Il terrorismo sulle coperture economiche #IoSonoNelContratto

Anche oggi continuano le iniziative del MoVimento 5 Stelle in tutta Italia per raccontare il contratto di governo con i banchetti del Cambiamento. A questo link trovate tutti i materiali da stampare e diffondere ai banchetti. Segnalate il vostro banchetto su Call to Action, su Activism, sui social. Scattate foto dai vostri banchetti, registrate video e diffondeteli su Facebook, Instagram e Twitter usando l’hashtag #IoSonoNelContratto.

di MoVimento 5 Stelle

Insieme al terrorismo sullo spread va molto di moda quello sulle coperture economiche. Nei giorni scorsi ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici di Carlo Cottarelli, oggi il fact checking dell’Agi. Il giochetto è sempre lo stesso: si sommano tutte le misure espansive previste nel Contratto di Governo così da superare la soglia psicologica dei 100 miliardi di euro, non si parla di coperture, che pure sono state indicate a più riprese, e si fa intendere che il programma sarà realizzato quasi integralmente in deficit.

La realtà, però, è un po’ diversa. Prima di tutto bisogna spalmare i circa 100 miliardi di euro di spese sull’intera legislatura, perché misure come la Flat Tax a due aliquote, il Reddito di Cittadinanza e il superamento della Fornero hanno bisogno di tempo per essere elaborate, approvate ed entrare a regime. È assurdo sostenere, come fa l’Agi, che ogni anno vadano trovati oltre 100 miliardi di coperture. La verità è che per realizzare il nostro programma economico serviranno manovre finanziarie da 20-30 miliardi annui, in linea con i governi precedenti ma con effetti molto diversi, perché non si tratta di bonus a pioggia o misure provvisorie, ma di investimenti produttivi, lotta senza quartiere alla povertà, abbassamento dell’età pensionabile e drastica riduzione della pressione fiscale.

Le coperture le ripetiamo da mesi: almeno 40 miliardi arriveranno dall’attenta revisione delle cosiddette tax expenditures, agevolazioni fiscali erogate senza criterio che vanno razionalizzate e spostate sulle nuove voci di spesa, fra le quali sono da contare anche i 17 miliardi di Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), cioè trasferimenti e agevolazioni per le fonti fossili o inquinanti indicati ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente. Altri 30 miliardi a regime verranno dai tagli agli sprechi e dalla spending review, in buona parte delineata dallo stesso Cottarelli che invece nelle sue stime sul Contratto di Governo commette alcune evidenti imprecisioni (ad esempio conta i 2 miliardi dei Centri per l’Impiego al di fuori dei 17 miliardi del Reddito di Cittadinanza). Infine ci sarà da giocare una partita in Europa sul deficit, per finanziarie la parte residua del programma e aumentare il cosiddetto effetto moltiplicatore, cioè il ritorno in termini di Pil delle misure che abbiamo in mente.

La filosofia economica che sta dietro al Contratto di Governo è molto diversa rispetto a quella dominante negli ultimi anni. L’abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: l’austerità ha fallito, le politiche dei governi che ci hanno preceduto hanno fatto esplodere il rapporto debito/Pil e depresso l’economia. Al contrario, far ripartire il circuito virtuoso di consumi, investimenti ed occupazione stabile è il miglior modo per aumentare anche il gettito fiscale e tenere a posto i conti.

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