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Buoni pasto: il MoVimento 5 Stelle difende gli esercenti nella Legge di Bilancio

Buoni pasto: il MoVimento 5 Stelle difende gli esercenti nella Legge di Bilancio

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di Matteo Mantero, MoVimento 5 Stelle Camera

Il buono pasto è una bella integrazione al reddito, molto comoda per il dipendente che al lavoro non ha un servizio di mensa. Ma rischia di strozzare gli esercenti convenzionati che già vedono addensarsi altre nubi all'orizzonte, man mano che prendono piede i ticket digitali.

Stiamo parlando di uno strumento con un giro d'affari da 3 miliardi di euro e 2 milioni di lavoratori che ne beneficiano in circa 100mila attività sparse per il Paese.

I problemi, però, nascono dall'oligopolio delle società emittenti, visto che in tre dominano il mercato. E dalle gare al massimo ribasso che vengono effettuate da Consip per la Pa o dalle grandi imprese private. Gli emittenti praticano sconti esasperati ai datori di lavoro per prendere gli appalti e poi, nell'ottica di recuperare un margine di guadagno, scaricano quegli stessi sconti sui commercianti convenzionati (i cosiddetti "sconti incondizionati"). Strozzandoli pure con clamorosi ritardi nei pagamenti delle fatture.

Il MoVimento 5 Stelle, da sempre vicino al piccolo commercio minacciato dal grande capitale, ha messo a punto una proposta di legge (in questi giorni trasformata in emendamento alla Legge di Bilancio) che mette alcuni paletti importanti. Il testo fissa un tetto massimo sia agli sconti sia ai termini di pagamento che le società di emissione dei buoni pasto possono praticare nei confronti degli esercizi.

In pratica i corrispettivi riconosciuti all'emittente, compresi quelli per l'espletamento di servizi aggiuntivi offerti e commissioni, non possono essere superiori al 4% del valore facciale del ticket. Mentre gli esercizi devono essere saldati entro 60 giorni al massimo dall'emissione della fattura.

La legge del M5S infine vieta di pattuire con gli esercizi convenzionati un corrispettivo superiore a quanto stabilito e non consente di addebitare agli esercenti costi "nascosti", ossia diversi dallo sconto incondizionato e dai corrispettivi per eventuali prestazioni o servizi aggiuntivi.

Il M5S è sempre dalla parte della piccola e media impresa, l'ossatura economica che regge in piedi l'Italia.

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14 Dic 2017, 10:00 | Scrivi | Commenti (17) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: buono pasto, m5s, reddito, ticket

Commenti

 

C'è il pericolo, a mio parere, che i prezzi dei prodotti vengano fissati dai negozianti sulla base del valore dei ticket. Questo comporterebbe un aumento perché il valore di 10€ di un ticket alla fine sono circa 9€ detratte la percentuale dell'emittente ed il tempo di attesa del rimborso più i costi di gestione. Diventa una moneta parallela con valore nominale uguale a quella corrente, ma con valore reale inferiore.

Carlo D'Ottone, Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 16.12.17 15:55| 
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non rischiamo di togliere questi soldi ali lavoratori

basta una legge per caricare direttamente in busta paga o tramite bonifico sul conto del dipendente esentasse.
cosi togliamo di mezzo anche i problemi alle casse per scaricare questi buoni - alleggeriamo il lavoro dei cassieri

Alessandro D., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 15.12.17 18:35| 
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Conosco impiegati con stipendio ridotto che prendono circa 49 euro di buoni pasto al mese. Per mangiare devono spendere meno di due euro al giorno. Difficile riuscire a comprare qualcosa con quella cifra. Giusto un caffè o in alternativa una pasta alla crema. E dire che i nostri onorevoli invece vanno quotidianamente in ristoranti di lusso e si fanno pure rimborsare dallo Stato pranzi pantagruelici...

Zampano . Commentatore certificato 15.12.17 08:24| 
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Complimenti al portavoce Mantero che ha seguito questo tema che ad oggi vede danneggiati sia gli esercenti ( oltre 100 mila ) sia 2 milioni di lavoratori a discapito di 3 grandi aziende che fanno il bello e cattivo tempo drogando un mercato da 3 miliardi di € annui ...qui siamo arrivati a commissioni del 15% che in parte si ripercuotono su consumatori finali
Mettiamo un tetto alle commissioni equo e tutto andrà meglio

Riccardo De Giorgi 14.12.17 19:39| 
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Un panino un bicchiere d'acqua e un caffè per 6 euro? Con molto meno mangio molto più sano.

