
Alitalia, il sì alla proroga è un atto di responsabilità
6 maggio 2018 alle ore 09:48•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Sul caso Alitalia la nostra posizione è di assoluta responsabilità: in questi giorni è all'esame della commissione speciale del Senato il decreto predisposto dal Consiglio dei Ministri che sposta al prossimo 31 ottobre i termini per un'eventuale vendita e al 15 dicembre quelli per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni. Come MoVimento 5 Stelle, riteniamo doveroso dare l'ok a questa proroga nel rispetto dei tanti lavoratori della compagnia che vivono appesi a un filo. Lo stallo politico di queste settimane, inoltre, richiede prudenza e atteggiamenti responsabili nei confronti di una realtà che, a nostro giudizio e di quello di molti esperti del settore, resta uno dei potenziali asset strategici del paese.
Dare l'ok alle decisioni prese dall'esecutivo, però, non significa che spingiamo per la vendita a qualsiasi costo. Troppe volte negli ultimi mesi si è parlato di eventuali ristrutturazioni con conseguenti tagli a mani basse ai posti di lavoro: secondo noi non è con i colpi di scure che si può rilanciare un'azienda del trasporto aereo, ma con investimenti e rinnovate politiche industriali. Del resto i dati sulla crescita del settore del trasporto aereo, che hanno tutti il segno "+" davanti, debbono per forza invitarci ad una riflessione: perché in un segmento in così forte espansione Alitalia continua a perdere milioni su milioni di euro? Sull'operato della struttura commissariale bisogna vederci chiaro, per questo nelle prossime settimane intendiamo dare il via ad un giro di audizioni e, se necessario, imbastiremo tavoli tecnici ad hoc sulla questione. Tra l'altro abbiamo appena appreso che Luigi Gubitosi è entrato nel Cda di Tim, collezionando quindi una nuova poltrona, e un nuovo incarico.
Come farà a conciliare questi due incarichi delicati e strategici per il Paese è tutto da scoprire. Il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo e vanta un costo medio del lavoro tra i più bassi a fronte di un indice medio di produttività tra i più alti: possibile che Alitalia non riesca a risalire un minimo la china in un contesto simile? Il lavoro dei tre commissari per ora difetta di trasparenza: è giunto il momento di avere tutte le delucidazioni del caso.
Commenti (19)
Andrea Zanella
6 maggio 2018 alle ore 09:57Chiudere la sventurata baracca al più presto! Anche regalarla, tanto fa schifo!
Andrea Mecarelli
6 maggio 2018 alle ore 10:17OK, però parliamo anche dei privilegi dei dipendenti Alitalia che, in deroga al limite della cassa integrazione prevista per tutti i lavoratori, prendono sino al 80% dello stipendio intero (base + superminimi + varie ed eventuali). Chiaro come, con questo tipo di accordo, nessuno si sia MAI reimpiegato in altro lavoro. Come è chiara la responsabilità delle controparti, SINDACATI COMPRESI, in questo tipo di accordo pagato PER DECENNI con il sacrificio degli italiani; in confronto i vitalizi dei parlamentari sono acqua. Se si vuole arrivare ad una equa redistribuzione della ricchezza non si possono non affrontare anche queste situazioni su cui poi sono costruiti i vari super-stipendi e privilegi della classe dirigente. Se un pilota in cassa integrazione prende 10.000 lordi mensili, quanto deve prendere un dirigente nel pieno delle sue funzioni?
Stefano M.
6 maggio 2018 alle ore 10:40vabbe' che siamo di nuovo in campagna elettorale ma da una forza politica "nuova" mi aspetterei comunque azioni chiare, decise e realistiche. In questo senso credo sia arrivato il momento di stendere un velo pietoso e lasciare andare al suo destino questo baraccone con tutto il suo indotto.
pietro mosè
6 maggio 2018 alle ore 11:32ma ai signori che, grazie a Berlusconi, rilevarono la parte sana di Alitalia nel 2008, scaricando i debiti sullo stato, una richiesta di restituzione dei profitti e della scarico dei debiti allo stato non la si può chiedere?
