
L'industria dei bus elettrici manda in crisi il petrolio
26 aprile 2018 alle ore 10:46•di MoVimento 5 Stelle
fonte: Il Sole 24 Ore
Altro che "nicchia". L'industria dei bus elettrici si sta espandendo con numeri che potrebbero farsi sentire sul mercato petrolifero, infliggendo un colpo sensibile alla produzione quotidiana di barili. A trainare il fenomeno è la Cina, il mercato che detiene il 99% dei 385mila bus elettrici diffusi in tutto il mondo. Il 17% dell'intera flotta disponibile nel paese, con una media di 9.500 bus a zero-emissioni aggiunti sulle strade ogni settimana. Secondo una stima di Bloomberg Energy News Finance, ogni "infornata" di 1000 bus a batterie rende superflui 500 barili di petrolio al giorno. A fine anno si potrebbe arrivare a un taglio 279mila barili al giorno, l'equivalente dei consumi energetici di un paese come la Grecia. Sempre secondo l'agenzia Usa, i bus ecologici stanno cavalcando la tensione politica e amministrativa per frenare l'inquinamento nei grossi centri urbani. Un'emergenza particolarmente sentita in Cina, non a caso leader del mercato, dove le soglie di smog d'allarme hanno causato 1,6 milioni di vittime nel 2015.
L'azienda leader: risparmiamo 6,8 miliardi di litri di benzina l'anno
Byd Auto, l'azienda cinese che detiene il 13% del mercato domestico, ha messo sulle strade 14mila veicoli nella sola città di Shenzen e ne ha costruiti un totale di 35mila (con una flotta di 20 bus anche a Torino). La capacità produttiva è di 15mila bus l'anno, con impatti stimati dalla stessa azienda in un risparmio complessivo di 6,8 miliardi di litri di carburante e 18 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno (quanto prodotto in un ann0 da 3,8 milioni di automobili). Il fenomeno si sta facendo largo anche fuori dai confini cinesi. A quanto riporta Bloomberg, la lista delle 13 metropoli impegnate nei «trasporti a emissione zero» include Parigi, Londra, Los Angeles e Città del Messico. Londra, in particolare, sta riconvertendo la sua storica flotta con l'obiettivo di arrivare al 100% di bus a impatto zero entro il 2037. Il network della City ha un fabbisogno di 1,5 milioni di barili di carburante l'anno. Se la flotta diventasse del tutto green, si parlerebbe di un taglio di 430 barili al giorno per ogni migliaio di bus elettrificati. L'equivalente dello 0,7% di consumi di diesel in meno nell'intero Regno Unito.
Commenti (34)
Dall'Olio Ermes
26 aprile 2018 alle ore 11:27Ma guarda che combinazione! E da noi che risparmio ci sarebbe quando un'automobilista consegna al benzinaio 20 euro per fare 10/12 euro di benzina e 8/10 euro di TASSE? W LA CINA !!!
Paolo Z.
26 aprile 2018 alle ore 17:26Le imposte sui veicoli DEVONO dare un tot di miliardi.
Infatti il GPL alla pompa costa di + del GPL domestico.
Infatti il gasolio alla pompa costa di + del gasolio per la pesca, agricolo.
Quando ci saranno abbastanza auto elettriche, avrai il contatore sull'auto, che dirà allo stato quanti kwh hai consumato; e se ci sarà il reddito di cittadinanza, per esempio, quei kWh costeranno cari.
Paolo TV
Dall'Olio Ermes
27 aprile 2018 alle ore 23:09Sempre più interessante, mi piace la cosa. Ma chi l'ha detto che "forse" metteranno tasse, "forse" le pagheremo care, "forse" ci sarà il contatore per i kw ... Troppi forse o qualcuno ha una palla di vetro magica? Io direi di iniziare a occhi chiusi con le manovre firmate M5S che pare ci veda bene sul futuro, infatti ... gli sono tutti contro, ci sarà un motivo (euro.euro.euro.euro euro....)
Giovanni Baroso
26 aprile 2018 alle ore 14:25Quello che a Torino NON COMPRENDIAMO PROPRIO è perché oltre ai 20 bus elettrici siano stati acquistati BUS DIESEL. Non sarebbe stato meglio magari ridurre il numero degli investimenti a carburante tradizionali aggiungendo altri Bus elettrici a quelli acquistati ?
Roberto Maccione
26 aprile 2018 alle ore 14:54Non stupisce piu' che li Lobby del petfolio ostino qualsiasi cambiamento.Quello che INDIGNA che la politica continua ad essere asservita.
