
Sei povero anche se lavori. Il triste primato italiano in Europa
20 marzo 2018 alle ore 09:56•di Laura Agea
di Laura Agea, EFDD - MoVimento 5 Stelle Europa
È l'ennesima stortura di un mondo del lavoro precarizzato ai limiti della sopportazione. E forse anche oltre. Se lavori otto ore al giorno rischi comunque di essere povero: secondo i dati Eurostat, in questa disumana classifica l'Italia si posiziona al primo posto con più di tre milioni di lavoratori a rischio, seguita da Spagna con 2,9 milioni e Romania con 1,6 milioni. In generale, poi, il Paese dell'Unione europea con maggiore rischio di povertà lavorativa è la Romania (18,9%), seguita da Grecia (14,1%), Spagna (13,1%), Lussemburgo (12,0%). L'Italia (11,7%) si posiziona al quinto posto in questa seconda terrificante classifica.
La povertà è un problema europeo causato da anni di politiche e scelte sbagliate, sia comunitaria sia nazionali. Pensiamo all'immobilismo di Bruxelles sulle delocalizzazioni che bruciano posti di lavoro, sui paradisi fiscali interni all'UE, sul surplus tedesco che impoverisce e prosciuga il Sud, e sull'altro lato della medaglia le scelte di governi marionetta che hanno scelto di distruggere il welfare dei loro Paesi. Non andiamo troppo indietro nel tempo, pensiamo al Jobs Act che sta creando un'intera generazione di precari.
L'ultima speranza per mettere un freno all'emergenza della povertà è la volontà da parte di tutti i Paesi di adottare un reddito minimo che restituisca vita e dignità ai quasi 120 milioni di cittadini europei che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. L'Europa non deve più restare indifferente di fronte alle richieste di aiuto che le famiglie e le imprese ci rivolgono. La Commissione Europea affronti senza indugio la questione del reddito minimo presentando quanto prima la proposta di una direttiva vincolante.
Oggi, secondo l'Osservatorio sociale europeo diverse forme di sostegno al reddito esistono già in 26 Stati membri e non serve aggiungere che il mio Paese non prevede nessun tipo di sostegno. Noi vogliamo che l'Europa intervenga immediatamente con un quadro comune di norme che permetta l'armonizzazione dei diversi regimi vigenti con criteri di accesso comuni e validi per tutti: come ad esempio basare il calcolo del reddito da erogare sulla soglia di povertà che Eurostat fissa al 60% del reddito medio nazionale.
Non esistono cittadini di serie B! Tutti devono poter beneficiare allo stesso modo dei regimi di reddito minimo. Le parole non bastano più! Bisogna mettere a disposizione le linee di bilancio del fondo sociale europeo e del programma europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale per aiutare gli Stati membri a implementare regimi di Reddito minimo. Si tratta di un approccio strategico e di visione che consenta una vera integrazione sociale. Non solo di soldi! I cittadini non chiedono elemosina ma politiche di dignità. Se si trovano i soldi per salvare le banche, tanto più pretendo che si trovino risorse per i figli di questa Europa che è vittima troppo spesso di interessi scellerati.
Commenti (43)
Tiziano Meneghello
20 marzo 2018 alle ore 10:40Allora perché non promuoviamo una legge al Parlamento europeo affinché sia un diritto per tutta la comunità?
Eticomorale
20 marzo 2018 alle ore 11:591) l'EUROPA NON è UNA FEDERAZIONE DI STATI
2) SIAMO LI UNICI CON LA GRECIA HA NON AVERE NESSUNO SOSTEGNO DI QUESTO TIPO
3) SE SI PRENDESSE L'ABITUDINE D'INFORMARSI PRINùMA DI SCRIVERE SCIOCCHEZZE, ANDREMMO TUTTI MEGLIO
CIAO
Eticomorale
20 marzo 2018 alle ore 12:07Siamo una da nazione da primati:
1° per corruzione, malversazione, collusione
1° per vessazione della pubblica amministrazione verso i cittadini
1° per scadimento del'istruzione
1° in senso negativo nella libertà di stampa
1° per disoccupazione giovanile
1° nel taroccare i dati sull'occupazione
1° nella crescita della povertà
Se ci fosse le olimpiadi del peggio. L'Italia fare il pieno, tabula rasa, non lasceremmo niente a nessuno. Vi sembra poco?
