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Ecco come l’economia della condivisione ci salverà

Ecco come l’economia della condivisione ci salverà

Author di Beppe Grillo
ore 10:44
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di Beppe Grillo

Trattata come un fenomeno di passaggio o moda del momento, la sharing economy o economia della condivisione, si è guadagnata un ruolo importante nel panorama mondiale, ma ancora non è stata compresa appieno.

Non parliamo solo di applicazioni per il cellulare o di qualche piattaforma, ma di qualcos’altro.

Siamo di fronte ad un cambio culturale enorme, che sta trasformando gli scambi economici che conosciamo. Siamo abituati a flussi lineari, “produrre, vendere, guadagnare”, ma non è più così.

In un mondo in cui le risorse sono limitate e quelle esistenti non vengono utilizzate nella loro interezza, l’accesso ai normali strumenti sta diventando appannaggio delle sole élite. In questo scenario la condivisione rappresenta il rovesciamento di un paradigma che ha prevalso per secoli e che ha permesso la nascita della società che conosciamo.

La proprietà come unica soluzione sta lasciando il passo a nuove tipologie di utilizzo. Il possedere qualcosa non prevale più nelle logiche delle persone. Ciò che sta emergendo è un mondo in cui l’importante è il servizio.

Ecco il punto.

La sharing economy non è stata ben capita ancora, ma sarà la chiave per passare dal concetto di produrre e vendere, al concetto di produrre e distribuire.

Solo ora vediamo la nascita di tutta una serie di soluzioni che fino a pochi anni fa erano impensabili, ma non solo sul piano tecnologico, ma soprattutto su quello culturale.

Pensiamo alla Shared Mobility. Ossia della condivisione del mezzo di trasportotrasporti.

Sta cambiando il modo di concepire la mobilità. Questa è sicuramente facilitata dall’utilizzo delle tecnologie disponibili che sono sempre più di semplice utilizzo, con costi contenuti e e facilmente reperibili, ma non significa che debba aver solo bisogno di questi per essere realizzata.

Anzi le tecnologie possono facilitarla, ma in realtà è l’idea di business, l’idea dell’impresa, l’idea della condivisione che c’è dietro ad aver veramente importanza. Il fulcro di tutto è la volontà di un gruppo di persone che vogliono condividere qualcosa. In questo caso un veicolo.

Ma se ci pensate, tutto potrebbe essere indiscutibilmente realizzato senza bisogno di adottare tecnologie avanzate o sofisticate.

Perché possiedo una macchina? Perché voglio “avere mio” quel bene o per il servizio che mi dà?

Certo se si fa su una scala un po’ più grande, se si coinvolgono persone sconosciute, se si devono intercettare anche pagamenti, gestire condizioni di emergenza, condizioni di eccezionalità dell’esercizio, la tecnologia può sicuramente aiutare molto.

Però non penso che c’era bisogno di Airbnb per affittare un appartamento ai turisti. Abbiamo una lunga tradizione estiva di famiglie che hanno messo a disposizione le loro proprietà per il periodo estivo, proprio approfittando del turismo balneare stagionale.

Certo la tecnologia facilita e soprattutto rende accessibile a tutti certi servizi. Nel caso della Shared Mobility ci sono diverse soluzioni di car-sharing o ride-sharing che possono aumentare la facilità di utilizzo del servizio, per esempio il fatto di poter prenotare un veicolo o un viaggio attraverso un’app o ancora la possibilità di avere il servizio distribuito su tutta la città, in qualunque luogo ci sia un parcheggio, senza dover fare delle stazioni fisse con presidio di persone.

Quindi la tecnologia è un elemento importante, ma al di là di tutto è è necessario un cambiamento culturale sostanziale..

Ci sono tanti spazi per sviluppare e lanciare nuove idee di sharing. Presto ci troveremo davanti a nuove opportunità. Ci saranno servizi dedicati e specifici. Una vettura con una trazione integrale, se stiamo parlando delle montagne delle Alpi nell’inverno, piuttosto che una vettura aperta decappottabile, divertente, estiva se stiamo parlando di località appunto turistiche estive.

Ma andremo ancora oltre.

Molto presto sarà normale avere la vettura di condominio da condividere, magari per gli anziani che devono spostarsi di rado, ma che altrimenti non saprebbero come fare. Pensiamo ai servizi, solo intorno a questa necessità già esistente, che potrebbero nascere.