NICCOLO MACHIAVELLI
6 maggio 2018 alle ore 12:21
D'accordo sulla proroga, non ci sono molte scelte. Per fare un po di soldi con Alitalia, potrebbero essere organizzate, all'interno delle sue strutture, dei corsi di perfezionamento, o se preferite master, tenuti dal management ALITALIA degli ultimi 20/30 anni, data la loro indiscutibile preparazione e incompetenza, sul tema:
COME DISTRUGGERE UN'AZIENDA STRATEGICA E VIVERE FELICI A SPESE DELLE PECORE
Luca Fini
6 maggio 2018 alle ore 13:38ALITALIA E' L'ESEMPIO DELLA MENAGERIALITA' DEL PAESE ITALIA.
Sono in tanti a dire che il problema in Italia non sono i lavoratori ,ma IL METODO DI ASSEGNAZIONE DELLE CARICHE nei settori strategici,di manager che SI SONO DIMOSTRATI,a dir poco,LE PERSONE SBAGLIATE NEL POSTO SBAGLIATO,che hanno fatto FALLIRE ,non solo Alitalia ma IL SISTEMA ITALIA.
Se poi andassimo a fondo su questi meccanismi,non ci resterebbe che VOMITARE.
Un nome su tutti,che non e' l'unico,ma esemplare:
MONTEZEMOLO..hahahaha..rido per non piangere.
CHE VERGOGNA.
Hanno ragione a dire in EUROPA che siamo un sistema che agisce con logiche mafiose,clientelari con la meritorita' che E' DIVENTATA UNA BARZELLETTA.
Andiamo avani con curriculum MAI APPROPRIATATI DA EFFETTIVI SUCCESSI MENAGERIALI,semplici scuse per giusificare un FAVORE AD UN AMICO DI FAMIGLIA.
Io sono stufo di mantenere i lavoratori di ALITALIA.
Apriamo una mega inchiesta retrattiva e FACCIAMO PAGARE AI NANAGER RESPONSABILI IL LORO STIPENDIO A VITA.
Un SOGNO?
Noooo..UN BRUTTO SOGNO E' CIO' CHE STIAMO VIVENDO DA 40 ANNI CON ALITALIA.
Questi lavoratori devono essere reimpiegati..MA DOVE?
DENTRO I CHIP DI UN COMPUTER?
E' SCORAGGIANTE!
Giuseppe Abruzzese
6 maggio 2018 alle ore 14:25Ma ci ricordiamo quello che dicevano di Alitalia, che ha (o aveva) ripreso a fare utili, che è (non "era") una compagnia valida. Anche per questo il prestito dello stato è rimasto inutilizzato. Quindi che cosa stanno raccontando adesso? Il paese ha bisogno di Alitalia come compagnia di bandiera e compagnia di alto livello (lasciamo perdere le chiacchiere sul low-cost).
Finora le basi ci sono e sono solide. E se si lasciasse perdere il regalarla e si cominciasse ad impegnarsi sul serio per una sua ri-affermazione?
Lucio tieri
6 maggio 2018 alle ore 15:27Alitalia cerca di sopravvivere cambiando strategie ,istituisce il volo Roma L'Avana rotta assolutamente remunerativa,arriva airitaly con capitali per la maggior parte sconosciuti che anche loro puntano su cuba ,che succede? Alitalia toglie Cuba dai suoi piani,e renzi vola in Qatar,nel frattempo azionista di airitaly ,a che serve questa visita,7000 dipendenti valgono meno di una prebenda...
Alessandro L.
6 maggio 2018 alle ore 19:14Bastaaaaaaaaaa !!!!!
Franco Pastorino
6 maggio 2018 alle ore 20:12E^ ora di finirla con il baraccone Alitalia, che ha accumulato debiti su debiti ed ha un management che non è in grado nemmeno di gestire la spesa di casa. Il ministero Alitalia deve essere chiuso. Ma le nuove divise sono state saldate al fornitore?
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6 maggio 2018 alle ore 21:06Se litalia a gia messo tanti soldi vale la pena risanarla e farla piu atrattiva.