Con questa legge si vuole solo ottimizzare i guadagni di bar, ristoranti per toglierli ai gestori. Ma io cosa ci guadagnano?
Preferisco i soldi in busta paga per garantirmi la libertà di spenderli come voglio.

Ma chi lavora in proprio quanti soldi può scalare per il pasto?

David Conotter 14.12.17 19:20| 
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I buoni pasto, come i benfit in welfare introducono un soggetto terzo tra lavoratore e datore di lavoro.
Andrebbero aboliti e sostituiti con un'indennità economica priva di tassazione sia per l'azienda che per il lavoratore.
L'erogazione da parte dell'azienda, dovrebbe essere fatta in busta paga, il mese precedente a quello di utilizzo per evitare al lavoratore l'onere di anticipare il costo dei pasti.
L'azienda dovrebbe poter detrarre una parte del costo dei pasti per compensare l'onere di anticipo verso i lavoratori.
In questo modo non ci sarebbe bisogno ne del fornitore dei buoni pasto ne di convenzioni per poterli spendere.

Daniele 14.12.17 15:07| 
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Perché invece non proponete buoni pasto per i poveri? So che non c'entra nulla ma perché non create una pagina facebook per rousseau e per lex iscritti?

Lucas Fusaro, Rende (CS) Commentatore certificato 14.12.17 14:03| 
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Attenzione ragazzi, per me i buoni pasti rientrano nella economia familiare. A volte sono stati determinanti per le spese che si devono affrontare mensilmente. Non andate al ribasso per favorire i piccoli imprenditori che a loro volta devono fare uno sforzo per riavviare il mercato. Es: 1 cappuccino 1 cornetto € 2,40 - 1 paio di scarpe da bambino € 70. Volete riavviare l'economia calmiere dei prezzi su scala nazionale. Mi dispiace dirlo come fanno i "cinesi". Attenzione il lavoro si ottiene anche producendo le piccole cose.....

Gian Carlo Mengarelli 14.12.17 13:55| 
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sono contro i buoni pasto come sono contrario a tutte quelle agevolazioni che hanno statali,ferrovieri,politici ecc..ecc...ma possibile che abbiano agevolazioni sempre i soliti al supermercato si pagono con i buoni pasto spese
da 50,100,e oltre mentre ci sono persone che non riescono ad arrivare al 15 del mese..io lo trovo ingiusto poi ci sono quelli che ci devono per forza man giare col buono ma la maggioranza no

walter belforti 14.12.17 13:54| 
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I Buoni Pasto non sono "una bella integrazione al reddito, molto comoda per il dipendente che al lavoro non ha un servizio di mensa"!!!
Sono un incubo per i lavoratori dipendenti che devono chinare la testa su tutto per raccimolare qualche euro in più a fine mese!

Faccio presente che:
1 - sono esentasse solo fino a 5,16 euro con cui non si mangia ormai nulla,
2 - noi dipendenti siamo costretti a girare mezzo mondo per poterli spendere, dobbiamo stare attenti che non ci scadano, ogni esercente si inventa regole assurde, alcuni ci taglieggiano scalandoci le loro commissioni sul valore dei nostri buoni pasto, spesso ci trattano come pezzenti.

La verità è che sono un'invenzione assurda fatta perché delle aziende che non producono nulla possano ingrassare i politici e le aziende emittenti scaricando tutti gli oneri sui lavoratori dipendenti e sugli esercenti. Basterebbe rendere deducibili fiscalmente i 5,16 euro al giorno in busta paga e tutto sarebbe risolto!
Se volete fare una lotta seria, aboliteti e magari fate alzare il tetto di deducibilità dall'elemosina di 5,16 a un valore dignitoso che ci permetta di mangiare veramente!!!
Grazie.

Roberto P. Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 14.12.17 13:20| 
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Discussione

Dissento totalmente dall'uso improprio dei buoni pasto. Se viene erogato perché non c'è la mensa il buono pasto dovrebbe essere consumato in un qualsiasi ristorante o negozio di alimentari per farsi fare il panino nel giorno che dovrebbe esserci stampato sopra. Se non ci sono ristoranti o negozi nelle vicinanze del posto di lavoro, cosa mangiano i dipendenti? Si portano il cibo da casa, esattamente come facevo io (e milioni di altri) lavorando nel settore privato.