Dal fare la spesa, allo spostarsi, alla condivisione delle nostre capacità, sta per avvenire un passaggio meraviglioso. Un’economia che spero metterà finalmente al centro la persona, che farà comunque guadagnare, creando posti di lavoro, ma in modo diverso. Si perché saremo tutti datori, lavoratori o altro. Tutti potremo guadagnare o pagare per accedere al servizio e non più alla cosa che dà il servizio.



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4 Giu 2018, 10:44 | Scrivi | Commenti (24) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: airbnb, beppe grillo, condivisione, m5s, sharing economy

Commenti

 

Cioe'prima ancora di spingere" idelogicamente"certe innovazioni,fermarsi 1 momento a capireconseguenze negative e positive,sull' esistente, e...non ci si puo'opporre?? imparare a gestirle.In questo mondo moderno che si basa sul credito/ debito( pezzi di futuro presi a prestito x far progredire il presente verso il futuro) che e' la benzina di quel motore, e sempre + interconnesso, non e' detto che il"progresso" avvenga in modalita' lineare. Un grande mercato globale precedente ( Impero Romano), con alti livelli di civilta' e di espansione della tecnica ,x quei tempi, collasso' quando fini la benzina dell' epoca ( continuo ingresso di schiavi a buon mercato).In Europa si quasi interrussero gli scambi ed il progresso tecnico ,il Basso Medioevo fu 1 fase di frammentazione politica ed economica ,ed autarchica.Ma le corporazioni artigiane in Italia mantennero viva una minima tecnica artigianale e che alimento'lera dei Comuni ed il Rinascimento in concomitanza con la ripresa degli scambi e della Tecnica. Ma molto del sapere dell' antichita' ( anche tecnico teorica ) precedente venne resuscitata dopo 500 anni ,grazie anche agli amanuensi.Senza voler essere "apocalittico", il " progresso" non e' lineare, ma puo' presentare blocchi ed involuzioni "temporanee".Ma forse hai ragione tu, queste nuove idee o forme( condivisione) entrando nel patrimonio di molti o di alcune comunita', dimostrandosi vincenti, anche in quel caso potrebbero divenire un' evoluzione collettiva condivisa.

Antonio Rizzi 06.06.18 19:33| 
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OK! Ma e' importante non aver 1 approccio "ideologico"su questo potenziamento tecnologico di modalita' di scambio paraeconomico tra individui,da sempre in essere, che nella sua forma estrema e' il BARATTO. Il possessore di auto,CONDIVIDENDOLA,la "affitta" ( e incassa) x periodi brevi e monetizza il non uso ( ammortizza), mediante 1 societa' /app che gli da' visibilita' in una comunita' di utenti.
Oltre l' app, c'e' anche 1 assicurazione ded 1 gestione della logistica ridotta ai minimi termini possibili.
Una brillante IDEA, sia x la comunita'ma soprattutto x la NUOVA EMRGENTE SOCIETA'/app di SERVIZI. Chi l' auto l' " affitta"(ma si potrebbe addirittura arrivare condivisioni senza solditra condivisore e condividente, con il pagamento solo del servizio e assicurazione a carico del condividente) risparmia bei soldini, e puo' anche essere INVOGLIATO a NON COMPRARE il mezzo se l' uso previsto non e' frequente.Tutto cio' OTTIMIZZA l' USO economico dell' ESISTENTE ( bisogni auto, capitali).MA il ROVESCIO della MEDAGLIA, e' che ci saranno in % MENO acquirenti di AUTO, MENO RENT a CAR classici ( con parchi auto e logistica/parcheggi,MENO assicurazioni auto di LUNGO periodo.
Si dira: gia' oggi le case produttrici danno in leasing/ fitto temporaneo i nuovi modelli pur di " venderli" ( o meglio produrli).E tutto cio' parrebbe in SINTONIA con la " DECRESCITA FELICE" edun uso virtuoso ( ed economico) delle risorse.
MA...OBIETTO: se colui che chiede l' auto in condivisione, fosse un LAVORATORE dell' AUTO LICENZIATO o in CASSA x CALO VENDITE ( conseguente anche se in minima percentuale)POTREBBE permettersi il"LUSSO"della condivisione pur se a costi minimi??? Percio' e' meglio NON avere 1 atteggiamento "IDELOGICO"sulle capacita' dell' INNOVAZIONE TECNOLOGICA e di certe IDEE/INTUIZIONI, che nei fatti LANCIANO NUOVI BUSINESS a SCAPITO dei TRADIZIONALI.A dei benefici, CORRISPONDONO problemi in altre sedi ( OCCUPAZIONE ) almeno a breve.E poi e' lo STATO ( noi) a doversene far carico

Antonio Rizzi 06.06.18 18:25| 
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Gradirei si istituisse nella "Democrazia Diretta" una sorta di osservatorio a tutela del cittadino consumatore e qui si perseguissero le pubblicità illecite e camuffate e che favorisse al contrario chi opera bene, poiché siamo perseguitati e spesso importunati da queste false ed ingannevoli pubblicità ad iniziare dai medicinali favolosi, ai contratti telefonici/luce/acqua/gas, se le istituzioni non intervengono loro avranno sempre carta bianca per gabbare i cittadini!

