
Olimpiadi a Torino: pronti a discutere di un progetto innovativo
12 marzo 2018 alle ore 15:58•di Chiara Appendino
di Chiara Appendino
Le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 hanno segnato la nostra Città. Se da un lato hanno lasciato un ricordo tutt'ora vivo nei torinesi, che ha proiettato l'immagine di Torino a livello mondiale, dall'altro quel segno è altrettanto vivo e forte nei bilanci della Città e in un'eredità pesante con cui ancora facciamo i conti. Parliamo di enormi debiti, parliamo di strutture inutilizzate, di impianti sportivi in disuso e di mancate occasioni di rilancio per il territorio dovute all'incuria del post-olimpiadi. Ma è proprio questa eredità impiantistica che è il nodo da cui partono gli argomenti delle prossime righe.
Il nostro territorio, unico in Europa, raccoglie dal 2006 una grande quantità di strutture, di residenze, di impianti. Un patrimonio che c'è già, che non deve essere costruito. Un imprescindibile punto di partenza da valorizzare e da cui ripartire. Si tratta di una enorme differenza rispetto a qualsiasi altra Città europea, e in particolare con Roma, così sgombriamo subito il campo da eventuali parallelismi.
Grazie a questa eredità - va detto, necessitante di importanti ristrutturazioni - gli interventi saranno innanzitutto di riqualificazione e di recupero dell'esistente, con importanti risparmi economici e ambientali.
Oggi, a quasi vent'anni di distanza e alla luce di quanto detto sopra, Torino ha l'occasione di dimostrare che quello che abbiamo conosciuto non è l'unico modo di gestire un grande evento. Che abbiamo tutte le carte in regola per far sì che alla base di un impegno collettivo vi siano valori stringenti di innovazione, sostenibilità, ritorno per il territorio, eredità materiali e immateriali che siano un ulteriore punto di partenza per tutte e tutti e non semplicemente la fine di un evento.
Possiamo dimostrare che, con una buona gestione, gli spazi utilizzati per i giochi potranno diventare un luogo di sport per tutti. Che una residenza olimpica diventerà un luogo di housing sociale, una residenza universitaria o un co-working. Che gli investimenti per l'evento possono guardare a vent'anni e non a venti giorni.
Come si fa a realizzare tutto questo?
Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al CONI l'interesse della città.
Ci sembra giusto manifestare un interesse, nonostante il rispetto al regolamento CIO, per una azione di buon senso volta a rivalorizzare quanto esistente e servibile, in ottemperanza al miglior epilogo sperabile che simili investimenti collettivi possano generare come ricaduta per il futuro post olimpico sul nostro territorio tutto.
Successivamente, entro luglio, il CIO renderà pubbliche le sue condizioni e a quel punto si deciderà il da farsi. Lo stesso CIO nei suoi documenti segna una nuova direzione nell'organizzazione dei Giochi, guardando proprio alla sostenibilità, al riuso degli impianti e a budget sensibilmente più bassi rispetto al passato.
Ci tengo a precisarlo: non si tratta di una candidatura, si tratta di una manifestazione di interesse.
Ma nel concreto, quali sono i punti caratterizzanti di questo modello?
→ Zero debito per gli Enti Territoriali
→ Riuso e sostenibilità per l'esistente: impianti, residenze e infrastrutture ad alta efficienza
→ tutela e ripristino del paesaggio e dell'Ambiente
→ promozione di un turismo dolce e a basso impatto ambientale con ricadute sull'area vasta (urbana e montana)
→ Villaggi olimpici destinati ad edilizia residenziale sociale pubblica, residenze universitarie e destinazioni condivise con la collettività con metodo partecipato
→ Controllo dell'Autorità Anticorruzione (ANAC) a tutela degli appalti, controlli di qualità su tutto l'operato ed il costruito
In sintesi, vogliamo dimostrare che un'idea diversa di olimpiadi esiste e siamo in grado di metterla in piedi. Vogliamo creare un nuovo modello che sia un esempio per tutti gli eventi futuri e di cui i cittadini possano vivere i benefici non solo nel ricordo ma nei servizi e nella qualità della vita offerta dal territorio post-olimpico.
