
Embraco, il lavoro va difeso, non delocalizzato
16 marzo 2018 alle ore 10:50•di MoVimento 5 Stelle
di Laura Agea e Tiziana Beghin, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
Abbiamo incontrato al Parlamento europeo di Strasburgo una delegazione di operai dell'azienda Embraco. Abbiamo detto loro che la risposta delle Istituzioni europee alle crisi sociali è stata troppo debole. Il voto del Parlamento europeo sulla risoluzione sul caso Embraco-Whirpool è stato rinviato ad aprile perché molti deputati del PPE, ECR e ALDE non volevano inserire un riferimento diretto al caso Embraco. Nella bozza della risoluzione congiunta, inoltre, non si menzionava il dumping salariale e fiscale che mette i lavoratori europei gli uni contro gli altri.
La responsabilità sociale d'impresa deve essere vincolante: le multinazionali che delocalizzano devono farsi carico della formazione e del ricollocamento dei lavoratori in esubero. Se l'Europa incentiva la circolazione del capitale dovrebbe almeno valutarne gli impatti sull'occupazione e sull'economia reale e attuare le necessarie misure compensative per le persone che perdono il lavoro. Il gruppo Efdd- MoVimento 5 Stelle è al fianco dei 500 lavoratori Embraco e delle loro famiglie. Chi usa fondi europei per delocalizzare deve essere punito. Ci vogliono azioni concrete, con le chiacchiere non si risolvono i problemi.
Commenti (14)
Antonio Volpe
16 marzo 2018 alle ore 12:49Se davvero fosse una Comunità Europea, con le stesse leggi, la stessa fiscalità, lo stesso costo contributivo, questo fenomeno, di aziende che si spostano da una nazione all'altra,sempre nell'ambito della stessa comunità, non avrebbe modo di esistere. Le aziende in italia sono costrette a chiudere o a "emigrare" per colpa della concorrenza e della crisi.
Che dire... abbiamo dei personaggi che si autodefiniscono "parlamentari" a cui io personalmente non gli affiderei neanche il compito di pascolare i tacchini...
Eticomorale
16 marzo 2018 alle ore 19:51 Se fosse l'Europa che dovrebbe e potrebbe essere, non ci sarebbero tutti questi venti antisistema in continuo crescento.
A partire dall'EURO: una moneta senza stato per stati senza moneta.
Costituzione, difesa, polizia, codici, ministeri, fiscalità,. ecc.
Questa è l'Europa che non c'è. L'Europa del sistema bancarioe e finanziario, non certro dei popoli.
Zampano .
17 marzo 2018 alle ore 10:30Caro Eticomorale
l'Europa è un concetto da abolire, noi non siamo l'America, che ha una sola lingua e cultura, quella americana. Siamo un insieme di culture, popoli, religioni, lingue etc che non possono convivere sotto lo stesso tetto e con le stesse regole. Le differenze vanno preservate e invece quelli là dell'UE pensano all'annientamento identitario e all'omologazione. Bisogna uscire dall'UE e dall'euro, non dare più sovranità, che c'e' costata secoli di sangue e vite umane.
Eticomorale
17 marzo 2018 alle ore 20:39Caro Zampano, non hai l'idee molto chiare su come potrebbe essere uno stato federale composto da stati con la loro identità. Vedi la Svizzera che ha tre lingue. Certo che ci sono e ci saranno sempre differenze culturali che andranno salvaguardate perché sono un patrimonio. Come è certo che all'Europa, contrariamente a quanto credi. non frega niente di omologare quello a l'altro stato. All'Europa interessa il controllo economico e finanziario dei vari stati. All'Europa interessa incassare, spolpare fior di miliardi d'interessi da stati coglioni come il nostro. E' col debito che l'Europa ha il controllo effettivo. All'Europa interessa stabilire le regole che possano determinare la crescita o il declino dei vari paesi membri. Rimango dell'idea, che non sarà mai realizzata per ovvie quanto evidenti ragioni, che gli stati medio piccoli, come noi, la Francia, la stessa Germania, e li stati piccoli come Olanda, Svezia, Portogallo, Danimarca ecc. nei prossimi anni se non saranno sotto un ombrello serio di federazione Europea, verranno gradualmente fagocitati.
