
Prima di tutto la salute dei nostri figli
10 dicembre 2017 alle ore 10:12•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle Veneto
Il Rally per l'Italia continua in Veneto. Alle 13:30 Luigi Di Maio sarà a Montecchio Maggiore (Vicenza) dove incontrerà insieme ai nostri portavoce del territorio le mamme preoccupate per la salute dei propri figli, le cui analisi del sangue hanno rilevato una presenza di Pfas 20 volte sopra la norma.
In questi incontri veneti raccogliamo i pezzi di mille promesse infrante dal Governo Renzi.
Proprio sui Pfas, circa una mese fa Renzi, mentre prendeva fischi tra una stazione e l'altra anche da queste parti, ha promesso di intervenire per risolvere il problema dell'acqua contaminata.
Peccato che siano cinque anni che riportiamo ai governi del Pd, compreso il suo, le preoccupazioni di migliaia di veneti esposti alla contaminazione da Pfas.
Il ministro dell'ambiente Galletti nel 2016 aveva promesso 80 milioni di euro per mettere in sicurezza l'area interessata. Anche quelli erano tempi di campagna elettorale, per referendum costituzionale, erano tempi di promesse quindi. Ovviamente quei soldi non sono ancora arrivati.
Nel frattempo il MoVimento 5 Stelle in Veneto e in Parlamento ha continuato a lottare per tutelare la salute di 350mila veneti interessati dalla contaminazione.
In regione abbiamo chiesto una Commissione d'inchiesta per individuare i responsabili del disastro e fare luce su tutte le responsabilità. La Commissione è stata accettata all'unanimità ed è proprio uno dei nostri, Manuel Brusco, a presiederla.
I lavori vanno avanti e la relazione che emergerà alla fine segnerà un punto di svolta nella vicenda.
Ma oggi c'è un'altra novità. Insieme a Luigi annunciamo una proposta di legge regionale, a prima firma Jacopo Berti, per chiedere l'istituzione di limiti concessi per legge di presenza di Pfas nell'acqua.
Dovete sapere infatti che in Italia, a differenza di molti altri Paesi, non esistono valori massimi ammessi per i composti Pfas nell'acqua destinata al consumo umano e per ogni tipo di scarico.
Chiediamo quindi di istituirli, al fine fine di poter impedire in modo efficace il loro superamento.
Oggi sappiamo grazie alle analisi e ai controlli dell'Arpav e dei Carabinieri del NOE che la fonte principale di Pfas in Veneto è l'azienda Miteni S.p.a. di Trissino.
Chiediamo quindi, oltre all'istituzione per legge di questi limiti, che la Miteni interrompa immediatamente la produzione di questa sostanza e che provveda, a sue spese, alla bonifica dell'intera area contaminata.
Poche settimane fa il ministero della Salute ha negato la necessità di fissare a livello nazionale dei limiti sui Pfas, scaricando di fatto sulla regione tutte le responsabilità.
Noi abbiamo predisposto una proposta di legge per farlo. Ma per avere a livello nazionale una tutela dell'ambiente e della salute, invece della tutela degli interessi di grandi aziende, servirà un Governo 5 Stelle.
Commenti (9)
Noè SulVortice
10 dicembre 2017 alle ore 10:25Ma il comune 5 stelle di Sarego sta facendo bene o no?
Perchè non lo menzionate??
http://www.sarego.gov.it/po/mostra_news.php?id=583&area=H
viviana vivarelli
10 dicembre 2017 alle ore 11:01Berlusconi compie 80 anni: più i 40 di Renzi fanno 120, è l'uomo più vecchio del mondo. [S.M.]
.
oreste ..
10 dicembre 2017 alle ore 12:05Indovinate perchè l?italia ha votato, al Consiglio di sicurezza dell'ONU,contro gli USA?
Indovinato!
Siamo sempre comunque servili...non vi preoccupate!
Enzo Santini
10 dicembre 2017 alle ore 12:35scusate l'ignoranza, ma cosa significa Pfas?
ma e` mai possibile che in Italia si scrivono un c++zo di vocali e consonanti senza spiegarne il significato.
daniela g.
10 dicembre 2017 alle ore 16:17se invece di scrivere questo commento andavi su google e scrivevi pfas adesso lo sapresti.
sul fatto che si scrivino troppe sigle, ti dò pienamente ragione!
Cinzia C.
10 dicembre 2017 alle ore 12:57I 5 Stelle sono l'unico movimento con una buona sensibilità ambientale che potrà esprimersi pienamente se governeranno. A Verona, area che sembrava solo parzialmente interessata a quel disastro ambientale, è stato dimostrato che anche l'acquedotto cittadino sia stato inquinato dalle sostanze tossiche in modo sensibile. Il limite di tossicità, fissato al 30, da esami condotti da Greenpeace si è scoperto essere arrivato in città al 41%. L'amministrazione locale non sembra darsi pena per questo ed allora dal blog è importante suggerire ai cittadini di Verona almeno di non bere l'acqua del rubinetto.
Roberto Gregni
10 dicembre 2017 alle ore 16:35Fermate la Madia, non solo non fa nulla per fermare i furbetti del cartellino, che sarebbe facile coi dispositivi a riconoscimento delle impronte digitali, ma invece di far lavorare questi furboni, vuole assumere altri 50.000 precari della pubblica amministrazione..
Saluti,
antonnio d.
10 dicembre 2017 alle ore 19:11Tanto, li paghiamo noi. Anzi, il loro datore di lavoro, non paga i contributi previdenziali, così, hanno portato l'INPDAP, con 12 miliardi dio debito, nell'INPS.
Quando non ci saranno più soldi, tra un poliziotto ed un lavoratore del privato o un autonomo, indovina chi la prende la pensione?
Bravo, hai indovinato.
Aide
14 dicembre 2017 alle ore 14:43Per il nuovo anno si avvicina più preoccupa per voi ora perché io sono qui per aiutare. So che un sacco di persone in tutto il mondo desidera realizzare tanti progetti che possono
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