Si tratta di una sfida importante, ne siamo consapevoli. Ma siamo anche consapevoli di avere tutti gli strumenti per affrontarla, di avere le idee, le competenze ed una Rete tale da garantire che l'eventuale organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 avverrà secondo un nuovo modello progettuale e gestionale che possa diventare un modello internazionale.
Commenti (63)
Giovanni Baroso
12 marzo 2018 alle ore 16:15Qui ci si riempie la bocca di tante parole. Partecipazione, la Politica dei cittadini, democrazia diretta e cosi via.
Nelle parole della Appendino manca l'unica cosa che conta e lo dico da iscritto e cittadino: decidano i TORINESI! Ma quando e come partecipiamo ? Con l'ignorato deciditorino.it ?
Con quali strumenti i cittadini possono dunque dire la loro ? C'è il tempo per far decidere i torinesi anche sui progetti ma innanzitutto sulla logica di fondo! Quando mettiamo i soldi dove servono ? Il fondo NON AUTOSUFFICIENZA ? l'ASSEGNO DI CURA ? E I TRASPORTI LOCALI ? DECIDANO I TORINESI !!!
dario
12 marzo 2018 alle ore 17:43commento condivisibile, però si legge "non è una candidatura ma una manifestazione di interesse". La candidatura potrà essere messa in votazione ai cittadini con i dettagli sul quale decidere ("entro luglio, il CIO renderà pubbliche le sue condizioni e a quel punto si deciderà il da farsi.")
mario c.
12 marzo 2018 alle ore 16:16Difficile che lo permettano a Torino.
A Roma era utile per fare grandi affari ed affossare la giunta con debiti e scandali, che anche fatti da terzi si sarebbero riversati su Raggi & C.
A Torino ci sono già infrastrutture e si rischia un successo M5S.
Giovanni Baroso
12 marzo 2018 alle ore 16:21Non è che l'idea è solo quella di sostituire una oligarchia con un altra ?!
Quale momento migliore di questo per fare decidere i cittadini ?
mzee.carlo
12 marzo 2018 alle ore 16:49Sinceramente questi carrozzoni chiamati olimpiadi non mi sono mai piaciuti perché oltre a ritenerli inutili alla società, sono fabbriche di debiti.
E' vero che a Torino ci sono le infrastutture create per i giochi olimpici del 2006, che in parte si devono ancora pagare, grazie alla giunta Chiamparino, ma è anche vero che occorrerà spenderci parecchi soldini per rimetterle a posto.
Comunque vedremo a luglio cosa succederà.
Giovanni Baroso
12 marzo 2018 alle ore 16:56I torinesi devono decidere!
Deve essere loro la parola definitiva!
Altrimenti dove sta la democrazia ?
Sergio panizzi
12 marzo 2018 alle ore 17:31Come aderente della prima ora non sono d'accordo sul fare le olimpiadi invernali a torino.prima le priorità della cittadinanza scuole asili e territorio.
dario
12 marzo 2018 alle ore 17:40io "come aderente della primissima ora" invece sono d'accordo e penso che tu non sia di Torino
Luca M.
12 marzo 2018 alle ore 17:33brava Chiara!!!
GIOVANNI ZANDEGIACOMO SEIDELUCIO
12 marzo 2018 alle ore 17:37stoccolma e innsbruck hanno rinunciato per i costi. Torino ha la bacchetta magica? Gli impianti sono tutti da adeguare se non da rifare,il villaggio olimpico precedente è devastato dagli abusivi. Si preannuncia un'altra speculazione edilizia. Ammesso che voi sappiate resistere alle tentazioni nel 2021 ci saranno le elezioni e non si sa chi vincerà. Continuate ad occuparvi di strade, scuole, sicurezza.
Cestaro Diego
12 marzo 2018 alle ore 17:44La prima cosa che emerge da questo è che il tuo ego viene prima dei cittadini
loretta campanelli
12 marzo 2018 alle ore 19:40Ma ci sei o ci fai?
paolo b.
