
Ecco la nostra risposta a La Repubblica circa il programma economico del MoVimento 5 Stelle
31 gennaio 2018 alle ore 10:51•di MoVimento 5 Stelle
Di seguito la lettera di Lorenzo Fioramonti, economista, candidato al collegio uninominale dal MoVimento 5 Stelle, al direttore del quotidiano La Repubblica, Mario Calabresi.
di Lorenzo Fioramonti
Egregio Direttore,
ringraziando il suo giornale per l'opera di verifica e di pungolo sulla tenuta finanziaria del programma del M5S, e augurandoci che lo stesso puntiglioso vaglio venga operato sulle coperture ben più fantasmagoriche e, quelle sì, strampalate delle altre proposte politiche in circolazione, sottolineiamo innanzitutto come la disputa contabile si trasformi in esercizio miope ed arido, se si dimentica che i numeri devono sempre essere messi al servizio di una visione e di un cambio di paradigma, di una nuova idea di crescita e di progresso che solo il M5S ha la credibilità, direi ormai storica, per perseguire.
Sperando di trovare in futuro più spazio nelle sue pagine su questi temi epocali, veniamo comunque agli appunti finanziari che due recenti articoli segnalano diffusamente rispetto alle nostre proposte.
Per prima cosa contestiamo il costo complessivo di 125 miliardi da voi citato, perché ampiamente basato su valutazioni non proprio attendibili. Con tutto il rispetto per valenti economisti come Daveri e Baldini, Istat calcola un esborso annuo di 15 miliardi per il Reddito di cittadinanza, in linea con la nostra previsione. E ci concederà che Istat fa comunque un po' più testo.
La riforma dell'Irpef del M5S costa invece poco oltre 13 miliardi, ma comunque Repubblica non considera che noi riassorbiamo in essa gli 80 euro che ci danno quasi 10 miliardi di coperture già pronte. Così come i suoi esperti cronisti e commentatori trascurano che nei 17 miliardi annui a regime in più previsti per il welfare familiare, includiamo i 2,5 miliardi già strutturalmente destinati al Rei. Si tratta di "dimenticanze" non di poco conto, al netto delle altre cifre su cui non c'è accordo. Per esempio circa la riforma Fornero: noi la superiamo, certo, ma senza tornare al sistema previgente, come riferito dal suo giornale. Ricordiamo che gli "scalini" sulle soglie di accesso alla quiescenza della riforma Maroni del 2008, partivano da 58 anni più 35 di contributi, tanto che si parlava a regime di quota 95 e 96. Non quota 100, come ipotizza il M5S. E fa differenza.
Veniamo quindi alle grandi voci che riguardano le coperture.
Cominciamo con il precisare che su un programma che, a grandi linee, costa a regime 75-80 miliardi annui, circa 33 miliardi di risorse rinvenute dal M5S (dunque una cifra che si avvicina alla metà dei costi) sono confortate dal riscontro di istituzioni terze: parlamentari, statistiche o di governo. Infatti ai 17 miliardi coperti per il Reddito di cittadinanza (ci sono in più 2 miliardi per i Centri per l'impiego), che corrispondono, come detto, alla stima Istat e hanno superato il vaglio di ammissibilità delle Commissioni Bilancio delle Camere ogni anno per cinque anni (nel momento in cui abbiamo presentato la misura sottoforma di emendamento alle leggi di Stabilità prima e Bilancio poi) si aggiungono oltre 16 miliardi di tax expenditures e sussidi/trasferimenti alle fonti energetiche fossili che ci sono state segnalate dal ministero dell'Ambiente, quindi una fonte al di sopra di ogni sospetto. Basti segnalare in tal senso che ci sono oltre 10 miliardi di sconti soltanto sulle accise che riguardano i carburanti.
Qualche categoria produttiva potrebbe avere da ridire? Noi rispondiamo che ripensare qualche spesa fiscale, spesso poco organica e di stampo elettoralistico, ci seve per togliere dall'altra parte 13 miliardi di Irpef e almeno 12 miliardi di Irap. Una manovra da non meno di 25 miliardi all'anno. E poi il M5S non revoca delle tax expenditures per aumentare il prelievo fiscale o per ottemperare alle regole dell'austerity: semplicemente esse vengono spostate da settori meno produttivi e più dannosi a settori più sostenibili e che danno tra l'altro migliore crescita e benessere. La Corte dei conti, nel 2016, aveva individuato ben 799 voci di sconto o esenzione fiscale, per un valore complessivo di 313 miliardi. Spostarne 40 miliardi è una bella sfida, certo, ma non impossibile per il governo di una forza politica con le mani libere.
