
Raccolta differenziata: a Torino obiettivo 100%
11 aprile 2018 alle ore 17:30•di Chiara Appendino
di Chiara Appendino
Quella della corretta gestione dei rifiuti è una sfida che nessuno di noi può permettersi di perdere. Come tutte le tematiche ambientali, si tratta di una responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future e dell'intero Pianeta.
Per questo motivo quello della riduzione dei rifiuti e in particolare della componente indifferenziata è stato un tema che abbiamo affrontato in maniera insistente durante la campagna elettorale e sul quale ci siamo adoperati sin dal giorno del nostro insediamento.
Proprio in questi mesi stiamo vedendo il frutto di questo lavoro. Attualmente l'estensione della raccolta differenziata è in corso nei quartieri di San Salvario, Santa Rita e Vanchiglietta-Regio Parco.
Successivamente a questa fase verrà avviato un piano per estendere la raccolta porta a porta in tutti i restanti quartieri, anche prevedendo diversi metodi di raccolta laddove quello di cui sopra non sia applicabile. Così facendo prevediamo di raggiungere altri 400mila residenti, applicando il modello del porta a porta in tutta la Città.
Tutto questo è stato definito nell'ambito di un accordo quadro con il gruppo Iren, con una modifica al contratto di servizio tra Città di Torino e Amiat SpA. A quest'ultima l'Amministrazione riconoscerà 11 milioni di euro annui, in aggiunta a quanto previsto dal contratto in essere e in maniera progressiva negli anni di estensione.
Ringrazio l'Assessore all'ambiente della Città di Torino, Alberto Unia, Amiat e tutte e tutti i cittadini che hanno a cuore questo importante tema per la Comunità e che si adoperano per effettuare al meglio la raccolta differenziata.
Andiamo avanti con l'obiettivo di ridurre quanto più possibile i rifiuti in Città.
Commenti (19)
Roberto Maccione
11 aprile 2018 alle ore 16:57Quello a cui bisogna tendere e' a non produrre materiali inquinanti. Bisogna imparare a fare i conti con le multinazionali. Chimera?
Daniele Menegatti
11 aprile 2018 alle ore 17:22Un'altro problema da affrontare non secondario è legiferare per imporre a monte, tipologie di imballaggio e confezionamento 100% riciclabili, con stampato chiaramente il tipo di rifiuto, facilmente identificabile. In modo da agevolare la separazione dei materiali da parte dell'utente.
Esistono ancora troppe confezioni miste (carta/ plastica) o comunque realizzate con materiali non riutilizzabili.
Luca livorno
11 aprile 2018 alle ore 17:33Silvio va bene anche nella differenziata e' riciclabile all'infinito😵😵😵
Francesco De Rita
11 aprile 2018 alle ore 17:38Stamane vedevo un reportage sui rifiuti nei campi nomadi di ROMA , dove qualcuno ne scarica a tonnellate, e dove si brucia con l'evidente e pesante inquinamento ambientale . Un vigile diceva che loro non possono entrare in questi luoghi ,e lo possono fare solo le forze dell'ordine. E' evidente, vedendo le immagini, che occorre un intervento , che non puo' fare solo il comune per evidenti pericoli di varia natura, ma con un piano ben studiato tra comune regione e forze dell'ordine /esercito. Ma cosa si aspetta ? Magari dare tutta la colpa al sindaco ?
Indipendent
11 aprile 2018 alle ore 18:09Complimenti! Questi si che sono temi importanti, il pianeta collassa sotto tonnellate di rifiuti ma, incredibilmente!!, in alcuni paesi se porti le immondizie in discarica ti fanno il terzo grado: ma e' una ditta o un privato? Ma ha la tessera ? Ma sono sue o di suo nonno?? Ma lei risiede in questa provincia?????Ma ca..o! Ti porto carta cartone metallo e pet ben divisi a e mi rompi anche i c......i???? E se risiedo in un'altra provincia devo buttarla nei campi? Figuriamoci i Rom e i milioni di stranieri, sono costretti a buttarla per strada!Comunque si vede la differenza, dove c'e' un sindaco a 5 stelle tutto incomincia a funzionare.
