
È morto Sudan: era l'ultimo esemplare di rinoceronte bianco maschio
20 marzo 2018 alle ore 18:29•di MoVimento 5 Stelle
fonte: Rainews24
E' morto l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale, specie da tempo in via d'estinzione: si chiamava Sudan, aveva 45 anni e viveva in Kenya. Ora restano vive soltanto due esemplari femminili di questa sottospecie. Il rinoceronte accusava da tempo problemi di salute legati all'età e, a seguito del grave peggioramento delle sue condizioni, "lo staff veterinario ha preso la decisione di sottoporlo a eutanasia", ha spiegato una nota pubblicata dalla riserva Ol Pejeta del paese africano dove viveva.
"Le sue condizioni di salute si sono significativamente deteriorate nelle ultime 24 ore; non riusciva più ad alzarsi e soffriva molto", ha precisato l'equipe di Ol Pejeta, riserva di 350 chilometri quadrati che si trova 200 chilometri a nord di Nairobi. Sudan verrà ricordato "per aver fatto crescere nel mondo la consapevolezza della situazione in cui si trovano non solo i rinoceronti, ma anche le altre migliaia di specie a rischio estinzione a causa dell'uomo e delle sue attività", hanno commentato i responsabili della riserva. Ora gli esperti sperano di arrivare a riprodurre altri esemplari attraverso la fecondazione in vitro. Una possibilità potrebbe essere anche la maternità surrogata, tentativo nel quale sarà coinvolta anche un'azienda italiana, la Avantea di Cremona, insieme all'istituto IZW di Berlino e al Kenya Wildlife Service.
Sudan era arrivato in Kenya proveniente da uno zoo della ex Cecoslovacchia: apparteneva alla terza specie più grande dell'Africa, dopo l'elefante e l'ippopotamo, i cui esemplari possono pesare fino a 2400 chilogrammi. In tutto, al mondo ci sono meno di 30mila rinoceronti, suddivisi in cinque specie: 20mila rinoceronti bianchi meridionali (soprattutto in Sudafrica), 5mila rinoceronti neri (in Africa meridionale e orientale), 3mila 500 rinoceronti indiani con un solo corno (in India e Nepal), meno di 100 rinoceronti di Sumatra, 60 rinoceronti di giava. Lo rende noto la Ong animalista Wild Aid sul suo sito.
Commenti (9)
franco s.
20 marzo 2018 alle ore 19:28La prova provata che le cervellotiche
teorie sulle aspettative di vita
che giustificano tagli di pensioni
e allungamenti dei tempi di esodo
sono tutte cazzavolate..
Davide M
20 marzo 2018 alle ore 19:33Riposa in pace Sudan, sperando che il futuro riservi a tutti, un mondo ispirato sempre più alla grandezza del mondo animale che alla miseria di certo mondo umano
ANNA PONISIO
20 marzo 2018 alle ore 19:38W la Natura tutta!!!!!.....
.....Sempre contro l'imbecillità completamente umana di credersi i padroni dell'Universo.
giuseppe paris
20 marzo 2018 alle ore 21:45In Italia abbiamo l'orso marsicano da salvare, il lupo appenninico e molte altre specie a rischio estinzione, spero che se il M5S avrà la responsabilità di governare si potranno attuare serie politiche di salvaguardia dell'ambiente e della sua biodiversità
Ferruccio B.
21 marzo 2018 alle ore 08:16L'umanità ha iniziato la sesta estinzione di massa, stiamo facendo sparire specie animali e vegetali a un tasso paragonabile o superiore a quello delle precedenti estinzioni (mentre la specie umana cresce di 80 milioni di individui ogni anno, un miliardo ogni 12, su un.pianeta che ha risorse FINITE!, altro che politiche per l'incremento demografico).
Di fatto, eliminando la biodiversità, entro cui ci siamo evoluti e da cui traiamo le risorse per vivere, e quindi sterilizzando la vita sul pianeta, stiamo gettando le basi per minare la nostra stessa possibilità di sopravvivenza futura.
https://news.nationalgeographic.com/2015/06/150623-sixth-extinction-kolbert-animals-conservation-science-world/
Eticomorale
21 marzo 2018 alle ore 14:25Non ci sono problemi. Abbiamo tante altre specie da far estinguere. Una più, una meno, non fa differenza. Siamo talmente abbrutiti e impegnati a fare soldi a tutti costi o soddifare credenze demenziali, che queste ci lasciano indifferenti. La cosa che non capisco è il perché la specie degli stronzi non ha mai accennato ad estinguersi, almeno a ridursi, anzi, è in continuo sviluppo.
Addorisio Nicola
22 marzo 2018 alle ore 09:04Ancora non ci rendiamo ben conto del disastro planetario che l'industrializzazione sfrenata unita al capitalismo delle banche hanno generato
FABIO
22 marzo 2018 alle ore 15:37Ciao Sudan....anzi arrivederci, se ne vanno sempre i migliori.......
Angelo
23 marzo 2018 alle ore 12:09,.....troppi esseri ''umani'' che credono di avere il diretto di distruggere tutto il pianeta per soddisfare i propri interessi... Occorre un severo controllo delle nascite e uno stop alla produzione incontrolla tra degli inquinanti , tipo ''plastica'' in mare esistono vere e proprie isole galleggianti composte da milioni di oggetti in materiale plastico.