Per quanto riguarda il piano Cottarelli, è vero che l'ex commissario parla di 34 miliardi a regime e lordi e che alcuni tagli potrebbero essere considerati non equi dal M5S. Ma dall'altra parte, specularmente, anche i costi che abbiamo considerato, ad esempio, per le assunzioni di nuovo personale pubblico sono lordi e non tengono conto di quanto torna allo Stato sottoforma di tasse e contributi (e consumi). La partita di giro vale in entrambe le direzioni.
Per quel che concerne infine il deficit e il dialogo con la Ue, è proprio partendo dai tagli agli sprechi e dalla bontà dei nostri obiettivi di spesa per investimenti che avremo la credibilità per convincere Bruxelles che ridurre il disavanzo e il debito ha senso soltanto se il debito stesso diventa sostenibile grazie a una migliore crescita. In fondo, è quello che pensano anche tutti i maggiori investitori internazionali. Dunque, andrà aperto un ragionamento sulla necessità di espungere dai parametri almeno gli impegni in conto capitale che faranno ripartire le imprese, il lavoro e, di conseguenza, il Paese.
Commenti (57)
Andrea Zanella
31 gennaio 2018 alle ore 11:11Scalfari, povero vecchio.
oreste ..
31 gennaio 2018 alle ore 11:13Non c'è niente da fare, pur di comunicare falsità, sono disposti a tutto e sbugiardati e falsi...continuano perchè hanno una paura fottuta!
Fabio T.
31 gennaio 2018 alle ore 11:29
"Non proveremo qui a spiegare cosa fosse o cosa volesse un'organizzazione come la Loggia P2. I suoi obbiettivi del resto sono spiegati più che chiaramente in un documento redatto proprio da Licio Gelli e intitolato Piano di Rinascita Democratica.
La Loggia aveva intenzione non tanto (o non più) di fare un colpo di Stato, ma di favorire uno "slittamento" del sistema democratico verso un sistema più autoritario e conservatore.
Il Piano di Rinascita Democratica prevedeva in particolare:
- Il controllo della stampa (acquisto di giornali e giornalisti); la liberalizzazione dei canali televisivi per il controllo dell'informazione televisiva; lo smantellamento della RAI (cioè delle reti televisive pubbliche).
- La nascita del bipartitismo: un partito di centrosinistra (con Socialisti e democristiani progressisti) e uno di centrodestra (con liberali, democristiani conservatori e la parte moderata del Movimento Sociale Italiano, il partito di estrema destra).
- Riforma della Magistratura in modo che i magistrati siano sottoposti al potere politico.
- Una riforma costituzionale per rendere il paese più governabile dalla maggioranza"
(Da scudit.net)
Paola
31 gennaio 2018 alle ore 11:34Con questo programma il m5s, sta facendo un cosa grandiosa.
Ma ci pensate, riusciamo a risanare l'economia riprendendoci anche quote di debito? Ma allora questo è possibile, basta solo mettere i soldi dove servono, perché non è mai stato fatto prima?
E' evidente, perché hanno voluto mangiarci addosso e rubare tutto quanto possibile.
Quello che serve sono gli incompetenti con le mani libere.
Un famoso filosofo, tempo fa, alla domanda come fare a capire se un amministratore era una persona affidabile, disse "guardategli le mani".
Forza m5s, è possibile rimettere l'Italia in careggiata, basta solo onestà e le capacità di un italiano emigrato, per poter essere valutato per il suo merito.
oreste ..
31 gennaio 2018 alle ore 12:01Cara Paola,se questi avevano il compito di rovinare l'Italia è chiaro che mettevano i soldi dove non servivano.
Anzi molti se li mettevano in tasca...eeee...se servivano! ^.^
Paola
31 gennaio 2018 alle ore 12:14errata corrige: carreggiata
Paola
31 gennaio 2018 alle ore 11:41Certo che hanno pausa, avete letto? Prodi toglie le tende messe a lato e si fionda nel pd. Pare che questa notizia abbia avuto una grandissima diffusione, tutti, per ore, ne hanno parlato. Ora dice peste e corna di liberi e uguali ed è favorevole a Renzi.
Costui deve avere ancora molti interessi personali, nascosti, da tutelare.
Dopo i danni che ci ha creato portandoci nell'euro, rispunta.
marco .
31 gennaio 2018 alle ore 11:54Tiè!!!
Pesa, incarta e porta a casa.
oreste ..
31 gennaio 2018 alle ore 11:59quindi non è sempre vero che il cetriolo va in c*** all'ortolano ma ha cambiato indirizzo: va all'editore!
marco .
31 gennaio 2018 alle ore 12:09Lo vedo bene l'editore col cetriolo in c°°° che se china pe' raccoglie i cartoni...
Antonio B.