Pasquale Martino 05.06.18 14:44| 
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perfettamente d'accordo!
BASTA CON LA PROPRIETÀ PRIVATA, CHE CI RENDE SCHIAVI E CANNIBALI... SI AL SERVIZIO CHE CREA CONDIVISIONE E ALTRUISMO!😆

marina 05.06.18 13:54| 
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Caro Beppe,tu sei sempre "oltre".....perchè?
Perchè osservi e,poi,deduci.....gli altri,invece,fanno il contrario (oltre a farsi i loro sporchi interessi!).
GRAZIE DI TUTTO,BEPPE!!!!!

ANNA PONISIO Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 05.06.18 11:34| 
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Non avevo letto l’autore e ti ho riconosciuto dalla tua scrittura

Sarebbe come prima cosa fondamentale però che ogni qualsiasi forma di condivisione fosse tra individui e non società che per il solo stesso fatto di esserci rendono la condivisione a scopo di lucro togliendone il vero significato

Beppe hai visto report stasera ?

Si devono concepire piattaforme libere vigilate con accesso tipo firma digitale e chi entra entra come individui come uno non come società che conta tanti e che quindi rompe gli equilibri della condivisione

Dani Cap 04.06.18 23:25| 
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Ma stai parlando di comunismo puro? Quello che veniva predicato e attuato in URSS e non ha funzionato molto. Le persone si adattavano a fare il meno possibile e l'idea di benessere si trasformava in povertà per tutti. Tu dovresti ricordarlo.


cazzo beppe ma quanto sei avanti te

claudio p., samarate Commentatore certificato 04.06.18 18:20| 
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Da troppi anni ho intrapreso una "lotta" per far comprendere l'importanza del trasporto su rotaia ormai estesosi in quasi tutto il mondo, con particolare riferimento a tante Nazioni a noi vicine.

Cesare De Prosperis 04.06.18 16:05| 
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Penso si possa parlare di chimera. Noi siamo degli abitudinari egocentrici. Per arrivare alla condivisione e' salo auspicabile.

Roberto Maccione Commentatore certificato 04.06.18 15:59| 
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Condividere e non trattenere, per arricchirsi

Far circolare, per non ristagnare e deperire

Spendere per tutti, per avere e "partecipare" al bene di tutti

Dare, per ricevere

Essere, per avere molto di più!

Grazie Elevatissimo

PS: https://infosannio.wordpress.com/2018/06/04/beppe-le-parole-ed-i-fatti/

massimo m., Roma Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 04.06.18 15:52| 
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COSA SI INTENDE PER INNOVAZIONE?
E' solo una cosa mai vista prima e migliorativa?
Migliorativa con che fine?
I 2 veri e attuali vincoli di APPROVAZIONE E BOCCIATURA,di un brevetto,sono l'interesse militare( nel quale caso ti viene asportato senza indennizzo...come se il mondo militare sia un mondo " al di sopra" ," supremo", e l'altro e' che ci sia gia',e che quindi non rappresenti innovazione.
La cosa incredibile( l'ho vissuta sulla mia pelle) e' che le CONTESTAZIONI,iter imprescindibile,sono GROTTESCHE,che evidenziano l'INCONPETENZA del personale addetto,che ti presentano innovazioni simili,ma completamente FRAINTESE a confronto della nuova proposta.
Il punto fermo e' CHE SONO INEVITABILI,anche se superabili con una risposta adeguata,ma SOPRATTUTTO TI COSTANO( circa 1000€) perche' non puo' essere l'inventore stesso a rispondere e contestare le critiche,ma agenzie brevettuali,che NON LAVORANO GRATIS.
SE L'INVENZIONE E' UN BASTONE PER SODOMIZZARE I NEGRI,e non c'e' ad oggi,e' PROBABILE CHE IL BREVETTO VENGA RILASCIATO.
Non c'e' ne ETICA ,ne un senso LOGICO DI INNOVAZIONE ,nel senso di UTILITA' SOCIALE.
E' una QUESTIONE PRIVATA cge ,se NON DISCRIMINATA,puo' CREARE DANNI alla SOCIETA' TUTTA,soprattutto,sul MONDO DEL LAVORO.
E' in quel MOMENTO,che se DISTRUTTIVA,BLOCCHEREI l'invenzione
INNOVATIVO E' CIO' CHE AIUTA,MIGLIORA,MA NON FA' DANNI!
No utile?no party!

