
Trasporti: stop a 13 opere inutili, investiamo sulla mobilità locale
29 novembre 2017 alle ore 09:01•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Abbiamo concluso il ciclo degli incontri con gli stakeholder, i portatori d'interessi, sul Programma di Governo Trasporti. Quattro tavole rotonde dedicate ai temi di sicurezza stradale, mobilità sostenibile, logistica e trasporto merci e, infine, infrastrutture e concessioni. Abbiamo portato in Parlamento la società civile, riunendo nella stessa stanza, associazioni, comitati cittadini, aziende, esperti e addetti ai lavori attorno al nostro obiettivo: diminuire i consumi di energia ed i livelli d'inquinamento per puntare ad un'Italia al 100% ad energie rinnovabili e portarla fuori dai combustibili fossili dal 2050.
Abbiamo raccolto spunti, contributi e critiche, cercando di accogliere quelle costruttive e di dare una risposta ferma a quelle frutto di una resistenza al cambiamento. Ma il cambiamento è già in atto. E' scritto nero su bianco nel nostro programma di Governo, nelle azioni dei Comuni che governiamo e negli atti depositati in questi anni in Parlamento e, a tutti i livelli, sul territorio.
Stop a 13 opere inutili.
Ed è proprio dal territorio che ripartiamo, fermando 13 grandi opere inutili dopo averle sottoposte a verifica per dimostrare quanto siano insostenibili sia da un punto di vista economico che ambientale: dalla Tav Torino-Lione al Ponte sullo Stretto di Messina, dalla Pedemontana veneta e lombarda all'autostrada Orte-Mestre. E ancora: dal Terzo Valico dei Giovi alla Bretella Campogalliano-Sassuolo fino al sistema tangenziale di Lucca.
Tutte opere inutili a forte impatto ambientale e con costi altissimi per le tasche dei cittadini che non sono necessarie con il nostro modello di sviluppo sostenibile, che è invece basato su tanti interventi diffusi e mirati, tarati sulle reali esigenze dei territori. Trasparenza e controlli nelle gare d'appalto è, insieme alla sostenibilità ambientale ed economica, l'altro comune denominatore per gestire infrastrutture e concessioni.
Un piano di tanti interventi diffusi e mirati. Ecco la vera grande opera' della mobilità 5stelle: un piano della mobilità collettiva pubblica e privata con maggiori fondi al Traporto Pubblico Locale, almeno 500 milioni di euro l'anno, mobilità ciclistica (dalla realizzazione di ciclovie e percorsi eurovelo alle misure adeguate di sicurezza stradale) e politiche d'incentivi per car sharing, car pooling, mobilità dolce ed elettrica. Già in questi giorni stiamo provando ad inserire alcune di queste proposte in provvedimenti in discussione in Parlamento, come il Decreto fiscale e la Legge di Bilancio, ad esempio con un emendamento per stanziare 50 milioni di euro l'anno dal 2018, per un totale di 150 milioni di euro, per incentivare l'acquisto di auto elettriche e realizzare colonnine di ricarica.
Intermodalità: la bussola per muovere le merci. Il trasporto merci viene spostato dalla gomma al ferro e alle vie d'acqua. Un passaggio che va accompagnato e aiutato con apposite misure di sostegno pubblico già previste come il ferrobonus ed il marebonus.
La bussola per riorganizzare la logistica e i movimenti delle merci è l'intermodalità: tutte le infrastrutture necessarie - Porti, Aeroporti e Stazioni Ferroviarie - devono essere connesse e integrate, creando dei poli logistici e razionalizzando quelle insostenibili, nel rispetto della vocazione dei territori e del servizio di continuità territoriale. Con una rete adeguata d'infrastrutture le nostre imprese possono essere più competitive e le nostre città meno ingolfate da traffico e inquinamento.
Gli stakeholder: alcuni feedback.
Tra gli intervenuti Fulvio Cavallari di Assoaeroporti ha rimarcato "la necessità di puntare sullo sviluppo dell'intermodalità unendo competitività e intermodalità". Edoardo Zanchini di Legambiente "condividendo le linee ispiratrici di questo piano mobilità" ha chiesto "una particolare attenzione sulla questione dei pendolari", mentre per il rappresentante di Oice il nostro programma è "lungimirante perché guarda al lungo periodo". Dino Piacentini di Aniem, l'associazione delle imprese edili e manufatturiere, ha chiesto in tema di trasparenza e controlli "l'istituzione dell'albo dei Commissari di gara".
