
L'industria del caffè è la più crudele al mondo
15 aprile 2018 alle ore 11:55•di Ignazio Corrao
di Ignazio Corrao, EFDD - M5S Europa
Ti sei mai chiesto da dove arriva quel caffè squisito che ogni mattina bevi nel tuo bar preferito? Qualcuno si è mai domandato che prezzo ha quella routine a cui siamo tanto affezionati, specialmente in Italia? L'industria del caffè, e parallelamente quella del cacao, è tra le più crudeli al mondo: ha un modello imprenditoriale neocoloniale che concentra benefici e dissemina disperazione che sfocia in un costo umano altissimo.
A questo proposito oggi si conclude il consiglio dell'International Coffee Organization (ICO), che si è riunito in Messico per parlare della crisi dei coltivatori di caffè. Questi incontri si sono svolti mentre persistono pesanti violazioni dei diritti umani per i lavoratori della filiera, che soffrono di povertà, fame, malnutrizione e sfruttamento estremo del lavoro minorile. Una cosa inaccettabile su cui l'UE deve accendere un faro.
Il funzionamento di questa industria è semplice: spesso caffè e cacao crescono insieme nella stessa azienda agricola, dove l'alto albero di cacao fa ombra alle piante di caffè più basse. Immagine idilliaca che ci rimanda al Sud del mondo, dove sono concentrati i produttori di caffè, coltivato in grandi piantagioni a produzione intensiva, presso le quali le popolazioni indigene trovano lavoro come braccianti sfruttati o da piccoli produttori che non hanno accesso diretto al mercato e si vedono costretti a vendere il loro raccolto ad intermediari locali, i coyotes. Questi vendono, a loro volta, il caffè a società multinazionali, che stabiliscono e fissano il prezzo.
L'Unione Europea non può più girarsi dall'altra parte e fare finta che il problema non esista. Questo perché l'Europa è il maggiore importatore e consumatore al mondo di caffè e cacao, due prodotti del cui raccolto si occupano decine di milioni di agricoltori indigenti e milioni di minori. Per il suo caffè, l'UE attualmente paga il 60% in meno in termini reali rispetto al 1983. I prezzi pagati dall'UE per il cacao corrispondono a meno della metà dell'importo in grado di garantire agli agricoltori un reddito di sussistenza.
Fernando Morales-de la Cruz, fondatore di "CAFÉ FOR CHANGE", denuncia che l'UE è la prima, tra i coltivatori di caffè e cacao, a beneficiare economicamente del lavoro minorile e della povertà estrema. Alcuni giornalisti, tra cui Rai Report, hanno ampiamente documentato il fatto che le certificazioni per il cacao e il caffè, che ricevono finanziamenti dall'UE - quali "Fairtrade" e "UTZ" - contribuiscono alle condizioni di povertà e fame, colpendo minori innocenti. A quanto pare, tali sistemi di certificazione ricevono finanziamenti unionali per milioni di Euro, consentendo in questo modo alle multinazionali di acquistare caffè e cacao a un prezzo inferiore al loro costo di produzione, traendo così in inganno i consumatori europei con false dichiarazioni.
La delegazione italiana del MoVimento 5 Stelle (Gruppo EFDD) ha inviato due interrogazioni alla Commissione Europea (link 1 e link 2). Non si può fare finta che nulla stia accadendo anche perché Michel De Knoop, della Commissione europea, è il rappresentante dell'UE attualmente in Messico nonché vicepresidente della stessa ICO (International Coffee Organization). Cosa sta proponendo l'esecutivo europeo per risolvere questa terribile situazione? A questa domanda i cittadini europei, e tutti i lavorati e i bambini sfruttati dall'industria del caffè, meritano una risposta.
Commenti (11)
ANNA PONISIO
15 aprile 2018 alle ore 12:24E' spaventoso!!!!!.....non si può mangiare più niente da cui non grondi sangue e sofferenza,per umani e animali.
Grazie,Ignazio e grazie a tutto il Gruppo del M5S Europa per parlare di questi argomenti;che poi è il primo passo per la responsabilizzazione verso un possibile cambiamento.
Paolo
15 aprile 2018 alle ore 14:30Analogo sfruttamento dei bambini nelle miniere di cobalto.
Cobalto tanto caro alle multinazionali dei cellulari ( su Youtube ci sono dei drammatici reportage).
Dietro l'attacco alla Siria ci sono le multinazionali? Affari ? Non ci sono dubbi.
Forse il m5s dovrebbe ritrovare un po' lo spirito delle origini e condannare duramente i raid.
alessandro t
15 aprile 2018 alle ore 16:39Non lo sapevo....
Bel lavoro Ignazio, continuate cosi', pressate l'unione europea e se c'e' da appoggiare la vostra azione col nostro comportamento quotidiano fatecelo sapere.. es No caffe' per un mese
Tex A.
15 aprile 2018 alle ore 16:52Pensate che la UE voleva introdurre, a norma europea, il cioccolato senza il cacao e il burro di cacao. E' ora di finirla con lo sfruttamento delle risorse del terzo mondo e poi sbraitare (per finta) e condannare (sempre per finta) le condizioni dei lavoratori in Cina ma sfruttare al meglio le ricchezze del terzo mondo. La Siria è un serio problema...ma che dire del massacro (uno dei tanto) dei palestinesi? L'ONU così com'è strutturato NON serve a nulla. Riformarlo togliendo, per cominciare, i vari VETI di alcune Nazioni (USA, RUSSIA, Francia, Inghilterra, ecc.).