Luca Fini 04.06.18 15:48| 
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Si potrebbe cominciare con l’incremento dei trasporti pubblici, preferendo quelli su rotaia, abbassandone i costi e migliorandone l’efficienza. Anche questa è economia condivisa.

Giuseppe C., Sinalunga Commentatore certificato 04.06.18 15:17| 
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LA BANCA DEL TEMPO potra' in un primo tempo lenire le conseguenze di un uso SCONSIDERATO della robotica,non in quanto inutile,ma perche' supera le esigenze del cittadino.
In un secondo tempo ,potra' diventare una realta' conclamata ,basata su una forma di baratto che potra',se non del tutto,almeno in parte,rendere faceto il denaro.
Altro limite che si puo' proporre,e' l'EMISSIONE DI BREVETTI,solo se essi non SOSTITUISCONO il LAVORO delle persone,o solo se lo sotituiscono paritariamenre o lo incrementano.
Via il denaro,CONDIVISIONE,BARATTO!

Luca Fini 04.06.18 14:40| 
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L'economia della condivisione salverà il mondo,perchè a mio giudizio è una filosofia di vita,più' che mai necessaria ai nostri tempi,potrà permettere il dialogo,cosa più importante di ogni altra considerazione.La politica del fornire il servizio comune od il servizio che con la propria professionalità si potrà offrire ma che sopratutto ci costringerà per usufruirne alla condivisione ,al contatto e quindi alla convivenza.Voglio sperarlo,sono abbastanza anziano per ricordare tempi in cui vi erano rapporti tra le persone e mutuo soccorso e sembra incredibile ma le persone si rispettavano per la loro onestà e non per il loro conto bancario.Sembra fantascienza

MAURIZIO FUSCO 04.06.18 13:44| 
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Certo il futuro può essere quello! Io ci andrei più cauto però; ad un certo punto della vita le cose cambiano inevitabilmente! Meglio lasciare sempre una possibilità di scelta.

Pasquale M., Airola Commentatore certificato 04.06.18 13:31| 
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salve, sono iscritto al movimento da qualche anno, ma la piattaforma Rousseau non mi riconosce e non mi fa registrare in quanto mi dice che l'e-mail usata è già in uso, certo da me: Giovanni Briffa, prego volermi far sapere cosa posso fare per chiarire la mia situazione,
saluti e forza 5S

giovanni briffa 04.06.18 13:16| 
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Car sharing: che differenza con l'affittare un'auto per ore o giornate?

Fabio Maria Agostinelli, Ancona Commentatore certificato 04.06.18 13:12| 
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Car sharing: Che differenza c'è con l'affittare un'auto per ore o giornate?

FabioMariaAgostinelli 04.06.18 13:08| 
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Aspetto con ansia di sapere che risorse ci saranno per la citta' di Torino e i suoi disoccupati. Saluti dalla Barriera.

Flavio Guglielmetto-Mugion, Torino Commentatore certificato 04.06.18 12:59| 
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Per non parlare del "time banking" poco e mal usato in Italia e ad esempio meglio strutturato in Inghilterra..Rivoluzione soft dove si riporta,come dicevi,finalmente, al centro, l'essere vivente(incluso dunque l'ambiente).
Grazie per aver detto il " basta!" piu forte di quello di tutti noi!!

Virginia Agliata 04.06.18 12:52| 
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Giustissimo Beppe! Avere e dare un servizio non implica necessariamente il possesso di un bene. Ma bisogna vigilare affinché le nuove realtà non si trasformino in una trappola (vedi il caso Uber).
Il capitalismo delle multinazionali si impossessa con molta facilità di ogni novità. D'altra parte, Marx lo dimostrò: espropriare i lavoratori (artigiani e non solo) dei mezzi di produzione e delle loro conoscenze fu il più imporatnte atto del capitalismo.
Ma ce la faremo. Siamo ben consapevoli e vaccinati. Avanti tutta!

Francescaaa G., Salerno Commentatore certificato 04.06.18 12:45| 
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Domenicocall@yahoo.it

Domenico Callegari 04.06.18 12:36| 
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