
Grazie Adriano
11 aprile 2018 alle ore 20:19•di Davide Casaleggio
di Davide Casaleggio
É incredibile pensare a come alcune persone lascino il segno per così tanti anni dopo la propria morte. Oggi dopo 117 anni dalla nascita di Adriano Olivetti parliamo ancora di come progettare un'industria e un modello si sviluppo con i suoi ideali. Forse anche per questo ho chiesto ai partecipanti di SUM#02 di scrivere il futuro con le vecchie macchine da scrivere Olivetti. I giganti dell'economia italiana sono ancora lì a indicarci la via. Grazie Adriano
Commenti (15)
Agostino Bozano
11 aprile 2018 alle ore 20:32a 117 dalla NASCITA di Adriano .....
angela pinto
11 aprile 2018 alle ore 22:12ah, ecco mi sembrava che la data non era corretta...anni fa (circa 40 ) ho visto gli impianti dell'impresa Olivetti a Romano Canavese, poco tempo fa ho potuto conoscere la sua storia grazie a una miniserie nella tv...
peccato che molte persone non riescano ad avere l'appoggio sufficiente per fare grandi opere, veri cambiamenti e proposte utili per tantissima gente.
Complimenti a chi parla di lui e dei suoi sforzi a favore di tanti.
Roberto Maccione
11 aprile 2018 alle ore 21:22E non bisogna mai smettere di ricordarlo. Persone d'equilibrio che leniscono tensioni sociali.
Diego M
11 aprile 2018 alle ore 21:32Punti di riferimento come lui permetterebbero di vivere in un mondo sicuramente migliore e piu' giusto! Complimenti anche a chi ce lo ricorda!
Enrico G. Solia
12 aprile 2018 alle ore 00:09Per favore non mi toccate Adriano Olivetti!
Davide correggi subito il numero di anni in 57, prima che qualche coglione come al solito rompa le scatole.
Gian piero
12 aprile 2018 alle ore 00:52Oh ragazzi, mi sa che criticate il testo ma avete preso una cantonata.
Dalla nascita sono 117 anni.
È dalla morte che sono 58
Adriano Olivetti
(Ivrea, 11 aprile 1901 Aigle, 27 febbraio 1960)
Francesco Costantini
12 aprile 2018 alle ore 06:45Davide buongiorno,
Cento anni fa la situazione italiana era diversa è il bisogno aiutava l'innovazione,
Oggi con la legge Fornero che obbliga a fare da badante sino a 70anni ai dipendenti
Che sono felicissimi a far partire la famosa
Industria 4.0,faccio due esempi:
Per avere un pin dall'Inps ci vogliono otto mesi e quando arriva è scaduto, per avere un rimborso Firr (fondo indennità) ci sono tre opzioni per ricevere il pin_scegli la posta elettronica e lo spedisco con la posta e dopo 40 giorni ti rispondono ci vuole pazienza.
Per quanto sopra invito Salvini e Fitto mandate in pensione Berlusconi ad avere il coraggio di prendere iniziative autonome,
Liberate l'Italia da questo immobilismo.
Cordiali saluti
Francesco
Giampaolo Segatel
12 aprile 2018 alle ore 06:47#M5S Grazie Adriano QUANDO L'UTOPIA SI FA STORIA Olivettihttps://www.facebook.com/photo.php?fbid=10211845476154318&set=a.4583010135279.1073741825.1292735344&type=3
https://youtu.be/aT7xXMRcZUc
Paola
12 aprile 2018 alle ore 09:39Grande era Olivetti, orgoglio dell'industria italiana. Era tanto grande che si contendeva il primato all'IBM americana.
L'Olivetti è stata distrutta e smantellata da colui che ha contribuito a portare l'Italia, così com'è ora, De Benedetti.
