
Un patto con il territorio per affrontare l'emergenza Xylella
25 maggio 2018 alle ore 10:06•di MoVimento 5 Stelle
di Portavoce MoVimento 5 Stelle Regione Puglia e Portavoce pugliesi al Parlamento europeo e nazionale
Un patto con il territorio. E' il passo fondamentale per affrontare l'emergenza Xylella. Una ricetta non semplice, ma non impossibile. Articolata, e importantissima.
Ne abbiamo parlato in una conferenza stampa organizzata sabato 19 maggio a Bari. Un patto con il territorio è ciò che è mancato fino ad oggi. E la conseguenza è uno scollamento generale tra enti, agricoltori e cittadini.
Un concetto deve essere chiaro: nessun contenimento può essere attuato se tutti non partecipano e sono messi nelle condizioni di farlo.
Riteniamo che la Regione Puglia, con i suoi ritardi e inefficienze nelle politiche agricole inerenti la questione, abbia gravi responsabilità. Ma d'altro canto i discutibili piani e decreti legislativi calati dall'alto non sono in grado di porre un serio freno alla propagazione del batterio.
Ora è indispensabile che Governo nazionale, Regione, Comuni, Consorzi, Ricercatori, Agricoltori e Cittadini, formino una efficiente "rete operativa" per gestire e contenere in modo condiviso Xylella f.
Dobbiamo partire da un dato di fatto: al momento non si intravede la possibilità di debellare il batterio Xylella f. Fino a che ciò non avverrà, occorre convivere con esso mettendo in atto le necessarie misure per contenerlo il più possibile.
Dal canto nostro riteniamo che oggi questa convivenza si debba attuare su più livelli:
1) Buone pratiche agricole, con potature biennali e ove si renda necessario senza cagionare stress agli alberi con tagli di grosse dimensioni che causano effetti opposti, procedere al taglio ripetuto delle piccole branchette che producono sintomi da disseccamento;
2) Diserbo meccanico eseguendolo ovunque possibile nel periodo giovanile di sviluppo del vettore philaenus spumarius meglio noto come "sputacchina";
3) Diserbo con tecniche innovative nelle aree pubbliche e in quelle marginali difficilmente raggiungibili attraverso il ricorso a prodotti non residuali oppure ricorrendo alla già collaudata tecnica del pirodiserbo o alla innovativa tecnica del vapore d'acqua ad alta temperatura la cui fattibilità è già oggetto di studio e approfondimento;
4) Trattamenti con prodotti fitosanitari sostenibili nelle fasce di contenimento nei periodi di diffusione degli adulti di Philaenus spumarius. Tali prodotti devono manifestare efficacia verso il vettore e al contempo contemperare le esigenze delle aziende in Biologico, limitando i trattamenti obbligatori a due secondo tempi e modalità previsti dalle norme vigenti e usando principi attivi compatibili con l'ambiente e la salute. Deve essere garantito all'agricoltore un abbattimento dei costi per l'acquisto di questi presidi fitosanitari che copra il gap con i prodotti convenzionali attraverso aiuti economici. E' necessario attuare qualsiasi misura di profilassi nelle aree indenni attraverso il ricorso a pratiche colturali e strategie agronomiche atte a migliorare le condizioni di vita dell'olivo;
5) Interventi chirurgici di eradicazione delle piante infette nelle fasce di contenimento, dato che gli alberi colpiti da Xylella sono ulteriori fonti di inoculo. A tal proposito occorre recuperare le risorse necessarie per aumentare e rendere più efficienti i monitoraggi, dando costante e trasparente informazione agli agricoltori e ai cittadini. L'espianto deve essere condotto con tempi e modi idonei. Devono essere salvaguardati gli ulivi monumentali, per i quali occorre prevedere idonee procedure di isolamento fisico per impedire che siano presidi di contagio;
6) Reimpianto nella zona infetta con cultivar ritenute idonee che manifestano tolleranza/resistenza al batterio, incentivando lo studio e la ricerca sul germoplasma autoctono e l'individuazione di semenzali locali che manifestino resistenza/tolleranza al disseccamento;
7) Rigenerazione del paesaggio dell'olivo e ricostruzione paesaggistica delle aree maggiormente colpite che tenga conto dei caratteri identitari del paesaggio pugliese e delle esigenze di carattere sociale ed economici;
8.) Monitoraggi estesi e ripetuti della Regione, eseguiti con modalità idonee anche per studi geostatistici, che possano consentire di studiare come il fenomeno si propaga nello spazio, in modo da arginare più efficacemente le eventuali direttrici di propagazione;
9) Controlli tempestivi ed efficaci sull'adempimento delle azioni di controllo del vettore, con sanzioni ed esecuzione in danno;
10) Ricerca scientifica multidisciplinare mirata alla comprensione della diffusione e gestione di Xylella f.
