
Cinque priorità per il Lazio e un unico asse di Governo
31 gennaio 2018 alle ore 10:49•di Roberta Lombardi
di Roberta Lombardi, candidata del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Lazio
Ieri abbiamo presentato il programma per le elezioni regionali nel Lazio insieme con il candidato premier Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e Fabio Massimo Castaldo, vice presidente del Parlamento europeo. Allo stesso tavolo, un unico asse di Governo targato 5stelle in grado di interloquire e intervenire a tutti i livelli istituzionali con lo stesso progetto politico. Un vantaggio di cui beneficeranno tutti i cittadini. Dalla Capitale al Parlamento europeo, la rivoluzione 5stelle è ormai un'onda inarrestabile e la vittoria nel Lazio è un tassello fondamentale di un naturale processo di rinnovamento.
Il MoVimento 5 Stelle è quindi l'unica forza politica a poter riorganizzare e risanare anche la macchina amministrativa regionale, le risorse e i servizi per cittadini, imprese e Comuni. E lo faremo con un programma regionale, che si integra con quello nazionale ed europeo, in cinque priorità:
1. Salute, 2. Ambiente e rifiuti, 3.Trasporti, 4. Famiglia, 5. Lavoro e Imprese.
Eccole punto per punto:
1. Salute. In molti lo hanno dimenticato, ma il diritto alla Salute è sancito dalla nostra Costituzione. Un diritto di fatto calpestato soprattutto nel Lazio, visto che è storicamente la Regione italiana con il debito più alto nella Sanità pubblica, che negli ultimi anni è costato Piani di rientro lacrime e sangue sulla pelle dei pazienti. Vogliamo una sanità pubblica più efficiente e vicina al cittadino, che si prenda cura delle persone, che sia accessibile a tutti. Nessuno escluso. Tra gli interventi fondamentali, abbattimento delle liste di attesa; sblocco delle assunzioni di medici, infermieri e operatori sanitari; riduzione dei tempi d'intervento ai Pronto soccorso, attraverso sviluppo di reti di gestione cronicità, emergenza e malati oncologici; potenziamento assistenza domiciliare con la creazione dell'infermiere di cittadinanza; taglio agli sprechi e lotta alla corruzione.
2. Ambiente e rifiuti. L'ambiente è una delle nostre cinque stelle, anche per nel Lazio. Stop a inceneritori e discariche, l'obiettivo è tornare a far respirare la nostra Regione. Le priorità vanno dal finanziamento di interventi contro il dissesto idrogeologico alla difesa delle coste. E ancora: più soldi al fondo di ripubblicizzazione e monitoraggio delle risorse idriche e reddito di cittadinanza energetico, uno strumento che aiuta a risparmiare sulle bollette, incentiva le energie rinnovabili e crea posti di lavoro. Per quanto riguarda i rifiuti, in particolare, la Regione ha un ruolo centrale. Dalla chiusura della discarica di Malagrotta l'attuale giunta uscente, infatti, non ha mai varato un Piano Rifiuti regionale che tenesse conto dei trend di produttività registrati dai comuni laziali e dalla Capitale. Il nostro primo passo sarà dunque mettere in piedi una programmazione per i prossimi anni attraverso: il recepimento del Piano Rifiuti Zero di Roma Capitale; Piano di prevenzione della produzione dei rifiuti (raccolta porta a porta, riciclo ecc.); più risorse ai Comuni che attuano la raccolta porta a porta ed applicano una tariffa puntuale; incentivi allo sviluppo di piccoli impianti di compostaggio e per il trattamento delle altre frazioni di rifiuti.
3. Trasporti. Al trasporto pubblico è legata la possibilità dei pendolari di gestire il proprio tempo. Mezzi pubblici più efficienti e puliti possono aumentare la nostra qualità della vita. Vogliamo una Regione in movimento, connessa, veloce. Per questo puntiamo su: rafforzamento del trasporto su ferro; rimodulazione delle strutture aeroportuali; razionalizzazione del servizio erogato da COTRAL; riduzione dello spostamento con mezzi privati attraverso politiche incentrate sul telelavoro, erogazione di servizi a distanza e l'istituzione della figura del Mobility Manager regionale; piano d'interventi per la manutenzione straordinaria e ordinaria della rete stradale regionale.
