
Fermiamo le multinazionali di caffè e cacao che sfruttano il lavoro minorile
20 novembre 2017 alle ore 14:47•di Ignazio Corrao
di Ignazio Corrao, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa
Oggi è la Giornata Mondiale dell'Infanzia. Insieme a più di 30 deputati europei, ho presentato una interrogazione alla Commissione europea per "porre fine allo sfruttamento del lavoro minorile da parte delle multinazionali del caffè e del cacao".
L'Unione Europea è il maggiore importatore e consumatore mondiale di caffè e cacao. Abbiamo chiarimenti alla Commissione per assicurarsi che i consumatori europei di caffè e cacao non alimentino inconsapevolmente un commercio basato sullo sfruttamento.
Il business-model delle imprese di caffè e cacao sta distruggendo le vite di decine di milioni di persone, tra cui bambini innocenti. L'Unione Europea oggi paga il caffè il 60% in meno rispetto al 1983, mentre i prezzi del cacao sono pagati meno della metà di quanto sarebbe necessario per garantire ai coltivatori un sostentamento dignitoso.
Media e giornali, tra cui RaiPlay, Spiegal Online, Confectionary News, Huffpost, BBC Mundo, hanno ampiamente documentato che l'Unione Europea finanzia le certificazioni come "Fairtrade", "UTZ", ecc. alimentando la povertà, la fame e lo sfruttamento di bambini innocenti. Apparentemente questi "sistemi di certificazione" ricevono milioni di euro sotto forma di finanziamenti europei, permettendo alle multinazionali di comprare caffè e cacao a un costo inferiore a quello di produzione, ingannando i consumatori europei con false dichiarazioni.
L'interrogazione parlamentare, co-firmata da più di 30 eurodeputati della quasi totalità del panorama politico europeo, chiede massima chiarezza e trasparenza su questi temi. Sono stato relatore del rapporto sulla responsabilità delle imprese per gravi violazioni dei diritti umani nei Paesi terzi. Il rapporto, adottato con 84% di voti favorevoli, esorta la Commissione a lanciare una campagna per l'introduzione e la promozione di una certificazione "Label Free".
Commenti (5)
terenzio eleuteri
20 novembre 2017 alle ore 16:28LO SFRUTTAMENTO........purtroppo...E' OVUNQUE!!! Anche nello NON multinazionali !!
un
20 novembre 2017 alle ore 23:09Anni fà succedeva(non sono al corrente se succede ancora)anche a Cuba nelle piantagioni di caffè protette da recinzioni con filo spinato e mezzi militari dismessi(carri armati,aerei etc.)tutto intorno per dissuadere i curiosi.
Vincenzo A.
21 novembre 2017 alle ore 09:54Lo sfruttamento è in ogni dove, anche in Italia , i mercanti di schiavi stanno facendo arrivare migliaia di schiavi che lavorano per solo sopravvivere e delle volte neanche quello, oppure per essere assoldati dalla delinquenza Mafia in prima linea oramai collegata chiaramente agli importatori di schiavi.
Solo gli stolti e il nostro governo fa finta di non vedere e lascia fare, questo è il vero volto della globalizzazione tanto decantato ma utile solo a chi detiene il potere e pilota il futuro del mondo.
Solo il Movimento può opporsi a tutto ciò, deve però essere sostenuto dal voto degli Italiani.
Il Movimento sarà la nuova luce per l'intero globo, non c'è alternativa , è l'unica via di uscita.
W M 5 * * * * *
Oronzo Barberio
22 novembre 2017 alle ore 09:34Allora niente computer e cellulari..... qui ogni volta che si fa qualcosa si ammazza qualcuno, e se smetti ti dicono che hai tolto il pane di bocca al ragazzino sfruttato... Mi sembra come la dieta, l'acqua è piena di petrolio, arsenico e batteri, il pane lo fanno col glifosato, il pomodoro viene dalla Cina e l'Aglio dal Perù con annesso genocidio e desertificazione dell'Italia, il formaggio non deve avere latte perché è veleno pure quello, con la carne uccidi il pianeta e deforesti continenti, la verdura deve avere i vermi se no non è ecologica, il tonno è pieno di mercurio etc etc etc ma qualcuno mi può dire come si deve vivere? Magari come gli indios dell'Amazzonia che per mangiare una settimana incendiano tre ettari di foresta?
Domenico .
22 novembre 2017 alle ore 11:08Finché e dovunque ci sia la fame, ci sarà lo sfruttamento. In barba alle nostre petizioni ed appelli. Questi servono solo a fornire agli autori degli stessi appelli, una quota di aureola del Politicamente Corretto.
E non saranno certo le nostre barriere commerciali o normative, che vengono e verranno puntualmente aggirate, a battere la fame.
Se poi la ricetta è quella di aumentare il prezzo del caffè e del cacao, provate a sottoporla al parere dei nostri cittadini a basso reddito.
