
Le nostre quote tonno alla Turchia: l'ultimo voltafaccia dell'Unione europea
22 novembre 2017 alle ore 10:17•di Rosa D'Amato
di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
Dopo l'Ema arriva un nuovo voltafaccia dell'Unione europea? È in corso in Marocco l'incontro annuale dell'Iccat, che deciderà le quote di pesca del tonno rosso. Sul tavolo dei negoziatori c'è una quota europea da concedere alla Turchia che in Europa non è. Vogliono sottrarre quote pesca agli italiani per darle ai turchi. L'Italia batta una volta tanto i pugni e cerchi di ottenere la giusta quota per i suoi pescatori. Dicendo 'no' alla quota turca e, soprattutto, aprendo finalmente la porta alla piccola pesca.
Quest'anno è previsto un aumento delle quote tonno, dalle 23.500 tonnellate attuali alle 36.000 per il triennio 2018-2020. Si passerebbe così a una fase di gestione della risorsa ittica. Tuttavia, è inaccettabile che la pesca del tonno in Italia sia affidata quasi in toto a 15 grandi imprese, il cui impatto sull'ambiente marino è, tra l'altro, una delle problematiche mai risolte del nostro mare. La piccola pesca è una risorsa economica e sociale del nostro Paese, una risorsa ecosostenibile e un patrimonio di tradizioni da tutelare. Concedere loro una parte delle quote non basta: occorre anche risolvere il problema delle licenze, che di fatto impedisce a queste imbarcazioni di avere le attrezzature necessarie per pescare il tonno. Il governo si svegli.
Il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle ha portato il caso in Commissione Pesca al Parlamento europeo. Abbiamo chiesto alla collega che rappresenterà la nostra istituzione in Marocco di far valere le ragioni della piccola pesca. Sulla Turchia, trovo inaccettabile che la Commissione europea voglia concedere ad Ankara una parte della quota che spetta ai paesi Ue. Non vorrei che dietro ci fosse il tentativo di spingere la Turchia ad applicare l'accordo sui migranti. Se fosse così, sarebbe l'ennesima vergogna di un governo italiano che in Europa non si fa rispettare.
Commenti (11)
Veronica2
22 novembre 2017 alle ore 11:14Bisognerebbe che questo articolo lo leggessero i pescatori siciliani, che si stracciano le vesti per non riuscire più a pescare. Il m5s, Cancelleri, aveva delle soluzioni a questi problemi, ma i siciliani hanno preferito Musumeci.
Il problema è a livello europeo, dove Berlusca, il pd, la Lega, hanno mandato cantanti, veline, trombati e assenteisti (come Salv ini), così gli altri stati si sono fatti i fatti loro, a danno dei beota italiani.
rosella d.
25 novembre 2017 alle ore 20:07Penso che la Turchia, con la questione dei campi profughi, e la minaccia di aprire le frontiere e mandarceli in Europa e quindi da NOI, ci tenga sotto ricatto.
Clesippo Geganio
22 novembre 2017 alle ore 11:42in UE non contiamo una ceppa di lippa, la politica che governa l'Italia non è credibile nei consessi internazionali, incapaci di fare gli interessi nazionali perché dediti agli interessi di partito e personali, l'esempio lo abbiamo avuto con la FIGC dove gli interessi dei club professionisti e dilettanti quindi società private hanno sovrastato gli interessi nazionali.
Siamo un popolo disgregato una nazione a brandelli che viene dilaniata da famelici stranieri che si appropriano delle nostre ricchezze comprandole a prezzi di fallimento.
Orazio M
22 novembre 2017 alle ore 12:01Ma la turchia si affaccia ampiamente sul mar mediterraneo e dunque perche' non potrebbe pescare tonno rosso come tutte le altre nazione bagnate dal mediterraneo?....non capisco!....il mar mediterraneo e' di esclusiva proprieta' della UE?....
undefined
22 novembre 2017 alle ore 12:39Io sono dalla parte dei pescatori,però c'è bisogno di nuove regole... conosco bene la situazione in Sicilia...quote ai pescatori e niente Turchia!!!!.... però basta con le cooperative...un po' di tasse le paghino anche loro...giustamente.. Mauro
sebastiano b.
22 novembre 2017 alle ore 13:34Buongiorno
Ci vogliono estinguere questa è la verità, troppi attacchi e da ogni lato, una volta partivano RE in testa per andare ad invadere, assediare e impossessarsi di territori... oggi è uguale la tattica è cambiata, un'assedio economico, restrinzioni, sanzioni e imposizioni assurde cosa fanno? distruggono e si arriverà a svendere tutto al migliore offerente. Se non si cambia Politica ADDIO ITALIA, Italiani con la Politica attuale andremo incontro a tutto ciò fermiamoli con il voto, unico e ultimo strumento di Democrazia.
flavio guglielmetto mugion
22 novembre 2017 alle ore 13:48LA SICILIA E I SUOI TONNI SE LI VEDA MUSUMECI.
Amedeo De Francisci
22 novembre 2017 alle ore 19:17Siamo alle solite calimero! Tutti fanno così perchè sono piccolo e nero. Forse non la conoscete la vecchia pubblicità di ava bucato. In realtà siamo insignificanti,non contiamo niente e governati dai rossi,anzi dai centristi,dal centrodestra,dal centrosinistra,ovvero da un'accozzaglia di partiti. Non contiamo niente in Europa? Sbagliato!
Non contiamo niente nel mondo!
sergio boscariol
23 novembre 2017 alle ore 00:41certo che spartirsi cio'che rimane dopo il passaggio della flotta giapponese e' come dei cani affamati che si sbranano per prendersi un boccone!!!
vito leccese
24 novembre 2017 alle ore 10:17Pare che la Turchia voglia entrare a far parte nel programma mondiale per la tutela del Tonno Rosso iscrivendosi all'ICCAT, è da capire invece perché la sua quota deve essere sottratta a quella Europa
rosella d.
25 novembre 2017 alle ore 20:13Penso che la Turchia, che non fa parte dell'Europa ma ha i campi profughi, con la minaccia di aprire le frontiere e mandarceli QUI, anche da NOI in massa, ci tenga sotto ricatto.
Sbaglierò ?