12 marzo 2018 alle ore 21:16ci è
mario m.
12 marzo 2018 alle ore 18:15Bene, mi trovo d'accordo sulla linea programmatica della Sindaca sulla possibilità di candidare la città per le Olimpiadi. Sarebbe una occasione per Torino da non perdere. Massima fiducia alla Sindaca Appendino.
FABRIZIO P.
12 marzo 2018 alle ore 18:27è 1 occasione per poter dimostrare tante cose ..me leggo che gia esistono problemi all interno del mov ...sara' duretta
Francesco De Rita
12 marzo 2018 alle ore 18:30Bisognerebbe criticare chi ha fatto i vecchi impianti e li ha lasciati deperire ( alias la maddalena in Sardegna ). Invece no, si prende ogni appiglio per criticare un'eventuale decisione di un sindaco 5S di poter fare le Olimpiadi a Torino.
Interpellare i Torinesi potrebbe essere giusto.
ROSSANA I.
12 marzo 2018 alle ore 18:38BENISSIMO CHIARA BASTA CON LE RUBERIE E COSTRUZIONI INUTILI come in una famiglia si risparmia e si amministra con intelligenza!
Marta Buscioni
12 marzo 2018 alle ore 20:04Sono completamente d'accordo con il sindaco, la situazione è del tutto diversa rispetto a Roma. Sì alle Olimpiadi a Torino a gestione 5Stelle, recuperando e valorizzando le strutture esistenti!
enzo bargellini
12 marzo 2018 alle ore 20:23Carissima,la commistione sport-politica finalizzata al "consenso" è storia antica e direi...planetaria.
Necessario qvindi uscire finalmente da tale connubio,deleterio per entrambi;Lei a Torino come a Roma La Signora Raggi,Primedonne a presiedere le due principali Capitali d'Italia avete compreso appieno la necessità della netta separazione fra Politica e qvalsivoglia attività ludica.
Saluti e cordialità dalla Romagna.
giuseppe cinquw
12 marzo 2018 alle ore 22:23Si faccia,passato il primo step di manifestato interesse, un referendum vero,senza quorum,vedrete che finalmente la gente si interesserà anche un pò più di politica,quella vera.E possibilmente un referendum "furbo" e poco costoso please.
massimo m.
12 marzo 2018 alle ore 23:03Chiarissima.
Forza Chiara!
Andrea L.
12 marzo 2018 alle ore 23:34Altra perla cinquestelle. Ragazzi, si sta realizzando una collana meravigliosa. Perla dopo perla.
Michele .
13 marzo 2018 alle ore 07:00Se come ho capito vedendo lo stato di abbandono degli impianti su un video del Fatto, la "cosa" dovesse costare due miliardi (ed in Italia diventano facilmente 5, se non 10), sono contrario. Michele
Luca Pistis
13 marzo 2018 alle ore 07:40Io sono d'accordo perché mi fido della sindaca e della giunta, credo nella loro lealtà, altrimenti non sarei parte del m5s sin da quando ancora non esisteva.
Solo una domanda però. Verrà chiesto alla comunità, che è proprietaria del territorio, delle strutture in quanto con le sue tasse son state realizzate, del futuro che i torinesi e dintorni vogliono, cioè verrà coinvolta la loro opinione o sarà una decisione di cui ci si dovrà fidare senza avere almeno il brivido di poter dire poi, anche io ho le mie responsabilità???
angelo dam
13 marzo 2018 alle ore 07:55NONOSTANTE TUTTE LE BELLE INTENZIONI, PERCHÉ NON CHIEDERE AI CITTADINI COSA PENSANO?
Francesco
13 marzo 2018 alle ore 07:55Vorrei conoscere le motivazioni dei 4 consiglieri assenti
Carlo D.
