
La cultura non é una mancetta elettorale, ma un investimento
19 giugno 2018 alle ore 09:52•di MoVimento 5 Stelle
di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Qualche giorno fa, dopo aver criticato la 18App, il bonus con cui Renzi regalava 500 euro ai diciottenni, mi hanno accusato di voler togliere finanziamenti alla cultura per i giovani.
Non è vero. È vero il contrario: intendo aumentare i fondi a disposizione per la cultura, e uno degli assi strategici dove più soldi pubblici verranno spesi è proprio l'incentivare la diffusione di cultura tra i giovani.
Domenica, Il Sole 24 ORE ha dato notizia che il Consiglio di Stato ha bloccato la proroga del Bonus Cultura per il 2018-2019, a causa di errori compiuti dal precedente Governo. In altre parole, questo significa che il Bonus Cultura 2018 - quello che mi si accusa di voler eliminare - rischia di sparire a causa dell'incapacità di chi mi ha preceduto. E' ironico che gli stessi politici, che mi accusano di non voler rifinanziare il Bonus cultura ai 18enni, hanno creduto a tal punto in questa misura che non sono stati in grado o non hanno voluto rifinanziarla. In pratica da una parte sostengono, a voce, la 18App, dall'altra la cancellano.
Al di là di questo aspetto singolare, le critiche che ho mosso alla 18App significano che, per noi, la cultura non è una mancetta elettorale, al contrario: la cultura è investimento.
Il tema di come avvicinare i giovani alla cultura è un discorso molto più serio e non si affronta certo con un "voucher una tantum" che sa di mossa elettorale, di mezzo propagandistico perché non ha nulla di strutturale che possa dare il segnale di inversione di tendenza ed essere la radice sulla quale far crescere l'interesse dei nostri ragazzi verso la letteratura, il teatro, il cinema, la musica, la danza, l'arte, la storia e l'archeologia.
Non è un caso se in diverse situazioni i soldi del bonus siano stati spesi per feste a base di alcol o usi simili. Inoltre, non è neanche prevista una misura premiale o che consideri le diverse situazioni economiche delle famiglie.
Per questo vogliamo intervenire immediatamente. I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati e verranno erogati ai nati nel 2000 e nel 2001. Nel farlo, abbiamo pensato di introdurre in modo graduale alcuni correttivi, per rimediare agli errori fatti in passato e preparare un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che assocerà progetti di diffusione culturale nelle scuole con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi culturali, a partire dal 2020.
Quali correttivi introdurre e quando farlo, lo chiederemo a una commissione di esperti che si metterà subito al lavoro, per individuare i punti deboli del sistema partendo dall'analisi di come i fondi sono stato utilizzati.
Il metodo che voglio applicare è quello delle riforme "dal basso", raccogliendo i punti di vista e ascoltando le esigenze di tutte le persone coinvolte. I protagonisti in questo progetto, infatti, saranno i ragazzi e le ragazze. In questo modo la commissione sarà in grado di proporre modifiche dei modi con cui i fondi vengono distribuiti e prevedere azioni strutturali che creino la 'fame di cultura', coinvolgendo ampie fasce d'età, non solo i 18enni, con l'obiettivo che i fondi siano sfruttati a pieno e utilizzati al meglio.
I giovani sono il miglior investimento per il futuro del nostro Paese e si meritano molto di più di un bonus una tantum. I fondi che sono già stati predisposti e che l'azione del precedente Governo ha rischiato di far saltare, non saranno eliminati, ma sarà tutto rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine, più efficaci, per far sì che cresca la ricerca di cultura fra gli adolescenti e che sia duratura.
Commenti (18)
gianluigi f.
19 giugno 2018 alle ore 11:57Bravo ministro avanti così, gli italiani devono capire che la musica è cambiata così come sono cambiati i suonatori. Basta fare leggi di buon senso non serve altro. Le mancie elettorali per raccattare voti sono finite.
Roberto Caforio (aboliamoildanaro)
19 giugno 2018 alle ore 18:10Mance...
Roberto Maccione
19 giugno 2018 alle ore 12:09Il primo provvedimento per promuovere la cultura e' programmare un palinsesto Rai che faccia avvicinare giovani e meno giovani.
stefania binato
19 giugno 2018 alle ore 14:09mi pare un buon punto di partenza...Ho parecchie idee in merito e vista la mia esperienza di spessore con NABA -E NON SOLO- negli anni scorsi,mi metto a disposizione del MINISTERO come Entertainment Consultant
Luca Fini
19 giugno 2018 alle ore 15:32E' IL PROBLEMA..non uno dei problemi.
La CULTURA non ha senso fine a se stessa ma E' FONDAMENTALE per far CRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA,che e' l'unica "ARMA" che ci pone in LIBERTA' DI SCELTA.