Commenti (35)
Zampano .
29 novembre 2017 alle ore 09:15Il Parlamento, allo stato attuale, è un opera inutile.
Non si potrebbe sospendere lo stipendio, diciamo, a 2/3 degli onorevoli?
Si risparmierebbero tanti bei soldini...
andrea a44
29 novembre 2017 alle ore 10:13ìl generale lo pagano con questo sproposito perche' deve intervenire con la truppa bastonata nel caso il popolo protesti piu' di tanto contro questo governo del casssso
andrea a44
29 novembre 2017 alle ore 10:20 scusa Zampa. volevo rispondere ad Anto e l'anno messo ate', saluti.
antonnio d.
29 novembre 2017 alle ore 09:35O.T.
Perché un Generale, va in pensione con 462.642 euri/anno?
Non è un pugno in faccia ai lavoratori?
Ah dimenticavo; e ci va a 62 ani (nostri).
terenzio eleuteri
29 novembre 2017 alle ore 10:14In tempo di pace.....MA CHE RESPONSABILITA' HANNO?
guido ligazzolo
29 novembre 2017 alle ore 09:36le riflessioni di questa comunicazione sono semplicemente celestiali per la mia mente: su questo terreno mi riconosco completamente , senza riserva alcuna. Avanti così, perchè la strada è giusta!
viviana vivarelli
29 novembre 2017 alle ore 09:41*POVERI PADRI DELLA PATRIA!
Il Rosatellum è come il gioco delle tre carte. Qualunque carta scegli, vince il banco. Qui, qualunque partito voti, vince l'accozzaglia.
Skalfari: "Ma no. Il Rosatellum va benissimo. Non viola la democrazia. Non è ripugnante come tanti pensano e, nelle circostanze pressanti in cui ha dovuto essere varato, non credo ci fossero molte alternative. Del resto la democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano né lo farà mai, è giusto che la sovranità sia affidata a pochi che operano e decidono nell'interesse dei molti. Non deve comandare il popolo, deve comandare una oligarchia. E' sempre stato così; l'oligarchia è la classe dirigente, a tutti i livelli e in tutte le epoche."
Non gli passa nemmeno per la testa che le oligarchie uccidano le democrazie, che il mondo va male proprio per questo, che l'oligarchia nei fatti è non è il governo di pochi per l'interesse di molti ma 'il governo di pochi per l'interesse di pochi'. Dice che di fatto è sempre così ma se una cosa è una aberrazione storica, non significa appoggiarla e perpetuarla.
Scrive Parthenon; "Oggi, nel mondo occidentale colonizzato le oligarchie tengono sequestrate le democrazie. In Italia, dove la democrazia nemmeno esiste, il capo del governo non è stato eletto democraticamente. A sua volta, queste oligarchie dominanti sono comodamente comandate dall'impero occidentale (militari, corporazioni e finanza). Così, la democrazia è diventata l'oligarchia e l'oligarchia è diventata la democrazia. Ma è un abbaglio colossale"
viviana vivarelli
29 novembre 2017 alle ore 09:42CONTRO TUTTI GLI SCALFARI CHE VOGLIONO UCCIDERE LA DEMOCRAZIA
Panzirotti: "L'oligarchia è il governo di un gruppo ristretto, magari nominalmente eletto con suffragio universale ma che, tramite trucchi elettorali e leggi di comodo, è di fatto autonominato, autoperpetuante, espressione reale solo di una minoranza dell'elettorato, la quale finisce per ergersi a classe o casta per fare sopratutto i propri interessi e quelli del proprio privilegiato e tendenzialmente parassitario ceto socio-economico, non è l' interesse generale e, men che meno, l'interesse dei più bisognosi."
Chissà cosa ne penseranno De Gasperi, Pertini, Nenni, Togliatti, Di Vittorio, Calamandrei, Fanfani, Sturzo, Spaventa, Gramsci, Saragat, Terracini, Basso e tanti altri di tutti gli schieramenti politici che hanno scritto la costituzione?
Angelo Polizzotto
29 novembre 2017 alle ore 09:48Fermate la Brescia Padova
viviana vivarelli
29 novembre 2017 alle ore 09:51Valentino Parlato
Siamo arrivati al punto da ritenere malfattori quelli che si occupano di politica? Al punto che dire: «tu sei un politico» è un insulto? Quindi, basta anche con la democrazia che significa "governo del popolo"? Meglio il governo di pochi o di uno solo, come dice Scalfari.