Beppe A.
20 marzo 2018 alle ore 19:02per autocommiseramento autorazzismo e dati infondati per alcuni di sicuro
Cestaro Diego
20 marzo 2018 alle ore 10:51È alla Hartz 4 che vuoi arrivare Laura Agea?
È questo il vostro scopo che tu nascondi con le tue parole mascherandolo da aiuto alla povertà?
Il reddito universale è il vero aiuto alla vita dell'essere umano.
Muovetevi in questa direzione o anche voi fate parte di un disegno volto al ricatto e al controllo dell'individuo.
m
20 marzo 2018 alle ore 11:47O bisogna arricchire i già ricchi,mafiosi,massoni e caste privilegiate,cioè la politica dei governi PD/dc-FI e parassiti/sanguisughe varie dei monti, letta,renzi, gigli magici e famiglie,ecc..........
O bisogna aiutare i poveri cittadini onesti e le loro famiglie alla disperazione, privati della dignità e della speranza di vivere.
Questa è la scelta che chi ha votato il 4 marzo ha fatto: O AIUTARE I POVERI o ARRICCHIRE I RICCHI!
Chi ha votato il M5***** lo ha fatto per salvare e migliorare l'Italia e gli italiani.
Chi ha dato il voto ai vecchi partiti, PD/dc-FI e parassiti associati, ha votato contro i cittadini onesti ma a favore dei mafiosi e delinquenti.
Alessandra Ruspetti
20 marzo 2018 alle ore 11:53Ancora ieri sera in TV tutti a screditare il rdc, provvedimento assistenziale quando invece ci vuole lavoro! E a ribadire il concetto era Toti, esponente di un partito che pur governando per anni non è stato in grado di creare nuovi posti di lavoro. Negli ultimi 20 anni si sono persi posti di lavoro, i salari sono diminuiti tanto che sei povero anche se lavori, le disuguaglianze sono aumentate, e chi ha avuto responsabilità di governo ci ripropone le solite fallimentari ricette del milione di posti di lavoro del 1994 come se non fosse una necessità impellente prima pensare alle persone e al modo di sostenerle dignitosamente, poi a creare lavoro, e ci vorranno anni. Freccero giustamente ha ribadito che se non si interviene sul problema più urgente, cioè la povertà, gli italiani vi vengono a prendere con i forconi! Poi la solita maestrina di economia ad attaccare il rdc ma a difendere l'aliquota unica al 25% : in alcuni paesi funziona! Peccato si sia sorvolato un particolare che con l'aliquota unica, come ha riferito un giovane architetto a Praga, paghi poco di tasse ma circa il 30% del tuo reddito va a coprire un'assicurazione sanitaria perché con questo tipo di tassazione il sistema sanitario universale e gratuito te lo scordi. Se il rdc costa troppo in soldi, quanto costa questa proposta fiscale in termini di minori diritti come sanità, scuola e previdenza ? Dicano chiaramente che per far risparmiare ed arricchire i soliti si aumenta il numero dei poveri, di chi non può curarsi ed istruirsi, una moltitudine di diseredati che però dovrebbero continuare a consumare, perché se crollano i consumi già in crisi, crolla tutto il loro sistema! Il capitalismo, così come era previsto , si sta avvitando su se stesso e purtroppo come la storia insegna, userà l'unico modo che conosce per uscirne, il metodo collaudato : una guerra.