FABRIZIO P.
16 marzo 2018 alle ore 13:02perbacco ha gia' risolto tutto calenda ..a parole
Roberto Maccione
16 marzo 2018 alle ore 19:16Di questi argomenti non si dovrebbe nemmeno discutere. Se si e' in Europa le Regole devono essere identiche. E'di una logica sconcertante.
Eticomorale
16 marzo 2018 alle ore 19:46Dovrebbero essere identiche. Forse non hai chiaro come funziona l'Europa.
Beppe A.
16 marzo 2018 alle ore 20:42anni a parlare degli insignificanti e inutili orpelli italiani quando il problema e' sostanzialmente sogeno. Questi sono i risultati.
La disinformazione non e' solo sui media
marioz o.
17 marzo 2018 alle ore 12:56le regole europee vanno condivise, non subite. Se qualcuno per piaggeria ha accettato regole da capestro è giunto il momento di ridiscuterle in un piano di parità.
Eticomorale
16 marzo 2018 alle ore 20:33Questi sono i risultati della lunga marcia del LIBERISMO/LIBERTICIDA. Dove eravamo quando allegramente i nostri lacchè, col vestito da politici, svendevano il paese senza contropartite? A cosa pensavamo? alla Juve, al Milan, all'Inter. Alla Roma, al Napoli, alla Fiorentina? O cosa.
Gli abbiamo permesso di fare carne di porco dei nostri diritti delle nostra dignità dei nostri lavoratori e dei nostri figli e poi ci si scandalizza per una, delle tante società, che decidono di andare altrove a fare il loro mestiere che quello di massimizzare i profitti. La figura dell'imprenditore socialmente utile è stata demolita da quando si è permesso alle rendite finanziarie, a scapito degli investimenti industriali, di avere utili maggiori e senza problemi, da quelli provenienti dal fare impresa. Le regole infami le abbiamo sottoscritte noi. Ci siamo riempiti la bocca col liberismo, senza considerare che la stessa sarebbe stata riempita di merda nel tempo. Abbiamo distrutto e svenduto l'industria, il commercio e le banche di stato in nome del liberismo. Il problema non è l'Embraco che se ne va, e solo una delle tante che sono già andate e che se ne andranno.
Il problema sono le regole e la qualità che vogliamo e siamo in grado di produrre. Non ci vuole un genio per capire che il prodotto indifferenziato a basso contenuto tecnologico da noi, con le regole in essere, è e sarà sempre perdente. Ovviamente ai lavoratori della Embraco, e di tante altre società che sono nelle stesse condizioni, va tutta la mia solidarietà umana e civile ma, purtroppo per loro, il problema non verrà risolto, se non temporaneamente e per scopi che hanno poco di morale.
max
17 marzo 2018 alle ore 08:03Gli altri paesi europei hanno il reddito minimo giustamente, quello che in italia non esiste purtroppo. Forza 5stelle unica speranza per questo paese.
Il Barone Zazà
17 marzo 2018 alle ore 12:01È dal 2008 che Grillo in piazza avvertiva che non si danno soldi e incentivi alle aziende, se prima non le si fa sottoscrivere un accordo che, in caso di future delocalizzazioni, le obblighi a restituire tutto.
È anche per questo che si devono aiutare le piccole e medie aziende e far pagare di più le multinazionali, che puntano a competere abbassando i salari.
Investire su imprese che non possono andare via: messa in sicurezza del territorio, agricoltura, turismo ecc.
Sabrina P.
17 marzo 2018 alle ore 12:46Piena solidarietà ai lavoratori della Embraco, nel 2001 a Genova a prendersi le botte contro la globalizzazione dovevano esserci 3 milioni di persone....col senno di poi non saremmo arrivati a questo punto. Ormai dobbiamo convivere con questa finta democrazia gestita dagli altri stati europei. Mettiamoci subito al lavoro, aboliamo il decreto Sacconi e altre leggi che vietino la delocalizzazione e poniamo fine a questa guerra tra poveri
Domenico Varano
17 marzo 2018 alle ore 19:29Piena solidarietà ai lavoratori.