Il governo di pochi si chiama "oligarchia", che già a scuola ci insegnavano che è una brutta cosa. Dire che un personaggio era un "oligarca" non era proprio un complimento. Ma ora anche Eugenio Scalfari ci spiega che sbagliamo: «Il primo errore scrive - riguarda proprio la contrapposizione tra oligarchia e democrazia: l'oligarchia è la sola forma di democrazia». (dice anche che il popolo sarebbe meglio che non votasse)
Questo inatteso innamoramento per l'oligarchia (e magari anche per il sultanato di Berlusconi o Renzi) stupisce e preoccupa ed è contro tutto quello che avevamo imparato a scuola.
Preso dal dubbio sono andato a leggere la voce "oligarchia" nell'enciclopedia Treccani: «Caratteristica dell'oligarchia è l'esclusione di notevole parte dei liberi, spesso la maggioranza, dal pieno godimento dei diritti politici e la menomazione conseguente della dignità individuale, dei diritti e della libertà stessa degli esclusi dal potere».
Ma Treccani a parte, resta il fatto che tra democrazia (governo del popolo) e oligarchia (governo di pochi) c'è una bella differenza che Scalfari non può cancellare, come noi non possiamo ignorare che l'identificazione di democrazia e oligarchia è una deriva della finanziarizzazione e globalizzazione del capitalismo di questi nostri tempi.
viviana vivarelli
29 novembre 2017 alle ore 09:53Harry Haller
...c'è una parte sana del Paese, una parte reattiva e pensante che non si fa infinocchiare dall'ultimo colore o l'ultimo travestimento del Potere: nel M5S c'è questo Paese, ed è per questo che fa tanta paura a tutti, dal Nano a quelli che lo avversavano ed ora gli si consegnano perché in fondo, sono sempre stati culo e camicia, il riflesso dell'uno sull'altro: non riescono a capacitarsi di come stiamo ancora qui nonostante la Propaganda micidiale delle reti TV e dei giornali, di come testardamente il M5S si rifiuti di "contrattare", di scendere all'infimo livello etico e morale accettato ormai come normale pratica e dialettica politica; sono morti, morti nel cuore e nell'anima di chi ha patito le loro sciagurate ed interessate scelte ed in quelli che non credono più a niente e nessuno proprio per colpa loro: dovrebbero capire che sono finiti, e che il potere che esercitano e che si regge solo sulla menzogna ed all'attaccamento ai privilegi di cui immeritatamente godono, sta per finire, ma così accecati ed ingordi, incapaci di ammettere il proprio fallimento, trascineranno solo l'agonia del Paese, lasciando dietro sé rovine che dio solo sa come potremo rimuovere: che i prostituti e le prostitute di Regime, sappiano regolarsi per tempo......
Patty Ghera
29 novembre 2017 alle ore 10:39LA "SINISTRA" ACCOGLIENZA 1^ Parte
di Antonio Socci
E' curioso lo slancio umanitario che ha colto d'improvviso la Sinistra italiana di fronte all'inedita marea migratoria di questi mesi. Perché storicamente non ha proprio le carte in regola in tema di "accoglienza".
Su queste colonne più volte è stato ricordato l'atteggiamento comunista nei confronti dei profughi di Istria e Dalmazia, nel dopoguerra.
La vicenda quasi assente dalla storiografia ufficiale riguarda 300 mila profughi italiani che dovettero fuggire dalle loro case, dalla terra dei loro padri, perdendo tutto.
Verso di loro che scappavano dal comunismo titino avevamo un doppio dovere di accoglienza e di solidarietà perché erano italiani e pagavano loro per tutti noi, per la guerra persa.
Eppure la sinistra comunista non accolse questi nostri connazionali come fratelli, ma come avversari, con manifestazioni ostili, insulti e sputi. Una vergogna.
C'è poi un'altra vicenda, più vicina nel tempo, che io stesso ricordo di aver vissuto personalmente: la tragedia dei cosiddetti "boat people" vietnamiti e cambogiani che scappavano dal "paradiso comunista" fra il 1975 e il 1980.
