frane che possono travolgere i borghi medievali del Bel Paese.
Solo il settore olivicolo conta 902.075 aziende, e una superficie agricola utilizzata pari a 1.123.330 ha.
Se muore l'olivicoltura italiana muore l'intero paesaggio e il Paese.
Comprate direttamente dal frantoio oleario e dall'azienda agricola, spesso a nemmeno 1 ora di auto da casa.
Maria P.
9 giugno 2018 alle ore 08:39Bisogna comprare direttamente da chi ha l'uliveto, questo facciamo nel Gruppo di Acquisto Solidale che sta nella mia zona
Maria Luisa Vargiu
9 giugno 2018 alle ore 09:36La pianta dell' olivo o ulivo (Olea europaea L.)originario probabilmente dell' Asia Minore, è una pianta dal punto di vista storico, paesaggistico,economico, alimentare, medicinale,ecc.,talmente importante da meritare questo telegrafico omaggio.
Da millenni è entrato nelle colture dell' Asia Occ. La Genesi parla di un olio che verosimilmente, è quello dei suoi frutti(drupa carnoso-oleosa).
Cecrope, il leggendario fondatore di Atene, avrebbe introdotto l' olivo nella sua città quando già i pittori di Cnosso riproducevano olivi secolari.
L' olivo giunse in Italia nel 1° millennio a.C. e i Romani ritenevano che i massaggi con l'olio di oliva fossero un vero bagno di giovinezza.
Anticamente era anche considerato simbolo della saggezza e della pace tanto che ancora oggi viene usato nella Domenica delle Palme.
Il resto, legno pregiato usato in ebanisteria compreso,è noto.
E qui anche per non annoiare , mi fermo !
Chiara Mente
9 giugno 2018 alle ore 12:49In cambio della benevolenza sempre mostrata alla Tunisia dall'Italia, almeno questo Paese la smettesse di favorire le partenze dei suoi meno pregiati cittadini verso l'Italia dove vivono prevalentemente di spaccio di droga. Sarebbe il minimo.
Renzo Pozzetti
9 giugno 2018 alle ore 12:55Non è corretto che la comunità europea, ossia la Germania, favorisca la vendita di olio non italiano, a danno dell'agricoltura italiana.
L'Europa ha messo le sanzioni alla Russia, e la Russia per ritorsione, ha bloccato l'importazione di qualsiasi prodotto agricolo e lattiero caseario, a grave danno della nostra agricoltura, ma non ha bloccato l'industria meccanica ed automobilistica tedesca.
I nostri bravi governanti, che parlano così bene nei talk show, non c'erano e se c'erano dormivano.
Sarà il caso di rileggere tutti i trattati con l'Europa, e correggere le distorsioni, tra l'una e l'altra, che nell'insieme ci danneggiano pesantemente.
Pazienza, calma, coraggio, determinazuione, avanti.
Renzo
Renzo Pozzetti
9 giugno 2018 alle ore 13:08A noi fanno le infrazioni perchè l'economia ristagna e il pil cresce irrisoriamente, e siamo di conseguenza fuori dal rapporti deficit-pil se vogliamo fare investimenti necessari a risalire da dove la vecchia politica ci ha cacciato,
e loro concedono alla Tunisia vantaggi a nostro danno, senza contrattare che almeno dalla Tunisia non devono però più partire barconi di immigrati, e senza consultarci.
Se vogliono favorire la Tunisia concedano agevolazioni a danno del loro paese, e per lo meno ci consultino.
luigi malerba
9 giugno 2018 alle ore 18:06basta
marco saracino
10 giugno 2018 alle ore 10:55l'olio è una cosa, gli immigrati tutta un'altra...perché alla fine vengono fuori sempre gli immigrati? questa cosa stufa un po'...
Claudia Benevento
13 giugno 2018 alle ore 17:18Buongiorno,
Email: beneventoclaudia1981@gmail.com
Siete alla ricerca di finanziamento per sia rilanciare le vostre attività; sia per la realizzazione di un progetto, sia per comperarvi un appartamento ma purtroppo la banca li pone a condizioni di cui siete incapaci di riempire. Più preoccupazione. Io sono un particolare che assegna prestiti che vanno di 1.000 a 2.300.000 ad ogni persona capace di rispettare i suoi impegni. D'altra parte il tasso d'interesse è pari al 3% l'anno. Sia avete necessità di denaro per altre ragioni. Non esitate di contattarlo per ulteriori informazioni.
Email: beneventoclaudia1981@gmail.com
Grazie!
Giovanni Reale
14 giugno 2018 alle ore 09:01Buongiorno a tutti volevo sapere che fine ha fatto il Programma Sicurezza proposto da noi il 30 Maggio 2017 soprattutto sull'accorpamento delle Forze dell'Ordine dove si risparmierebbero tanti soldini???
Il nuovo Minisistro della Giustizia che fa parte del Movimento come mai non attua il programma 5stelle sulla riorganizzazione delle FFOO ad esempio accorpando la Polizia Penitenziaria alla Polizia di Stato???
La Penitenziaria è un clone delle altre FFOO dove mangiano tanti soldi solo gli ufficiali e i Dirigenti
michele a.
14 giugno 2018 alle ore 10:12Mi auguro che il movimento faccia chiarezza immedi ata sui fatti di Roma e prenda misure adeguate e le divulghi in modo chiaro e trasparente...
bottari ivan
24 settembre 2018 alle ore 18:10OFFERTA DI PRESTITO SENZA SPESE AD OGNI PERSONA
Sono Sig. IVAN BOTTARI un finanziere particolare. Faccio prestiti tra privati alle persone in difficoltà finanziarie e capace di rimborsare la somma presa in prestito. Le mie condizioni di prestito sono semplici e determinate. Ho un capitale importante che può assegnare un prestito ai privati e le scadenze saranno fissate secondo il vostro bilancio mensile. Se avete progetti a realizzare o se siete in difficoltà finanziarie potete contattarmi per mail più rapidamente che il possibile con l'importo la durata ed il vostro prestito tenuto conto che il mio tasso d'interesse è pari al 3%.
2,000 - 500,000
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WhtaSapp: (+39) 340 785 4516
Grazie