Adolfo Treggiari
26 aprile 2018 alle ore 15:13Dovremo comprare bus ed auto elettrici dalla Cina? Possibile che in Italia non ci siano imprenditori interessati al settore? Ad esempio, che fine ha fatto l'impianto automobilistico di Termini Imerese?
Paolo Z.
26 aprile 2018 alle ore 17:18Ahia.
Termini era una fabbrica cacciavite.
L'unica possibilità che una ditta faccia autobus in Sicilia, è che lo stato metta soldi, molti soldi, e che per sempre, finchè questa ditta ci sarà, lo stato ripiani il deficit della nuova ditta di Termini anno dopo anno.
Quando la Cina decide di fare una cosa ( ponte, zona industriale, centrali atomiche...) non c'è la nostra lentezza, la nostra cassazione.
Se lo stretto di Sicilia fosse in Cina, avrebbero fatto già 3 ponti! https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_ponti_sospesi_per_lunghezza_della_campata_principale
Paolo TV
Il Barone Zazà
27 aprile 2018 alle ore 02:28Nessuno investe perché nessuno cambia le leggi. Se continuano a finanziare con i soldi dello Stato le aziende di idrocarburi, invece di rendere obbligatorio per la pubblica amministrazione comprare elettrico e non incentivano le infrastrutture per ricaricare, nessun privato ci metterà mai un soldo!
Salvatore Rigione
26 aprile 2018 alle ore 15:52Se il governo sarà gestito dal M5S, allora occorrerà predisporre una norma che obblighi tutti gli enti pubblici, tutte le aziende in house, e tutte le società private addette al trasporto pubblico a sostituire via via il proprio parco bus e autotaxi con bus e auto elettriche, Insieme occorrerà predisporre una legge organica sullo sviluppo delle centraline in tutte le città e lungo le autostrade e la rete stradale con il relativo finanziamento. In tale ambito bisognerà obbligare le società che gestiscono le autostrade ad investire in tal senso parte cospicua dei propri utili. Ma questo non basta, perché occorrerà come Stato farsi promotore sia direttamente sia su invito alle imprese italiane metalmeccaniche dello sviluppo di una produzione italiana di mezzi di trasporto elettrici, con un piano industriale specifico, affidato a livello tecnico alle intelligenze più avanzate della ricerca universitaria nazionale, a partire dal CNR.
Barbarossa
26 aprile 2018 alle ore 16:12Premessa la mia totale disponibilità personale per i mezzi elettrici, da ignorante quale sono in materia, vorrei capire, escludendo le fonti energetiche non inquinanti quali: idroelettriche, eoliche, pannelli solari e simili. L'energia prodotta dalle centrali nucleari, tutte le altre fonti d'energia in essere sul pianeta sono: centrali a carbone, petrolio o derivati. Se questi mezzi dovranno poi essere caricati di energia per poter circolare, il problema, anche se ridotto, rimarrà nelle fonti energetiche che alimentano, con combustibili inquinanti, le centrali produttrici di elettricità necessaria a ricaricare i mezzi a trazione elettrica. Non vorrei che l'intera manovra, se non gestita bene alla fonte, non facesse altro che spostare in altri siti l'inquinamento. Se qualcuno, volenteroso, mi facesse capire meglio, glie ne sarei grato.
Paolo Z.
26 aprile 2018 alle ore 16:59Ti dò un titolo per documentarti, premesso che ha già 5 anni, è in italiano, ma è scritto per gli USA, ma, secondo me, è abbastanza obbiettivo.
https://www.ibs.it/energia-per-presidenti-del-futuro-libro-richard-a-muller/e/9788875783600 ( dello stesso autore https://www.ibs.it/fisica-per-presidenti-del-futuro-libro-richard-a-muller/e/9788875781309 )
ma ti fa capire dove c'è l'energia, quanto costa, e i rischi.
Purtroppo quando si parla di energia, ci sono tantissime pressioni, ma farsi un'idea con un articolo, un commento, sul WEB o su un blog, è inutile.
Paolo TV
Barbarossa
26 aprile 2018 alle ore 18:40Grazie Paolo, vado a leggerlo.
Ciao
fabio salamone
26 aprile 2018 alle ore 16:27E che aspettate, comprateli ad idrogeno, costa di meno, la batteria si consuma, non morde mica.
GIORGIO S.
26 aprile 2018 alle ore 17:31E l'energia per le batterie? Come si produce? Poi c'è lo smaltimento. Noi siamo un Paese di montagna. Poche città sono senza salite. Sì, in discesa le batterie si ricaricano ma il moto perpetuo non esiste. Che il petrolio prenda paura ce ne passa.
