
Così cambieremo in meglio la scuola italiana
17 gennaio 2018 alle ore 08:43•di MoVimento 5 Stelle
Di seguito l'intervista concessa da Luigi Di Maio al sito tecnicadellascuola.it
Altro che tagli alla scuola: per il Movimento 5 Stelle l'istruzione pubblica è una priorità e se andremo al Governo, dopo il voto politico del 4 marzo prossimo, ve ne accorgerete. Lo ha detto alla "Tecnica della Scuola" Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, confermando l'intenzione di smantellare la riforma dell'istruzione approvata nel 2015 dall'esecutivo Renzi.
Nel corso dell'intervista, l'attuale vicepresidente della Camera ha assicurato che in caso di approdo al Governo del suo raggruppamento politico la "Buona Scuola" avrebbe i giorni contati. Con tutte le disposizioni che la caratterizzano: perché il pentastellato ritiene dannoso l'eccesso di potere e responsabilità conferite dalla L.107/15 ai dirigenti scolastici, la chiamata diretta dei docenti e pure i bonus premiali e da 500 euro annui da dedicare alla formazione obbligatoria, visto che l'aggiornamento andrebbe retribuito direttamente nello stipendio.
Il M5S ha quindi intenzione di innalzare di oltre due punti percentuali l'investimento per l'istruzione rispetto al prodotto interno lordo. Ma come si finanzierebbe l'ambizioso progetto? Eiminando gli sprechi, rilanciando il piano Cottarelli e incentivando il gettito fiscale, ha spiegato ancora Di Maio: i fondi serviranno anche a produrre didattica gratuita e innovativa, ma "prima di tutto" a motivare e valorizzare i docenti, con i loro stipendi finalmente in linea con quelli Ue, visto che in Europa mediamente oggi a fine carriera risultano quasi 10mila euro più alti.
Il "grillino" si è detto pure addolorato per il trattamento riservato ai maestri con diploma magistrale: loro, come tutti i precari abilitati, compresi i più giovani e i laureati in Scienze della Formazione Primaria, non possono essere lasciati ai margini e la politica deve trovare una soluzione.
Onorevole Di Maio, scorrendo il vostro programma delle elezioni politiche 2018, leggiamo che il M5S considera la Scuola al centro degli interessi del Paese: ci può riassumere, quali sono i principali interventi che intendete attuare per rilanciarla?
Un grande Paese deve puntare tutto sull'istruzione perché è dal nostro livello d'istruzione che dipendono il futuro delle prossime generazioni e lo sviluppo dell'Italia. Ciò che più ci sta a cuore è avere una scuola inclusiva e innovativa, edifici sicuri e insegnanti motivati e valorizzati. Vogliamo dare alle famiglie la garanzia di una scuola statale completamente gratuita: i genitori non dovranno più pagare di tasca propria la carta igienica o il materiale didattico. Per questo, la prima cosa che faremo sarà aumentare le risorse per l'istruzione: nel medio termine vogliamo arrivare al 10,2% del Pil, in linea con la media europea.
Dove reperirete le risorse per adeguare il livello scolastico italiano agli standard degli altri Paesi europei, portando la spesa pubblica per l'istruzione dal 7,9% al 10,2%?
I nostri programmi di spesa sociale, istruzione compresa, saranno finanziati da un lato con i tagli agli sprechi e alle spese inutili che si annidano nel bilancio pubblico e dall'altro con il maggiore gettito fiscale che il nostro piano di investimenti produttivi produrrà anno dopo anno.
Sempre in tema di risorse e spending review, in una sua lettera alla Stampa lei ha scritto che il M5S vuole "recuperare 50 miliardi tagliando sprechi, privilegi e spese clientelari", definendo anche "il piano Cottarelli un'ottima base di partenza". Il progetto dell'esperto Fmi, tuttavia, prevedeva pure tagli alla scuola: dimensionamento, risparmi sull'edilizia scolastica, inidonei e al sostegno. Quindi il piano Cottarelli non andrebbe considerato in toto?
