
Ripartiamo dall'innovazione
3 aprile 2018 alle ore 10:12•di MoVimento 5 Stelle
di Mirella Liuzzi
L'innovazione digitale deve essere al centro di questa legislatura, non c'è più tempo e troppo tempo si è perso negli anni passati ad elaborare piani, agende, documenti programmatici, utili per organizzare convegni e conferenze ma privi di alcun impatto sulla vita quotidiana di cittadini e imprese. Nelle condizioni date proporre nuovi piani sarebbe un inutile esercizio di stile.
Dobbiamo ripartire, o meglio partire, dai piccoli passi per cambiare il volto del nostro Paese. In ogni amministrazione a livello nazionale e locale si deve individuare un avamposto digitale che abbia il compito di trasformare i processi interni e nei rapporti con i cittadini ponendo al centro le tecnologie digitali. Il digitale quindi, deve essere non più qualcosa di esterno all'azione amministrativa ma una caratteristica coessenziale alla stessa.
La prospettiva di una macchina amministrativa che veda la Blockchain come tecnologia abilitante di un nuovo rapporto Stato-cittadini non è così lontana. Altri Paesi stanno percorrendo queste strade ma per arrivare a destinazione bisogna partire dai piccoli passi. E quindi rilanciare SPID rafforzandone la diffusione e facendone lo strumento abilitante per una rinnovata interlocuzione con una pubblica amministrazione che sia pronta ad accettare la sfida. Non è accettabile che per ottenere una certificazione o un documento nel 2018 ci si debba ancora mettere in fila ad uno sportello. Tutto deve essere online e SPID deve essere la chiave di accesso a questi servizi.
Ma l'intervento del pubblico non si deve limitare all'azione amministrativa ma deve percorrere almeno altre 3 direttrici: bisogna realizzare la società della rete idonea a garantire un accesso di base ad internet per tutti i cittadini; il pubblico deve fungere da volano per il finanziamento privato di startup innovative e, infine, occorre realizzare hub dell'innovazione in tutta la penisola.
Open Fiber (società partecipata da ENEL e Cassa Depositi e Prestiti) è la società della rete alla quale pensiamo e che va rafforzata. Una società che opera nel mercato ma che, considerando l'assetto societario, non può che essere la società di tutti i cittadini che assicuri un accesso gratuito di base ad internet, intervento da considerarsi come unico strumento per realizzare la conoscenza e diffusione del digitale. E ancora il pubblico attraverso Cassa Depositi e Prestiti, e in particolare il Fondo Italiano, deve fungere da volano per gli investimenti privati nel digitale. Occorre puntare a far nascere e crescere più scaleup e potenziali unicorni piuttosto che continuare con operazioni di piccolo cabotaggio prive del necessario respiro globale. Per incentivare i privati ad investire in società italiane del digitale non basta la leva fiscale, pure fondamentale e da sostenere, ma occorre un intervento del pubblico che creda nelle giovani energie imprenditoriali del nostro Paese.
Infine, sempre nell'ottica dei piccoli passi e delle iniziative abilitanti che spettano al pubblico occorre creare e rafforzare hub tecnologici in tutta la penisola. Milano non può essere l'unico polo dell'innovazione in Italia ma occorre fare sistema e creare le condizioni per la creazione di hub innovativi su tutto il territorio nazionale. Certo non mancano esperienze virtuose alimentate dai privati anche in altre zone d'Italia come la Murgia Valley ma bisogna fare di più e non lasciare sole le aziende che vogliono innovare anche in territori difficili e strutturalmente ostili all'innovazione.
Il percorso è tracciato, mettiamoci in cammino!
Commenti (13)
Rebani Mohammed
3 aprile 2018 alle ore 11:44Grazieee milleee!! E fatte capire al PD che il loro reddito d'inclusione era sempre un fake newsssss!!!!!
Giovanni M.
3 aprile 2018 alle ore 13:11Poco fa Minzolini ha detto che Casaleggio sta pensando ad un premier DIVERSO da Luigi Di Maio. Credo che sarebbe un enorme errore e spero che Minzolini abbia imputato a Davide un suo desiderio. Io vorrei Luigi di Maio premier e sono certo che se non ci faremo ancora fregare dal sistema e dai suoi inviati, ce la potremo fare.
Pensiero *****
3 aprile 2018 alle ore 18:03Tranquillo, sono fantasie del pregiudicato Minzolini.
Il Barone Zazà
5 aprile 2018 alle ore 04:07È evidente che è una bufala! Casaleggio non potrebbe neanche prendere una decisione del genere dopo che Di Maio è stato scelto dalla base..... l'autosconfessione di Mezzolingua è nella frase sua stessa. Questi non hanno capito niente del Movimento!
massimo m.
3 aprile 2018 alle ore 14:07Ottimo
Barbarossa
3 aprile 2018 alle ore 18:51Ripartiamao. Ma ripartiamo. Basta che ripartiamo da qualcosa, ma ripartiamo.