Misure Economiche.
Per un serio e giusto contenimento della diffusione della Xylella occorrono cospicui finanziamenti pubblici: europei, ministeriali, regionali. Occorre intervenire con logiche da gravi calamità naturali. Né si può pesare eccessivamente sui coltivatori, a partire dall'espianto a finire alle misure di lotta obbligatoria. Riteniamo pertanto indispensabili gli aiuti economici al comparto olivicolo interessato, con un occhio particolare ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese.
Si deve partire urgentemente con alcuni interventi: abbattimento della burocrazia, misure finanziarie e fiscali idonee, risarcimento danni da xylella, accesso alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale, postegrazione dei mutui, incentivi e aiuti per il rimboschimento, per le misure agroambientali e la rigenerazione paesaggistica. Risorse aggiuntive per i monitoraggi, i controlli e la ricerca scientifica.
Commenti (22)
Biagio C.
25 maggio 2018 alle ore 10:55La vogliamo fare una bella commissione d'indagine per stabilire la dolosità o meno della cosa? Alla faccia dei piddi0ti che parlano di "complottismo"...
giova31
25 maggio 2018 alle ore 11:36D'accordo al 200% per una commissione d'inchiesta.
I dubbi sorgono e sono legittimi.
Le leggi europee, appoggiate dai PD/dc, per incrementare l'importazione dalla tunisia, sono vergognose.
Vorrebbero distruggere l'olio pugliese. Bisogna fermarli con qualsiasi mezzo o ci riusciranno.
Biagio C.
25 maggio 2018 alle ore 11:48E il gasdotto?
davide di noia
25 maggio 2018 alle ore 11:08Chiediamo aiuto alla comunità scientifica internazionale, non perché noi siamo meno capaci, ma perché la condivisione di informazioni scientifiche riduce i tempi di sperimentazione al 1000 %. In particolare a Russia e Israele.
davide di noia
25 maggio 2018 alle ore 11:15.... e Cina. La scienza non ha confini e ideologie politiche. Ci vogliono solo investimenti e tecnologie ultima generazione e tanti scienziati che amano il loro lavoro con il "tarlo della soluzione " che può arrivare anche da scienziati sconosciuti.
Michele Esposito
25 maggio 2018 alle ore 14:43DISINFETTARE CON POLVERE DI CALCE GLI ALBERI,OGNI SETTE GIORNI, E POI LAVARLI CON SPRUZZATE DI ACQUA. (DA RIPETERE ALMENO TRE VOLTE) POSSONO ESSERE UTILIZZATI ANCHE MEZZI COME ELICOTTERI...PROVARE PER CREDERE.....
Pasquale M.
25 maggio 2018 alle ore 14:51Una regione fantastica, con enormi potenzialità in campo agricolo e nel settore turistico. Un territorio che si presta naturalmente allo sviluppo di questi due settori da cui possono derivare una serie di attività collegate e migliaia di posti di lavoro. La nostra Florida!
francesco s.
25 maggio 2018 alle ore 15:33quello che mi domando come ha fatto a venire in Italia, direi che forse sarà il momento di fare qualche riflessione sulle frontiere , qui passa di tutto leggi più severe ma veramente severe per le importazioni e non solo al di fuori della UE ma anche con stati mebri della UE
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25 maggio 2018 alle ore 15:56Vorrei offrire un punto di vista. La produzione agricola appartiene a imprenditori piccoli, medi o grandi che da un lato si devono confrontare con un mercato globalizzato, dall'altro con l'ambiente su cui oggi molti pretendono di stabilirne le regole di gestione senza giusta competenza.
Prima di elargire suggerimenti e regole sarebbe opportuno chiarire se l'imprenditore agricolo è titolare dell'azienda e relativa produzione e se ha competenza decisionale economica/finanziaria della propria attività. Voglio dire che da prima che la gente si rendesse conto che l'ambiente è un bene di tutti, proprio gli agricoltori hanno compreso dalla notte dei tempi che la gestione equilibrata e cosciente del territorio dona qualità della vita ed economia. Ogni volta che altri settori produttivi hanno esagerato con l'obbiettivo dell'ottimizzazione dei costi e la massimizzazione dei profitti si sono generati problemi ambientali, biologici e sanitari creando criticità a cittadini ed agricoltori (a titolo di esempio mucca pazza, aviaria, febbre suina ecc...)