Eticomorale
20 marzo 2018 alle ore 12:17; Siamo una da nazione da primati:
1° per corruzione, malversazione, collusione
1° per vessazione della pubblica amministrazione verso i cittadini
1° per scadimento del'istruzione
1° in senso negativo nella libertà di stampa
1° per disoccupazione giovanile
1° nel taroccare i dati sull'occupazione
1° nella crescita della povertà
Se ci fossero le olimpiadi del peggio. L'Italia fare il pieno di medaglie, tabula rasa, non lasceremmo niente a nessuno. Vi sembra poco?
Enz A.
20 marzo 2018 alle ore 16:53Medaglie d'oro alla stronzaggine.
Eticomorale
20 marzo 2018 alle ore 20:45Eviteri d'offendere gli stronzi. Rispetto a quello che abbiamo sono una casta nobile.
Zampano .
21 marzo 2018 alle ore 10:39Caro Eticomorale
la maggior parte delle voci che hai tirato fuori (es. corruzione, istruzione etc) spesso pubblicate su diversi giornali sono false, si tratta di percezione ma quel che è peggio è che molte voci negative sono nate da sondaggi tarocco creati ad arte anni fa da Stati membri dell'UE (es. Germania) per dirottare su altri paesi gli investimenti stranieri. Era una (vile) strategia di mercato. Tant'e' che alcuni politici, come il commissario europeo svedese hanno persino chiesto scusa al nostro Paese per la figura di "emme" che hanno fatto puntando spesso il dito contro di noi.
Il Barone Zazà
21 marzo 2018 alle ore 13:30Mi perdoni Zampano, lasciando da parte la ''percezione'' che è soggettiva, noi dobbiamo leggere i numeri: se non fosse per la corruzione, come spiega lei il fatto che le opere pubbliche in Italia costino più di tre volte quelle della media europea?
Eticomorale
22 marzo 2018 alle ore 00:10
Zampano caro, a prescindere dai tedeschi che sanno fare i propri interessi, negare l'evidenza è comunque un buon sistema per lasciare le cose come stanno. L'importante è essere convinti e felici.
Ciao
P.S. Ho percepito una montagna d'inchieste giudiziarie, per corruzione, collusione, ecc. . a tutti i livelli ma sono cosciente che è solo una mia percezione.
Ho percepito che la Soc. L'espresso, con Repubblica e La Stampa e altre 22 testate locali, da un'informazione di un certo tipo. Ma anche questa è solo percezione s'intende.
Ho anche percepito che se hai a che fare con la pubblica amministrazione t'invischi in una serie di norme auto conservative per le quali non ne esci vivo. Poi ho percepito che per l'ISTAT se lavori un'ora nella settimana di rilevazione risulti essere OCCUPATO.
Se vuoi posso andare avanti, con le mie percezioni, ben oltre l'elenco sopra esposto.
carlo
20 marzo 2018 alle ore 13:22sembra che il ballottaggio sia incostituzionale. pero' lo abbiamo anche per altre elezioni, ad es per il sindaco della citta'.
a me sembrava che fosse incostituzionale il premio di maggioranza, ma non il ballottaggio.
siccome i contendenti sono vari, non ci sono solo due poli, il ballottaggio e' l'unica soluzione possibile. oppure un proporzionale secco, dove poi, dopo le elezioni, i partiti faranno le loro alleanze per andare al governo.
carlo
20 marzo 2018 alle ore 13:41siamo nella zona del pianeta a livello sociale piu' civilizzata e moderna. soprattutto nei tanto vituperati paesi del nord europa, germania, olanda, danimarca, svezia etcetc. come l'europa nel mondo non c'e' nessuno. un po' simile e' il canada, forse l'australia, per il resto e' buio profondo.
quindi non trovo giusto i continui attacchi che alcuni partiti e tuttologi vari al loro seguito fanno all'europa. se usassero lo stesso metro di giudizio per l'italia dovrebbero suicidarsi in diretta. invece, scaricano colpe e nefandezze sull'europa.
certo, va considerato che non e' perfetta, non e' il paese dei campanelli, ma tutto si puo' migliorare se ci si mette a lavorarci sopra, senza immaginare guerre economiche e/o odi etnici vari.
