
Imprese, Governo glissa su obbligo etichetta Made in Italy
14 novembre 2017 alle ore 17:05•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Il Governo glissa sull'obbligo di indicare l'origine dei prodotti in etichetta omettendo di dire quali azioni concrete intenda adottare, anche nelle opportune sedi Ue, e limitandosi a ripercorrere la cronistoria dell'impegno dell'Italia in Europa, ad oggi fallimentare nonostante nel 2014 durante il Governo Renzi l'Italia abbia avuto la presidenza del Consiglio 'Competitività' conclusasi con un nulla di fatto.
Di fatto il ministro Calenda non ci ha detto come vuole agire. Già tre settimane fa avevo proposto di convocare a Roma gli 'Stati Generali del Made in' invitando a Roma quei Paesi Ue che sono favorevoli al Made in obbligatorio, in modo da far pressione a Bruxelles anche attivando un'unione rafforzata come proposto da una nostra risoluzione approvata dal Governo. In particolare occorre puntare immediatamente almeno modificare il Codice doganale europeo affinché importatori e fabbricanti si facciano carico dell'etichetta obbligatoria, e ad avviare una discussione su una proposta di compromesso per introdurre almeno in via sperimentale l'etichettatura obbligatoria, per un periodo limitato di tre anni, in cinque settori manifatturieri (calzature, tessile abbigliamento, ceramica, legno arredo e oreficeria), ovvero quei comparti che trarrebbero più vantaggi dall'introduzione del 'made in' obbligatorio. Chiediamo che su questo tema il Governo intervenga prima della fine della Legislatura perché ne va del futuro delle nostre imprese.
Commenti (13)
giuseppe belotti
14 novembre 2017 alle ore 11:47Ancora una volta i politici del governo italiano ci hanno raccontato delle "balle"?
Credo che si potrebbe fare una etichetta del made dei "prodotti" di origine italiana, garantiti e sicuri, con le foto dei ministri Calenda e Martina.
BEPPE
umberto maggetti
14 novembre 2017 alle ore 12:15semplicemente questo "non puo'" accadere, è una posizione totalmente inaccettabile e merita una divulgazione molto piu' ampia di questo post
antonella grazia meriello
14 novembre 2017 alle ore 12:31Aggiugerei il made in Italy ai prodotti ALIMENTARI...NE ABBIAMO DA VENDERE. nell'articolo non é menzionato
terenzio eleuteri
14 novembre 2017 alle ore 12:43PENSATE AD UNA DISTRAZIONE O ALLA PRESSIONE DI TUTTI i commercianti che "nel dubbio" hanno un mercato più lucroso. SIAMO IN BOCCA ALLE IENE......quelle che te se magnano e non quelle che vanno scovando le cose storte !
Rocco
14 novembre 2017 alle ore 14:42Il problema non è inventare l'acqua calda (l'etichetta) ma controllare che effettivamente sia cosi !
Vincenzo A.
14 novembre 2017 alle ore 15:29Oltre alle categorie citate nell'articolo, l'etichettatura va estesa ai prodotti alimentari,
ho scoperto dopo anni che mi nutro di miele,
CHE MI SONO MANGIATO CHILI DI MIELE PROVENIENTE DALL'ESTERO MA COSA PIù GRAVE , MIELE SINTETICO
Come dice l'amico sopra , bisogna essere rigidi nei controlli, è inutile affidarci al senso etico dei commercianti o produttori , a loro interessa solo il guadagno.
Biagio C.
14 novembre 2017 alle ore 16:11Ovvio. Così i cinesi gongolano... Traditori. E questi erano gli "innovatori" che avevano "inventato" l'euro per "contrastare l'avanzata delle economie orientali"...
Nando Meliconi (in arte "l'americano")
14 novembre 2017 alle ore 16:11IMPRESE, GOVERNO GLISSA SU OBBLIGO ETICHETTA MADE IN ITALY.
Non deve essere un Post di riempimento questo, il Made in Italy potrebbe essere davvero il nostro rilancio, ma il Made in Italy vero, non quello che, "basta un solo passaggio produttivo in Italia" per essere marchiato Made in.
Vogliamo rilanciare i nostri prodotti?
Allora investiamo sul prodotto fatto "interamente" in Italia, quello che ha il sapore di un vero prodotto italiano, quello che il mondo ama, non uno schifo fatto in giro per il mondo o con prodotti da chi sa quale parte!