La Sinistra italiana, dal '68, per anni aveva manifestato nelle piazze in favore dei Vietcong e della guerriglia comunista indocinese. Quando costoro trionfarono in Vietnam e in Cambogia, imponendo la loro disumana tirannia, centinaia di migliaia di disperati scapparono dai "liberatori" comunisti o via terra o sulle barche. Molti finirono annegati, ammazzati dai pirati o mangiati dagli squali. Ci furono anche tanti bambini tra le vittime.
Secondo il professor Le Van Mao (d'origine vietnamita, docente alla Concordia University di Montreall e responsabile del canadese 'Programma di patronato dei rifugiati vietnamiti') i profughi morti in mare furono "almeno trecentomila".
Patty Ghera
29 novembre 2017 alle ore 10:412 Parte
Alcuni dei fuggitivi furono salvati, fra l'altro, anche da tre navi della Marina militare italiana spedite là dal governo Andreotti: in Italia furono assistiti e ospitati dal volontariato cattolico circa 3.500 profughi.
Non erano migranti economici, come la gran parte di quelli di oggi, ma erano profughi che fuggivano da dittature sanguinarie e dalla morte, quindi avevano uno status internazionale che dava loro il diritto di essere accolti. Inoltre erano anche un numero molto esiguo e non creavano alcun rischio. Il costo economico per l'Italia era trascurabile, perlopiù sostenuto dalla Chiesa. Ma ciò non bastò per attirare su di loro la simpatia e l'accoglienza della Sinistra che di fronte alla loro tragedia avrebbe dovuto fare un'autocritica troppo spietata e devastante.
Io, che a quel tempo ero un giovane studente cattolico e mi impegnavo nell'opera di accoglienza coordinata dalla Caritas, ricordo ancora bene gli insulti e gli sputi che nelle piazze ci prendevamo dai compagni, quando distribuivamo volantini in quelle stesse piazze dove per anni si era manifestato a sostegno dei tiranni comunisti (indocinesi e non solo).
A quel tempo, a far conoscere gli orrori del comunismo indocinese come ricorda padre Piero Gheddo "si veniva bollati, come minimo, da provocatori finanziati dalla Cia' ".
Sugli esuli intellettuali stessa storia. Nel 1974 era uscito "Arcipelago Gulag" di Solzenicyn (che venne subito esiliato dal regime). Fu una bomba in tutto il mondo, ma da noi la cultura, ovviamente allineata a Sinistra, accolse quel libro "con freddezza, magari" ha scritto Pigi Battista "accompagnando la gelida accoglienza con la divulgazione (come è accaduto) della leggenda nera di un Solzenicyn nientemeno che al soldo del dittatore Pinochet".
Patty Ghera
29 novembre 2017 alle ore 10:42Fine
In seguito al caso Solzenicyn nel 1977 Carlo Ripa di Meana in armonia col nuovo Psi di Craxi organizzò a Venezia la "Biennale del dissenso" dove furono invitati gli intellettuali perseguitati dei paesi comunisti che vivevano esuli.
Successe il finimondo (la Cgil arrivò a organizzare uno sciopero contro la Biennale). Hanno rievocato quei fatti Gabriella Mecucci e Ripa di Meana nel libro "L'ordine di Mosca: fermate la Biennale del dissenso".
Eppure c'era il Pci di Berlinguer e si parlava di eurocomunismo. Ma gli esuli dell'Est, gli intellettuali perseguitati, erano molto sgraditi. Accoglienza, questa sconosciuta.
Pancrazio Di Bennardo
29 novembre 2017 alle ore 10:52Quì, su questo argomento, su alcune cose sono d'accordo su altre no. Le cosiddette "Grandi Opere" in qualche caso sono necessarie per uno sviluppo nuovo che possa portare nuove occasioni di integrazione. Il Ponte sullo stretto di Messina è necessario per dare all'agricoltura siciliana, quelle occasioni mancate da decenni che stanno favorendo i paesi africani del mediterraneo oltre al fatto che si toglie lo strapotere economico ai "Traghetti" di "Genovese", inquinanti e costosissimi per i siciliani e per chi fa turismo verso la Sicilia ... Argomento da trattare "Seriamente" se si vuole togliere la Sicilia dall'arretratezza strutturale in molti settori economici dell'isola. Lo sviluppo "ferrato" delle merci da e per la Sicilia (5 milioni di abitanti di cui molti giovani scappano per mancanza di lavoro e di opportunità), passa da una velocizzazione dei trasporti merci ferroviari, oggi annullata da FS, un vagone di "Arance Siciliane mette una settimana per arrivare a Milano, figuratevi in Germania che non compra più, ma in Spagna che, però vengono "sottobanco" dal Marocco a prezzi stracciati, proprio perchè arrivano in buono stato, mentre le siciliane vengono sradicate perchè non commercializzabili ... arrivavano in Germania fradice ed immangiabili. Questo è il vero problema della Sicilia. Se poi ci mettiamo i "costi", altissimi, per turisti e residenti nei trasporti veloci (Aereo e traghetti), costa più fare Milano-Catania che Milano-Miami ... Beh allora continuiamo a parlare di "isolamento ed arretratezza" per la Sicilia, non mi si venga a dire che non sapete in che condizioni siamo con autostrade, ferrovie e porti in Sicilia, e non servirebbe potenziare questi servizi, nell'isola, se non c'è sbocco con l'esterno. Resterebbe sempre una scatola vuota. Quindi non parlate di cose che non avete approfondito ma discutete di vero sviluppo attento e rispettoso di tutti i fattori, in altre parti del Mondo queste cose si fanno con "CRITERIO" ed obiettività, senza demagogia.