NICCOLO MACHIAVELLI
6 maggio 2018 alle ore 21:37Amico mio, bisigna fare un la crana (come diceva il Sen Razzi)
Francesco Costantini
6 maggio 2018 alle ore 22:07Buonasera,
Se l'Europa non decide di fare l'Europa è fare un unica politica commerciale e fiscale
Ci saranno molte aziende che andranno in
Default per i costi di gestione troppo alti,
Pertanto, non ha nessun senso restare in un Europa zoppa.
Cordiali saluti.
Francesco Costantini
Tony
7 maggio 2018 alle ore 22:55...nazzionalizzare porta solo a una ulteriore spesa per la nazione....alle solite spartizioni di potere e denaro tra ''politici'' e sindacati....con scioperi e assenteismo ..l'ATAC non vi ha insegnato nulla...
Renato Russo
8 maggio 2018 alle ore 10:49Un paese con vocazione turistica come l'Italia, non abbia una compagnia di Bandiera è penoso.
Per salvare l'Alitalia, si dovrebbero pompare altre risorse, solo a condizione del completo azzeramento della classe Pseudo Manageriale in essere, rivalsa in sede di tribuanle civile su quelle precedenti, che non hanno governato l'azienda ma saccheggiato, con il benestare dei partiti politici e di qualche Ras localale, a danno dei Lavoratori e dei Cittadini ( che pagano per queste ruberie ).
Il personale, come tutto il Nuovo Managment dovrebbe accettare un nuovo contratto di lavoro, che sia sfidante, ricalcato su quello del low cost( non bisogna inventarsi nulla ), ma con Premi di Produzione elevati. Se dobbiamo concorrere in campo Internazionale lo dobbiamo fare ad armi pari. Inutile avere costi e tariffe elevate, perchè anche inserendo altre risorse , la strada è sempre la stessa , porta al tribunale fallimentare, la partita è persa in partenza.
Inutile sottolineare che solo nel Bel Paese , i presunti Manager , visti come salvatori della Patria, riescono a sedere in decine di Consigli di Amministrazione.Vedi Montezomolo , Gubitosi , Bernabe', ecc., sono specializzati in tutti i settori ( TLC , Ferrovie , Energia , Finanziare ) salvo poi rendersi conto che il loro apporto è nullo , se non per i propri portafogli.
Chiara Mente
9 maggio 2018 alle ore 14:16Sono decenni che le nostre tasse finanziano l'Alitalia, una Compagnia aerea sempre in perdita che ha costruito tanti responsabili e dirigenti milionari (in euro). Non so a quanti miliardi di Euro siamo arrivati senza risultati (forse 8). Adesso altri 900 milioni che non rivedremo mai più. Non so se sia responsabile continuare a fornire denaro prelevandolo dalle tasche dei contribuenti. Penso proprio di no.
Cesare De Prosperis
9 maggio 2018 alle ore 22:48Non sono per nulla d'accordo su quanto deciso, per il semplice motivo che, alla fine, la "SOMA" tornerà a gravare sulle casse dello Stato!
andrea zattini
28 luglio 2018 alle ore 04:42Sono 20 anni cje lavoro nel settore compagnie aeree e conosco bene molte persone che lavorano in AZ e le vicende legate alla stessa e non posso che confermare la necessità di dare via questa macchina mangia soldi, perchè altro non è che un covo di raccomandati amici degli amici strapagati e fancazzisti (a livello manageriale) che non accetterebbero mai compromessi (così come la maggior parte degli assistenti di volo e dei piloti). Vedere un Toninelli che per quanto possa stimare dimostra di capire poco e niente di questo settore al punto da volerla nuovamente nazionalizzare, mi intristisce. Piuttosto indiciamo un REFERENDUM e che siano i cittadini a deciderne le sorti visto che saremmo poi noi a doverci mettere nuovamente ulteriori soldi. E' ORA DI FINIRLA DI FORAGGIARE QUESTO PATETICO CARROZZONE!!!
Cristina Di Bernardo
5 dicembre 2023 alle ore 17:48⭐️⭐️⭐️⭐️
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