Il Piano Cottarelli è la base da cui partiamo per tagliare gli sprechi e i privilegi della politica, ma non è da prendere per intero: taglieremo solo gli sprechi per poter reinvestire i risparmi proprio sull'istruzione. Al piano Cottarelli aggiungeremo anche una revisione delle agevolazioni fiscali che riteniamo ingiuste, le cosiddette tax expenditures. Lo ripeto: con noi la scuola diventa una priorità e nessun servizio pubblico verrà tagliato, al contrario.
Una delle lamentele più ricorrenti dei docenti è lo stipendio, tra i più bassi dell'area Ocse: se la sente di dire, qualora vinciate le elezioni, che entro 24 mesi i compensi degli insegnanti cresceranno di una somma superiore agli 85 euro lordi stanziati con le ultime tre leggi di Stabilità e che a breve dovrebbero essere ratificati con il rinnovo contrattuale?
La motivazione degli insegnanti è la chiave del successo degli studenti. Per motivare i docenti dobbiamo prima di tutto adeguare i loro stipendi alla media europea e garantire la valorizzazione della loro professionalità, anche con il rinnovo contrattuale e la retribuzione delle ore di formazione e aggiornamento. La professione docente deve tornare ad avere il prestigio che gli è stato sottratto, anche attraverso una stabilizzazione dei precari storici.
A proposito di precari di lungo corso, secondo lei fanno bene i maestri con diploma magistrale a protestare contro la decisione presa dal Consiglio di Stato di metterli fuori della GeE?
Voglio esprimere la mia vicinanza alle maestre diplomate magistrale che in questi giorni stanno vivendo l'angoscia di un possibile licenziamento di massa. Per noi, chi ha dedicato decenni della propria vita alla scuola non può essere sbattuto fuori con un "grazie e arrivederci". La politica deve prendersi carico di questa questione, con i dovuti distinguo: le nostre non sono promesse elettorali, stiamo studiando una soluzione equa e realizzabile per le diplomate con servizio, senza per questo dimenticare i più giovani e i laureati in Scienze della Formazione.
In una recente intervista a Il Mattino, ripresa dalla Tecnica della Scuola, lei ha parlato di reddito di cittadinanza, sostenendo che il cittadino, una volta trovato lavoro, anche su base nazionale, non potrà rifiutare la proposta per più di tre volte: pena, la perdita del sussidio. Più volte il M5S aveva però parlato di "deportazione" dei docenti di fronte alla necessità di cambiare regione per passare di ruolo imposta dalla L.107/15. Non è una contraddizione?
Il nostro movimento ha sempre denunciato il trattamento vergognoso che i docenti italiani hanno subito con la riforma Renzi-Giannini e non abbiamo assolutamente cambiato idea. Per ciò che riguarda la nostra proposta sul reddito di cittadinanza, ribadiamo che la persona che beneficia del reddito si deve rendere disponibile a lavorare presso un Centro per l'Impiego del suo territorio e, se vuole, anche su base nazionale. Spostarsi per cercare lavoro deve essere una libera scelta e non un obbligo.
L'ultima domanda è proprio sulla Buona Scuola, la riforma più contestata del Governo Renzi e che lei ha detto più volte di voler cancellare. Questo significa che con il M5S al Governo possiamo dare per certo che saranno aboliti i punti cardine della Legge 107/15? Potremo dire addio alla chiamata diretta, alle immissioni in ruolo fuori regione via algoritmo e pure ai bonus docenti relativi a merito e formazione?
La riforma Renzi non ha nulla di buono. La smantelleremo partendo proprio da quelle misure che hanno trasformato la scuola in un'azienda: i super-poteri ai presidi, la chiamata diretta dei docenti, il bonus premiale e la card formazione per i docenti che è più una mancetta elettorale.