Alessandro L.
29 novembre 2017 alle ore 11:19Appunto, non facciamo demagogia. Mi sembra assurdo costruire una autostrada a cinque corsie se poi, all'uscita, dobbiamo passare per un solo casello o infilarci in un'unica corsia.
Mi sembra assurdo costruire il ponte sullo stretto se poi la viabilità, in Sicilia, è quella che è ( e crollano i ponti ).
Sistemiamo prima quello che c'è e poi pensiamo in grande.
giuseppe spadaro
29 novembre 2017 alle ore 13:13e no Pancrazio la storia del ponte lasciala a chi ancora sogna che gli asini volano. La Sicilia è quello che è non per il ponte mancante ma per la classe dirigente che ha da sempre. Colpa sua e non sarà la favola del ponte ad avvicinarla all'europa.
ps
le merci viaggiano molto sugli aerei e per quanto riguarda i traghetti ..halo caro..dai va
Pancrazio Di Bennardo
29 novembre 2017 alle ore 15:08Quello che dite voi è esattamente quello che vuole la mafia dei Traghetti di Genovese e compagnia mentre lo Stato sta a guardare i privati imparentati con i "Poteri forti" che si riempiono le tasche, quella feudale quella che ha criticato la "Trazzera Regia" fatta costruire dal M5S dopo il crollo del ponte sulla A19. A che serve spendere per ammodernare la Sicilia se poi è tutto inutile. La mafia si distrugge con il controllo del paese non col disinteresse ed è quello che è come pensate voi. il futuro si costruisce anche con ammodernamenti che sono il domani ed è compito della politica saper "Programmare quello di cui non avete capito gli sviluppi, mentre gli altri paesi del mondo vanno a cercare in Africa, come la Cina, fonti di sviluppo, noi importiamo la gente che scappa da quei posti. Il Business non è quello che facciamo noi italiani ma quello che fanno gli altri. La decadenza della civiltà occidentale sta proprio nel non avere idee nuove e fossilizzarsi nel presente. Noi non costruiamo centrali nucleari ma importiamo dalla Francia, a caro prezzo, l'energia nucleare. Dietro casa nostra abbiamo il pericolo ma lo nascondiamo sotto il tappeto. Ecco perchè dico che le cose vanno studiate con una approfondita valutazione, tenendo presente tutti i fattori, non facendo demagogia: Non costruiamo il ponte perchè mancano le strade e le ferrovie in Sicilia ma, a mio parere, se si costruisce il Ponte è conseguenziale tutto il resto. Questo è il compito della "P"olitica che sa capire il futuro, noi non abbiamo queste capacità e così non capiremo mai. I grandi personaggi che hanno fatto "Storia" erano peri per folli, dai loro contemporanei, poi invece hanno creato il Progresso, mentre le "Società" ancorate al passato, pascolano le pecore come tre mila anni fa, certo il progresso bisogna saperlo gestire ma, non negando ma ragionando con lungimiranza ed attenzione a tutti i suoi risvolti ... Da quello che ho letto nelle vostre risposte, non ho visto "Valutazioni obiettive" ...
Lellina
29 novembre 2017 alle ore 11:08Spero che abbiate considerato anche la GRONDA DI GENOVA,sono col Movimento dal lontano 2007,ma se quest'"opera" travolgerà me,i miei familiari,il mio mondo e la mia casa,di fatto tutta la mia vita-nulla avrà più importanza per me,tanto meno il voto o l'interessamento che ho sempre avuto verso qualsiasi causa.