13 marzo 2018 alle ore 08:05Direi che il "dopo elezioni" comincia male:
olimpiadi
richiami a de gasperi
dichiarazioni di Di Maio fumose
Video in cui Grillo appare bollito non meno di Berlusconi
Il Movimento si ricordi che il voto che ha avuto è "in prova"...
alessandra magno
13 marzo 2018 alle ore 09:07E' ovvio che i torinesi hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di esprimersi in proposito, ma, in linea di principio, se i presupposti sono quelli indicati dal Sindaco la ratio è condivisibile e potrebbe creare un indotto di tutto rispetto per la città, senza però il malaffare che caratterizza gli eventi quando gestiti dagli "altri".
DAVIDE AIMONE
13 marzo 2018 alle ore 09:15Condivido ciò che ha scritto Chiara.... però vorrei evitare spaccature nel moVimento... perchè non porre il quesito sul portale Rousseau? o un referendum alla cittadinanza torinese?
DAVIDE A.
13 marzo 2018 alle ore 09:18Condivido l'esposizione di Chiara e le sue argomentazioni... vorrei però evitare una spaccatura del moViemento, che, a parer mio, sarebbe la cosa piu' deleteria. Perchè non mettere ai voti la questione su Rousseau, oppure fare un referendum da sottoporre alla cittadinanza torinese?
francesco m.
13 marzo 2018 alle ore 09:42Mi sembra una esposizione chiara e trasparente su un progetto, se le condizioni di partenza si rispettano anche lungo il percorso, fattibile e che può servire a Torino e a tutto il Paese !
Giovanni Baroso
13 marzo 2018 alle ore 09:51Chiedere ai torinesi è democrazia diretta!
Non capisco perché ce ne siamo riempiti la testa e la bocca e poi non si pratichi. Fu diverso per Roma, la Raggi lo disse in campagna elettorale che non si sarebbero fatte Olimpiadi e ottenne la maggioranza anche per questo!
Cara Appendino fai scegliere ai torinesi oppure cambia Movimento o Partito!
sa-pi
13 marzo 2018 alle ore 14:29io vivo in svizzera e la democrazia diretta è una realtà (vabbhé poi ci sarebbe di che dire pure qua ma sorvoliamo), ma si va a votare su qualcosa di tangibile, su cifre/costi/benefici, articoli di legge, abolizione o meno di qualcosa di concreto non per una lettera d'intenti al CIO!!!!
Sicuramente se Torino entrerebbe nel merito delle candidature, sarà dato modo ai torinesi di dire la propria!
Che non capisco sono quelli che hanno fatto saltare la seduta, anche loro decidono sulla base di cosa? ma siete seri? quelli sì che hanno scavalcato i torinesi. mettiamo le cose sul tavolo e allora i torinesi voteranno e decideranno. fa veramente tristezza l'incapacità di comprensione di quello che ha detto l'appendino, lo fate a vostro uso e consumo o per conto di chi? perché c'è da chiederselo.
Aberto O.
13 marzo 2018 alle ore 09:53Non si può parlare in continuazione di democrazia diretta, e poi per una decisione così importante per la città di Torino, dimenticarsi di interpellare i cittadini.
E' esattamente ciò che abbiamo sempre criticato: il dirigismo, la rappresentatività che si trasforma in potere personale.
Non vi è alcuna necessità, alcuna urgenza, alcuna ragione specifica per impelagarsi in un progetto del genere. Anche una semplice manifestazione d'interesse DEVE essere sottoposta al giudizio dei torinesi! Chiara ripensaci, non sei stata eletta per prendere queste decisioni da sola.
L'Italia non può permettersi di ospitare queste manifestazioni, ha ben altre urgenze, ha ben altre priorità. L'ultima cosa a cui deve pensare una grande e indebitata città come Torino, è di ospitare le Olimpiadi santo cielo.
Giovanni Baroso
13 marzo 2018 alle ore 11:02Concordo ! E poi quale occasione migliore ?
Sarebbe un modo esemplare per distinguerci ancora una volta!
Eticomorale
13 marzo 2018 alle ore 11:22D'accordo
Il Barone Zazà
13 marzo 2018 alle ore 11:27Non capisco, non è stata presa nessuna decisione e non è stato speso un solo centesimo: su che cosa dovrebbero interpellare i Torinesi? sul niente?
Aberto O.
