
Lotta alla povertà: dalle parole si passi ai fatti
20 dicembre 2017 alle ore 09:54•di Laura Agea
di Laura Agea, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
Era il 2015 quando proprio in questa Aula il Presidente della Commissione europea Juncker presentò la creazione del pilastro sociale. Il 17 novembre di due anni dopo, quindi dopo lunghi tempi di gestazione, in grande spolvero abbiamo finalizzato la creazione di un contenitore, nulla di più, un bel vaso che però oggi abbiamo il dovere di riempire con proposte concrete e misure efficaci.
VIDEO. L'intervento di Laura Agea nella plenaria di Strasburgo
Uno strumento sicuramente importante che debba garantire la giustizia sociale, debba garantire una speranza per tutti quei cittadini che oggi all'interno dell'Unione europea vedono sempre di più bistrattati i propri diritti e le proprie tutele da quelli essenziali come la casa, come il cibo, come il vestiario, a quelli salariali, a quelli occupazionali. Noi oggi abbiamo un importante impegno da assumere che è quello di farlo diventare uno strumento solido, un vaso riempito di proposte concrete.
La Commissione probabilmente ci fornirà la proposta di alcune direttive: quelle devono essere la base per dare risposte concrete. L'Europa ci chiede speranza, i cittadini hanno sete di giustizia sociale.
Ecco io credo che cominciare a mettere nero su bianco proposte legislative che diano una dimensione vera al bisogno di speranza sia un impegno. Già il Parlamento si è espresso rispetto alla necessità di creare questo pilastro che punti alla convergenza verso l'alto.
Il documento con cui abbiamo collaborato con la collega Rodriguez è fondamentale e non mi stancherò mai di dire che ritengo che lo strumento del reddito minimo garantito europeo sia uno strumento efficace che possa permettere ai milioni di cittadini che vivono in povertà ed esclusione sociale di poter avere garantita una vita dignitosa. Io credo che la convergenza verso l'alto si faccia pensando che le regole non si applichino per alcuni e si interpretino per altri.
Collega Trebesius, io vengo da un Paese che ha una visione che ha rispetto agli occhi del suo non positiva, eppure che cosa vogliamo fare del surplus della Germania? Quando il suo Paese deciderà di assumersi la responsabilità degli squilibri macroeconomici che ha determinato negli altri Stati?
C'è bisogno di convergenza verso l'alto? Sì, ma c'è bisogno anche di giustizia sociale, quindi le regole devono valere per tutti, le rispetterà il mio Paese, perché è giusto e necessario, ma è necessario che anche gli altri Paesi, quelli che da anni e in mille modi diversi danneggino certe economie si assumano la responsabilità di mettere fine a certe pratiche e politiche che sicuramente danneggiano le economie di altri che purtroppo oggi vivono in condizione di povertà ed esclusione sociale. Non è una polemica nei suoi confronti ma credo che la solidarietà sia un principio sulla base del quale sia stato fondato il parlamento europeo e debba essere rispettato.
Commenti (11)
pabblo
20 dicembre 2017 alle ore 10:18"credo che la solidarietà sia un principio sulla base del quale sia stato fondato il parlamento europeo e debba essere rispettato."...
bene... molto
Shir akbari Shahab
20 dicembre 2017 alle ore 11:20L'ALTRA ITALIA DEI 10,5 MILIONI DI POVERI...
Operai, contadini, disoccupati, precari, jobs Act licenziati, l'imprenditore falliti, politiche sociali massacrate, l'egoismo di classi sociali più agiate chiuse nella difesa dei loro spazi.
Non si può restare neutrali se si ha coscienza, altrimenti si ha la coscienza me è malata. I poveri " Sono 10,5 milioni".
I ricchi più ricchi e i poveri più poveri, ecco il motivo "la finanza e la delocalizzazione" è una crisi pensata e prodotta come metodo del governo in modo da imporre in nome dell'urgenza;
"La riduzione dei salari",
"Taglio della spesa pubblica",
"Abbassamento dei costo di lavoro".
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STEFANO A.