Commenti (22)
mario bennato
17 gennaio 2018 alle ore 09:32FINALMENTE UNA PERSONA CHE RAGIONA, FOSSERO PAROLE SANTE , IL FATTO DI TOGLIERE IL POTERE AI PRESIDI, IN QUANTO MOLTI SONO INCOMPETENTI , SUPERBI, E OPPORTUNISTI, PARLO A RAGION VEDUTA POICHE' NE' HO CONOSCIUTI MOLTI NELLA MIA CARRIERA SCOLASTICA E L'UNICA COSA CHE MI ADDOLORA E' CHE NON POSSO VIVERE QUESTA NUOVA ESPERIENZA POICHE' SONO IN PENSIONE, MA OLTRE AI PRESIDI BISOGNA TOGLIERE IL POTERE AI SINDACATI TRADIZIONALI CHE NON CONOSCENDO LA REALTA' SCOLASTICA FIRMANO CONTRATTI CAPESTRO PER I LAVORATORI, I SOLDI PER I DOCENTI SI FANNO COMODO MA E' LA DIGNITA' CHE VA TUTELATA.CHE DIO VEDA E PROVVEDA. IN ALTO I CUORI FORZA M5S
Anna Poletti
17 gennaio 2018 alle ore 10:22Si però anche voi partite dal sistemare gli insegnanti. al centro della riforma della scuola ci devono essere gli studenti. bisogna formare gli insegnanti e poi tenerli controllati. ma per carità non con l'INVALSI che ha fatto più danni della grandine. Se pensate di risolvere aumentando gli stipendi agli insegnanti siete mooolto ingenui.
Mirco Pezzotta
17 gennaio 2018 alle ore 10:59Anche questa è un'ulteriore speranza. Il concetto è semplice: il futuro di ogni paese dipende da chi lo amministrerà ed è necessario fornire gli elementi per dotare di capacità e competenza ai futuri amministratori, politici e governanti. Cos'altro se non l'istruzione, intesa come istituzione, rappresenta l'investimento sul quale puntare perché il nostro Paese possa eccellere. Veniamo da riforme sciagurate, Moratti e Gelmini su tutte. E' tempo di cambiare. Alunni e studenti che apprendano da programmi ministeriali adeguati, insegnanti che siano messi nelle condizioni di lavorare con serenità e passione, presidi che tornino a fare i presidi e non i dirigenti scolastici!
Alberta Tedioli
17 gennaio 2018 alle ore 13:35Priorità scuola: eliminazione figura inutile retorica assente del preside con equipe di esperti a livello regionale o provinciale che progettino programmi per materia e ne verifichino la realizzazione. Inserimento equipe per la formazione umana e problemi sociali di alunni o studenti. Formazione permanente degli insegnanti anche con corsi di psicologia e pedagogia. Graduatorie regionali dove la precedenza si dà agli insegnanti residenti in modo che le classi non siano soggette a continui cambiamenti. Aiuto concreto ragazzi disabili con verifica degli interventi. Scuole aperte alla cui
Tura ai progetti locali. Personale ausiliario che garantisca igiene e ordine
Morena Micchi
17 gennaio 2018 alle ore 15:16Chiedo di sapere i motivi di esclusione della mia candidatura
KONSTANTINO KARAVAGELIS
17 gennaio 2018 alle ore 16:53SALUTI DA GRECIA,TUTTI SPERIAMO ALLA VITTORIA DEI 5 STELLE,AUGURI A TUTTI I POPOLI PER LA PACE E LA FELICITA,BASTA CON LA EUROPA DEI FASCISTI DELLE BANKE,VIVA LA DEMOCRAZIA,BEPE GRILLO E UN SIGNORE E UNO DI NOI,MESSAGIO ALL POPOLO ITALIANO STATE LONTANO DA TSIPRAS MACRON EURO NATO ECT..CI VEDIAMO CON LA VITTORIA
Silvia Paola
17 gennaio 2018 alle ore 17:23Guardiamo agli altri Paesi solo quando ci fà comodo,vero? Negli altri Paesi UE gli insegnanti lavorano in media 11 mesi all'anno e poi,pur non essendo a favore della Buona Scuola di Renzi,devo dire che era giusto premiare CHI lavora con passione piuttosto che chi stà lì giusto per prendere uno stipendio!
