Si scrive occupati, si legge precari

di Nunzia Catalfo

L’ISTAT oggi conferma le nostre preoccupazioni. Il miglioramento dei dati occupazionali, legato peraltro a una crescita in via di indebolimento, è purtroppo quasi soltanto virtuale.

Il primo trimestre 2018 segna l’ennesimo boom dei contratti precari, mentre i permanenti calano di 8mila unità e diminuiscono gli indipendenti addirittura di 37mila unità. Su base annua, il trend si accentua: addirittura 51mila contratti stabili in meno e oltre 323mila lavoratori a termine in più.

Senza dimenticare la preoccupante stasi del lavoro femminile: senza un maggiore coinvolgimento delle donne, il mercato occupazionale non potrà mai ripartire davvero. E’ evidente come il Jobs Act abbia fallito il suo principale obiettivo: rendere il contratto a tutele crescenti, che poi è stabile solo in teoria, il preferito da parte degli imprenditori.

Bisogna riformare in profondità le politiche attive, rilanciare la formazione continua e quegli investimenti che possano aiutare le imprese a guadagnare in produttività: è dimostrato infatti che le aziende preferiscono scommettere e investire su lavoratori stabili. Solo così si creerà quel circolo virtuoso tra lavoro di qualità, consumi e innovazione di cui il Paese ha urgente bisogno.

Centro delle preferenze per la privacy

Necessari

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.

gdpr[*], bds_user_logged_in, wordpress_logged_in,

Statistiche

I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.

_ga, _gid, _wingify_pc_uuid, _cfduid,

Marketing

I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.

fr