PAOLO PETRINI
3 aprile 2018 alle ore 19:00In poche righe avete utilizzato le seguenti parole non appartenenti alla nostra lingua:
Blockchain
Open Fiber
SPID
online
hub
startup
scaleup
Murgia Valley
Mi domando come volete che tutte, dico tutte le persone che leggono i vostri articoli, capiscano esattamente il loro significato? Quando finirà questa sottomissione alla lingua inglese che purtroppo ha invaso tutte le fonti d'informazione?
Vi ringrazio per la vostra "riflessione"..
Barbarossa
3 aprile 2018 alle ore 22:59Colonialismo e provincialismo culturale.
Vedi se un Francesa, Spagnolo, Inglese si permetterebbero queste cialtronate.
Secondo me, nemmeno li sfiora il cervello.
Enrico Mengotti
4 aprile 2018 alle ore 07:18Attenzione a come declinate l'innovazione tecnologica la cui arretratezza in Italia è dovuta principalmente alla scarsa capacità di produrre software di alta qualità in condivisione seguendo il modello open source delle community. Il problema principale è aiutare a lavorare insieme per fare sistema. In particolare la pubblica amministrazione dovrebbe mettere insieme le risorse interne, dipendenti come me in grado di scrivere software con le Ultime dove si studia le ultime tecnologie in essere e si creano quelle future il tutto in una comunità coordinata da un ente che esiste già, ma scrive solo specifiche e non una linea di codice, l'AGID.
Vi dico questo perché credo che ce la possiamo fare a far crescere la nostra comunità se guardiamo dalla parte giusta e voi avete la forza, il coraggio e la determinazione per un reale cambio di paradigma e mentalità che è quello che serve a questo paese rimasto nella cultura medioevale. Potete veramente liberare le energie positive che ci sono nella nostra comunità, non sono tante, non sono abbondanti ma ci sono e possono aiutare tutti noi ad aumentare la qualità della vita per noi stessi ma soprattutto per i nostri figli.
Un grande GRAZIE perché ci state provando veramente spero che tutti i cittadini, come me facciano la propria parte almeno nel non ostacolare un cambiamento di cui gioveranno sicuramente i nostri figli e nipoti.
Cerchiamo di lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.
Grazie ancora
Barbarossa
6 aprile 2018 alle ore 01:35 open source delle community
Cosa vuol dire. Traduci prego.
Fiorenzo
4 aprile 2018 alle ore 08:31Ottimo Mirella!
Tutte riflessioni sacrosante. Ho sentito molta gente che ha acquisito SPID salvo poi scoprire le sue scarse potenzialità.
Altrettanta sacrosanta la necessità di migliorare la connettività, su questo fronte siamo veramente indietro.
Infine un plauso all'idea di utilizzare le nostre società controllate per attività di pubblico interesse. Pensate solo a quante cose per il bene comune fece ENEL dopo la nazionalizzazione. Certo sono concetti non attuali ma cogliamo almeno gli insegnamenti storici. Purtroppo abbiamo imparato a dimenticare la storia troppo velocemente.
IL BARONE ZAZÀ
5 aprile 2018 alle ore 05:04Mi perdoni Paolo Petrini, non condivido l'idea che usare una terminologia inglese sia una ''sottomissione'' alla lingua inglese. Ritengo che in un mondo globalizzato si debba usare un linguaggio unico nel riferirsi a cose concrete riguardanti la tecnologia. Cosa diversa è dare un nome inglese a un decreto legge tipo ''Job's act'', lì sì che si diventa ridicoli! ma come gli Inglesi hanno imparato a chiamare ''piano'' il pianoforte e ''pizza'' la pizza, come tutto il mondo ha imparato a dire ''soprano'' e ''tenore'' o ''homo sapiens'' e tutte le terminologie mediche in greco antico, così anche noi possiamo imparare a usare parole inglesi senza sentirci sminuiti per questo.
Concordo tuttavia sul fatto che per rispetto di chi questa familiarità con l'inglese non ce l'ha, sarebbe opportuno mettere tra parentesi almeno le traduzioni dei termini........ anche se la traduzione in sé non aiuterebbe comunque a capire il significato dell'oggetto, ma solo della parola inglese usata per indicarlo.... ça va sans dire! Uh, pardon! .....cioé..... è ovvio!
Hasta la vista!
Au revoir!
See you!
Ce vedimmo!
ZAZÀ'
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14 aprile 2018 alle ore 08:12Condivido in pieno i contenuti. Per niente gli inglesismi. Anche nel mio lavoro purtroppo li sento quotidianamente e stiamo perdendo cosi la nostra identità.Sforziamoci di usare l'Italiano per cortesia. I nostri figli dovranno conoscere almeno l"inglese in modo perfetto. Ma la anche la loro lingua madre.