Angelo Pepe
15 febbraio 2018 alle ore 21:58Lei non conosce la scuola, se non per sentito dire.
Chi non sa presto parla.
adriano destro
17 gennaio 2018 alle ore 17:53sono attivista da sempre in veneto prov RO ,non sono stato più capace di accedere al sito. quindi non voto.... faccio presente che nemmeno in banca fanno tutte ste storie doc codice fisc eeecc eccc
noi sudditi non siamo tutti ingegneri informatici il sito e una cosa VERGOGNOSA e lascia fuori tanta persone va sicuramente SEMPLIFICATO. un suddito molto incazzato cordiali saluti adriano destro tel 3403412433
alberto grotti
17 gennaio 2018 alle ore 18:31GRAZIE a tutti gli amici ed al M5S di aver voluto ammettermi al nostro Movimento.Sarei stato l'unico Vicepresidente dell'ENI INGIUSTAMENTE carcerato , Perche' "NON potevo NON sapere" nella causa penale (di Mani Pulite)denominata ENI\SAI terminata il 12\11\1996. Tutti i miei amici conoscono bene sia il mio profilo,che la vicenda.Per quelli che non la conoscono ho scritto sul mio BLOG il mio Passato,il Presente e per il Futuro lo faremo tutti assieme nel MOVIMMENTO cinque STELLE,A disposizione GRAZIE !
FABRIZIO P.
17 gennaio 2018 alle ore 18:32ma il perotti lo lasciamo fuori ? quello stava " ricamando 1 revisione di spesa certosina ..fatto fuori pure lui
Leopoldo Cerantola
17 gennaio 2018 alle ore 21:21Buonasera, oggi due post che riguardano direttamente la mia famiglia, moglie (a breve 64enne)nel personale ata della scuola e figlia prossima laureanda in medicina!
Difficoltà di andare in pensione ad un'età ragionevole per una, prospettive non certo entusiasmanti per la seconda!
Da elettori ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ( 4 in famiglia) attendiamo con impazienza le idi di marzo ‼️
Rosaria ieluzzi
17 gennaio 2018 alle ore 23:13riduzione alunni per classe, trasformazione organico di fatto in diritto, ripristino monte ore istituti tecnici
Rossella santonici
18 gennaio 2018 alle ore 09:50Io credo che una "riformazione "della scuola e dei metodi di insegnamento sia a questo punto obbligatoria , iniziando dal metodo di insegnamento a mio avviso ,in questa era ormai digitale, obsoleto e retorico con insegnanti spesso annoiati e sbuffanti , incapaci di tenere alta l' attenzione degli studenti per 6 ore consecutive, introdurre la uso del tablet al posto di pesantissimi libri portati avanti e indietro da casa inutilmente tutte le sante mattine(l acquistomdinun tablet scolastico equivale all'acquisto di un ciclo di libri per le scuole medie e superiori ) insomma oltre che a pensare all'adeguamento economico degli insegnanti obbligatorio, rivediamo i metodi di insegnamento e studio, ammodernandoli alle loro nuove esigenze multimediali.
Ultima nota, porterei le scuole dell obbligo ai 16 anni , con una specializzazione entro i 18 ,per avere accesso al mondo universitario e del lavoro con più cognizione del futuro lavorativo, basato su test attitudinari e stage nell arco del biennio finale .
Grazie dell attenzione
R.S.
Zampano .