Enrico Pietrelli
29 novembre 2017 alle ore 11:28LATINA- Altra opera inutile è l'autostrada nuova Latina-Roma e quella giusta Valmontone-Latina perchè gli ingorghi che si verificano fra Latina e il GRA (gran raccordo anulare) sono dovuti in gran parte al traffico che poi prosegue verso nord o verso est. Allora basterebbe fare quella Valmontone Latina allacciandosi all'attuale autostrada Roma Napoli, senza fare quella Latina Roma riducendo forse il 50%di mezzi che tutti i giorni ingolfano l'attuale sr 148 pontina.
oreste ..
29 novembre 2017 alle ore 12:11OT per i NAVIGANTI
Quando vedo scrivere..." ma è vero che il m5s...." e li giù, quanto letto sia on-line che sulla carta da culo dei quotidiani.... falsità,senza andare direttamente alla fonte delle notizie,mi incazzo.
Ma possibile che non abbiate ancora capito che siamo in GUERRA!!!!!!
E quando si è in guerra ogni mezzo è lecito pur di vincere.
Ma vi siete chiesti come mai la "carta da culo" si è messa in rete?
Perchè anche in rete(strumento)si concretizza il "sistema".
Ma perchè pensavate che la rete fosse esclusiva del Movimento?
No.... di esclusivo c'è solo la verità per i cittadino.
In rete perchè la carta da culo sta scomparendo...chiedete ai vostri edicolanti come butta!
Poi su tutto svetta il rincoglionimento della TV!
A chi è in mano la TV?
Agli industriali che vivono di pubblicità e di finanziamenti pubblici e nonostante qualche rara apparizione dei nostri portavoce,noi telespettatori non facciamo altro che aumentare l'odiens del canale.
Aveva ragione Beppe,fuori dalla TV,non comprate i giornali e rimanete in rete.
Guardatevi i filmati del trenino quando arriva alle stazioni....ciuf...ciuf...e poi chiedetevi perchè si vedono certe reazioni!
Vincenzo .
29 novembre 2017 alle ore 12:16Movimento 5 stelle al governo.
elio d'annunzio
29 novembre 2017 alle ore 12:17mi sembrano delle buone proposte
le condivido
con i soldi risparmiati evitando le grandi opere inutili per la collettivita ' si possono finanziare le piccole e diffuse operazioni per rimediare al gravissimo dissesto idrogeologico e così dare lavoro alla gente del posto in tutta Italia, e non vagonate di soldi pubblici ai pochi soliti amici degli amici come è sempre avvenuto con le grandi opere
enzo v.
29 novembre 2017 alle ore 12:29Mi aspetto qualcosa di più sui treni regionali per pendolari. Viaggiano in condizioni schifose, arrivano in ritardo con quel che ne consegue per le loro vite private come per la collettività, tolgono col loro "sacrificio" migliaia di automobili dalle strade... Molti degli interventi necessari sarebbero per giunta a costo ridotto essendo di tipo organizzativo, tipo orari , coincidenze che loro saprebbero fare meglio dei dirigenti di FS. Intanto in germania, in bassa sassonia da quest'anno si viaggia su treni a idrogeno
antonnio d.
29 novembre 2017 alle ore 12:40L'economia del Vietnam, dati statistici, rapporto economico.
Prodotto Interno Lordo (PIL): 202,62 Miliardi di Dollari (USD)
Tasso di crescita economica: 6.5 %
Inflazione: 3,35%
Disoccupazione: 2,09%
Popolazione Totale: 92.700.000
Popolazione Lavorativa: 76.600.00
Tassazione: Imprese 20% - Individuali 35%
Debito Estero: 21.699 Milioni di Dollari (USD)
Debito interno: 62,4% del PIL
Nonostante il Vostro NAPALM.
CARLO A.
29 novembre 2017 alle ore 12:56Sarà anche vero che non serve una autostrada da Orte a Mestre, ma serve che la Orte-Ravenna e la Romea (Ravenna-Mestre) siano prima di tutto rese decenti (sono eternamente in manutenzione ed in condizioni disastrose - una vergogna)e poi migliorate per evitare tutte le strozzature determinate dai paesi e paesetti sulla Romea. Paesi e paesetti che, consorziati, sfruttano gli automobilisti con limiti di velocità improvvisi ed imprevedibili ed autovelox messi lì non per rendere il traffico sicuro ma per taglieggiare il passante. Una vergogna nella vergogna.