31 gennaio 2018 alle ore 14:54Da questo momento l'Ortolano voterà il Movimento5stelle
FINALMENTE!!!
GRAZIE Oreste
viviana vivarelli
31 gennaio 2018 alle ore 12:05In questo momento i partiti fanno di tutto per presentare il M5S come una setta di gente rabbiosa e aggressiva, noi saremmo i rivoluzionari, i terroristi della democrazia. Contro questa idea indotta da tutti i media compatti in modo vergognoso, la presenza di Di Maio è la miglior risposta: calmo, controllato, tranquillo, istituzionale, beneducato, con una intelligenza risposante ed esaustiva, un bellissimo portamento, classe e stile. La sua calma mette calma. La sua tranquillità rassicura. Il suo tono è quello di un leader forte e positivo. Di fronte agli attacchi più ripetitivi o tendenziosi non perde mai la calma, e si spiega benissimo con una cortese e convincente pacatezza. Di Maio mi piace moltissimo, mi piace proprio come carattere, come persona, e quasi invidio di non poter essere come lui.
vincenzo di giorgio
31 gennaio 2018 alle ore 13:33Concordo in pieno .
Antonio Barbato
31 gennaio 2018 alle ore 12:11Vorrei far notare che far tornare le bollette alla fatturazione mensile, non ha comportato alcuno sconto in quanto i gestori hanno preso il vecchio canone fatto da 13 fatture e lo hanno diviso per 12, determinando un aumento automatico del costo mensile - Peccato che nessun media, dalla RAI ai giornali come La Repubblica lo abbiano notato -
Gian P.
31 gennaio 2018 alle ore 12:11E' quanto mai singolare che Repubblica faccia le pulci ai numeri delle proposte M5S quando per anni hanno socchiuso gli occhi su spesa pubblica inefficiente ed improduttiva, sparato ad alzo zero sulle partecipate (fatto salvo poi di sostenere le forze politiche aderentei) e tenda a dare al lettore di riferimento (ergo elettore di riferimento area PD) un quadro sngolare delle proposte M5S per nascondere o glissare proprio sui comportamenti dell'enclave di riferimento. In termini di marketing di prodotto direi loro di investire nella comunicazione "giovane". Vorrei ricordare che i produttori di assorbenti decisero negli anni'80 di indirizzarsi verso la produzione di assorbenti per anziani ben comprendendo la crescente denatalità occidentale che avrebbe ridotto loro le vendite. Cara Repubblica, tra 7 anni il vostro mercato di riferimento sarà scomparso e non per mutate condizioni economiche ma per scomparsa del consumatore. Agite di conseguenza, possibilmente cessando di prezzolare "economisti" on demand. "Pubblicizzare" delle Nike da 400 euro ad un Pensionato di 79 anni con la pensione minima non lo farebbe nemmeno un mollusco bivalve.
Andrea L.
1 febbraio 2018 alle ore 10:05Commento bellissimo ☺☺☺
Luigi Antenozio
31 gennaio 2018 alle ore 12:37Quindi il gioco é facile assumono x 3 anni non pagano tasse dopo tre anni a scadenza di contratto licenziano assumendo altri ragazzi x altri tre anni evadendo tasse mio figlio a 25 anni cosa dovrebbe fare ? Cosi decide di emigra
Fabio T.
31 gennaio 2018 alle ore 12:48Il lettore medio è un tizio che se preso sapientemente per mano, puoi portare ovunque, anche da casini. Però bisogna ricordargli chi era, da dove viene, lo fa ringiovanire e anche commuovere.. Ah, l' antifascismo.. I bei tempi dell' eskimo e di "viva Chile!" . repubblica è un giornale antifascista, e ti senti a casa.
Canzio R.
31 gennaio 2018 alle ore 12:51Il solo pensiero, che questa accozzaglia di pseudo intelligentoni,di loschi affaristi,di vermi senza una traccia di dignità,che si ergono a direttori o editorialisti, che hanno portato l'Italia, ad essere la più corrotta ,la prima in evasione,la più insicura e la più appetibile dai delinquenti, mi fa incazzare abbastanza ,poi, con le loro facce da culo,si ergono a giudici criticando aspramente (naturalmente) coloro, che finalmente porranno fine alle loro nefandezze.
MANUELA .
31 gennaio 2018 alle ore 12:55mi sembra molto chiaro, io ho capito , i giornaloni e gli espertoni no, oppure fanno finta
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 14:11leggo nel post "Spostarne 40 miliardi è una bella sfida, certo, ma non impossibile per il governo di una forza politica con le mani libere"
Ovvero si dice che si toglie gli 80 di Renzi per darli ai disoccupati, e non ci si dice dove si trovano ALTRI 40 mil di .