13 marzo 2018 alle ore 11:41Non è vero che non è stata presa ancora alcuna decisione. E' stato deciso di trasmettere una lettera al CONI mediante la quale la città manifesterà interesse ad ospitare le Olimpiadi.
Questa a te non sembra una decisione?
Enz A.
13 marzo 2018 alle ore 11:23Condivido le scelte della Appendino,
Un referendum cittadino, però, sarebbe la conferma di quello che è il Movimento.
W M 5 * * * * *
Eticomorale
13 marzo 2018 alle ore 11:30Torino ha il vantaggio di avere buna parte delle strutture sportive fatte per le olimpiadi del 2006, villaggio olimpico a parte che è stato fatto occupare e distruggere dai clandestini senza colpo ferire. Personalmente sarei d'accordo ma non sono di Torino qulndi sarebbe il caso di fare un referendum tra i cittadini onarando lo spirito del M5S.
Il Barone Zazà
13 marzo 2018 alle ore 11:46Non è stata presa nessuna decisione e non è stato speso neanche un centesimo, quindi su che cosa avrebbe dovuto consultare i Torinesi?
Appendino: "Torinesi, posso prendere informazioni?"
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Un referendum cittadino si deve fare, ma su qualcosa di concreto su cui esprimersi. Io vorrei però puntualizzare, che nel 2026 non sappiamo se ci sarà un sindaco 5 Stelle.......
saluti
Zazà
Aberto O.
13 marzo 2018 alle ore 11:55Non è vero che non è stata presa alcuna decisione, non prendiamoci in giro. E' stata presa eccome una decisione, cioè quella di manifestare al CONI l'interesse della città di Torino ad ospitare le Olimpiadi. Tanto non è stata presa "Alcuna decisione" che il Consiglio Comunale non ha raggiunto il numero legale perché quattro dei nostri si sono dati (come dicono a Roma).
Bisogna che capire se la faccenda della "Democrazia Diretta" è una cosa che si dice così per dire, o se ci si crede realmente.
In Svizzera votano in continuazione tramite lo strumento del referendum, anche su questioni di gran lunga meno importanti di questa.
Allora ci crediamo alla Democrazia Diretta, che è il marchio di fabbrica del M5S, o facciamo finta?
Giovanni Baroso
13 marzo 2018 alle ore 11:56Una decisione è stata presa eccome, altro che!
E nelle parole scritte dalla Appendino non c'è alcuna consultazione in previsione!
Io non so che farmene di una nuova "oligarchia" quindi si percorra per le decisioni importanti la strada della consultazione popolare!
lucilla calzolari
13 marzo 2018 alle ore 12:04il caso Roma e Torino sono assolutamente diversi credo che se ne possa parlare e comunque devono decidere i Torinesi
Sabrina Verona
13 marzo 2018 alle ore 21:55Non sono d'accordo, ma proporrei un referendum per sapere cosa ne pensano i Torinesi.
Sabrina
MG Cataldo
14 marzo 2018 alle ore 10:33PIATTAFORMA ROUSSEAU e la nuova Meta-Politica alla base del M5S.
Tema: Olimpiadi invernali del 2026.
I dubbi dovrebbero venir documentati, discussi e poi la scelta dovrebbe essere votata sulla piattaforma Rousseau. I PORTAVOCE (sindaco e consiglieri) devono poi "SEMPLICEMENTE" ratificare in consiglio comunale la scelta operata collegialmente con la democrazia diretta.
Noi del moVimento dovremmo spingere verso questo metodo di trasparenza e scelta collegiale anche per mostrare come lavora la democrazia diretta.
...o no?
Giovanni Baroso
15 marzo 2018 alle ore 11:24La discussione e il voto a prescindere dalla piattaforma deve essere di tutti i cittadini torinesi previa ovvia e equilibrata informazione!
Se non si voterà questa decisione cosi importante io NON VOTERO' più il MOVIMENTO.
walter m.
14 marzo 2018 alle ore 10:35Brava Appendino, Torino non è Roma. A roma volevano costruire grattacieli per le olimpiadi, a torino recuperare gli impianti esistenti e costruire per le necessità della gente solo se assolutamente necessario. M5s concreto e realista, no ideologie fini a se stesse. SE poi farà un referendum bravissima.