CARLO A.
29 novembre 2017 alle ore 13:02P.S.: vi ricordate Troisi e Benigni in "non ci resta che piangere"? Ecco i comuni sulla Romea sembrano i contadi del film che turlupinavano "un fiorino" ad ogni passante e ad ogni passaggio da contado a contado. Oggi, sulla Romea, avviene lo stesso per gli automobilisti da comune a comune..
D'inverno si possono taglieggiare camionisti e viandanti, d'estate i turisti italiani e stranieri. Una pacchia, soldi a gogo, .....
Sebastiano Chighini
29 novembre 2017 alle ore 16:22volevo segnalare la cura di tutti gli aspetti burocratici, che riguardano gli appalti, che riguardano le manutenzioni, che riguardano la intermodalità, tra ferrovia strade e porti. ma sopratutto vorrei ricordavi la gestione delle strade provinciali, qui in sardegna è un disastro. presto quando gli incidenti saranno ormai più numerosi di quelli già ora numerosi. partiranno le cause e quando qualcuno, finirà nella rete, parlo dei responsabili, allora forse qualcuno si deciderà ad intervenire.
Lorenzo Accornero
30 novembre 2017 alle ore 14:53Qualcuno potrebbe per favore,spiegarmi l'utilità della Bre.Be.Mi?
FABRIZIO P.
30 novembre 2017 alle ore 18:32in sostanza ...a questi ..del governo ...interessa foraggiare i soliti noti ...appprposito della rottamazione ...
Stefano Rossetti
1 dicembre 2017 alle ore 15:23https://www.iene.mediaset.it/video/9-mila-metri-cubi-di-gpl-fuori-controllo_10879.shtml
Questo è il link della puntata delle "Iene" su il deposito GPL in costruzione a Chioggia.
Chioggia è un comune amministrato dai 5 Stelle.
Confido in una forte campagna anti-deposito sponsorizzata dal Blog e da tutto il Movimento.
Grazie per l'attenzione.
errico
1 dicembre 2017 alle ore 15:54a proposito dell'abbassamento delle tasse la benzina e arrivata a 1,60 a litro forse stiamo pagando il salvataggio delle banche?o ci stanno prendendo per i fondelli?
Giovanni Velato
3 dicembre 2017 alle ore 20:20Speravo vivamente che il M5S si fosse "liberato" di tanti luoghi comuni sulla mobilità, ma vedo che si continua ad insistere su una visione molto romantica e superficiale. Dal punto di vista politico non riesco ancora a capire come non ci si è accorti che la manovra di affossamento della Mobilità Elettrica metta a serio rischio la possibilità di auspicare un passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.
Una strategia politica non può svilupparsi sul recepire acriticamente il pensiero di altre organizzazioni che scorrazzano nel mondo della sensibilità ambientale a caccia di finanziamenti. Ne è la riprova che i temi e le soluzioni sono presi di sana pianta dai decreti come il PNIRE e il SEN 2017 che sono espressioni di enormi conflitti d'interesse ma che hanno il pregio di veicolare finanziamenti. Non mi sembra un buon modo di pensare alle azioni di un futuro governo.
rosikolo 22
5 dicembre 2017 alle ore 16:02Caro Beppe, questo post è una contraddizione totale.
Lei parla di una bussola, "Intermodalità: la bussola per muovere le merci. Il trasporto merci viene spostato dalla gomma al ferro e alle vie d'acqua. Un passaggio che va accompagnato e aiutato con apposite misure di sostegno pubblico già previste come il ferrobonus ed il marebonus."
E poi mi fa il NOTAV? E poi vuole annullare tutte le infrastrutture per velocizzare il trasporto su rotaia? E come le passa le montagne su ferro? Con i treni a vapore? Con due motrici? E perchè investire in un sistema di trasporto che, per le ragioni per le quali critica la TAV, definisce arcaico ed inutile?
Cari Saluti.
angelica nieri
10 marzo 2019 alle ore 03:05Meno male ieri a Lucca le testate locali titolavano "Assi viari, 1.084 i proprietari da espropriare: tutti i nomi". Quando l'ho letto ho pensato: -"Povera gente almeno fosse la giusta soluzione! Quanti soldi buttati in inquinamento!"