Per paragone, le FFAA, ovvero Carabinieri, Marina, esercito ecc, costa sugli 23 mil di
Paolo TV
Zampano .
31 gennaio 2018 alle ore 14:24Caro Paolo,
le nostre FFAA o anche FFOO sono indispenasibili, se si vuole una società civile, e hanno sofferto fin troppi tagli nel corso degli anni: non hanno il carburante per i mezzi; usano giubbotti antiproiettile scaduti; e gli stessi proiettili sono contati. Certe volte devono comprare con i propri soldi, quelli della paga, ciò di cui hanno bisogno per essere in servizio e perchè lo Stato si disinteressa a loro. Credo che si debba tenere conto di questi particolari, prima di fare altri tagli...
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 14:55Zampano
Io ho usato le Forze Armate ( che è FFOO ?) come esempio di spesa, ovvero 40miliardi sono ben di + di quello che lo stato italiano investe in difesa.
Non ho mai attaccato le FFAA, al massimo che ci sono più ammiragli / generali che personale di truppa.
Paolo TV
giorgio peruffo
31 gennaio 2018 alle ore 13:08Chiedo: il Direttore Mario Calabresi teme più di fare una figura di merda o essere sostituito alla testa di di La Repubblica?
Risposta: essere sostituito.
vincenzo di giorgio
31 gennaio 2018 alle ore 13:10Senza tenere conto dlla scomparsa , o quasi , della supercorruzione che si può calcolare ben oltre i 50 miliardi , sicuramente il doppio se non di più ! La spesa dello Stato è enorme e abnorme , sette ottocento miliardi su cui la mannaia della corruzione cala pesantemente portandosi via il 15-20 per cento !
Tex A.
31 gennaio 2018 alle ore 13:10M5Stelle e tutti i suoi elettori, sostenitori, volontari, deputati e senatori, tutti gli amministratori locali e tutte le donne e gli uomini come il Prof. Fioravanti...grazie per tutto quello che state facendo per il popolo e grazie di esistere.
silvana
31 gennaio 2018 alle ore 13:16grazie proff....ho letto un paio di volte, e credo rileggerò il suo scritto....la prego , anche in seguito di parlare cosi chiaro...materia non facile per me...magari tra un paio di mesi lo leggerò solo una volta....vabbò...che fretta ho...grazie davvero per la semplicità....anche perché, come disse vecchio saggio di montagna ''la semplicità è una conquista'' un abbraccio e buona rivoluzione
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 13:52ma purtroppo la semplicità è di una altra epoca.
Nel '800, i poveri contadini avevano poca istruzione, e vivevano in semplicità, campando, male, fino a 50 anni.
Se adesso vuoi vivere meglio del bifolco del 1800, và meno in chiesa e apprendi le cose difficili, cavillose.
Per esempio, abbiamo capito che mettere tutti i nostri risparmi in obbligazioni della Veneto Banca è semplice, ma non intelligente.
Valuta tu, dopo. Paolo TV
Zampano .
31 gennaio 2018 alle ore 14:15Caro Paolo,
quel tuo "va meno in chiesa" si scontra con ciò che dice la Scienza. Difatti, è scientificamente dimostrato dai ricercatori della facoltà di medicina di Durham, Stati Uniti, che chi va in chiesa vive più a lungo e si ammala meno di cancro e di malattie cardiovascolari. Saluti.
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 14:44Zampano
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_aspettativa_di_vita
non sapevo che i giapponesi andassero così in chiesa.
Ma non voglio far polemica; so anch'io che l'effetto placebo https://it.wikipedia.org/wiki/Placebo_(medicina) e la spiritualità incide nella durata della vita.
Se vuoi andare a Padova a baciare il Santo, a medjugorje, a Lourdes, và pure.
Anzi, ho provato a convincere la moglie di non mangiare per 7/8 giorni, in modo che veda la Madonna, dopo di che vendo l'acqua del fossato in ampolline al prezzo ( in nero) di 10.
Ne vorrai una?
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 13:40Sento dai TG che in Italia ci sono 3 milioni di occupati a nero.
Queste persone stanno lavorando in illegalità, e quando saranno spompati fisicamente, chiederanno una pensione per cui non hanno contribuito, non hanno diritto, anzi hanno fatto una concorrenza sleale con i dipendenti delle ditte che pagano i contributi.
E se la ditta ha + di 15 dipendenti, come promessa dei 5 stelle, doppia concorrenza, per il ripristino dell'articolo 18.
Non c'è un partito che fra le promesse, ci dica "estirperemo il lavoro nero", per esempio regalando l'attività al concorrente che fa la denuncia di lavoro nero.