Paolo Z.
26 aprile 2018 alle ore 18:47E' un problema di infrastrutture.
Le batterie saranno, domani, quelle al grafene.
Il problema è l'energia; ad occhio bisognerà quadruplicare, per tutti i mezzi in circolazione, la rete elettrica.
50 anni fa, l'ENEL passava SENZA problemi; adesso è sempre un comitato per dire no, assolutamente no.
Paolo TV
Il Barone Zazà
27 aprile 2018 alle ore 02:15Per cortesia aggiornatevi. La tecnologia ha fatto passi da gigante, le batterie le faranno ricaricabili e reciclabili. Per produrre energia ci sono metodi di razionalizzazione che sfruttano algoritmi che permettono di non sprecarla...... già, perché molta energia immessa nella rete si disperde. Se solo illuminassimo a led i comuni, anche quelli di montagna, si risparmierebbe più della metà..... ecc. ecc. che
GIORGIO S.
29 aprile 2018 alle ore 19:44è inutile fare passi da gigante se devi fare il giro del mondo. Spero tu sia giovane, io no. vedrai tra una trentina d'anni. Intanto diciamo no ai tralicci, ai gasdotti, alla ricerca del metano ecc. così acceleriamo ......
Ivano di iacovo
26 aprile 2018 alle ore 17:48Buona sera ! Tutto
Bello ma allora perche non approvate lnitinerario per le navette turistiche elettrice anroma ??? Faccio presente che in comune i dipendenti non sanno neanche di che parlo !!!! Noi come tour operaror possiamo fare un itinerario a forte richiamo turistico con mezzi ecologici ! Quali ? Be ! Noi abbiamo disponibili golf car melex ! Perche ????? Noi siamo una compagnia di giovani imprenditori ! Ps op on op off sono navette turistiche a GASOLIO !
giovanni Balzi
26 aprile 2018 alle ore 20:03Cari Amici, Noi a Torino facciamo passi indietro.
Infatti compreremo 400 bus a gasolio euro 6 che sono inquinanti anche se un po' meno dei bus tipo 3,4 e 5.
Invece si dovrebbe comprare 400 bus a metano che hanno basso impatto ambientale e farebbero risparmiare rispetto al gasolio 0,18 euro a parità di KM percorso per un totale di 3,5 miliomi di euro all'anno e di 40 milioni nei 12 anni di durata dei bus.
Domando come fanno a dormire tranquilli i nostri amministratori responsabili sapendo che arriveranno 400 bus a gasolio che ci inquineranno per 12 anni.
Vorrei anche sapere perchè questo commento non viene scritto insieme agli altri commenti. grazie
g.Balzi Torino balzigio@alice.it
pugnali lucio
26 aprile 2018 alle ore 23:10Forse non conosci questa possibilità di trasformazione di TUTTI i motori diesel funzionanti a METANO e/o GPL al 100% senza spendere cifre elevate x la loro trasformazione, altro che rottamazione https://www.youtube.com/watch?v=W2bAKAXjyew
Giovanni Baroso
27 aprile 2018 alle ore 12:18Concordo con te, nel sito DECIDITORINO.IT abbiamo fatto specifica richiesta e li c'è anche la risposta di GTT! area PROPOSTE e DIBATTITI!
Indipendent
26 aprile 2018 alle ore 22:00Favorevole. Per me non esistono problemi, sosterrei ad ogni costo mezzi non inquinanti. Il problema e' rispettare il piu' possibile il pianeta in cui viviamo, non anteporre sempre la convenienza economica. Oggi la tecnologia per inquinare meno e' disponibile: secondo me va incentivata a tutti i costi. Sono convinto che tra i nostri giovani ingegneri molti saprebbero suggerire nuovi modi per incentivare l'utilizzo di energie ecologiche, mettiamoli in condizione di farlo! Inoltre le lobby del petrolio arabe e americane ci tiranneggiano: sarebbe bello liberarsi della dipendenza. Grande Virginia Raggi con la formula E a Roma, questi si che sono buoni esempi. Fantastico M5S che continua a piantare nuovi alberi, lo voterei anche solo per questo!!!
enrico cosimi
27 aprile 2018 alle ore 08:02Roma, Torino, Livorno ecc, quando delibereranno che all'interno delle città, a partire dal 2020 per esempio, potranno circolare solo mezzi a emissione zero.
Marco F.
27 aprile 2018 alle ore 09:11L'energia elettrica è un vettore energetico, l'energia elettrica usata per i bus,può benissimo provenire da una centrale funzionante a litantrace.