Forse il problema degli ulivi va affrontato come tutti i problemi ambientali che la natura ha saputo affrontare e gli agricoltori hanno imparato a gestire: le condizioni cambiano e nuove specie avanzano creando nuovi ambienti, paesaggi ed economie.
Ci sarebbe tanto altro da considerare ma questo è il problema della sintesi.
Francesca De Marinis
25 maggio 2018 alle ore 17:16Io credo solo in Beppe.
kurt andrich
25 maggio 2018 alle ore 18:08Nella grande euforia sulla nascita del governo Conte e' totalmente scomparso il tema dei "stipendi dimezzati" x i parlamentari M5S. Ma vale ancora o vi avete rinunciato? I piccoli imprenditori che ne venivano sostenuti nella precedente legislatura forse vorrebbero sapere anche loro se ancora ci possono contare ...
Naturalmente nessuno rispondera' a questa mia domanda, come alle tante altre fatte nel corso degli ultimi anni. Tutte rimaste senza alcuna attenzione da parte del Blog.
Maria P.
26 maggio 2018 alle ore 07:37cambia blog se ti senti così frustrato
Paola Calogero
25 maggio 2018 alle ore 18:56Si vabbè ma mettetevi d accordo però! Sul blog di Grillo sposate le tesi di chi sostiene che la xylella non sia la (sola e unica) causa della malattia del Codiro. Poi qui date voce ai 5stelle pugliesi che portano invece avanti la tesi "xylellista". Informatevi meglio, perché anche molti deputati nazionali 5stelle hanno capito che la tesi xylellista non sta in piedi e il Decreto Martina che ne consegue è una follia!!
Sonia Giannoni
25 maggio 2018 alle ore 19:37Indagate sulla Monsanto. Non è un caso che gli ulivi si infestano di uno strano batterio e la Monsanto offre ulivi OGM.
Laura F.
25 maggio 2018 alle ore 21:42La Xylella non e' un caso che sia arrivata proprio in Puglia proprio nella regione dove vogliono far passare il TAP . E' STATA INOCULATA ARTATAMENTE
25/05/2018 T.
Marcello
26 maggio 2018 alle ore 09:30La cosa che per me non è chiara è come mai durante la campagna elettorale delle regionali in Puglia si diceva che non era necessario tagliare, che solo le buone pratiche etc... Adesso leggo al punto nr. 5 che bisogna eradicare.
Qualcosa non mi è chiaro.
Rispettiamo l'ambiente, mettiamo in atto le buone pratiche, concimiamo il terreno oramai sterile per dare alle piante la forza di reagire. Vedrete che non ci sarà bisogno di schierarsi dalla parte di chi vuole tagliare!
luigi speranza
26 maggio 2018 alle ore 18:17basterebbe mettere le api e non ci sarebbe piu' la xylella
luigi speranza
26 maggio 2018 alle ore 18:20basterebbe mettere le api ,e la xylella ,sparirebbe
Felice L.
28 maggio 2018 alle ore 08:41Le api non mangiano batteri...
FLAVIO DORIA
27 maggio 2018 alle ore 13:21QUALUNQUE COSA PURCHE' NON SI TIRI A CAMPARE COME FINO AD ORA SPENDENDO INUTILMENTE QUANTO STANZIATO DALLA UE TIPO MANDARE IN GIRO PERSONALE ALL'UOPO ASSUNTO PER CENSIRE GLI ALBERI AMMALATI INVECE DI UTILIZZARE GLI STESSI FONDI PER IRRORARE DALL'ALTO CON AEREO LE PIANTE AMMALATE SENZA SPESE PER I COLTIVATORI
Mario Rossi
28 maggio 2018 alle ore 08:13Si tratta di una Pandemia inventata di sana pianta. Unica finalità è quella di superare le direttive europee che vietano lo sradicamente di alberi secolari e con conseguente impossibilità di cambiare le destinazioni d'uso dei terreni.
Si tratta di una malattia che esiste da decenni con percentuali irrisorie.
Stranamente le percentuali sono salite in progressione geometrica, da quando si è progettato di avviare attività diverse da quelle agricole, vedi T.A.P. e altri.
Non esiste nessuna prova documentale che attesti che lo sradicamento degli alberi risolva il problema, anzì, l'accusa di trasmissione della malattia è stato allargata a tutta la flora mediterranea.
Sembra di tornare al vecchio proverbio che cita: faranno un deserto e lo chiameranno Pace!
Felice L.
28 maggio 2018 alle ore 08:27Questo batterio fa danni ingenti in California ... oltre cento milioni di dollari l'anno, ma non solo in quegli stati...