Pensateci gente. Paolo TV
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 13:42Se si andava a votare in giugno / luglio / agosto , con problemi di acqua e di irrigazione, i partiti / movimenti ci promettevano tanto di quell'acqua che il Rio delle Amazzoni https://it.wikipedia.org/wiki/Rio_delle_Amazzoni in confronto sembrava un ruscello.
Ma i movimenti/partiti hanno poca memoria.
Paolo TV
Luigi Genoni
31 gennaio 2018 alle ore 14:04Grazie per la disamina tecnica per percorso che si vuole intraprendere per salvare il paese.
viviana vivarelli
31 gennaio 2018 alle ore 14:19La Stampa. Paolo Baroni
La crisi fa impennare il lavoro nero e dimezza i salari
I lavoratori in nero sono stimati in 3,3 milioni. Un effetto è che un'ora di lavoro viene pagata 8,1 euro anziché 16.
Così l'evasione tributaria e contributiva è arrivata a 107,7 miliardi.
La crisi ha spinto il lavoro nero a livelli record, e costretto tanti ad accettare qualsiasi impiego, anche per pochi euro. Le imprese che ricorrono al lavoro irregolare (studio del Censis per Confcooperative) dimezzano il costo del lavoro e mettono fuori mercato le aziende che sono nella legalità. Non solo: ma mettono anche una grave ipoteca sul futuro dei lavoratori lasciandoli privi delle coperture previdenziali, assistenziali e sanitarie generando un'evasione contributiva stimata in 10,7 miliardi e un'evasione complessiva pari a 107,7 miliardi calcolando anche i buchi dell'Iva (36 miliardi), dell'Irpef (35) e dell'Irap (8,5).
Il cosiddetto monte salariale irregolare nel 2014 ha raggiunto i 28 miliardi di euro, pari al 6,1% del valore complessivo delle retribuzioni lorde. Così questo si traduce per molti in una rincorsa affannosa a un lavoro a ogni costo, all'accettazione di condizioni lavorative peggiorative e alla diffusione di comportamenti opportunistici e di fenomeni di sfruttamento del lavoro.
Metà delle persone rimaste senza lavoro a causa della crisi sono stati risucchiati nell'illegalità. Nel periodo 2012-2015 mentre nell'economia regolare venivano cancellati 462 mila posti di lavoro, la schiera di chi era occupato illegalmente cresceva di 200 mila unità, arrivando a superare quota 3,3milioni. Mentre l'occupazione regolare si è ridotta del 2,1%, l'occupazione irregolare è aumentata del 6,3%.
E' nel settore industriale che si registra il divario maggiore tra retribuzione lorda oraria regolare (17,7 euro) e retribuzione n irregolare (8,2 euro, ovvero il 53,7% in meno), seguono i servizi alla imprese (-50,3%, 9,5 euro anziché 19,1).
segue sotto
viviana vivarelli
31 gennaio 2018 alle ore 14:19Dice il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini:"Denunciamo ancora una volta e diciamo basta a chi ottiene vantaggio competitivo attraverso il taglio irregolare del costo del lavoro che vuol dire diritti negati e lavoratori sfruttati. Se le false cooperative sfruttano oltre 100.000 lavoratori, qui fotografiamo un'area grigia molto più ampia che interessa le tantissime false imprese di tutti settori produttivi che offrono lavoro irregolare e sommerso a oltre 3,3 milioni di persone».
La graduatoria delle attività a più ampio utilizzo di lavoro sommerso vede ai primi posti quelle legate all'impiego di personale domestico da parte delle famiglie, secondo un tasso di irregolarità che sfiora ormai il 60%.
sebastiano b.
31 gennaio 2018 alle ore 14:22Buongiorno
Grazie al M5S finalmente i pntini sulle I e conseguente figura di M...a da parte del sedicente Direttore 'giornalaio venduto' e questo è solo il 1° sotto a chi tocca... che tra poco inizia il 3x2...
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 14:27IVA.
Non c'è un movimento / partito che si sia ricordato che B. ci ha causato le "clausole di salvaguardia" http://www.huffingtonpost.it/maria-cecilia-guerra/la-vera-storia-delle-clausole-di-salvaguardia_b_11289250.html
ovvero entro fino 2018 il governo deve trovare 19,6 miliardi, altrimenti aumento dell'IVA del 1/2%.
Mi vien da ridere, quando promettono, promettono...
Paolo TV
Zampano .
31 gennaio 2018 alle ore 14:32Se qualcuno conosce il direttore del Museo del Cairo, vorrei proporre un cambio equo: loro ci fanno propaganda ai musei capitolini e noi in cambio gli regaliamo la leader del partito Più Europa, la Emmummia Bonino, da sistemare tra il sarcofago di Nefertiti e quello di Tutankhamon...
Paolo Z.