4. Famiglia. Si parla troppo spesso di famiglia ma troppo poco dei servizi di cui una famiglia ha bisogno: asili nido, case di cura, assistenza, sgravi fiscali. Negli ultimi tre anni nel Lazio 160mila famiglie sono scese sotto la soglia di povertà relativa e assoluta. Un dato scioccante su cui dobbiamo intervenire ad esempio con: sgravi fiscali per le famiglie monoreddito con più figli a carico; registro unico delle famiglie affidatarie e centro post-adozione per la tutela dei minori; assistenza e cabina di regia per il sostegno domiciliare agli anziani; 17 miliardi di euro annui di investimenti previsti dal nostro programma nazionale e riorganizzazione dei sostegni per il babysitting e l'acquisto di prodotti dell'infanzia.
5. Lavoro e Imprese. Circa il 45% delle Piccole e medie imprese nel Lazio risentono ancora degli effetti della crisi economica. Agevolare l'attività delle nostre aziende permette di rilanciare l'economia reale della Regione e creare nuove opportunità occupazionali. I nostri passi: semplificazione burocratica attraverso l'approvazione di testi unici (commercio, urbanistica ed edilizia, turismo); istituzione del marchio "Eccellenza Lazio" per promuovere i prodotti locali nel mondo; programmazione del calendario di uscita dei bandi sui fondi europei con esiti resi noti entro sei mesi; incubatori tematici d'impresa (turismo, nuove tecnologie ecc.); tavolo Permanente tra Regione e rappresentanze delle varie categorie produttive.
Cinque priorità per un programma di circa cento pagine che tocca diverse aree tematiche: dal taglio di sprechi e privilegi alla lotta alla corruzione, dal reddito di cittadinanza ai diritti civili. E ancora: dai Fondi Ue all'agricoltura, dalle politiche giovanili al diritto alla casa fino alla Cultura e allo Sport.
Commenti (6)
oreste ..
31 gennaio 2018 alle ore 11:50Forza ragazzi...avanti tutta!
ce la faremo!
Pietro LUCERNESI
31 gennaio 2018 alle ore 12:33Punto1 salute. Occorrerebbe garantire la copertura sanitaria in zone sprovviste di pronto intervento adeguato. Con la riduzione dei costi fin'ora hanno visto bene di chiudere ospedali che erano in zone strategiche. Convogliare le assistenze di ampi bacini demografici a distanze improponibili ( 40/50 km ). Cittadini colpiti da infarti o da ischemia morti per la distanza da ospedali / pronti soccorsi attrezzati . Personale di primo intervento non idoneo alle problematiche gravi. Questo in Sardegna, specie in Gallura , é routine di morte. Cittadini che muoiono per strada dopo oltre una ora di viaggio in ambulanza . Ospedali non idonei con personale medico di basso livello , attrezzature mancanti. E siamo nell'anno 2018 ! Occorrerebbero elisocorsi con coperture mediche in quei luoghi dove la distanza dal più vicino ospedale è di almeno 1 ora di trasferimento tra chiamata pronto intervento e trasporto . Coprire il territorio da assistenza medica seria ed attrezzata e farsi sentire più vicini ai cittadini impauriti da queste situazioni indegne.
Perché un abitante in Sardegna , per patologie serie , deve essere trasferito in strutture ospedaliere continentali dove spesse volte arriva morto o in condizioni pietose ? Con la salute e con il suo diritto ad averla non si scherza .
Pietro Lucernesi Palau ot
ANNA PONISIO
1 febbraio 2018 alle ore 14:45ROBERTA,SEI FORTISSIMA.....
.....GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE FAI!!!!!
stefano tufillaro
16 luglio 2021 alle ore 21:40Buongiorno,
è veramente stucchevole il tono e il "contenuto" di molti commenti qui.
Il post perfettamente in linea con l'abitudine italiana a essere più realisti del re, parla di "smart working" traducendo un articolo inglese che invece tratta di "remote working".
E che stai a guardà er capello? Se nun è zuppa e pan bagnato. Mo' n'operazione d'appendicite è un po' come una d'ernia, sempre là te tajeno.
Quello che più conta è la perfetta, indiscutibile differenza tra CONTIANI (lebbrosi, traditori, venduti, poltronari) e i veri, immarcescibili, originali , fidati GRILLINI.
Ma chi se ne frega se il paese va a pezzi, se la povertà aumenta (ma non era finita?), se aumentano i licenziamenti: non sono certo queste le cose che contano (grillano?).
E allora una "pregunda".
Il venduto usurpatore Giuseppe Conte circa un'estate fa con il suo fare da truffatore ha convinto 25 paesi europei a fornire all'Italia 209 miliardi di euro in parte in prestito in parte a fondo perduto (aggratis).