Giuseppe C. Budetta
11 aprile 2018 alle ore 18:27Col M5S ai governi locali e nazionale, le città e l'Italia intera rifioriscono.
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11 aprile 2018 alle ore 18:51Perche non fate come in germania, e bottiglie plastica e baratolli con 25 centessimi se si portano indietro al negozio cosi non si perde nella natura e viene Recycling.
giorgio
11 aprile 2018 alle ore 20:47Allora in Italia ogni comune fa come gli pare, chi porta a porta, chi mette la tessera, chi fa isole, molti comuni partono con un sistema poi lo cambiano e poi lo ricambiano ancora insomma un caos nazionale
Ma mai nessuno che guarda fuori dall'Italia per copiare sistemi che funzionano come in Germania.
Poi diciamo che il modo per coinvolgere i cittadini alla raccolta estrema si può fare solo premiando i virtuosi, premiando chi ricicla, la tassa poi va calcolata in base al reddito. Metri quadri, numero di componenti son tutte boiate senza senso.
Vi espongo il mio esempio reale:
La mia famiglia 3 persone di cui un bimbo piccolo, siamo in affitto, piccolo appartamento 50m2 pago 105 euro anno.
I mie genitori casa molto grande e singola, in due con una sola pensione modesta pagano circa 400 euro anno.
se guardiamo i rifiuti io ne produco almeno il doppio e pago un quarto e ne son felice ma non è per nulla equo. il mio reddito è maggiore dei miei genitori...
Anche un bambino capisce che il potere inquinante di creare rifiuti e dato dal potere di acquisto che il nucleo familiare dispone.Boh a me sti governanti, amministatori, dirigenti, sindaci, consorzi o ditte che gestiscono i rifiuti mi sembrano un po rintronati e poco inclini a cambiare veramente il sistema, così com'è non funziona e iniquo ma vanno avanti a testa bassa, poi si vedono i turisti del cassonetto che vanno nel paese vicino dove possono conferire tutto nel bel cassonetto indifferenziato.... È TEMPO DI CAMBIARE TUTTO MA PROPRIO TUTTO
Paola
12 aprile 2018 alle ore 09:16Ieri si parlava della plastica, degli involucri di questo materiale che avvolge qualsiasi cosa. La plastica è indistruttibile e nessuno ci ha mai spiegato il male che ci fanno le particelle di questo materiale che senz'altro ingeriamo. Possiamo accostare la plastica all'amianto?
Oltre a differenziare, per un possibile recupero di materiali, si devono fare leggi per impedire l'uso della plastica come materiale di confezionamento prodotto.
Detto ciò ricordo che, all'inizio del secolo scorso e anche prima, non esisteva il rifiuto.
Tutto era riciclato. La carta era usata per la combustione, il cibo avanzato, come alimento di animali da cortile o buttato nei letamai e riciclato come concime. Il vetro lavato per poi riutilizzarlo. Gli abiti venivano riciclati ai membri più giovani, oppure per rattoppare altri abiti logori o come stracci per la pulizia. Ogni tanto si vendevano i ferri vecchi a chi recuperava i metalli.
Certamente non possiamo tornare a quei tempi, ma dobbiamo ragionare per recuperare tutto e non finire sommersi dai nostri stessi rifiuti.
Paolo Z.
12 aprile 2018 alle ore 10:21non puoi associare l'amianto alla plastica.
Intanto la plastica sono LE PLASTICHE.
Dalle gomme estratte dall'albero della gomma,girando per: formaldeide, fibra acrilico, nylon, elastomeri termoindurenti/termoplastici, PVC, ecc. ecc.
Se ti mettono un pezzo di amianto nel corpo, sono cazzi, le plastiche, come l'acciaio inox e l'oro... non causano problemi, se messi in luoghi appositi, esempio : protesi.