Il treno elettrico può funzionare con energia elettrica proveniente dal nucleare, dalla nafta pesante,o dal metano sfuggito ai "NO TAP" La TAV può funzionare con energia elettrica proveniente dall'eolico i camion della Val Susa si muovono con derivati dal petrolio. La decrescita felice si muove con la rinuncia all'energia...
GIOVANNI VELATO
27 aprile 2018 alle ore 12:14Ci sono 2 aspetti importanti che emergono dall'aver pubblicato quest'articolo del sole 24 ore. Il primo e che anche il M5S non ha ancora capito il gioco politico di questa testata in materia di Mobilità Elettrica, ovvero quello di continuare a battere sul tema ecologico, di fatto distoglie l'attenzione dallo stretto legame "tecnico" con la realizzazione di Sistema Energetico Nazionale. E' facilmente intuibile, anche se non viene mai evidenziato, quando si parla di mobilità elettrica, che i mezzi elettrici sono indispensabili per riequilibrare un Sistema Elettrico basato sulle Fonti Rinnovabili, in quanto possono svolgere la doppia funzione di carico o di accumulo, con l'ulteriore beneficio della mobilità. Non a caso le colonnine V2G in Italia sono ancora illegali e forse, solo grazie ad un emendamento del M5S, la normativa sarà aggiornata.
L'altro aspetto negativo che non sembra essere stato colto è che le soluzioni prospettate sono 2vere e valide" solo in uno scenario di mobilità attuale e non viene mai presa in considerazione l'ipotesi che ridisegnando la mobilità alcune soluzioni tecniche non sono affatto necessarie. Per la cronaca sino agli anni 70 Roma era piena di mezzi pubblici elettrici, si chiamavano filobus ed erano altamente efficenti
biagio salvati SALVATI
27 aprile 2018 alle ore 13:21Per fortuna le crisi economiche e la trasparenza nei bilanci costringono le amministrazioni pubbliche a "seguire il risparmio" ( o follow the money se preferite). Altrimenti la mobilità elettrica e le energie rinnovabili con cui alimentarla, qui in Italia, sempre presenti nei programmi e soprattutto sulla bocca aperta dei politici di TUTTI i colori, non potremmo sperarla neanche per i nipoti (..farebbero prima ad avere le batterie al grafene o all'idrogeno nel telefonino..)
giuseppe belotti
28 aprile 2018 alle ore 08:40Sono notizie interessanti, ora mi aspetto informazioni sul "parco BUS" che circola nelle città governate dai pentastellati e del programma di ammodernamento dei mezzi pubblici di trasporto per i prossimi anni.
Grazie, Beppe.
GiLu
28 aprile 2018 alle ore 09:55Ovviamente per produrre l'elettricità necessaria costruiremo centrali (magari di legno) funzionanti ad acqua piovana.
luigi chiurazzi
30 aprile 2018 alle ore 10:26piuttosto, SPIEGATEMI della quantità in(MW) MEGAVAT DI POTENZA ELETTRICA NECESSARI PER LA RICARICA DELLE BATTERIE ED LA LORO INCIDENZA SUL DIAGRAMMA DI CARICO NAZIONALE !!!!!!!!!!
mau
28 aprile 2018 alle ore 20:03 piuttosto non danno soldi agli emirati arabi (la produzione cinese di petrolio è poca) come stupidamente diamo noi e quindi quei soldi girano per il loro Paese, del resto le batterie non hanno smaltimento (come qualche ignorante pensa al contrario) ma si riciclano, e l'energia la si può produrre in mille modi ma è sempre più conveniente produrla in una centrale, sia per ecologia che soldi, se non è rinnovabile.
mario genovesi
29 aprile 2018 alle ore 14:47In culo agli arabi, si riportino a casa i loro minareti e con i corani ci ci puliamo il culo.
undefined
29 aprile 2018 alle ore 20:58Forza 5 stelle!! Via petrolio e plastiche (ormai i mari ne sono pieni) !!!!
stasil
30 aprile 2018 alle ore 18:08Nel frattempo che ancora sono proibitivi i prezzi per le auto elettriche e ancora troppo limitate per l'efficienza, chi comincia ad avere un calo del petrolio cosa fa ? Ci aumenta la benzina e va in pari. Non vi siete accorti che la benzina è aumentata ! Allora che l'Italia si dia una mossa a produrre macchine elettriche e soprattutto a creare una rete capillare di ricarica veloce, invece di continuare a sfornare macchine a benzina.
anne25 eledge
22 ottobre 2021 alle ore 22:29Buongiorno; Ciao.
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