Carlo D'Ottone
15 aprile 2018 alle ore 18:21Nella foto un bimbo porta un sacco pieno di fave di cacao.
Shir akbari
15 aprile 2018 alle ore 18:36ACCATTONAGGIO SCHIAVI E SCHIAVISTI DEGRADO E VIOLENZA
Un numero crescente di individui, giovani maschi africani, riempiono le città, si posizionano fuori dai centri commerciali del centro e delle periferie, nei parcheggi degli ospedali e degli edifici pubblici, davanti alle Chiese, ai negozi, ai bar e alle banche.
La maggior parte è composta da nigeriani, che al mattino lasciano i centri di accoglienza in cui sono ospitati dallo Stato o delle famiglie, si tratta, in entrambi i casi, di soggetti che sono in debito nei confronti dell'organizzazione criminale nigeriana, che in genere è legata ai gruppi operanti in Nigeria che gestiscono il traffico illecito di esseri umani attraverso la Libia e il Mediterraneo.
Attraverso la violenza e l'intimidazione, sono riusciti in meno di due anni a scacciare dal mercato dell'elemosina la criminalità etnica Rom.
I comuni, dovranno avviare un progetto di contrasto al degrado sociale urbano attraverso la lotta al racket dell'elemosina.
Iniziativa finalizzata a sensibilizzare la cittadinanza sul fenomeno della criminalità dietro all'accattonaggio;
1- Segnalare situazioni di reale difficoltà e basata sullo sfruttamento.
2- Sensibilizzare i cittadini che i soldi dati ai mendicanti alimentano organizzazioni criminali.
3- Avviare indagini per chiarire il motivo che i centri d'accoglienza consentono tali operazioni senza segnalare alla polizia.
4- Comune deve vietare accattonaggio organizzato dalle bande di criminali nel suo territorio. Il contrasto al degrado e violenza e decoro urbano, "schiavitù" bloccare lo sfruttamento di esseri umani, recidere la radice dell'arricchimento di una criminalità organizzata violenta e senza scrupoli.
VI CHIEDONO SOLDI OFFRITEGLI DEL CIBO CHI E' SFRUTTATO DAL RACKET ACCETTA SOLO DENARO
Sciri
15 aprile 2018 alle ore 18:37I MIGRANTI SENZA DIMORA E IDENTITÀ I FANTASMI CON UN FOGLIO DI VIA
I migranti presenti nelle varie strutture di accoglienza erano circa 300 mila ( 2016 risultavano 188 mila). I Centri di accoglienza straordinaria (Cas), lo Sprar (rete d'accoglienza gestita dai comuni italiani) . Dal 2014 al 2016 la presenza nei Cas è aumentata del 286,5%, mentre lo Sprar il 50%.
Circa 500 mila invisibili spalmati in tutta Italia, fuggiti o respinti dai centri d'accoglienza con un foglio di via in mano fuori da ogni controllo diventano i fantasmi campano per strada a disposizione della malavita organizzata.
LA RETE DELL'ACCOGLIENZA NON FUNZIONA CONTRIBUISCE AL DEGRADO DELLA CITTÀ, IL LAVORO NERO E ALIMENTA IL CIRCUITO CRIMINALE.
Barbarossa
16 aprile 2018 alle ore 17:03CLANDESTINI. Diamo alle parole il loro senso compiuto. Altrimenti tutti diventa marmellata come nei fatti è già. Gli emigranti entrano in un paese con tanto di documenti dai quali si può sapere chi sono, cosa facevano, nel bene e nel male, nel loro paese. Da noi abbiamo creato una situazione esplosiva con oltre mezzo milione di fantasmi che in qualche modo dovranno sopravvivere, data la loro condizione di fantasmi, sono totalmente incontrollabili. La follia e la complicità politica che ci ha messo di fronte a un problema senza soluzione, prima o poi esploderà trasformando un popolo ospitale e interraziale in un popolo di razzisti. Questo aumenterà lo scontro tra poveri e disperati fino all'estreme conseguenze, ma avrà raggiunto l'obiettivo di abbassare il costo del lavoro, svilire i diritti elementari, legalizzare lo schiavismo.
Paolo Z.
15 aprile 2018 alle ore 18:45Mi domando come han fatto a liberarsi dalla schiavitù dei grandi propietari delle acciaierie, fabbriche, latifondi,i proletari che lavoravano in Germania, Regno Unito, USA, Italia ecc dal XVIII secolo....
E non c'era una CE da implorare, il vaticano diceva che non bisognava che il popolo avesse una istruzione.
Mah..
Paolo TV
Edoardo Andrein
18 aprile 2018 alle ore 21:42Ma tutti uguali? Non c'è neanche un produttore un po' meglio? Che caffè possiamo bere?
Paride De Santis
22 giugno 2018 alle ore 09:31Sono un rivenditore di caffè e sono d'Accordissimo. Lo sfruttamento è una cosa che non sopporto