se chi pensa in quel modo si trovasse dall'altra parte, cioe' fosse ad es un tedesco, come minimo vorrebbe bombardarci. avendo per malasorte sua come socio chi attenta (e sin dall'inizio smerdava) alla sua moneta rimanendo cocciutamente e costantemente sull'orlo della bancarotta. che gioca costantemente al ribasso le regole sociali e del welfare in europa (in italia lo sta gia' facendo). un paese (l'italia) dove mafia, corruzione e sprechi la fanno da padroni. che ha sposato senza se e senza ma (e senza dirlo ai suoi cittadini) la politica neocon bushiana, e i suoi media sostengono quel sistema senza nessuna vergogna. dove i suoi politici sono come minimo degli incapaci e il piu' delle volte in malafede e venduti a poteri forti senza un minimo di umanita'.
e ce ne sarebbe da scrivere. basta vedere cosa succede nella terra dei fuochi.
ripeto, l'europa non e' perfetta e non lo sono i paesi europei, ma bisognerebbe evitare di cercare la pagliuzza nell'occhio dell'altro quando si ha una trave su per il sedere.
l'europa avrebbe da insegnarci tanto, a cominciare ad es col reddito di cittadinanza. invece, la si attacca, usando come scusa menate futuristico-allucinato-sballate tipo l'euro tedesco e altre amenita'.
carlo
20 marzo 2018 alle ore 17:03per un'unione politica ci vuole l'accordo di tutti. e non credo che all'italia possa andare bene. vorrebbe dire la fine del sistema corrotto e marcio che purtroppo dilaga in italia. perche' in italia il malaffare e' sistema, non sono incidenti di percorso. ci sguazzano tutti quelli che hanno in mano l'economia e la politica del paese.
l'italia e' ricca di talenti e potenzialmente e' una nazione che potrebbe stare bene e fare da metro di giudizio per le altre in tante cose. purtroppo ci ritroviamo questa incrostazione di merda che ha preso potere e ci avvolge.
la prima cosa da fare per noi e' eliminare il malaffare sotto tutti i punti di vista, senza perderci in accuse ad altri paesi per lo piu' infondate e che servono solo a distogliere l'attenzione dalle nostre personalissime magagne.
per 40 anni la germania e' stata un paese praticamente commissariato, diviso in due e con le due superpotenze mondiali, russia e usa, che se lo gestivano a proprio comodo.
non diciamo che non ha pagato per i suoi crimini.
Nicola Purificato
20 marzo 2018 alle ore 14:31Sono pienamente d'accordo. Però,se vedo il mio caso, la povertà viene anche dai dipendenti della p.a.. ho vinto una causa contro l'INPS...ho inviato le notifiche ho atteso 120 GG non ho avuto riscontro ho inviato il precetto e aspettato 10 GG...senza risposte...ho inoltrato il pignoramento.....ma niente muta. È dal 2014 che va avanti questa storia ...oggi siamo a 4 anni. La sede Romana !!!!! A cosa serve??????poi si dice che sei un malvivente se ti rivolgi a modo di camorrista. Ho provato a farla breve ma non vi dico come la mia dignità sia stata calpestata dai "signori" della sede Inps di Aversa.
