Un governo dalla parte dei risparmiatori

Nella foto: l’incontro fra il presidente incaricato Conte e i risparmiatori che hanno sofferto per i default di alcune banche

di MoVimento 5 Stelle

Ieri sera, a seguito delle consultazioni con le forze politiche in Parlamento, il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha incontrato una delegazione di risparmiatori che hanno sofferto per i default di alcune banche.

Queste persone, come tante altre, devono essere ascoltate dalle istituzioni. Sono persone che chiedono giustizia e che il loro risparmio venga tutelato come previsto dall’art.47 della Costituzione. A loro Giuseppe Conte ha garantito che la tutela dei loro risparmi, spesso frutto di sacrifici e di una vita di lavoro, sarà uno degli impegni principali del Governo del Cambiamento. Chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito.

Sommando le crisi bancarie degli ultimi anni – dalle quattro banche popolari di fine 2015 alle due banche venete dell’anno scorso – stiamo parlando di circa 400 mila risparmiatori che in vesti diverse, di azionisti o di obbligazionisti, hanno perso quanto avevano investito; non a causa di investimenti speculativi, come qualcuno inizialmente voleva far credere, ma a causa della pessima gestione del risparmio da parte di alcuni amministratori delle banche in questione.

I criteri con i quali si è proceduto in questi anni al risarcimento degli obbligazionisti subordinati sono del tutto insoddisfacenti, innanzitutto perché il risarcimento non è pieno, ma solo all’80%, e in secondo luogo perché può accedervi soltanto chi ha un reddito inferiore a 35.000 euro l’anno e/o possiede un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro, ma soltanto nel caso in cui l’investimento fosse a sua volta inferiore ai 100.000 euro. Per tutti gli altri obbligazionisti l’unica via è quella di ricorrere a lunghe procedure arbitrali dagli esiti e dai tempi molto incerti. Ad oggi gli obbligazionisti risarciti sono appena 15 mila, una piccola parte del totale.

Gli stessi azionisti sono spesso piccoli risparmiatori
che si sono visti obbligati all’acquisto in cambio dell’erogazione di un prestito, o perché convinti dalle informazioni parziali che garantivano loro la sicurezza dell’investimento. È urgente estendere il risarcimento anche a questi azionisti, costruendo un fondo di portata ben superiore a quello istituito con la scorsa Legge di Bilancio. Servono con tutta probabilità 2 miliardi di euro, ma ad oggi sono stati messi a disposizione appena 25 milioni, quasi una presa in giro se pensiamo che anche in questo caso i criteri per accedere al ristoro sono molto stringenti.

Il risarcimento dei risparmiatori truffati è stato inserito nel Contratto di Governo e trova in sintonia M5S e Lega. Alle associazioni e alle famiglie che in questi anni hanno pagato in prima persona i crac bancari vogliamo dire: il cambiamento è alle porte e sarà fatta giustizia.

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