
250 kg di plastica al secondo finiscono negli oceani
26 maggio 2018 alle ore 10:30•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle Europa
La plastica è il nemico maggiore degli oceani e delle forme di vita che li popolano. Bisogna prendere un impegno ben preciso per salvaguardare la salute dei nostri mari, minacciati quotidianamente da un flusso d'inquinamento divenuto ingestibile. Una missione che deve essere intrapresa non soltanto dei cittadini, ma anche e soprattutto dalla politica, attraverso l'introduzione di provvedimenti mirati a diminuire la produzione è il consumo di plastica nella vita quotidiana di tutti quanti noi.
Al Parlamento europeo è in corso un'iniziativa di Sky e WWF che invita i cittadini a fare piccoli cambiamenti nelle loro abitudini per portare grandi cambiamenti nel quotidiano. Davanti alla sede principale, infatti, è stata installata una balena di plastica chiamata "Plasticus", che rappresenta la quantità di plastica che viene gettata ogni secondo nell'oceano. Il quantitativo è impressionante, parliamo di ben 250 chilogrammi ogni secondo. E sappiamo tutti come la plastica nell'oceano sia ormai diventata un problema enorme: si calcola che nel 2050 la questo materiale riversato in mare peserà di più di tutti quanti i pesci messi insieme. È necessario quindi un impegno internazionale per trovare una soluzione mondiale a questa drammatica minaccia.
La ragione per cui questa balena di plastica è stata installata è semplice: gli eurodeputati stanno lavorando ad una direttiva sulla plastica, la prima nel suo genere. Noi stiamo lavorando ad una strategia per ridurre il consumo di plastica e per sostituire quella tradizionale - derivata dal petrolio - con materiali sostenibili, biodegradabili e anche compostabili. Più di cento eurodeputati hanno già firmato l'impegno, lavoreremo con loro e con altri membri del Parlamento europeo affinché si affronti il problema della plastica monouso rimuovendola e sostituendola con prodotti più sostenibili. Ci stiamo impegnando concretamente con una serie di provvedimenti mirati, ad esempio, al riuso degli imballaggi oppure all'introduzione di sistemi obbligatori di vuoto a rendere.
Pensiamo che questa sia un'opportunità economica, una cosa giusta da fare per l'ambiente e la salute dei cittadini e dell'ecosistema e, al contempo, una scelta che delineerebbe una strada grandiosa per l'Europa. Ogni singolo cittadino deve dare un contributo a questa battaglia, noi dobbiamo fare altrettanto all'interno delle istituzioni.
Commenti (9)
mario d.
26 maggio 2018 alle ore 12:29ma se le multinazionali mettono a mercato merce di plastica, o altro veleno, il consumatore compra, usa e getta ! ma allora tutta la politica di riciclare ? forse una piccola % ma la maggioranza va nella discarica terrestre, vista l'affermazione del titolo.
oreste ..
26 maggio 2018 alle ore 12:32Perchè non bandire la plastica dalle aziende di confezionamento?
Perchè continuare a produrre plastica?
mario d.
26 maggio 2018 alle ore 12:44è un problema politico mondiale, ritengo impossibile da risolvere, interessi enormi forse più complicato della vendita delle armi,
Roberto Caforio (aboliamoildanaro)
26 maggio 2018 alle ore 16:18Proprio perché può sembrare complicato ridurre ed eliminare la plastica tradizionale di derivazione fossile che si può e si deve combattere per contrastarla. Se si hanno buone idee, convinzione e attributi per procedere in una direzione lo si deve fare senza fasciarsi ogni volta la testa in anticipo a causa delle multinazionali: i popoli, se sono informati, uniti e determinati, scegliendo i giusti rappresentanti politici, e non quelli che spolpavano l'Italia per fare gli interessi dei potenti e toglievano di mezzo gente come Mino Pecorelli e Aldo Moro e poi Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino ecc., o che diffamano chi fa buona politica, possono sbaragliare qualunque multinazionale !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
nico cerni
26 maggio 2018 alle ore 16:52perche', come Lei saprà, la plastica è promossa dai petrolieri, si figuri che un mediocre dirigente enichem negli anni 70 apri' una piccola fabbrica di film per imballi, oggi l ha quintuplicata, in provincia di Brescia, ed è milionario... e continua a crescere, il fil è quello che Lei trova su tutti i pacchetti del supermercato, fritta, verdura, carne, pesce, pane T U T T O. Preo' se lei andasse a parlare con un consorzio plastiche italiano, come per le gomme usate, si troverebbe dif ronte una lobby paramafiosa che non le fa fare impianti di riciclo, ma se li fa dassola, solo quando vuole, questa la realtà
Pasquale M.
26 maggio 2018 alle ore 14:43Ridurre consumo significa ridurre produzione; la formula quindi è: - consumo - produzione= + riciclo.👍
mario d.
26 maggio 2018 alle ore 17:56non si può, l'uomo è un arrivista orgoglioso per cui non vedo soluzione. noi siamo il virus non la soluzione, al momento.
massimo m.
26 maggio 2018 alle ore 14:55Grazie M5S Europa
"Il cambiamento più importante riguarda il modello di business. Se continuiamo con la globalizzazione, aumentando il commercio internazionale su scala globale, incrementeremo le emissioni climalteranti. Dobbiamo lavorare con le economie locali cogliendo le opportunità dei territori. Non ha senso utilizzare merci che provengono dall'altro capo del mondo, quando si possono produrre vicino a noi.
Abbiamo bisogno di lavorare come opera la natura. Dobbiamo trasformare tutti i modelli di business in ecosistemi che sono molto più efficienti di quanto pensiamo. Anzi lo sono più di qualsiasi sistema pensato dagli ingegneri e dai manager.
Prima di tutto dobbiamo rispondere ai bisogni locali con soluzioni locali, quando è possibile. È necessario creare sviluppo economico non grazie alle esportazioni, ma agendo sulle necessità locali. La natura lo fa da sempre. Gli ecosistemi rispondono ai bisogni locali con le risorse locali. Dobbiamo imparare a vivere con dei limiti, il che non significa tornare al medioevo all'età della pietra e vivere in povertà.
Penso che come padre la più grande responsabilità che ho non è quella d'insegnare cose ai miei figli, ma quella di ispirarli. Noi dobbiamo stimolare i bambini con idee che oggi non sono in televisione, che non sono pubblicizzate.
Siamo diventati esperti nel diffondere, anche ai nostri figli, solo cattive notizie, come l'estinzione di molte specie, la distruzione di intere foreste alle quali ora si aggiungono quelle sull'economia, sul lavoro. L'urgenza verso la prossima generazione è quella di raccontare le cose incredibili che sono possibili e che la nostra generazione non ha fatto.
Dobbiamo dedicare ogni giorno tre minuti a ispirare i bambini, per narrare storie, per condividere. Credo che questo mondo possa andare nella direzione giusta se noi ci lasciamo alle spalle i politici internazionali, i banchieri, i trader di Borsa. E iniziamo a ispirare i nostri bambini" (G. Pauli).
Giovanni Polenghi
9 giugno 2018 alle ore 09:45Anziché "lavorare" bisogna agire. Vuoti a rendere e differenziata, imposte di scopo che esistono in molti paesi sulla produzione degli imballaggi in plastica. Adesso siete al governo, basta chiacchiere!