Rainaldo Feroldi
14 marzo 2018 alle ore 11:28Brava Appendino
Stefano M.
14 marzo 2018 alle ore 16:36Credo che dimostrare che le cose possono essere fatte in maniera "normale" sia il motivo per cui è nato il M5S, dire NO quando si tratta solo di speculazione tipo olimpiadi di Roma e SI quando ci sono le condizioni per marcare le differenze tra noi e loro.
Stefano M.
14 marzo 2018 alle ore 16:45Credo sacrosanto che ai piemontesi (Torino e zone limitrofe) sia chiesto tramite referendum cosa ne pensino.
Anche su questo facciamo vedere la differenza tra noi e "loro".
davide di noia
14 marzo 2018 alle ore 16:56Meraviglioso. Complimenti a tutti, per il progetto. Potremmo anche osare qualcosa in più per dare alle olimpiadi un'identità tutta italiana e torinese. Una città come Torino può gestire eventi mondiali senza timori con una mentalità aperta che muove economia , cultura e salvaguardia degli investimenti insieme. Ancora complimenti.
enzo bargellini
15 marzo 2018 alle ore 09:23Buongiorno a Tutti i frequentatori del blog,ho notato sull'argomento molti commenti afferenti alla parola "referendum" e,spesso in altri casi,mi è capitato di leggere riferimenti alla vicina Svizzera in proposito.
Ora,posto che la Svizzera adotta una cd."democrazia direttoriale",che ha circa un settimo della Popolazione Italiana e che ha una economia ben diversa.
L'istituto del Referendum fu concepito dai Costituenti Italiani nel 1947 e codificato all'art.75C. come strumento ECCEZIONALE per decisioni ECCEZIONALI;il suo uso improprio in grandi democrazie rappresentative è,a mio modestissimo parere,sintomo di debolezza del sistema stesso che nel tempo porta a perdita di autorevolezza degli organi di rappresentanza medesimi.
Saluti e cordialità a Tutti dalla Romagna.
DAVIDE A.
16 marzo 2018 alle ore 09:10Beh...infatti nel 1947 la realtà e le esigenze erano diverse... Io sono un sostenitore della implementazione della Democrazia Diretta e della E-Democracy, aumenta il coinvolgimento e la responsabilizzazione del Cittadino, chiaramente non nella totalità delle decisioni (non siamo un'entità come la polis di Atene ai tempi di Pericle).
DAVIDE A.
16 marzo 2018 alle ore 09:34beh,...dal 1947 ad oggi sono cambiate le situazioni e le esigenze... Io sono un fautore della Democrazia Diretta e dell'E-Democracy, in quanto coinvolge e responsabilizza maggiormente il cittadino... chiaro...non in tutte le cose può essere ripreso l'istituto del Referendum, anche perchè non siamo nella polis ateniese dell'epoca di Pericle
enzo bargellini
16 marzo 2018 alle ore 09:54Gentile sig.Davide,nel ringraziarLa per il cortese riscontro nel senso "consultivo"della cd.democrazia diretta che in parte condivido,aggiungo però che nelle democrazie moderne e complesse ove il diritto di voto è generale mentre nelle "democrazie antiche" era riservato a caste e,sino al 1946 anche in Italia ai soli uomini,i Referendum vadano usati con estrema parsimonia.
Le faccio un solo esempio:2001 omologazione del nuovo cd."titoloV" con poco più di metà d'un terzo di si degli aventi diritto,invocando una bislacca interpretazione dell'art.138,che il referendum cita e parla di voti validi,...Le ricordo che i voti sono validi se validamente espressi altrimenti non è valida neanche una riunione di condominio;sarebbe bastato consultare i lavori preparatori di fine 1947 per capire la volontà dei Costituenti.
Molti saluti e cordialità dalla Romagna.