Però in tutto questo c'è da capire una cosa, per il "vero" Made in Italy, c'è da spendere, e questo non tutti gli italiani possono permetterselo, come il "Bio", bio un caxxo, pe' magnà bio ce devi avè li sòrdi!
Come pe' fatte l'impianto Fotovoltaico da solo, pe' prima cosa ce lo devi avè un tetto!
Mo ve regalo un pensiero:
NON È DIFFICILE FARE UN PRODOTTO ECCELLENTE, IL DIFFICILE È VENDERLO!
Mo ve ne regalo n'altro:
VENDIAMO AL MONDO LE NOSTRE ECCELLENZE.
Se in Italia non tutti hanno la possibilità di comprare un buon prodotto, a chi lo provi a vende?
Ecco, la nostra politica a quello dovrebbe pensare, prima a "imporre" il "100% Made in Italy", poi a creare una rete di vendita in tutti i paesi del mondo.
I turisti che passano da mio negozio, la prima cosa che chiedono è:
Scarpe italiane?
Vendo scarpe, e vendo scarpe italiane fatte all'estero, o con passaggi produttivi dove la mano d'opera costa meno.
In 15'anni ho visto aziende storiche chiuse o smembrate, ho visto invadere il mercato da prodotti fatti a caxxo e con materiali da schifo, magari con un "marchietto" ben pubblicizzato, ho visto sparire la mano dell'artigianato italiano dalle scarpe.
Le scarpe sono un'eccellenza italiana nel mondo.
VENDO SCARPE, MA PENSIERI E IDEE LI REGALO.
Arrivederci e grazie, graziella e grazie ar...
Nando da Roma
Alberto O.
14 novembre 2017 alle ore 17:05L'Unione Eurocratica, si sa, è germanocentrica.
Ai paesi esportatori, come la Germania, non conviene che i loro prodotti vengano troppo riconosciuti, perché i consumatori dei paesi in deficit di bilancia dei pagamenti, come l'Italia, potrebbero prima o poi decidere di boicottare le importazioni.
Io stesso quando posso, preferisco comperare prodotti italiani. Inoltre, soprattutto nel settore agroalimentare, l'italiano preferisce i prodotti locali. Ecco la necessità, per i massoni dell'oligarchia eurocratica, di eliminare il marchio di origine. Non è una novità di oggi, o di questi mesi; la cosa è in progetto da diversi anni.
Fuori dall'Unione Europea il più presto possibile.
Il Movimento Cinque Stelle deve avere il coraggio di parlare di Italexit.
sebastiano b.
14 novembre 2017 alle ore 17:52Buonasera
L'Unione Europea lancia l'input di GENERALIZZARE e il caro governo attuale risponde: SIGNORSI'
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA...
antonio g
14 novembre 2017 alle ore 20:06ma guardate che il concetto del "made in Italy" era già stato superato da un po' di anni a mano di uno degli ultimi governi Berlusconi: praticamente per poter metterci la tanto ambita etichetta basta che "almeno una fase del processo di produzione avvenga in Italia". Cioè se io faccio produrre le scarpe all'estero e poi ci metto solo i lacci in Italia il prodotto diventa un MADE IN ITALY! Correggetemi se sbaglio. Per cui se è così di cosa state discutendo? Non fatevi prendere in giro!
Paolo Z.
14 novembre 2017 alle ore 21:46Il post è bello, ma la foto no.
...o forse non sapete che la Campania è la regina delle contraffazioni, dalle borse ai bolli, sino ai pantaloni...
I vari TG, ogni giorno ci informano che in Campania è successo qualcosa, sempre, e è nelle cronache dell'Italia. Pertanto il prodotto falso fatto in Campania, è più che legittimo mede in Italy.
Paolo TV
Paolo Z.
14 novembre 2017 alle ore 22:08Il candidato pentastellato alle regionali siciliane, La Gaipa, arrestato, è sotto tiro dagli attivisti.
Si, si è macchiato, forse.
Ma a me un po' fa pena.
In quelle province, la camera dell'albergo costa meno di Roma o Cremona, e la qualità per l'ospite deve essere uguale, anzi, in Sicilia si mangia meglio che a Cremona! E spesso, ho sentito, c'è una imposta da pagare per essere tranquilli.
Dove si può risparmiare?
E' semplice, per un disoccupato che spera che lo stato gli dia soldi, e non ha rischi, additare.
Forse se era in Danimarca, dove le tasse sono addirittura più alte, La Gaipa pagava, perchè quasi tutti i danesi pagano, inverso dei siciliani.
Forse è meglio candidare solo chi non ha mai fatto qualcosa.
Paolo TV