Alessandra Ruspetti
20 marzo 2018 alle ore 15:28Sono d'accordo con te su i secolari problemi italiani, un paese nato male e cresciuto peggio, ma non mi allargherei sui complimenti alla Germania : è stata responsabile di 2 guerre in Europa, non ha praticamente pagato i debiti di guerra, quelli risalenti all'ultima ridotti ad un quarto, se avesse dovuto pagare per intero sarebbe ridotta peggio della Grecia che invece si è spolpata. Un Europa unita solo da una moneta,stampata e prestata da una banca privata ad altre banche private, è un' unione fittizia, solo monetaria ma non politica. Se la Germania vuole una vera unione politica e di popoli dovrà accontentarsi anche della disastrata Italia, se vuole invece continuare a prosperare grazie ad una unità fittizia, potrebbe non trovare d'accordo quei paesi che hanno ricevuto più danni che benefici dall'euro,e che pur con tutti i loro problemi, non sono disposti a crepare di fame in nome dell'efficienza tedesca costata comunque milioni di morti non secoli fa, ma solo 80 anni fa. Ognuno dovrebbe farsi carico dei propri peccati passati, presenti e futuri ed ambire a popoli europei uniti, per non ricadere nelle mostruosita del passato,senza pretendere di impiccare gli altri ad una moneta e quindi ai profitti che ne derivano. Ci vuole più Europa certo, ma non questa, perché di fatto non esiste.
Carmelina Grimaldi
20 marzo 2018 alle ore 15:58Lavorare 8 9 ore e ci pagano 6 ore 40 includono ferie permessi tfr tutto in busta io come cameriera non si a diritto a niente perche ti dicono ce la fila puro schiavismo autorizzato
Gianluca Schiavone
20 marzo 2018 alle ore 16:21La nazione Italia, a differenza di altri paesi, non ha un corrispettivo univoco di popolo, essendovi invece più popoli, più culture regionali che si possono considerare come accorpate in un Nord , un Centro e un Sud. Un contesto del genere ha favorito, nella storia dall'unità in poi, un proliferare di discriminazioni e di ingiustizie sociali che hanno dato luogo a situazioni di infelicità, profondo scontento e, cosa più grave, di povertà. Se tutto ciò, durante il periodo del benessere economico, rimaneva latente e tollerato dalle categorie non protette, adesso in tempo di crisi è un bubbone infetto e scoppiato con conseguenze invero nefaste. Quanti schiaffi ancora devono prendere le persone deboli che non hanno modo alcuno di difendersi? Perciò, il M5S si affretti, non c'è più tempo da perdere! L'acqua ha già colmato le gole innocenti! Saluti a tutti.
Zampano .
21 marzo 2018 alle ore 10:28Gianluca, devo dissentire su questo concetto: "a differenza di altri paesi, non ha un corrispettivo univoco di popolo, essendovi invece più popoli, più culture regionali". Sembra il tipico discorso secessionista. Invece vale per tutti, caro Gianluca, proprio tutti. Guarda i francesi di Nizza e Corsica, ben diversi da quelli di Parigi o Alsazia o Gouren; oppure i tedeschi di Berlino e quelli di Monaco. O guarda l'Inghilterra, le differenze tra gli abitanti di Cornovaglia, i londinesi e i gallesi. Tutto il mondo è paese, persino in America i texani si dicono diversi dagli altri americani e potrebbero usare gli stessi nostri argomenti per dimostrare la cosa. Saluti.
Gianluca S.
21 marzo 2018 alle ore 14:03I flussi migratori, all'interno delle mura italiche, sono stati,e lo sono tutt'oggi,in un unica direzione, con gente costretta, per la mancanza del lavoro, a lasciare il Meridione, abbandonando la propria terra, i propri cari, le proprie radici, per trasferirsi al Nord, con la speranza di una realizzazione e di un futuro non sempre rosei. Se fosse un solo popolo e una sola identità, questi flussi sarebbero stati multidirezionali, oltre che più sporadici e meno traumatici. E quasi certamente questo stato di cose è stata una delle cause dello strepitoso successo elettorale del M5S nel Sud del paese, che fa da contraltare al diverso atteggiamento del Nord che ha votato come sappiamo. Saluti a tutti.
gianpiero m.
20 marzo 2018 alle ore 19:37Per risolvere il problema della povertà in Italia bisogna annullare la gran parte dei provvedimenti presi dai Governi negli ultimi 20 anni.
Faccio un esempio:
Domenica il Sole 24Ore sbandierava lo stacco di 17,5 Miliardi di dividendi delle società quotate in Borsa, evidenziando che è un record storico.
Questo in un periodo di crisi storica.
