Difendiamo gli agricoltori dai trattati commerciali suicidi
4 dicembre 2017 alle ore 10:36•di Tiziana Beghin
di Tiziana Beghin, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
Il commercio non deve essere uno strumento per far arricchire qualche multinazionale che sfrutta i lavoratori, ma deve essere uno strumento di prosperità, uguaglianza e progresso sociale per tutti. Ho partecipato all'Agriculture and Food summit 2017 organizzato da Politico a Parigi. Il MoVimento 5 Stelle era l'unica forza politica italiana invitata. Al summit mi sono confrontata con le massime autorità europee dell'agricoltura, ministri, imprenditori, accademici e politici.
La mia posizione è stata chiara: ho espresso le preoccupazioni degli agricoltori italiani preoccupati da liberalizzazioni e rimozioni di dazi e barriere non tariffarie a seguito di accordi di libero scambio, ma anche dalla competizione di paesi stranieri e di Paesi UE dove le dimensioni delle imprese agricole sono maggiori e quindi anche le economie di scala.
Nel mio intervento ho evidenziato i paradossi della situazione attuale dell'agricoltura dove, ad esempio, si vuole diminuire la produzione di pomodori in Italia, ma nel contempo il fabbisogno di materia prima ci porta ad importarne sempre maggiori quantità dalla Cina. Ho messo in guardia sui rischi di un accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur (America del Sud) che presentano enormi differenze di prezzo e di capacità di competizione. Purtroppo l'agricoltura è sempre la moneta di scambio nei trattati per ottenere qualcos'altro. Inoltre molti di questi accordi servono l'interesse di una minoranza di operatori, perché la maggioranza ha piccola dimensione e preferisce il mercato comunitario a quello esterno, anche se è necessario aiutare le nostre PMI ad espandersi in mercati stranieri e a non considerare come export quello che è venduto nel mercato interno europeo.
Per noi è prioritario intervenire sui problemi relativi ai finti prodotti italiani e all'impatto della politica commerciale europea su alcuni prodotti italiani come arance, olive e riso. Abbiamo scritto noi al Parlamento europeo le regole della strategia commerciale europea. Finalmente in Europa c'è qualcuno che lotta davvero per il bene dell'Italia e delle sue eccellenze.
Commenti (10)
Veronica2
4 dicembre 2017 alle ore 11:10Pensare che alle ultime europee il pd si è accattivato con i suoi bonus, voti, raggiungendo il 40% , dove sono ora costoro, non dovrebbero essere questo partito a difendere gli interessi italiani?
E' una cosa veramente vergognosa.
andrea a44
4 dicembre 2017 alle ore 12:19costoro come tu li chiami, sono nello scantinato a spartirsi il bottino, e coordinare le future rapine prima che il popolo tiri le quoia.
Giuseppe Flavio
5 dicembre 2017 alle ore 16:25cuore,cuoco,cuoio....
FABRIZIO P.
4 dicembre 2017 alle ore 17:23 ...COLDIRETTI SEMPRE LEGATA A MARTINA ?....AUGURI ....
paolo b.
4 dicembre 2017 alle ore 18:29voi avete ragione , ma per i contadini , almeno quelli che conosco io, il M5S è come il diavolo !
Domenico Della Rovere
4 dicembre 2017 alle ore 19:34Il Trattato CETA deve essere approvato dal Parlamento, la lotta deve essere dura, e tenere informati i Cittadini. Grazie.
Fabrizio RIZOLLI
4 dicembre 2017 alle ore 22:56Più preoccupazioni da farvi per il vostro bisogno finanziario.
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maury_58
6 dicembre 2017 alle ore 12:57l'agricoltura,allevamento e pesca sono importantissimi per noi,bisogna difenderli da tutti anche dai nostri vicini di casa,sono fonte di lavoro ma non bastano i mutui agevolati di martina bisogna puntare su consorzi e controllare il falso made in italy.
gianluigi de caro
11 dicembre 2017 alle ore 14:41purtroppo la politica comunitaria anche sull'agricoltura è asservita ad interessi delle grandi lobby. in questo caso sono le aziende commerciali che preferiscono ricevere prodotti agricoli dalla tunisia e dal marocco a dazio zero, che hanno un costo di gran lunga molto competitivo a causa del basso costo della manodopera.
L'agricoltore italiano ed europeo ovviamente non riesce a competere.
In questo modo il settore commerciale guadagna di più mentre l'agricoltore italiano é costretto a vendere sotto costo oppure deve cambiare orientamento colturale se ne ha l'opportunità.
In conclusione, sempre molti più prodotti stranieri sulle nostre tavole, magari anche conditi con pesticidi che all'estero sono ancora ammessi mentre in Italia sono banditi da tempo.
QUESTO PER ESSERE MOLTO SINTETICI..
Luciana
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