Testa e cuore per salvare l’Italia

di Lorenzo Fioramonti, Professore di Politica Economica all’Università di Pretoria, 39 anni, candidato con il MoVimento 5 Stelle all’uninominale a Roma

Non serve a nulla essere i primi della classe, fare consolidamento dei conti e apparire ligi agli occhi dell’Europa, se poi si strangola la ripresa e non ci si prende cura dei propri cittadini. Sarebbe come dire che l’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

I documenti programmatici del governo
, a seconda degli scenari, prevedono un avanzo primario (surplus di bilancio prima di pagare gli interessi sul debito) che si muove intorno alla soglia del 2-2,5% del Pil nel 2018. Un valore che ci pone tra i più diligenti in Europa.

Ma a cosa serve essere diligenti se poi la spesa sociale viene tagliata sistematicamente, le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie sono lunghe mesi e mesi o le scuole cadono a pezzi? Che ce ne facciamo se la ricerca pubblica arranca, il Paese frana ad ogni acquazzone, le case crollano alla minima scossa di terremoto, la rete idrica è un colabrodo, il digital divide interno non consente all’Italia di essere competitiva nel mondo, la mobilità sostenibile è al palo, la conversione verso le rinnovabili stenta a decollare?

Il primo passo per smontare il Fiscal compact è portare avanti, in Ue, una seria battaglia per scorporare gli investimenti produttivi dalle gabbie del pareggio di bilancio e dell’agghiacciante regola del debito. Parliamo di quella spesa in conto capitale nei comparti del futuro che garantirà non tanto e non solo un mero aumento della domanda o dei consumi, ma quel ribaltamento del paradigma tale da rendere la crescita veramente sostenibile e di qualità.

Non si tratta di riportare in auge lo Stato contro il mercato. Ma di usare lo Stato per fare mercato. E’ così che si realizza il principio della smart nation.
Tutto questo, però, si può fare soltanto se ci si mette testa e cuore. E soprattutto se si hanno le mani libere e si costruisce la politica economica senza i condizionamenti di lobby e gruppi di interesse. Solamente il M5S può garantire piena libertà, perché i nostri unici lobbisti di riferimento sono i cittadini italiani.


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