Vi spiego il retroscena di quel dato.
Nel 2017 il Governo del Menomato ha ridotto l'IRES alle società dal 27,5% al 24%.
Questo provvedimento ha permesso maggiori utili che verranno distribuiti a quel 5% di ricchi che possiedo il 30% della ricchezza nazionale, mentre il FISCO, ha incassato meno entrate che vanno a scapito di provvedimenti in favore delle classi povere.
Questo e molti altri provvedimenti dei Governi precedenti, vanno annullati, dal ns. Governo 5 Stelle, se vogliamo veramente ripristinare un minimo livello di giustizia sociale.
G.Mazz.
P.S.: le entrate da IRES sono le più basse in valore assoluto rispetto alle altre imposte (IRPEF) che incassa lo Stato: i ricchi pagano poco e la povera gente è tartassata.
FABRIZIO P.
20 marzo 2018 alle ore 20:00ma sono in tanti quelli contrari al rdc...tutti quelli con il c...al sicuro guarda caso ...
Silly
20 marzo 2018 alle ore 23:20E diciamola tutta.
Con il culo al caldo, ma anche chi probabilmente vedrebbero molto male qualcuno che con un pò di aiuto e meritocrazia rubi facilmente il lavoro ai suoi figli ignoranti.
Il "tengo famiglia" funziona anche in questo modo: sgambettare i più deboli che altrimenti i debosciati e incompetenti figli di papà che hai cresciuto finiscono in mezzo ad una strada.
Beppe A.
21 marzo 2018 alle ore 08:35forse perche' il gli omologhi sostegni al reddito in eu ha prodotto in TUTTI i paesi piu' poverta' e disuguaglianze, mentre le politiche di piena occupazione come da costituzione fa il contrario?
Armand
21 marzo 2018 alle ore 18:13Beppe A. perché stai mentendo?
Le politiche di sostegno al reddito, qualora siano legate al lavoro come il RdC dei Cinque Stelle, viene ritenuto da tutti come un utile strumento per raggiungere la piena occupazione senza inflazione.
La smettiamo di sparare cose a caso, forti del fatto che su internet si è anonimi?
Vogliamo smetterla di mentire perché vittima di "manifesta rosicaggine"?
Queste sono politiche che avrebbero dovuto fare gli altri partiti, se non fosse che costituiscono una fuga dal clientelismo, cosa che distuggerebbe la carriera politica di parecchi dirigenti in diversi partiti.
Questa è l'unica ragione per cui il PD dice no.
Il Barone Zazà
21 marzo 2018 alle ore 21:07Caro Beppe a., ci fornisca le fonti che dimostrerebbero che in Europa la povertà sia aumentata a causa del sostegno al reddito.
Grazie
Zazà
Pasquale Monaco
20 marzo 2018 alle ore 20:28Sono molto favorevole al reddito di cittadinanza, ma soltanto per coloro che dovessero rimanere fuori dal seguente percorso: per uscire dalla Crisi, per far lavorare tutti , giovani e vecchi, attualmente senza lavoro, dobbiamo subito fare una legge per ridurre l'orario di lavoro per tutti i dipendenti, e portarlo a 6 ore gg, pari a 30 ore settimanali a parità di retribuzione. Le ore di straordinario debbono essere pagate il 30% in più ed anche tutti i contratti a termine o altre forme di contratto diverse dal tempo indeterminato. Sgravare alle imprese il costo equivalente al salario per ogni nuovo assunto. Per ogni 3 dipendenti che passano dalle 8 alle 6 ore al giorno, si crea un nuovo posto di lavoro, che le aziende dovranno coprire con una nuova assunzione. Soltanto con queste semplici nuove regole riparte l'Italia, con un volano dell'economia mai visto prima. Tutto ciò è più facile di qualsiasi altra manovra, e migliora la vita Delle persone in maniera oggettiva. Non servono grandi investimenti e non bisogna riformare nell'immediato i centri per l'impiego per farlo partire. Grazie per l'attenzione Pasquale Monaco.