18 gennaio 2018 alle ore 10:46Rossella
il tablet può essere una scelta ma non dev'essere un obbligo. Tieni anche conto che i tablet si rovinano e possono rompersi facilmente, che consumano energia, che vanno cambiati periodicamente, che a lungo andare producono danni alla vista etc. Esistono una serie di problemi che vanno tenuti in considerazione. Saluti
Zampano .
18 gennaio 2018 alle ore 11:02Caro Dima
ruba e poi metti in pratica l'idea di Grasso: scuola e università gratuita per tutti, e vedrai i voti che il nostro M5S prende dagli studenti e dalle loro famiglie. Oggi molti giovani sono disoccupati, figli di famiglie numerose, a carico di pensionati o di cassintegrati. Lo studio per loro è un lusso, perchè le università pubbliche hanno una tasszione elevata e sono diventate come le private, questo grazie anche alle decisioni di politici criminali, massoni e di coloro che applicano il nepotismo all'interno delle stesse. La Costituzione garantisce il diritto allo studio, fornendo gli strumenti necessari per superare eventuali ostacoli di tipo economico-sociale. Questo però avviene sulla carta ma non in pratica. Difatti La nostra Repubblica della Costituzione e soprattutto della dichiarazione universale dei diritti umani se ne frega altamente. Seguiamo l'idea di Grasso, di Corbyn, di Sanders e di altri. Studio gratis per tutti.
Vanda Sica
18 gennaio 2018 alle ore 23:09Vorrei sapere cortesemente che ne pensa il Movimento 5 Stelle a proposito del Concorso Scuola, rivolto ai precari con 36 mesi di servizio, che dovrebbe essere bandito,non so se prima o dopo le elezioni. Grazie
Maria D'Ursi
19 gennaio 2018 alle ore 23:55A parer mio, le riforme sulla scuola dovrebbero essere fatte dagli insegnanti.
In primis ci dovrebbe essere l'eliminazione in toto della Legge sulla buona scuola.
Inoltre non ritengo lecito costringere gli insegnanti, dopo tanti anni di lavoro e di esperienza, ad essere obbligati a frequentare corsi di aggiornamento che a nessuno giovano se non a chi li propone e ci guadagna. Perché solo gli insegnanti, fra tutti gli altri impiegato statali, sono gli unici con questo obbligo? Inoltre bisogna che, una volta per tutte, venga adeguato lo stipendio dei docenti alla media Europea. Altra questione importante, bisogna che si riconosca che il lavoro degli insegnanti è un lavoro altamente usurante, non solo per gli insegnanti di scuola materna ma anche per gli altri. Bisogna, altresì, che si riduca significativamente il numero di alunni per classe, cosa necessaria per l'apprendimento degli alunni. Alla scuola primaria sarebbe opportuno tornare ai moduli, che avevano reso la scuola elementare la migliore d'Europa. Bisognerebbe eliminare le prove INVALSI, non rispondenti a ciò che il bambino apprende, eliminare altresì le due ore di programmazione settimanale oltre l'orario con gli alunni. Basta fare la programmazione annuale ad inizio anno scolastico e seguirla. Queste due ore sono una perdita di tempo e non esistono né alla primaria, né alle medie né alle superiori. Bisogna tagliare le ore aggiuntive, ovvero quelle usate per continui collegi dei docenti, ormai fatti a scopo informativo, visto che le decisioni sono prese dai presidi e dal loro team. Bisognerebbe ripensare ad una scuola che metta di nuovo l'apprendimento della materie al centro e la pianti di seppellire i docenti di cartacce da compilare: rubriche di valutazione, ecc ecc, INVALSI compresi. Tutte cose inutili che ci fanno stare ore al PC oltre al lavoro fatto in classe. Bisogna anche ripensare all'età pensionabile dei docenti. Nessuno dovrebbe avere un'insegnante che, sulle nuove tecnologie, sa meno di te.