25 dicembre 2017 alle ore 00:57C'era una volta la contingenza e ogni quattro - cinque anni, pensa un pò, il salario si raddoppiava.Poi, Craxi, con due decreti, la cancellò definitivamente. Dovette intervenire perchè la confindustria non riusciva a spuntarla con il sindacato, anzi con la CGIL. Insomma se non ritroviamo degli strumenti perchè la retribuzione possa inseguire l'aumento dei prezzi, è inutile qualsiasi altra forma di lotta.Dovremmo averlo oramai averlo compreso tutti. Se così fosse, sarebbe inutile sperare che il sindacato concertativo continui ad affermare di esistere. Ci hanno privati finanche della capacità di fare un ragionamento così così elementare e importante per tutti. Però,.. il discorso è soltanto sospeso.Buon natale.
Clesippo Geganio
20 dicembre 2017 alle ore 11:34soluzione?
Azzerare i finanziamenti pubblici ai giornali, togliere i soldi a quelli che fingono d'essere italiani ma pagano le tasse all'estero, eliminare i consigli regionali, eliminare TAV, MOSE e altre opere pubbliche inutili, ridurre ad un quarto i 1700 giornalisti RAI, licenziare tutti i dipendenti pubblici condannati in primi grado per reati penali/amministrativi.
Queste sono semplici operazioni che si possono fare semplicemente varando delle leggi ad hoc.
Antonio
20 dicembre 2017 alle ore 20:44Purtroppo le leggi le fanno i parlamentari e se non s'introduce nella costituzione italiana la legge che anche il popolo possa legiferare attraverso leggi popolari sottoposte a referendum. La politica è clientelare essendo partitica e se amministrano simili soggetti non ci può essere equità, giustizia sociale e senso dello Stato.
STEFANO A.
25 dicembre 2017 alle ore 00:41Poniamola così: l'Italia è una e indivisibile.L'autonomia locale risponde alla stessa logica dei referendum legislativi propositivi, senza nulla togliere a quelli consultivi.Altra cosa è il centralismo del potere o autoritarismo.Non sarai per caso un nostalgico della monarchia e delle sue degenerazioni? Io penso sia il caso di rileggere la Costituzione italiana per comprendere come siamo arrivati alla stessa.C'era un prete simpatico che si faceva chiamare don Gallo.Andiamo a rivedere in Youtube cosa dice, anche del clero: non di quello monetario. Cordiali saluit e auguri.
Robona
21 dicembre 2017 alle ore 10:20Il Ministro Padoan è il miglior maestro della lotta alla povertà, infatti ben comprendendo come fare risparmiare lo Stato in tempi di crisi, ha inventato la deflazione.
A causa di questi valori deflattivi neanche un centesimo l'anno va a rivalutare la pensione che, naturalmente, ogni anno perde valore perchè tutto aumenta, checchè ne dica l'ISTAT, aumentano i servizi, la corrente elettrica, le assicurazioni e anche gli alimenti, ma come detto risparmia lo Stato.
chicca s.
21 dicembre 2017 alle ore 14:45Cari del Movimento 5 Stelle la Legge Fornero ha catapultato migliaia di 50-60 in un vicolo cieco, senza lavoro e senza pensione che non sanno dove sbattere la testa, non si puo' fare un intervento urgente che possa sopperire, le persone di quell'eta' sono disperate non hanno via d'uscita non esistono ammortizzatori sociali nulla che possa alleviare la loro tragedia.
chicca s.
21 dicembre 2017 alle ore 14:46Cari del Movimento 5 Stelle la Legge Fornero ha catapultato migliaia di 50-60 enni in un vicolo cieco, senza lavoro e senza pensione che non sanno dove sbattere la testa, non si puo' fare un intervento urgente che possa sopperire, le persone di quell'eta' sono disperate non hanno via d'uscita non esistono ammortizzatori sociali nulla che possa alleviare la loro tragedia.
mario genovesi
23 dicembre 2017 alle ore 22:28L'unico modo per salvarci dal collasso economico è uscire IMMEDIATAMENTE da euro, UE e NATO, a qualunque costo.
STEFANO A.
25 dicembre 2017 alle ore 00:27E' urgente, comunque vada, emettere - in una qualisasi forma credibile e garantita, moneta italiana, centrale o locale, per un circuito parallelo con l'euro. Non dobbiamo mai dimenticare che l'euro è "odiato" dal dollaro, perchè è l'unica moneta che gli resiste e lo sopravanza spesso negli scambi internazionali. E, poi,.... in Europa c'è l'Italia, con la sua posizione geografica privilegiata e invidiata nel Mediterraneo. Pensaci Giacomino!