
Leonardo: il rinascimento di novità ed innovazione per l'Italia
16 aprile 2018 alle ore 10:02•di MoVimento 5 Stelle
Leonardo è un'azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell'economia e delle finanze italiano, che possiede una quota di circa il 30%.
La società, che fino al 2016 era denominata Finmeccanica, è uno dei protagonisti globali nei settori dell'Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Leonardo con sede in Italia, occupa in totale oltre 47.000 dipendenti, di cui il 37% all'estero.
La società vanta una rilevante presenza industriale in Italia, Regno Unito, USA e Polonia ed è inoltre presente, attraverso 218 siti, in 15 paesi nei cinque continenti. Operativa da gennaio 2016 come One Company, è organizzata in sette Divisioni di business (Elicotteri; Velivoli; Aerostrutture; Sistemi Avionici e Spaziali; Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale; Sistemi di Difesa; Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni) e opera anche attraverso controllate e joint venture, come DRS Technologies (prodotti, servizi e supporto integrato per la difesa), Telespazio (servizi satellitari), Thales Alenia Space (satelliti e strutture orbitanti), MBDA (sistemi missilistici) e ATR (velivoli regionali).
All'assemblea di approvazione del bilancio tra poche settimane scade il collegio sindacale, organo di vigilanza.
Il controllo del collegio sindacale è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l'adeguatezza dell'organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all'assemblea eventuali fatti rilevanti. I sindaci possono denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione.
Il Collegio Sindacale rappresenta l'organo di controllo delle società e ha il compito di vigilare sull'attività degli amministratori e controllare che la gestione e l'amministrazione della società si svolgano nel rispetto della legge e dell'atto costitutivo.
Si tratta di un organo fondamentale negli equilibri di un azienda strategica come Leonardo che ha bisogno di un cambio ed una ventata di aria fresca poiché il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
Le manovre sotterrane di formazione della lista da presentare entro oggi asseriscono più a sotterfugi di un sistema in decadenza che non ai principi di trasparenza, lealtà ed interesse pubblico.
È fondamentale invece dare un segnale di cambiamento, sempre nell'interesse del bene pubblico e degli interessi nazionali, portando novità ed innovazione con un processo di cambiamento che permetta al futuro sostenibile di permeare Leonardo e tutte le realtà di stato nel pieno rispetto della volontà popolare.
Commenti (7)
Agostino Bozano
16 aprile 2018 alle ore 11:19Il ruolo di Leonardo è sicuramente strategico per il paese nel senso che è un'azienda di elevate potenzialità tecnologiche, inserita in un mercato internazionale di rilievo e, per ora, ancora controllata, anche se solo per il 30%, dallo Stato.
Così come le scelte fatte per il Governo del paese, occorrono non solo persone altamente qualificate e competenti ma anche, e direi soprattutto, moralmente oneste, disinteressate al lucro personale, capaci di armonizzare le scelte specifiche aziendali con gli obiettivi sociali del paese.
Non basta essere solo "professori", "tecnici specialisti", "ricercatori di fama": occorre essere anche esenti da velleità di arricchimenti personali e liberi dalle lobbies compromesse in azioni contro l'umanità, guerrafondaie e che non hanno a cuore lo sviluppo armonioso della nostra società italiana (e degli altri paesi in cui questa azienda opera e "vende" a livello internazionale).
È un compito arduo sicuramente, ma occorre che il controllo sociale su questo "bene nazionale" possa esercitarsi nel modo più completo in funzione del benessere della società tutta, con ricadute sul lavoro, la ricerca, la salute, i trasporti, l'ambiente, di cui, l'intera popolazione, possa esserne beneficiata.
Si propongano figure capaci di rappresentare tali valori.
gianpiero m.
16 aprile 2018 alle ore 20:21Vi state preoccupando della qualità dei Sindaci, quando - Vi ricordo - che Presidente di Finmeccanica è stato messo lo scorso anno un certo Profumo - banchiere - EX MPS e Unicredit.
Incominciamo dalla "testa" dii un Gruppo a mettere una persona competente, poi possiamo pensare al resto.
Quindi se vogliamo essere coerenti , presentate mozione di sfiducia al Presidente Profumo.
G.Mazz.
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16 aprile 2018 alle ore 22:32Per favore, già che ci siete andate a vedere come Leonardo gestisce gli appalti pubblici nel campo dell'informatica: mettono una (1) persona e subappaltano le altre 30 posizioni. E da lì parte il solito giochetto delle scatole cinesi, col risultato di lavoratori che costano 250 euro al giorno all'ente per portare a fatica a casa 1.000 euro al mese.
In pratica i giochetti si sono solo spostati dall'ente all'appaltatore parastatale.
Qualcuno metta ordine in questo schifo!
Giovanni santucci
17 aprile 2018 alle ore 01:18Meglio sarebbe rendere che il TAR contro i decretu del governo procedesse, come e' gia' in suo potere, a qualificare l'ATO come pubblica amministrazione, certificando il credito vantato.
A quel punto il giudice civile dovrebbe imporre alle banche il risconto del credito e sospendere l'azione esecutiva di recupero.
Certo le piccole imprese non hanno il "merito di credito" dei trust e del complesso militare-industriale.
La legge deve prevenire il ritorno del fascismo cpn i suoi circoli economici virtuosi (e corporativi), ed evitare che i gruppi parastatali comprino bot e titoli di debito in cambio di spesa pubblica, per troncare un circuito auoreferenziale di palazzo che e' il contrario del bene comune.
michele disaverio
17 aprile 2018 alle ore 01:34Meglio sarebbe un modello duale alla tedesca nel quale il Consiglio di Sorveglianza ha poteri ispettivi e di controllo ben piu' ampi del collegio dei sindaci. Poco giova il whitelustblowing da poco scopiazzato dagli usa...
Se la porta girevoli fra politica e finanza desta scandali, molto piu' pericolosa per la democrazia e' la porta girevole tra diplomazia e settore difesa, laddove la diplomazia dovrebbe impedire la guerra, e non guadagnarci con incarichi, consulenze, nobili origini mescolate da matrimoni misti di comodo a grandi banchieri e industriali arricchiti.
La legge deve prevenire il ritorno del fascismo cpn i suoi circoli economici virtuosi (e corporativi), ed evitare che i gruppi parastatali comprino bot e titoli di debito in cambio di spesa pubblica, per troncare un circuito auoreferenziale di palazzo che e' il contrario del bene comune.
Biagio C.
17 aprile 2018 alle ore 10:24Toh, un "endorsement" all'ex Finmeccanica: quelli che hanno recentemente svenduto a un certo colosso giapponese... C'è "Profumo" di ruffianata, nell'aria...
Santo Mazzotti
19 aprile 2018 alle ore 10:09Ovviamente, anche per i sindaci di Leonardo è da imporre l'obbligo di pubblicazione "on line" dei rispettivi emolumenti, della loro situazione reddituale generale, dei potenziali conflitti d'interessi, eccetera; con l'eliminazione delle eventuali norme che, col pretesto della "privacy", impediscono questa trasparenza.
