
Il lavoro secondo Adriano Olivetti
27 febbraio 2018 alle ore 15:43•di MoVimento 5 Stelle
Pubblichiamo questo testo per ricordare Adriano Olivetti, morto esattamente 58 anni fa.
di Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 Aigle, 27 febbraio 1960)
Tutta la mia vita e la mia opera testimoniano anche io lo spero la fedeltà a un ammonimento severo che mio padre quando incominciai il mio lavoro ebbe a farmi: "ricordati mi disse che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; perciò ti affido una consegna: tu devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano da subire il tragico peso dell'ozio forzato, della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro". E il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva e non giovi a un nobile scopo. L'uomo primitivo era nudo sulla terra, tra i sassi, le foreste e gli acquitrini, senza utensili, senza macchine. Il lavoro solo ha trasformato il mondo e siamo alla vigilia di una trasformazione definitiva.
Commenti (14)
Roberto Maccione
27 febbraio 2018 alle ore 18:01L'idea di Adriano Olivetti di far partecipare i dipendenti alle sorti dell'azienda e' da riproporre senza titubanze. Le sorti dei dipendenti legate a quelle aziendali. Un nuovo mondo.
Vincenzo C.
27 febbraio 2018 alle ore 18:23Purtroppo, di persone cosi illuminate, ne nascono troppo raramente.
Poi, arrivano i vari Romiti, De Benedetti, Passera, Colaninno e cosi via e distruggono tutto ciò che è stato costruito con decenni di sudore e fatica.
Sandra T.
28 febbraio 2018 alle ore 12:56è proprio così... che tristezza
davide di noia
27 febbraio 2018 alle ore 18:49Se una persona impegna dalle 6/10 ore della sua vita al giorno, insieme ad altri, per anni, in attività industriali o in azienda, di qualsiasi settore, è riduttivo dire che basta avere uno stipendio. Ci sono altre energie e motivazione che bisogna considerare. Se un'azienda la guardiamo in un contesto sociale e locale tutto acquista un significato diverso, si diventa parte del tutto, onori e sconfitte. Ognuno ha le sue responsabilità, dal titolare al giardiniere.
davide di noia
27 febbraio 2018 alle ore 19:09La disoccupazione forzata e prolungata è un isolamento sociale che cambia radicalmente i comportamenti sociali delle persone. Lo stato dovrebbe preoccuparsi più dei cittadini in queste condizioni che dei ministeri
Canzio R.
27 febbraio 2018 alle ore 19:22Quando si parla della Olivetti,sembra di parlare di "preistoria industriale",ma era ieri.Il rapporto esistente, padrone/dipendente era quello che dovrebbe essere considerato normale anche oggi. Adesso per i De Benedetti, i Bilderberg, i piddini cazzari,i banchieri e via dicendo,questo modo di interagire era una mostruosità,gli operai "devono morire".Al massimo valgono,come per il piddino,mauro laus(candidato onorevole) della lega coop, quattro euro all'ora e chi chi si azzarda a protestare viene cacciato,metodo Olivetti? ...pardon, brevetto pd.
fabio S.
27 febbraio 2018 alle ore 23:17il mondo credo si migliori con la cultura dell'uomo....
il lavoro ne è un'espressione, riflesso della propria cultura, che lo rende vivo, curioso, alla ricerca del lavoro migliore, utile....
uno dei mezzi migliori per rendere una persona felice delle proprie capacita!
L'Ing.Olivetti ,aveva il senso e lo spirito del lavoro, inteso verso la soddisfazione dell'uomo....
aveva un grande pregio!
carlo
27 febbraio 2018 alle ore 23:19la sua macchina da scrivere era la migliore al mondo. conoscendo il proprio lavoro, essendo capaci e agendo come imprenditore nel modo giusto, non si puo' che arrivare a risultati eccezionali, come olivetti era arrivato.
anni fa lavoravo per un'azienda di cosmetici vicino alla mia citta'. era famosa e il suo marchio era tra i piu' importanti al mondo, nel suo campo.
dalla mia postazione vedevo il giardino che circondava la fabrica, e c'era una piscina, bella, 25 metri, interrata, pero' evidentemente lasciata andare, con l'acqua sporca e piena di sterpaglie e altro.
chiedo a un tipo che lavorava li' da tanto tempo se quella fosse la piscina del padrone della fabbrica. mi rispose che quella piscina l'imprenditore l'aveva fatta costruire per i dipendenti, che durante gli orari di sosta potevano usarla.
poi pero', il padrone della fabbrica era andato in pensione lasciando l'azienda nelle mani del figlio, che se ne fregava. e sia la piscina che l'azienda stessa stavano andando a rotoli.
dopo qualche tempo, ormai non lavoravo piu' li', seppi che l'azienda era stata venduta ai cinesi, e poi piano piano questa e' sparita insieme al suo marchio una volta famoso.
altri tempi, altri imprenditori.
Adelaide C.
28 febbraio 2018 alle ore 09:57De Benedetti ha distrutto centinaia di famiglie chiudendo anni fa l'Olivetti nella città di Crema.Tanti padri di famiglia ridotti a cercare lavoro;e dire che il Sig. Olivetti aveva fatto costruire di fronte alla fabbrica un bel villaggio di abitazioni destinate ai suoi dipendenti! Queste abitazioni sono tutt'ora lasciate al degrado al punto che i cremaschi hanno soprannominato quel quartiere il ""Bronx"" di Crema. L'unica nota positiva è che la fabbrica Olivetti è stata acquisita dall'Università statale di Milano e lì si studia Informatica.
Sandra T.
28 febbraio 2018 alle ore 13:02stessa cosa è successa a Ivrea...De Benedetti ha distrutto migliaia di famiglie e tutto il terziario chiudendo anni fa l'Olivetti. Ivrea è ormai una città morta dove ci sono solo più call center. Che tristezza.
Andrea L.
28 febbraio 2018 alle ore 13:44Olivetti era evidentemente un uomo di grande spessore morale ed ha fatto grandi cose. Credo pero che il futuro dobbiamo veramente inventarcelo. Ho visto un video sul blog di beppe che in germania stanno immaginando di dare mille euro a ciascun cittadino che puo anche non lavorare, oppure trovarsi un lavoro che gli piace e sommarlo ai mille euro.
Fantascienza? Non è giusto? Dobbiamo anche noi fare uno sforzo intellettuale perche i posti di lavoro che c'erano non ci saranno più.
I vantaggi sarebbero: eliminazione della povertà, non ricattabilita della gente ad accettare qualsiasi cosa pur di sopravvivere quindi maggior tranquillità sociale e, non ultimo, continueremmo ad essere consumatori e quindi far girare l'economia. Dobbiamo cominciare a pensarci anche noi, soprattutto perché siamo messi molto peggio dei tedeschi.
Sabrina p.
28 febbraio 2018 alle ore 20:32Intanto oggi è stata firmata un intesa tra sindacati confederali e confindustria per salvare i sindacati dal pericolo che gli vengono tolti i soldi degli enti bilaterali. Vanno scoperti questi buffoni. Vergogna
Sabrina p.
28 febbraio 2018 alle ore 20:54Un accordo quadro a trazione metalmeccanica' per tutta l'industria. https://sindacatounaltracosa.org/2018/02/28/un-accordo-quadro-a-trazione-metalmeccanica-per-tutta-lindustria/
Zampano .
2 marzo 2018 alle ore 08:59De Benedetti
il giorno che ti sbatteranno in galera lo segnerò sul calendario e farò di quel giorno una festa nazionale...