31 gennaio 2018 alle ore 14:50Quello che mi dà sconcerto, è che la buonanima di Pannella doveva bersi la pipì per apparire, la Bonino appare. Sempre.
E' forse perchè il logo è +Europa, ma vuole dare diritti agli sbarchi, che notoriamente arrivano dall' Africa..
Paolo TV
Adolfo Treggiari
31 gennaio 2018 alle ore 16:11E' proprio lo spostamento di fondi da un settore a un altro che preoccupa tutti quelli che, come Scalfari, sostengono lo status quo, sul quale hanno campato per decenni. Anche perché denaro vuol dire potere e a nessuno piace perderlo soprattutto se ci ha fatto l'abitudine.
Silvano Bovi
31 gennaio 2018 alle ore 18:19Complimenti Lorenzo Fioramonti per l'ottima risposta che ha dato al direttore Calabresi,lei è appena entrato nella squadra e gia brilla. Siamo orgogliosi delle sue competenzee saranno motivo di invidia da parte degli altri partiti ( formati quasi esclusivamente da delinquenti.)
Mauro FERRANDO
31 gennaio 2018 alle ore 18:48In aggiunta ai dati documentati nell'intervento del Prof. Fioramonti, vorrei restringere l'analisi ad un aspetto, prospettando alcuni degli innumerevoli benefici indotti dall'investimento pubblico nel REDDITO DI CITTADINANZA:
1) Le otto ore di disponibilità lavorativa settimanale dei beneficiari, oltre a ridurre il rischio di abusi, consentono ad amministrazioni pubbliche virtuose, di avviare progetti in grado di migliorare la vita della collettività locale risparmiando sull'acquisizione di alcuni servizi, generando prodotti, ed effettuando magari opere di prevenzione rischi altrimenti prive di finanziamento;
2) Il patto che si viene a stringere tra individuo in difficoltà e società, comporta una inevitabile flessione di microcriminalità, per la riduzione dello stato di necessità, per il rischio di perdere il beneficio, per il tempo assorbito negli impegni e percorsi richiesti;
3) La disponibilità immediata e universale dello strumento, evita in molti casi ia necessità delle coabitazioni forzate e l'imposibilità di sostenere l'onere di assegni per alimenti all'ex coniuge, con miglioramento in senso lato della qualità della vita;
4) La maggior capacità di spesa allocata presso persone con bassi redditi, crea un aumento molto forte dei consumi e dunque del PIL (moltiplicatore)
Quanto ai calcoli dei costi, vorrei far notare che vengono normalmente trascurati elementi che comportano minori costi (rispetto all'applicazione sull'anno delle consistenze ISTAT):
1) il fatto che molti troveranno lavoro entro i 12 mesi
2) il fatto che i soggetti in detenzione (anche ai domiciliari) non ne potranno usufruire
3) I casi in cui, chi avrà dichiarato false circostanze per la spettanza del beneficio, ne resterà escluso per i 12 mesi successivi, così come chi avrà rifiutato offerte d'impiego o non avrà seguito i percorsi di formazione
4) i risparmi su altri fondi (sussidi sociali x la casa o emergenze alimentari)
Stefano Garau
3 marzo 2018 alle ore 23:31Sono un imprenditore di discreto successo iscritto ai 5* dalla sua nascita. Per me il danno maggiore perpetuato dai partiti tradizionali negli ultimi 30 anni, è stato l'incremento esponenziale del debito pubblico:"Il debito pubblico italiano ammonta a 2256,1 miliardi di contro i 2219,5 del 2016, i 2173 del 2015 e i 2137 di fine 2014. In un anno la zavorra è dunque aumentata di 36,6 miliardi. A pesare è stato il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, pari a 51,8 miliardi". Penso che, prima di parlare di investimenti umanistici, facilmente condivisibili in un paese che funziona (reddito di cittadina o abolizione articolo 18), bisogna prima fare cassa, cominciamo ad abolire tutti gli enti inutili messi in piedi come mangiatoie e bancomat della vecchia politica (associazioni, alcune onlus, fondazioni bancarie e non, aziende pubbliche fantasma con solo CDA per pagare stipendi, ect.) Coi soldi ricavati da una seria spending reviu si potrà pensare di riinvestire nel sociale. Il contrario è deleterio, significherebbe fare altri debiti e non credo che l'economia riparta solo grazie al reddito di cittadinanza anzi nasceranno un sacco di complicazioni burocratiche di cui l'Italia ora non ha bisogno (pensate a tutto un sistema di controllo per cercare di evitare che migliaia di sicuri furbetti facciano carte false per intascare il reddito di cittadinanza, magari già con lavoro in nero o altro.. pura utopia, buona in paradiso ma non per gli Italiani. Fatta la legge trovato l'inganno, statene certi. Altra sciocchezza "vintage" degli anni 70 è Art. 18. Per quale motivo un'azienda di 14 o 19 persone dovrebbe assumere nuovo personale se poi in caso di necessità o di crisi, avere la grana di non poter licenziare?. Tutti i paesi industrialmente evoluti non hanno sto cappio nefasto per una politica industriale espansionistica. Nuovi posti di lavoro arriveranno se non facciamo scappare le aziende, servono meno tasse, meno burocrazia e in generale meno cappi.
max
31 gennaio 2018 alle ore 19:36Il quotidiano pidiota scrive un sacco di cazzate ovviamente. Forza 5stelle, unica speranza per questo paese.
fabio S.