patrizia paoletti
27 febbraio 2018 alle ore 12:22mi sono riavvicinata al mondo della scuola dopo molti anni, seguo ragazzini delle medie al doposcuola e non sono d'accordo con la mole di compiti assegnati, i ragazzini non hanno tempo per fare altro,oltre alle materie tradizionali(che peraltro spesso mi sembrano non adeguatamente spiegate in classe ma solo assegnate nei compiti a casa (da pag.tot a pag.tot), credo che dovrebbero essere inserite materie come educazione alimentare(questi bambini sono sempre piu grassi),educazione all'uso dei telefonini(spesso i genitori li comprano per stare tranquilli ma poi non si interessano dell'uso effettivo),educazione fisica (nel senso di educazione alla cura della salute), educazione civica( nel senso di educazione al rispetto del territorio, delle altre persone che vivono in quel territorio).
sono d'accordo che la professione dell'insegnante dovrebbe essere valorizzata e adeguatamente retribuita, ma dovrebbe anche essere valutato l'effettivo impegno e l'adeguatezza : vero è che in classi di 30 allievi ,magari in un'età "esplosiva" come l'adolescenza spesso l'insegnante è costretto a fare il cerbero.Spero anche che siano sempre di meno i laureati o diplomati che entrano nella scuola senza passione(ce ne vuole tanta per avorare in certi contesti come quello educativo o medico per esempio)con il solo desiderio del posto fisso.
Antimo Diana
1 marzo 2018 alle ore 19:26Ma non ho capito bene il punto del personale ATA , dice che ci vogliono 3 anni per entrare in graduatoria provinciale, quindi ancora di più rispetto ai 24 mesi attuali? Così si aumentano i precari... non sono d'accordo.
Florangela Ferrigno
2 marzo 2018 alle ore 23:16Salve, volevo porVi ulteriore attenzione sulla situazione degli insegnanti diplomati magistrale, immessi già in ruolo e che vogliono mandare in mezzo ad una strada perché entrati in GAE con riserva in quanto la Gelmini chiuse le GAE nel 2009 senza nessun preavviso e lasciando fuori chi, come me, per motivi gravi e/o familiari non si era inserita in precedenza ma insegnava già da anni.. Ho 20 anni di servizio nella Scuola dell' Infanzia.. Vi supplico di aiutarci: poniamo in Voi tanta fiducia e daremo il nostro voto al M5S.
Antonella Mezzabotta
28 ottobre 2018 alle ore 16:06Questo era il programma per l'istruzione che ha proposto il M5S. Adesso che siete al governo però avete pensato solo a "sistemare" i diplomati e non avete fatto nulla per i giovani laureati in Scienze della Formazione Primaria che per cinque anni hanno studiato, non solo teoricamente, ma con tirocinio formativo sia nelle Scuole dell'Infanzia che nelle Primarie. La loro competenza in nuove tecniche didattiche, nell'uso dei "media", nell'applucazione dei metodi di inclusione non potrà mai essere ottenuto da nessun corso formativo rivolto a diplomati, alcuni dei quali non hanno insegnato che per due anni, sufficienti a ottenere un posto stabile, secondo il Concorso 2019, e che avete promosso come sanatoria escludendo proprio i giovani che possiedono tutto quel che è richiesto oggi dalla scuola per essere davvero Buona.
Giovani neolaureati che conosco mi hanno detto che loro non riusciranno a lavorare nella scuola prima di dieci anni. Sono scoraggiati perché tutte le loro proteste sono cadute nel vuoto, la loro voce non è ascoltata perché sono pochi e non hanno grandi avvocati a difendere i loro interessi. La conclusione è che a vincere sono sempre i "poteri forti ".
Abbiamo votato il M5S perché ha sempre esaltato la meritocrazia.È questo il vostro modo di far onore alle vostre promesse? Deludere i giovani?
Scusate lo sfogo. La mia è una piccola voce ma si alza per una giusta causa e spero che sia ascoltata. Ho fiducia nel Movimento, e tanti giovani vi hanno votato. Non deludeteli.
Grazie