NON E' UN CASO che abbiano VOLUTAMENTE DISTRUTTO LA SCUOLA,E' STRATEGIA RAZZISTA sulla base di creare MINIPOLAZIONE DELLE MENTI.
Ma non solo la scuola,e' LA CULTURA IMPOSTA CONSUMISTICA che trova in menti incolte il " POLLO DA SPENNARE".
MINISTRO,ABBIA IL CORAGGIO DI IMPORSI,e qualora non le dessero fondi sufficienti,SI DIMETTA CON UN EDITTO AL TELEGIORNALE IN PRIMA SERATA,con nomi e cognomi di chi non glielo ha permesso,e LE MOTIVAZIONI.
HA TUTTO IL NOSTRO SOSTEGNO.
CORAGGIO!
giovanni suraci
19 giugno 2018 alle ore 16:41Ministro la scuola a tempo pieno è una necessità, nel pomeriggio si potrebbero studiare :
Educazione civica,
informatica,
musica,
storia dell'arte,
lingue,
sport.
I risultati sarebbero significativi,si toglierebbero i ragazzi dalla strada e dall'uso smisurato dei social.
Cambiamento è anche questo
newmail *****
19 giugno 2018 alle ore 16:47Usate anche la Rai, che trasmetta programma di cultura. Saranno visti non solo dai giovani ma da tutti e di potranno formare maggiormente i cittadini, non solo calcio , talk show e veline.
A suo tempo molti cittadini hanno imparato a conoscere l'italiano, da trasmissioni televisive.
Ottimo sarebbe imparare una lingua straniera ed educazione civica.
Giuseppe
19 giugno 2018 alle ore 17:58La Rai potrebbe inserire anche la possibilità di poter usufruire di un canale che trasmetta lezioni universitarie on demand per chi non può frequentare direttamente le lezioni (pagando un'iscrizione per chi se lo può permettere e gratuite per chi non ha mezzi economici)
gianpiero m.
19 giugno 2018 alle ore 18:21La RAI dovrebbe trasmettere un corso continuativo di "educazione civica" completo di informazioni sulla ns. Costituzione, Organi Costituzionali, funzionamento della macchina "Stato".
Con informazioni oggettive, i cittadini potrebbero meglio valutare i fatti quotidiani ed anche leggere i giornali con spirito critico.
G.Mazz.
girolamo marzano
20 giugno 2018 alle ore 11:01Le televisioni italiane da quel mezzo di acculturamento che erano si sono trasformate in un mezzo di "Disacculturamento e massificazione verso l'ignoranza greve" che non fa altro che produrre violenza, sopraffazione creando modelli, per i giovani in particolare,in cui nessun talento vale se non quello delle furbizie grevi, dell'ipocrisia più ignobile, quando va bene. Secondo me è dai massmedia e dai social che bisogna ripartire per far conoscere ai giovani una reale alternativa alla pessima qualità della vita che è stata offerta finora, alle ultime due generazioni in particolare. Insomma: va certamente bene offrire a tanti giovani la possibilità di andare a teatro, scegliersi un libro o un film da vedere, ma bisogna dargli strumenti di valutazione ben diversi da quelli che gli hanno fornito finora.
Angelo D.
20 giugno 2018 alle ore 17:23Ill.mo Ministro onorato di averLa alla Cultura e ai Beni Culturali. C'è penuria di tramissioni scientifiche. Una volta esisteva un accenno alla cultura dato di QUARK di Piero Angelo, ora invece non esiste piu' nulla. Solo programmi RAI da dementi assoluti. Incentivi trasmissioni scientifiche se riesce. Per tutto cio' che a fatto RENZI quel cantastorie lasci perdere. Ha fatto benissimo ad eleiminare le mancette di RENZI. Ringrazio il cielo che è a tentare di fare l' apposizione e spero ci rimarrà per altro 50 anni.
Luigi S.
21 giugno 2018 alle ore 09:38Buongiorno a tutti! A proposito di "bonus docenti"! L'informatizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, ha certamente cambiato il modo e i tempi di utilizzazione delle risorse strutturali: registro elettronico, lavagne luminose, aule di informatica ecc..., tutto questo nel bene e nel male, con tanti pro e tanti contro. comunque se pensiamo anche ad una scuola tecnologica, docenti e discenti sempre all'avanguardia, pronti a fronteggiare la rapida evoluzione software e hardware, allora bisognerà continuare ad erogare il bonus docenti e discenti.
E' certamente vero che da questa spesa traggano profitto molte aziende, ma è certamente inevitabile che ormai non si possa più prescindere dall'acquisto e dall'uso uso di questi strumenti.
I docenti possono spendere in cultura e acquisto di strumenti, diversamente dovrebbero impoverire ulteriormente i proprio introiti, già estremamente scarsi, per finanziarsi in tecnologia e cultura.
Questo bonus anche se pensato in realtà per il "mercato" , rimane comunque utile, anzi necessario, tenendo conto dei processi e cambiamenti tecnologici in atto.