31 gennaio 2018 alle ore 23:11si ma la mia domanda è:
"che ne sa un giornale di coperture finanziarie"????
non sanno scrivere correttamente le notizie, ma possono essere esperti di economia?????
hanno sbagliato mestiere allora......
seneca pericle
1 febbraio 2018 alle ore 12:22Quando vogliono le notizie le danno esatte e poi dei gionalisti economici vengono pagati per la loro conoscenza del settore !
Chip En Sai
1 febbraio 2018 alle ore 00:23Ottima risposta! .-|||
gianpiero m.
1 febbraio 2018 alle ore 13:07In aggiunta segnalo due provvedimenti che risolvono parzialmente il problema dell'occupazione e delle coperture:
1) Occupazione: aumentare il limite da 14 dipendenti a 19 dipendenti per l'applicazione dello statuto dei lavoratori.
Il ns. tessuto produttivo è costituito da migliaia di piccole aziende che arrivate a 14 dipendenti non assumono per non avere la rappresentanza sindacale in azienda.
Se aumentiamo il limite queste aziende riprenderanno ad assumere e avremo numeri importanti di nuovi occupati a tempo indeterminato.
2) Coperture: bisogna abolire la detassazione al 10% dei cosiddetti premi di produttività (in Italia la produttività non è cresciuta negli ultimi anni in presenza di questo provvedimento) che non sono altro che straordinari e bonus aziendali. N.B. i sindacati per attuarlo hanno sottoscritto oltre 20000 contratti di settore.
Questo provvedimento voluto dai Sindacati, tutela chi il lavoro c'è l'ha a discapito dei disoccupati.
Abolendolo si aumentano le entrate fiscali e l'occupazione.
Prendete nota se volete giustizia sociale.
G.Mazz.
Pietro Z.
1 febbraio 2018 alle ore 16:12*****
Spero molto che il M5S renda la politica normale, gestita da esseri normali, con esigenze normali, con remunerazioni normali, che scelgano i collaboratori in base alle esigenze, che i politici al governo siano da esempio al popolo, che siano sottoposti alla giustizia come qualunque cittadino in quanto fin'ora pochi hanno conosciuto il carcere nonostante siano molti gli indagati anche per fatti gravi ma " schei ( soldi ) e amicizia copa ( ammazza) la giustizia ", recita un proverbio Veneto, che quando escono dal parlamento dopo una giornata di duro lavoro per il bene del popolo italico tornino a casa in taxi come avviene in molti paesi, che spontaneamente rinuncino a privilegi ingiusti e profondamente immorali che loro stessi si sono attibuiti, che i componenti delle supreme corti di giudizio dopo i 70 anni, credo tutti pensionati, facciano opera di volontariato, che infine il vaticano apra i suoi immobili, i suoi giardini, ai fratelli africani in modo da integrare realmente la loro fede, la loro cultura, le loro abitudini di vita con la nostra facendo la gioia di alcuni politici che vedono le nuove risorse integrarsi con le nostre portando una ventata di rinnovamento sociale. Forse, vedendo la realtà delle nostre città, sono troppo ottimista. Ogni tanto mi piace fantasticare, sognare, illudermi, vivere al di fuori della realtà, io lo faccio raramente ma i nostri politici, non tutti per fortuna, lo fanno dal mattino alla sera.
*****
giuseppe paris
1 febbraio 2018 alle ore 21:07Ma come mai nel nostro programma non c'e' nessun accenno a un deciso taglio alle spese militari, compreso il ritiro dei nostri soldati da molte delle cosiddette missioni di "pace" che ogni giorno costano ai cittadini milioni di euro che potrebbero, invece, essere destinati al welfare.
Forse il movimento ha paura di "spaventare" i militari e i loro privilegi. E' immorale che non si parli di un consistente taglio alle spese militari, sopratutto per quanto riguarda i faraonici piani di acquisto di aerei e navi da guerra
..come se da un momento all'altro dovessimo combattere contro i marziani!!!