Danila De Novellis
15 marzo 2018 alle ore 12:04ANCHE A NAPOLI BISOGNEREBBE RIQUALIFICARE CIO' CHE ABBIAMO ED ABBIAMO TANTO. A FUORIGROTTA UN "MONUMENTO" STORICO COSTRUITO DA MUSSOLINI (LA PELOTA) E' ORAMAI UNO SCEMPIO. COME E' DIVENTATA UNA BARZELLETTA IL CENTRO SPORTIVO A COROGLIO DOVE SI E' INVESTITO TANTO PER POI FAR ARRUGGINIRE IL TUTTO IN QUANTO IL TERRITORIO ERA INQUINATO. SEMPRE A FUORIGROTTA IL PARCO ROBINSON, IL VECCHIO PALAZZETTO DELLO SPORT, L'AREA USATA ANNI FA PER LA CORSE DEI CANI....NON PARLIAMO DELL'EDENLANDIA...CHE SPECULAZIONE CHE SI E' FATTA SULL' "ANTICO" PARCO GIOCHI DI NAPOLI. MA PERCHE' NON INVESTIRE E CAMBIARE VOLTO A NAPOLI? ALTRO CHE POSTI DI LAVORO....TANTE E TANTE PERSONE RITROVEREBBERO LA LORO DIGNITA' LAVORANDO NELLA LORO CITTA'....
Giovanni Baroso
15 marzo 2018 alle ore 13:43 Scrivo da iscritto al Movimento ma soprattutto da cittadino. Mi permetto di criticare proprio l'aspetto comunicativo della vicenda che diventa sostanza quando si pensa che nel programma di Governo e da sempre quello della partecipazione è il faro dell'oggi e a maggior ragione del domani. Pensiamo a quale tipo di messaggio e che risposta forte avrebbe avuto citare la volontà dei torinesi come vero confine della scelta. Vivessimo nella valle dei miracoli e nel bengodi della finanza pubblica ma come lei sa meglio di me le condizioni in cui versano le casse del Comune e di conseguenza le legittime aspirazioni dei torinesi più disagiati permettono davvero le enormi spese prevedibili e che cosa siamo disposti a riequilibrare in cambio dei Giochi ?
Neve e Glitz
15 marzo 2018 alle ore 14:18https://www.cfr.org/backgrounder/economics-hosting-olympic-games
Mario Rossi
15 marzo 2018 alle ore 17:19beh complimenti Sindaco. Boston, Amburgo Budapest e Bolzano hanno evitato
come la peste la catastrofe dei Giochi..e noi dopo i 4.5 miliardi di euro
di debito del Comune e gli 8 miliardi della Regione,con ospedali chiusi e
servizi sempre più traballanti che facciamo? Di nuovo Olimpiadi. Si legga
questo interessante articolo:
https://www.cfr.org/backgrounder/economics-hosting-olympic-games Sono 30
anni che le Olimpiadi vanno in perdita..ovunque le si facciano.....Invece
di stare sulle "stelle" torni con i piedi per terra.
Diego Meggiolaro
21 marzo 2018 alle ore 13:16Grazie, molto interessante
Ciccio Bonaventura
18 marzo 2018 alle ore 19:12Grande! WM5S ⭐⭐⭐⭐⭐
luca Ciardelli
28 giugno 2018 alle ore 06:33Secondo il sindaco, gli aumenti delle imposte che noi torinesi stiamo pagando da lei, imposti, sono dovuti ai debiti che ha fatto il Comune e bisogna arrivare rapidamente al pareggio di bilancio.
Ora mi vengono in mente un paio di domande.
La prima riguardante i soldi che comunque servono per l'olimpiade, dove verranno presi.
La seconda l'inevitabile aumento delle imposte comunali, parcheggi e trasporti inclusi, per pareggiare il buco di bilancio che si verrebbe a creare nel dopo Olimpiade.
La prima fu infatti un fallimento dal punto di vista economico, mi chiedo perché la seconda dovrebbe essere un successo.
Intanto Torino sta morendo sia nelle periferie che nel centro cittadino, stanno chiudendo i negozi e non riaprono, ed aumentano i luoghi di aggregazione abbandonati come ad esempio l'ex stazione di Porta Susa.
Saluti. Luca