Ma Grillo dove era ? Perchè non ha fatto lui quell'impresa ? E se come ha detto due settimane fa, Conte non era all'altezza, non ha capito niente del M5S, perchè non propone la "rinuncia" unilaterale,: "Non ne abbiamo bisogno, noi siamo visionari, nazioni UE tenetevi i soldi !"
Conte ha "scritto" la traccia del PNRR conseguenza di quell'accordo e l'ha consegnata al Parlamento perchè venisse discussa, ampliata, controllata, bocciata.
Grillo dove era ? Dove erano i curatori delle tavole "bibliche", i fiduciari della fedeltà assoluta M5S DOC (e un po' DOP) ? Ci hanno mai capito un cazzo di niente del PNRR?
[...]
stefano tufillaro
16 luglio 2021 alle ore 21:41Buongiorno,
è veramente stucchevole il tono e il "contenuto" di molti commenti qui.
Il post perfettamente in linea con l'abitudine italiana a essere più realisti del re, parla di "smart working" traducendo un articolo inglese che invece tratta di "remote working".
E che stai a guardà er capello? Se nun è zuppa e pan bagnato. Mo' n'operazione d'appendicite è un po' come una d'ernia, sempre là te tajeno.
Quello che più conta è la perfetta, indiscutibile differenza tra CONTIANI (lebbrosi, traditori, venduti, poltronari) e i veri, immarcescibili, originali , fidati GRILLINI.
Ma chi se ne frega se il paese va a pezzi, se la povertà aumenta (ma non era finita?), se aumentano i licenziamenti: non sono certo queste le cose che contano (grillano?).
E allora una "pregunda".
Il venduto usurpatore Giuseppe Conte circa un'estate fa con il suo fare da truffatore ha convinto 25 paesi europei a fornire all'Italia 209 miliardi di euro in parte in prestito in parte a fondo perduto (aggratis).
Ma Grillo dove era ? Perchè non ha fatto lui quell'impresa ? E se come ha detto due settimane fa, Conte non era all'altezza, non ha capito niente del M5S, perchè non propone la "rinuncia" unilaterale,: "Non ne abbiamo bisogno, noi siamo visionari, nazioni UE tenetevi i soldi !"
Conte ha "scritto" la traccia del PNRR conseguenza di quell'accordo e l'ha consegnata al Parlamento perchè venisse discussa, ampliata, controllata, bocciata.
Grillo dove era ? Dove erano i curatori delle tavole "bibliche", i fiduciari della fedeltà assoluta M5S DOC (e un po' DOP) ? Ci hanno mai capito un cazzo di niente del PNRR?
[...]
stefano tufillaro
16 luglio 2021 alle ore 21:43Una perla, ma ne ho pronte un centinaio:
dal pnrr versione Draghi "APPROVATO DAI GRILLINI DOC"
Investimento 1.1: Infrastrutture digitali
"...Questo processo consentirà di razionalizzare e consolidare molti dei data center oggi distribuiti sul territorio, a partire da quelli meno efficienti e sicuri (il 95 per cento dei circa 11mila data center/centri di elaborazione dati distribuiti utilizzati dagli enti pubblici italiani presenta oggi carenze nei requisiti minimi di sicurezza, affidabilità, capacità elaborativa ed efficienza) (nota 19)"
Nota 19 a piè pagina
Analisi AGID
Che è questo documento
https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2020/02/20/cloud-pa-concluso-il-censimento-ict
"...I risultati del censimento [...]
Dei 1252 data center censiti: ...
Ora vorrei sapere da Beppe Grillo, dai Grillini che lo hanno approvato, dai super testa di minchia che sono presenti qui, per quale miracolo della natura l'ente che conta dice 1000 mentre nel documento diventano 10 volte tanto.
In che modo pensano di "fregare" la commissione UE deputata al controllo della corrispondenza del piano presentato con la situazione reale ?
Ah, dimenticavo, nella versione Conte questa "balla" non c'era.
E se vengono eliminati gli impostori del terzo mandato, i "nuovi" fra cui anche alcuni che l hanno approvato, cosa cazzo pensano di fare ? Gli M5S "doc" sono in grado di scegliere accuratamente quelli che non "sbaglieranno" perchè fidati? Come? Quanti M5S DOC se lo sono studiato il PNRR? Quanti hanno competenza profonda per tirare fuori i "vizi occulti", le cose impraticabili, verificare le cifre e compagnia cantante ?
E allora è meglio ululare alla luna, "Noi semo i mejo gatti der colosseo, l'artri so' infami", s'alza la polvere, viva il parroco, caciara a go go"
Ma putevamo nui vince la guerra ?
Senior systems Engineer
stefano tufillaro