Francesco urbano
1 febbraio 2018 alle ore 22:19Be devo dire che scrivono sui giornali solo quello che vogliono loro. Ormai tutto il sistema è pilotato e corrotto. Non hanno ancora capito che la gente non è più ignorante come una volta. L'informazione è una macchina utile a tutti xche' ci avvicina a capire come siamo ora è cosa possiamo fare domani x migliorarci. Forza 5 stelle
Roberto F. Padova
1 febbraio 2018 alle ore 23:56Un record nell'economia i Poli di Destra e di Sinistra l'hanno già ottenuto durante le politiche economiche dei loro governi, ed è riferito a: alla fuga di molti stabilimenti produttivi all'estero;
alla chiusura di molte ditte storiche;
alla cessione e alla dismissione di molte medie e piccole imprese;
e al suicidio di molti imprenditori:
oltre ai prestiti di denaro dei cittadino da parte delle banche a società collegate a uomini politici e partiti, soldi che poi non sono più stati restituiti (deterioramento dei crediti).
.
Complimenti a tutti quegli elettori, per fortuna sempre di meno, che votano i partiti di destra e di sinistra.
.
AVANTI TUTTA CON UN M5 Stelle OLTRE IL 40%.
salvatore bucchieri
2 febbraio 2018 alle ore 10:33Prima nel movimento c'eravamo gli attivisti, adesso ci sono gli ARRIVISTI.Quando il movimento sparirà completamente non chiedetevi il perché. Tanto , con la stupidità che avete i nuovi adepti e l'ambizione di Di Maio non ci arriverete con la vostra testa.
Roberto Padova
2 febbraio 2018 alle ore 23:30Eppure il leghista aspirante capo di un eventuale Governo composto da una cozzaglia di partiti destrosi sostenuti da logge massoniche della Serenissima e Giustiniani; va raccontando che tra le regioni dove si vanta una buona amministrazione, tutto sarebbe riconducibile ai Governatori della Lega e di Forza Italia.
.
Tutto una balla fuori da qualsiasi ragionevolezza e realtà, perché il Veneto, dopo vent'anni di queste logge e Partiti di Dx, è letteralmente distrutto sia nelle attività commerciali dei centri abitati, che nelle zone Artigianali e Industriali, sia nei gloriosi Istituti di Credito, ma anche nelle ex fiorenti Aziende Agricole dove allevatori e produttori avevano investito un vagone di soldi: miseria e corruzione inarrestabili dilagano in tutto il Veneto.
.
Qui è tutta una moria di attività, di suicidi di impresari e di una crescente disoccupazione di giovani sempre più rassegnati.
Notizia di oggi; oramai è in liquidazione anche la gloriosa Melegatti.
.
AVANTI TUTTA CON I 5 STELLE PER UN CONSENSO OLTRE IL 40%
Marco Genova
13 febbraio 2018 alle ore 12:25Vorrei spendere due parole a proposito dei costi relativi al reddito di cittadinanza. Nell'articolo si descrivono la stima dell'ISTAT e di Baldini e Daveri come completamente contrastanti, e si conclude che l'ISTAT ha ragione perchè "fa comunque un po' più testo". In realtà, le due stime differiscono principalmente su un punto, ossia se gli affitti imputati contribuiscano o meno al calcolo del reddito disponibile. Gli affitti imputati rappresentano il valore che si attribuisce al fatto di vivere in una casa di proprietà e quindi di non dover pagare l'affitto. Se questi vengono inclusi nel reddito disponibile allora il costo del reddito di cittadinanza risulta essere effettivamente di 15 miliardi. Viceversa, se gli affitti imputati non vengono inclusi, allora il costo della manovra raddoppierebbe (arriverebbe dunque ai 30 miliardi stimati da Baldini e Daveri). Occorre fare chiarezza su questo punto perchè se il reddito di cittadinanza costasse effettivamente 15 miliardi, questo significherebbe anche che una grande fetta di coloro che possiedono una casa di proprietà sarebbero esclusi, nonostante redditi estremamente bassi o nulli.
Antonio Piccione
25 febbraio 2018 alle ore 12:16Sarebbe molto gradita una risposta pertinente a questa domanda- Mi sembra faccia una bella differenza considerare compresi o no i redditi figurativi legati all'immobile di proprietà per calcolare chi avrebbe diritto o meno al sussidio.
LeM
13 febbraio 2018 alle ore 16:13Però nessuno si accorge che la quasi totalità dei commenti sono autoreferenziali. Anche qui c'è lo stesso clima dei vari giornali di partito, con gli adepti di turno che se la cantano e se la suonano, privi di ogni spirito critico; è lo stesso virus che colpisce tutti gli altri: dritti verso il burrone perché "noi siamo i migliori". :-(
Un elettore (?) sconcertato e disorientato.
