
Caso Regeni: la verità deve emergere quanto prima
2 maggio 2018 alle ore 10:18•di MoVimento 5 Stelle
di Maria Edera Spadoni
Nell'incontro con il Presidente del parlamento egiziano Ali Abdel Aal al Cairo, in occasione del vertice dei presidenti dei Parlamenti dell'Assemblea Parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, ho ribadito l'auspicio di una stretta collaborazione fra Italia ed Egitto per arrivare quanto prima ad individuare i responsabili della morte di Giulio Regeni, ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo a cavallo tra gennaio e febbraio del 2016.
Non possiamo dimenticare quella tragica giornata del 3 febbraio 2016 quando il corpo di Giulio fu trovato in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.
Il Presidente Aal ha ribadito la totale disponibilità dell'Egitto a collaborare con l'Italia nel ricercare la verità sulla morte del nostro connazionale. Il nostro Paese auspica verità e giustizia.
Commenti (8)
Expat
2 maggio 2018 alle ore 11:47La verità va chiesta alla docente inglese che ha mandato al macello Regeni, forse consapevolmente.
giuliano dolce
2 maggio 2018 alle ore 12:15La verità è fondamentale e comunque se Regeni come tantissimi altri altri suoi colleghi si fosse interessato solo della ricerc, sarebbe sicuramente ancora in vita.
Pierluigi Piccoli
2 maggio 2018 alle ore 12:17Non illudiamoci che il caso Regeni possa essere risolto positivamente.
Quando ci sono di mezzo i servizi segreti non si viene a capo di nulla.
NICCOLO MACHIAVELLI
2 maggio 2018 alle ore 13:38;-L'unico modo in cui potrà essere risolto il caso Regeni e che il governo egiziano trovi qualche povero divolo sacrificabile. Il governo egiziano, come tutti i governi, non sacrificherà ne vertici ne gragari dei prori servizi.
NICCOLO MACHIAVELLI
2 maggio 2018 alle ore 13:43L'unico modo in cui potrà essere risolto il caso Regeni e che si trovi qualche povero divolo sacrificabile. Come tutti i gverni non saranno scrificati ne vertici ne gragari dei servizi.
GVC
3 maggio 2018 alle ore 06:47Anche noi adesso "auspichiamo"?
Quando "auspicavano" gli altri però ci irritavamo (giustamente)...
Stiamo capendo, a nostre spese, cosa significa scendere a compromessi, ovvero a galleggiare nel mondo politico italiano.
:(
Maria P.
4 maggio 2018 alle ore 06:33adesso non possiamo più usare il verbo AUSPICARE che significa AUGURARSI ... ma non hai niente di meglio da criticare?
Luca Fini
7 maggio 2018 alle ore 00:08PRIMA DI TUTTO UN GRANDE ABBRACCIO ALLA FAMIGLIA REGENI,alla quale va' tutto il mio appoggio morale ed emotivo e i complimenti perche' Giulio era una persona molto viva,e in noi,lo SARA' SEMPRE.
Studi sui diritti dei lavoratori,in EGITTO,per quel che e' quel paese,e' ed era UN GRANDE ATTO DI CORAGGIO,non comune.
Esprimo anche UNA PROFONDA RABBIA,proprio perçhe' GLI SPORCHI INTERESSI,che poi son sempre gli stessi E CHE BEN CONOSCIAMO,vanno a colpire SEMPRE I PIU' CONSAPEVOLI,e questo fa' DOPPIA RABBIA.
NON MOLLIAMO..la VERITA' DEVE VENIRE A GALLA.
DEVE!
Nel mio picvolo TERREMO SEMPRE VIVA QUESTA RABBIA,costi quel che costi,perche' questa MANCANZA ABBIA UNA RAGIONE COMPIUTA.
E' un fatto di CIVILTA',e DIGNITA',ANCHE ITALIANA.
Ribadisco,ANCHE ITALIANA.