Il Barone Zazà
21 marzo 2018 alle ore 13:08Mi perdoni Pasquale, ma non ha senso passare alle 30 ore settimanali se poi si accetta che vi siano gli straordinari. Gli straordinari vanno aboliti: "lavorare meno, lavorare tutti"!
gianpiero m.
21 marzo 2018 alle ore 18:19E ricordo che gli straordinari sono anche detassati al 10%!
Bisogna abolire la cosiddetta detassazione della produttività che ha solo creato più disoccupazione e meno entrate allo Stato.
G.Mazz.
max
21 marzo 2018 alle ore 09:09Il reddito minimo esiste in tutta Europa tranne l'italia, dove i poveri sono molti milioni purtroppo. Un governo 5stelle è l'unica speranza per questo paese.
Eticomorale
21 marzo 2018 alle ore 14:47Se non sei già povero, farai in tempo a diventarlo molto presto.
Fino a quando si accetteanno passivamente le porcate più grosse e infami, la strrada della povertà sarà garantita.
O ci diamo una mossa o questo percorso non avrà fine.
fabio S.
21 marzo 2018 alle ore 18:39per chi guadagna uno stipendio medio di 1200 euro al mese, in Italia, è collocabile praticamente nella soglia di povertà.....e' un dato di fatto...
perche' nel mese in cui ha una spesa imprevista, un frigorifero rotto, una multa, la macchina rotta, e privandosi comunque delle spese cosiddette "secondarie" (vestiti, vacanze, spese per il tempo libero, hobby, etc,etc) ha di fatto la mancanza dei fondi necessari anche per far mangiare la sua famiglia.....
questo accade perchè lo stipendio medio di 1200 euro, non è conforme con il costo reale della vita, tipo il cibo di qualità, e non quello dei discount, o il costo dell'asilo per i figli, il costo del mantenimento dei figli, i libri di scuola, le loro attività extrascolastiche, le loro vacanze etc.etc.....
in tutto questo, ci sono famiglie con stipendi enormememte piu' alti, che possono invece fare tutte queste cose a dismisura, in eccesso, addirittura alla noia.....
bisogna quindi riportare più equità in tutto questo....il ceto medio italiano, distrutto da politiche non sbagliate, ma "mirate"... a creare questo solco sociale, deve ritornare ad avere la dignità che il lavoro dovrebbe dare, partendo dall'importo netto in busta paga, con meno tasse......
e per fare questo, serve non sprecare risorse,
serve che sia dato il mandato di governare al Movimento5Stelle.......
Scala Alessandro
21 marzo 2018 alle ore 19:02Carissimi amici tutto questo è una triste realtà sono un papà di due bambini con un faldone addosso di circa 25 mila euro (equitalia) da un anno però...una azienda mi ha assunto felicissimo della cosa...mi sentivo un re poi la triste delusione....stipendio del mese scorso 668 euro.....è campa va giuro so ca... amari Scusate lo sfogo ma è una miseria speriamo che cambi qualcosa in modo che posso avere la possibilità di saldare il mio debito con lo stato in queste condizioni giuro non mi è possibile
Gianni Carlone
21 marzo 2018 alle ore 19:16Oggi su skytg24 ho visto il programma che ha messo in campo il pd per contrastare i 5stelle. Se il RdC è legato al lavoro, ci si lamenta che non pensa ai poveri (e perciò non è assistenzialista). Se il RdC pensa ai poveri, ci si lamenta che non si aiuta la gente con l'assistenzialismo.
Già li vedo, per i prossimi cinque anni non faranno altro che strillare "populisti, incompetenti, populisti, incompetenti..." etc.
A questi una sventola sulla bocca non è bastata per capire che con la propaganda non si combina nulla.
