Sotto un sindaco 5 Stelle la camorra crepa

di MoVimento 5 Stelle

“Se a Venezia ci capita un Sindaco 5 Stelle non facciamo più niente. Diventa un parco tecnologico con piantine e fiori”.

Lo dice nel quarto video dell’inchiesta “Bloody Money” di Fanpage “la Dama di Mezzo”, Maria Grazia Canuto, che fa da intermediaria per un progetto di stoccaggio di Gpl a Porto Marghera fra una cordata di imprenditori e un ex boss della Camorra che ha fatto sapere di essere tornato nel giro dello smaltimento illegale dei rifiuti. In ballo c’è un accordo illegale per 2,8 milioni di euro: soldi sporchi, provenienti dalla Camorra. Ma lei di questo non si preoccupa. “Che problema c’è?“, chiede. E non ha problemi neanche ad avvicinare il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e i vertici locali di Confindustria.

Il loro problema è invece il MoVimento 5 Stelle.

Il motivo? Molto semplice: da anni teniamo gli occhi puntati su Porto Marghera, sulle discariche abusive in Veneto, gli incendi dolosi delle ecomafie e i disastri ambientali.

A gennaio abbiamo fatto approvare dal consiglio regionale veneto la nostra legge antimafia, che obbliga la Regione a costituirsi parte civile nei processi di mafia celebrati per reati avvenuti in Veneto. Il nostro Jacopo Berti ha scritto questa legge quando si è scoperto che alcuni lavori sul Passante di Mestre e proprio a Marghera erano stati eseguiti un’azienda il cui ex amministratore era finito agli arresti per un’indagine della Dda di Napoli sulle infiltrazioni camorristiche negli appalti.

Su Marghera e sul Veneto abbiamo lavorato tanto in questi anni. La nostra consigliera Erika Baldin ha più volte chiesto conto alla giunta veneta sugli episodi sospetti, sugli incendi, sugli sversamenti di materiali tossici e sui fumi che appestano quel lembo della bellissima laguna veneziana. Luigi Di Maio l’ha visitata un mese e mezzo fa, Marghera, e ha visto da vicino lo stato in cui versa l’immensa area inquinata di cui da anni chiediamo la bonifica. Ci hanno speso sopra un miliardo di euro, eppure con la bonifica si va avanti a ritmi lentissimi.

Vi hanno mai parlato di Fusina e del project financing basato sullo smaltimento dei fanghi di Marghera? Ovvio che no: la Regione, a causa di un contratto capestro, deve coprire le perdite della società Sifa per altri 17 anni e si rischia un buco di oltre 300 milioni. Noi abbiamo fatto un esposto alla Corte dei Conti e abbiamo chiesto alla Regione di far partire le bonifiche. I portavoce in Parlamento hanno formalizzato più di 10 interrogazioni solo su Marghera e le risposte da parte del Governo sono sempre state elusive ed incomplete.

Ma non c’è solo Porto Marghera, in Veneto.

C’è la Gomorra del Nord e c’è la mano della criminalità organizzata nello smaltimento illegale di rifiuti. Ci sono i Pfas, con la contaminazione dell’acqua potabile di 350 mila veneti: 5 esposti, 2 interrogazioni, 1 ricorso al Presidente della Repubblica, 1 ricorso al Tar veneto.

C’è la terra dei fuochi del Nord, in Veneto.

Gli incendi di impianti di smaltimenti di rifiuti sono quasi raddoppiati dal 2014 al 2017 e il Veneto è fra le aree più colpite da questa piaga. A dirlo è la relazione della commissione parlamentare sulle ecomafie, che dedica ben quattro pagine del documento agli incendi che si sono verificati nel triangolo formato da Treviso, Padova e Vicenza. Chi si muove nell’ambiente sa che il fuoco ha una caratteristica: cancella tutto, anche le prove. E quindi è facile eliminare con roghi notturni a siti di stoccaggio e incendi dolosi di camion pieni di rifiuti prove, tracce e qualsiasi tracciabilità.

Le discariche abusive sono un altro grave problema nella nostra regione. L’Arpav ha censito i siti contaminati in Veneto. Il dato è allarmante: 580 siti contaminati censiti dall’Arpav e comunicati al Ministero dell’Ambiente.

Seguiamo da anni il caso della discarica di Ca’ Filissine, a Pescantina (Verona). Con interrogazioni, accessi agli atti, manifestazioni e incontri che hanno visto i nostri portavoce locali e il nostro Manuel Brusco in prima linea. Ricordiamo di recente anche la scoperta di scarti industriali sotto la Valdastico Sud.

E c’è ancora chi nega che le ecomafie siano attive in Veneto.

Ma il MoVimento 5 Stelle è sempre stato sul pezzo. Dobbiamo ringraziare solamente le forze dell’ordine per il lavoro eccezionale che compiono. Al contrario, la politica, seppur abbondantemente incalzata da noi, non ha mai mosso un dito.

Oggi tutti sanno che con il M5S al Governo, la pacchia per i camorristi è finita. La nostra visione di ambiente e legalità è opposta a quella dei politici che ci hanno governato fino ad oggi.

Domenica i veneti e tutti gli italiani hanno un motivo in più per votare M5S. Un motivo che riguarda la nostra salute, il nostro ambiente, la nostra sicurezza e la qualità delle nostre vite.