GIORGIO S. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 14.12.17 13:05| 
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Sono stato sindacalista per anni. Ci sono dei turni durante i quali non è possibile interrompere il lavoro per andare a mangiare, vedi una sala operatoria. Teoricamente l'azienda dovrebbe fare di tutto per diminuire il fenomeno, perché è un qualcosa che attiene alla salute del lavoratore. Fanno ridere, ma anche inorridire quelle brave persone che vorrebbero "regalare" le ferie a persone bisognose, le ferie non sono rinunciabili né tantomeno regalabili per legge. Premesso questo i "buoni pasto" dovrebbero semplicemente rientrare nello stipendio, la mentalità che sostituiscono il pasto effettivo e vengono usati per fare la spesa è una mentalità distorta. Come la mensa: chi interrompe il turno deve andare a casa a mangiare, chi fa un turno continuato deve poter interrompere il turno per fare il pasto, chi non può farlo e si arrangia deve avere un corrispettivo economico in busta paga per il disagio.

Oronzo Barberio, Mesagne (Brindisi) Commentatore certificato 14.12.17 12:43| 
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L'importante è che difendiate anche i poveri lavoratori dipendenti che pagano le tasse anche per tutti coloro che evadono. Con il mio stipendio, se non avessi il buono pasto, dovrei andare alla Caritas, non dimenticate che noi e i pensionati, con la ritenuta delle tasse alla fonte, siamo trattati come il bancomat della nazione.

Nadia R. Commentatore certificato Commentatore che ha donato a Rousseau 14.12.17 12:30| 
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"Il buono pasto è integrazione al reddito" certo, ora lo è e grazie anche a voi ( lo ammettete pure) ma originariamente era un ritorno di spesa (un contributo esente) per il consumo del pasto. Ora a cosa serve ? Per lo piu' a fare la spesa al supermercato e non solo; una integrazione al reddito, per l'appunto! Ma le tasse dirette quali sono ed a carico di chi ? Se la chiamiamo evasione voi dei 5S vi offendete ? E meno male che il vessillo del nuovo che avanza é quello della legalità ma quale ? (Quella dei movimento -e del teatro annesso- certo).

Rocco 14.12.17 12:20| 
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Mi sembra giusto!
Io faccio parte di chi usufruisce dei buoni pasto, per fortuna, visto che non ho chissà quale stipendio, è un aiuto! L'anno scorso, ci hanno decurtato di 50 centesimi ogni buono pasto....sembra una stupidata, ma fate voi i conti, per noi anche quei 50 centesimi erano importanti, ma qualcuno, sicuramente, ne ha guadagnato alla grande! Certo, meglio di niente, ma guarda caso queste cose succedono quando vince l'appalto un altro, ed ecco le novità, ovviamente chi ci va di mezzo sono sempre i soliti.

Raffaella L., Pavia Commentatore certificato 14.12.17 11:17| 
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La questione dei Buoni Pasto è una delle tematiche che più sento mia, ho da tempo in mente un progetto che potrebbe scardinare queste situazioni che strozzano la micro impresa, standardizzano al ribasso la qualità del servizio e provocano un nocumento a 3 categorie di cittadini: Fruitori, Esercenti, Disoccupati(ogni operazione che tende ad ingessare un mercato genera disoccupazione e/o allunga i tempi per una nuova occupazione).
Al momento il progetto è in attesa di un appuntamento con alcuni vertici di una delle più grosse aziende italiane e sono alla ricerca di una sponda anche da parte dei sindacati che restano sempre una parte importante ed attiva nelle scelte delle aziende per quel che definisco "welfare aziendale spicciolo".
Se entro febbraio non riuscirò ad avere un riscontro vi passerò il progetto che porterebbe più competitività nel mercato di quasi 4 miliardi in Italia, più garanzie per gli esercenti ed un conseguente miglioramento in termini di qualità e fruibilità per gli utilizzatori.Con una "smossa" si generano anche nuove opportunità di lavoro. Buon lavoro a tutti

Marco Claudio Sposetti 14.12.17 10:53| 
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