Credo che Gianroberto abbia tentato tante volte di informare su ciò che questo signore (De Benedetti) è stato in grado di farci.
m
12 aprile 2018 alle ore 10:36Ricordiamoci che anche roberto Colannino, padre dell'attuale disonorevole PD/dc, contribuì a distruggere la Olivetti.
Con tutti i diversi e tanti intrallazzi che ha fatto, aiutato da mafiosi e massoni anche lui, ha fondato un impero con tanti capitali portati all'estero, che il figlio pd-iota/dc, sta proteggendo!
Teresa Barbieri
12 aprile 2018 alle ore 09:48Non vogliamo nessuna base in Italia per la nuova guerra "intelligente" di Trump e Macron.
Vorrei sentire una posizione chiara, in merito all'argomento, da parte del MoVimento!
Fausti12
12 aprile 2018 alle ore 10:13Adriano Olivetti appartiene alla storia industriale di questo paese, come Ferrari, come Lamborghini, come il conte Agusta, uomini che avevano una visione di sviluppo della nazione e di benessere. Uomini che conservavano sani principi e sane idee di come doveva essere lo sviluppo industriale e il business. Oggi questi valori sono persi, oggi abbiamo i manager della grande industria sia pubblica che privata, se pubblica sono praticamente inutili perche si limitano a condividere perdite e esuberi con altre diramazioni statali, praticamente il gioco delle tre carte. Se sono privati, per ridurre perdite e quadrare i bilanci si limitano a dimezzare il personale mettendolo a carico della collettività. Questo per voi significa fare industria ? questo vuol dire avere coraggio ? E' questo il lignaggio dell'industriale ?? Già, è questo e riprendere certi valori sopra citati, dovremo distruggere questa classe di manager e quella che si stà creando, gente senza palle che teme la sua ombra. personaggi infimi che anziche tentare di salvare tanti lavoratori da una industria in crisi tentando di sviluppare le vendite, di ampliare il parco clienti, aprire a nuovi mercati, incrementando e ottimizzando la produzione interna all'azienda e di converso mantenendo l'occupazione. No, no di certo, troppo difficile, troppo rischioso, troppo complicato e laborioso. Molto più semplice ridurre del 30% il personale e tentare di mantenere lo stesso volume di produzione con la paura e il terrore che domani ci saranno altri licenziamenti. Ora è chiaro, ci sono industriali e manager, e industriali e manager. Ora sappiamo anche quelli che non servono alla nazione. Ma certamente sappiamo anche come devono operare quelli che servono al paese, tutto il resto è aria fritta, lucro personale, disonestà, avidità, che ha distrutto il nostro apparato produttivo. Da Olivetti a oggi, abbiamo solo peggiorato e questi sono alcuni dei motivi.
francesco m.
12 aprile 2018 alle ore 15:17Grazie Adriano anche per l'educazione di personalità come Gianroberto !
Barbarossa
12 aprile 2018 alle ore 15:53Mentre gli stati USA e G. B, investivano cifre notevoli per lo sviluppo dell'informatica, Adriano Olivetti, un uomo illuminato, di enorme spessore è stato costretto a cercare finanziamenti all'estero, in Svizzera, perché in Itale le banche, non gli davano credito. E' proprio nel viaggio notturno, sul treno Milano Losanna, salito a Arona, nei pressi di Aigle, in Svizzera fu colpito , a mio avviso nel vero senso della parola, da emorragia celebrale, morendo a soli 59 anni. Nessuna autopsia fu fatta. L'anno successivo, il 9/11/1961, l'ing. Mario Tchou, genio dell'informatica, principale responsabile del progetto con Adriano Olivetti, moriva, col suo autista, in uno strano incidente stradale a soli 37 anni. L'intera vicenda è sempre stata avvolta nel mistero. Sta di fatto che l'Italia perse la possibilità di primeggiare nel mondo a a livello informatico. Comne è stana la vita!!!!!!
Valentina Sillato
13 aprile 2018 alle ore 21:03
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