E su Repubblica si definiscono intellettuali? Bella ciurma di cretini, questi intellettuali. LoL
antonio mirra
24 marzo 2018 alle ore 09:10Al mio primo voto per M5S, veniste dichiarati bordellisti per nascondere i 10miliardi dati alle banche/slot machine. Furono dati altri 17miliardi ai Pascoli di Siena. Con Freedman si è parlato di altri 20miliardi dati alle banche di Renzie/Boschi...Io mi chiedo ma alla fine gli euro per l'RDC di chi sono, da dove vengono..Provate a dirlo a chi vi osteggia, forse pensa che sono i suoi...Buon Lavoro ragazzi!
FABIO B., bologna
21 marzo 2018 alle ore 23:21https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/21/elezioni-marescotti-vs-migliore-sono-di-sinistra-ho-votato-m5s-per-rovesciare-il-tavolo-voi-del-pd-andate-via-per-favore/4242621/
Gianluca Cancelli
22 marzo 2018 alle ore 00:45Reddito minimo garantito magari indipendente dalla euro, in moneta virtuale garantita e coniata dallo Stato valido nei paesi che la accettino e scendendo a patti con loro in questioni di immigrazione e crescita comune.
Con controlli efficienti sul suo uso e limitarne l'uso per acquisti solidali sani e logicamente ponderati (ad esempio niente droghe o vizi vari...). Così si creerebbe una seconda economia che in breve farebbe riflettere al mondo intero.
Adamo Gianluca Francia
22 marzo 2018 alle ore 10:39...se sono poveri quelli che hanno un lavoro, figurarsi i disoccupati, come me,56 anni, troppo giovane x andare in pensione, troppo vecchio, evidentemente, x lavorare, visto che, nonostante tutte le domande che inoltro,nessuno mi assume. Un reddito minimo servirebbe, si,ma soprattutto cambiare un sistema improntato sulle agenzie interinali, inutili,dannose e incompetenti, così come inutili, burocratizzati ,sono i centri x l'impiego.
max
23 marzo 2018 alle ore 01:08Un governo 5stelle è l'unica speranza per questo paese. Io aspetto ancora poco...
ROBERTO SCANNAPIECO
23 marzo 2018 alle ore 10:47In Italia esiste un patto implicito fra multinazionali e imprese subappaltatrici criminali che usano lavoro nero, spesso immigrati ( importati per lo scopo dalle mafie ), schiavizzati, per lucrare e far lucrare le multinazionali. Queste imprese sono in grado di fare tariffe ben inferiori al normale e guadagnare sulla pelle dei lavoratori e le grandi imprese appaltanti ne escono pulite in quanto " ignare " dei metodi. Bel servizio ieri sera su Piazza Pulita sulle guarnizione in plastica lavorate in Italia a prezzi stracciati e rivendute a marchi come la Porsche. La cosa più tremenda e che tutto questo è agli occhi di tutti: tutti sanno e tutti vedono il lavoro nero nei campi al sud, il lavoro nero delle industrie tessili cinesi a Prato e quelle del servizio di Piazza Pulita. Nessuno controlla: né gli ispettori del lavoro, né i sindacati, né le sinistre operaie ormai dalla parte delle lobbies, né la Guardia di Finanza e quanto meno la magistratura. Perché ? Tutti sanno inoltre che grandi imprese delocalizzano in paesi come Cina, Moldavia, India costruendo imprese lager dove lavorano veri e propri schiavi per poi importare in Italia i loro prodotti che per la legge italiana non sarebbe possibile produrre in quelle condizioni. Ora non è questa la globalizzazione che si voleva. Occorre debellare questa nuova schiavitù che accresce sempre di più il divario fra ricchissimi e poverissimi senza lasciar più nulla nel mezzo. Occorrono nuove regole o i nostri giovani saranno i nuovi schiavi.
Antonio D'Ottavio
23 marzo 2018 alle ore 19:02Introduciamo il reato di induzione al nuovo schiavismo della persona sul lavoro. Naturalmente è sempre più necessario fare chiarimento definitivo nel rapporto tra contratti di lavoro e minimo sindacale secondo le specifiche di inquadramento.