Quindi molta attenzione a non pensare troppo ideologicamente, ma a guardare con attenzione a ciò che accade nella realtà, nei cambiamenti culturali e nella tecnologia, oggi strettamente interconnesse.
In questi anni è stata fatta dell'istruzione una montagna di ideologia con prassi pedagogica ma da quattro soldi, pensata a tavolino, e totalmente staccata dal procedere della realtà.
Infatti il disastro sociale ed educativo a cui assistiamo ne è la sua diretta conseguenza.
Si deve risparmiare abolendo " INVALSI" e altre inutile idiozie burocratiche, riportando l'istruzione alla sua nobiltà e peculiarità di merito e di giudizio.
La parola d'ordine è semplificazione e non altro, sono i docenti come adulti ad essere portatori di conoscenze e consapevolezza, più in generale di "maestrie", segue...
Luigi S.
21 giugno 2018 alle ore 09:39 per milioni di anni tra i mammiferi è sempre stato l'adulto a dettare i percorsi da seguire per la sopravvivenza, il tutto a garanzia della continuità!
Ora invertendo i ruoli abbiamo questo disastro sociale sotto gli occhi, e chi ne è stato responsabile presuntuosamente, non appare neanche in grado ammetterne il fallimento!
Quindi per favore, si ascolti chi pratica la professione da molti anni e che sopratutto non si confondano i "mezzi con il fine" .
enzo bargellini
21 giugno 2018 alle ore 09:57Egregio,il numero dei commenti sull'argomento è deludente indicazione d'interesse al tema.
Capaci e Meritevoli...recita l'art.34C.
Sono in accordo con Lei circa bonus a pioggia e/o una tantum.
Sussidi e/o incentivi devono essere attribuiti per "concorso" come previsto dallo stesso art.34C.;ove per concorso Gli Editori Costituenti intendevano,a mio modestissimo parere in via del tutto generale,NON ulteriori prove ma generale informazione per i potenziali beneficiari,asseverata valutazione dei titoli scolastici pregressi e dello stato sociale dei concorrenti come da determina dell'art.34C.
Molti auguri di buon lavoro a Lei e Colleghi dalla Romagna.
Michele Prisciandaro
21 giugno 2018 alle ore 13:55I bonus cultura hanno aperto anche un mercato nero della rivendita a scopo di monetizzarne il valore. Mi spiego, ho avuto a che fare con proposte di vendita bonus a metà prezzo da parte di gente che non ha mai letto un libro ne mai lo farà. Ergo sum = "Io non leggo","ti vendo il bonus per 250 euro","Tu puoi comprare libri per il doppio della cifra", "Io mi metto in tasca 250 euro". Tutto molto discutibile. No ?
MARIA STELLA LONGO
21 giugno 2018 alle ore 22:26Contiamo sul Suo operato ministro Bonisoli per la diffusione della Cultura, quella vera, a tutti i livelli dalla scuola primaria all'università, ad esempio insegnare ad amare la musica classica, la letteratura, il teatro, l'arte, perchè l'Italia e l'Europa sono la culla della Cultura e la sinistra o meglio il PD a mio parere ha cercato in ogni modo di distruggerla proponendo pseudo intellettuali come "maestri" in compenso però ci offre i concerti di Vasco Rossi, tanto per fare un nome, o gli sproloqui triviali e indecenti della Littizzetto o altra pseudo-cultura su questa linea. Le auguro buon lavoro!
Lucia Scogna
22 giugno 2018 alle ore 17:16I giovani sono succubi di una pseudocultura alimentata dall'industria delle discoteche all'aperto e delle notti bianche dove il consumo di alcool è spropositato insieme all'uso di droghe.Consumismo dettato dal liberismo borghese della classi di potere che spadroneggiano con le multinazionali dei superalcolici.La musica che viene proposta in questi luoghi è la TECNO che viene propagandata come musica tribale per via dell'uso massiccio del ritmo a discapito della melodia.La mancanza della DISCIPLINA MUSICALE nelle scuole ha provocato questo disastro.Mi preoccupa l'ignoranza dei giovani che credono che la TECNO sia legata alle tradizioni tribali mentre, a scuola bisognerebbe insegnare che questa musica è il prodotto consumistico del Capitalismo americano che sfrutta l'euforia dei giovani a discapito della loro salute e per arricchire le multinazionali.Vorrei, come insegnante di musica, laureata in musicologia poter avere la possibilità d'insegnare Storia della Musica in tutta Italia. Per ora Storia della Musica nelle scuole superiori è inserita sono in Lombardia.Vorrei che fosse nazionalizzata.Grazie
franco bazzani ()
22 giugno 2018 alle ore 19:12LA CULTURA PUòCAMBIARE LA VITA DI UN PAESE SPOSTANDO LA RICERCA DA QUANTITà A QUALITà