Paolo TV
paola
12 aprile 2018 alle ore 11:14Questo il tuo parere che io non condivido.
Credo che molto materiale sia ricavato non dall'albero della gomma ma dal petrolio.
Paolo Z.
12 aprile 2018 alle ore 14:20ma è ovvio che i polimeri non sono estratti esclusivamente dall'albero della gomma, ma solo in piccola parte, altrimenti dove si troverebbero tutti questi alberi!?
Infatti ho parlato di "Dalle gomme estratte dall'albero della gomma" ; come è altrettanto ovvio che il petrolio è una materia prima essenziale per le plastiche. Come la cellulosa, cotone ecc.
In pratica, si tocca anche petrolio, toccando le tette rifatte o le ginocchia aggiustate: si chiamano protesi.
Paolo TV
giuseppe belotti
12 aprile 2018 alle ore 09:22Cara Chiara,
l'obiettivo 100% di raccolta differenziata è il massimo che si possa chiedere.
Tuttavia mi sfugge qualcosa -del resto mancano diversi elementi per dare un contributo di idee-, per questo ti chiedo, perché i costi per l'Amministrazione (cittadini) "aumentano anche progressivamente" anziché diminuire visto che, i rifiuti, specie quando separati, hanno un valore aggiunto?
Buon lavoro.
Beppe
Paolo Z.
12 aprile 2018 alle ore 09:58Da noi è successo quello che aspiri, ovvero una diminuzione dei costi a CHI fa bene la differenziata.
Paolo TV
Paolo Z.
12 aprile 2018 alle ore 09:46Sono abbastanza perplesso che Torino non avesse il porta a porta, già nella mia zona da 15 anni....
http://www.contarina.it/ è una delle ditte venete che fannoi il porta a porta, inoltre, hanno altri servizi, x esempio la raccolta degli assorbenti e il riciclo degli stessi, che in Italia normalmente vanno bruciati / interrati.
Paolo TV
Riziero Savini
14 aprile 2018 alle ore 13:46Intanto per prima cosa bisogna cercare di ridurre i rifiuti. Come ? Obbligando le varie ditte e industrie a ridurre le confezioni e utilizzare materiali riciclabili . Inoltre contrassegnare in modo chiaro che tipo di rifiuto è , in modo da poterlo smaltire correttamente; se non è chiaro come va smaltito non si può mettere in commercio. Poi il cittadino italiano va toccato sulla "saccoccia" cioè sulla tariffa altrimenti fà del menefreghismo . Il comune deve dare sacchetti x ogni tipo di rifiuto con identificato tramite codice a barre chi li utilizza pagando ogni sacchetto . Ce ne sono già in giro chi li utilizza. Poi i sacchetti vanno buttati nei contenitori appositi tramite una tessera che fa aprire lo sportello , opp in un prox futuro lo sportello si apre quando il sacchetto viene letto dal lettore di codice a barre e viene fatta la foto mentre si butta il sacchetto . A campione poi i sacchetti vanno aperti e ispezionati del rifiuto contenuto , e se non conforme elevare contravvenzione. Questi i primi passi. Poi conta l'educazione che va anche fatta a scuola fin da piccoli .
Paolo Z.
12 aprile 2018 alle ore 09:56"Raccolta differenziata: a Torino obiettivo 100%"
Ovviamente il 100% è un limite che non sarà possibile, una boutade politica.
Infatti, chi fa il porta a porta da 20 anni, ha l'obbiettivo "di raggiungere il 97% entro il 2022." http://academy.contarina.it/
Questa ditta, propietà dei comuni, fa anche insegnamento alle varie società, per raccogliere e riciclare i rifiuti.
Paolo TV
roberto sabbatini
12 aprile 2018 alle ore 18:39Cara Chiara, auspico che tale programma possa trovare applicazione quanto prima, come cittadino di Torino sono a disposizione per ogni azione e supporto allo sforzo che verrà richiesto per raggiungere tale ambizioso risultato, per una città più bella e vivibile.
Valentina Sillato
13 aprile 2018 alle ore 21:06
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