
Siamo con Perugina, e la sua storia italiana
7 ottobre 2017 alle ore 11:00•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Ci sono momenti in cui si ha il dovere di uscire di casa per mobilitarsi a fianco dei lavoratori che scendono in piazza per difendere il lavoro e la sua dignità: come oggi, sabato 7 Ottobre, in marcia a Perugia, a sostegno dei lavoratori della Perugina contro quei 364 esuberi su 800 dipendenti dichiarati dalla multinazionale svizzera Nestlè.
Ma questa marcia è anche in sostegno dei lavoratori della ex Merloni, della Colussi dell'ex Novelli, dell'Ast e delle tante aziende umbre in crisi, perché questa marcia è di tutti e ci siamo tutti. E' questione di responsabilità sociale.
Ci sono momenti in cui occorre ricordare alle multinazionali che sono ospiti dei nostri territori e che ne devono rispettare identità e sensibilità. Ci sono momenti in cui è bene ricordare ai governi che lo Stato Italiano non è il bancomat delle multinazionali, un bancomat che le finanzia con la cassa integrazione a perdere.
Era il 1920 quando Luisa Spagnoli s'inventò, dagli scarti di lavorazione delle nocciole, un cioccolatino talmente sgraziato che volle chiamare "cazzotto", per la forma irregolare che ricordava quella di un pugno. Fu da un'intuizione di Giovanni Buitoni, allora amministratore delegato dell'azienda, che nacque il nome "Bacio", più funzionale sul piano commerciale. Due menti italiane, espressione della grande creatività italiana.
Ne nacque anche un fiorente indotto artistico, con le prestigiose grafiche e campagne pubblicitarie di Federico Seneca.
Negli anni '70 la Perugina arriva a contare 5mila dipendenti (10mila con l'indotto), diventando la più grande industria dolciaria della Regione. Nel 1988 viene ceduta alla Nestlè.
Da diversi anni i dipendenti della Perugina denunciano, inascoltati, i rischi per la sopravvivenza dello stabilimento stesso: diminuzione dei volumi di produzione, riduzione della varietà di prodotti, smantellamento degli impianti, inerzia rispetto alle disfunzioni delle linee di produzione, ricorso in forma patologica alla Gigo e ai contratti di solidarietà.
I timori erano fondati: la multinazionale Nestlè ha dichiarato 364 esuberi su 800 dipendenti, al termine della CIG nel 2018. Eppure nel piano industriale di rilancio dello stabilimento Perugina, che prevedeva investimenti per 60 milioni di euro in 3 anni, non si parlava di esuberi.
E la multinazionale svizzera Nestlè, dopo aver messo in vendita la linea dei gelati, le storiche caramelle Rossana, i pasticcini Ore Liete e tutto il comparto delle Strenne, ovvero la linea di prestigio dei regali aziendali, distruggendo tutta la rete di vendita, ora si appresta a mettere in vendita i lavoratori stessi. Pronta a elargire 30mila euro ad altre aziende del territorio che eventualmente li volessero 'acquistare'. Per il M5S la dignità del lavoro non ha prezzo!
Questo accade nell'era del Jobs act, che ha reso monetizzabili i lavoratori, che li ha resi merce da barattare.
I territori, con la loro identità, non possono essere ostaggio delle manovre azionarie delle multinazionali: chissà se il cambio di rotta della multinazionale svizzera sia stato dettato dal fondo d'investimento americano Third Point, che recentemente è diventato uno degli azionisti più importanti del gruppo Nestlè. Non si gioca in borsa con i lavoratori: per il M5S i rendimenti degli azionisti, vengono dopo la tutela del lavoro.
Intanto è stata annunciata anche la chiusura dello stabilimento ex Nestlè del Gruppo Froneri di Parma che produce gelati industriali: altri 180 licenziamenti.
Lottare per la dignità del lavoro è nostro dovere di cittadini, dentro e fuori le istituzioni.
Ci sono momenti in cui non è possibile fare finta di niente.
Oggi è uno di quei momenti: il M5S c'è.
Commenti (24)
ALDO BALASSI
7 ottobre 2017 alle ore 12:02Cari amici, purtroppo in questi anni il sistema si è circondato di nani, servi e ballerini e pertanto anche una cosa seria, come la protesta della società civile, che si stringe intorno ad uomo onesto come il Generale Antonio Pappalardo, diventa una satira da strapazzo, ignobile e fuorviante. Bravo il "pennivendolo" Gregorio Romeo, che presentandosi come "giornalista libero" ha carpito la buonafede ed ha costruito un servizio degno della peggiore specie d'informazione immondizia. Ma sono sicuro che i cittadini onesti ormai hanno capito perfettamente dove ci vuole portare il sistema. Peggio per lui e chi come lui ci sguazza in quest'immondezzaio. Noi andiamo per la nostra strada, sperando che un giorno il M5S capisca che l'unica strada per riformare il Paese, fin nelle sue viscere, è quella di unirsi alla società civile rappresentata dal Movimento Liberazione Italia, e si vada insieme per riformare il Paese e con esso l'Europa.
DA SOLI NON SI PUO'.
antonio di santo
7 ottobre 2017 alle ore 12:53Va benissimo scendere in Piazza ma non solo per la Perugina, prendiamo a pretesto il malessere dell' Azienda eds organizziamo una manifestaziobne permanente in TUTTE le Piazze d' Italia.
Angelo Umana
7 ottobre 2017 alle ore 13:41"Che fare?" si chiedevano i 'cafoni' di Ignazio Silone. Che fare se Perugina non è più italiana xk venduta - con guadagni - alla multinazionale Nestlé? Che fare se la globalizzazione fa succedere qst? Ogni azienda, italiana o estera, può comprare aziende dappertutto, se conviene e se capace di farla produrre. Allora che Nestlé decida di far 'baci' altrove può dipendere dalla ns giustizia civile, dai ns sindacati e politici che con leggi e leggine hanno reso poco conveniente far produrre in Italia (v/ Marchionne con Fiat). Che fare? La ns è una repubblica fondata sul lavoro, ma non il lavoro 'garantito', che qualcuno crea e altri prestano. Fondati sul lavoro nel senso che non siamo fondati sul far niente. Quale stato può garantirlo o può imporre a un imprenditore di produrre in un posto anziché un altro? Quelli sovietici o coreani? Che fare? Con tutta la comprensione x i dipendenti danneggiati come assicurare loro un posto di lavoro, con tanti mestieri che x giunta stanno sparendo (v/ Di Maio).
rosanna scarpa
7 ottobre 2017 alle ore 14:12queste sono le cose vergognose che ormai da troppo tempo accadono in italia. bisognerebbe cercare i politici responsabili e cacciarli, perche' qui dipende da politiche sbagliate fatte per incompetenza o per interessi personali. ma qui non cambia mai nulla e chi ci fa le spese sono sempre i lavoratori, i cittadini, i pensionati, i giovani, i poveri, mentre gli altri continuano ad arricchirsi. va bene scendere in piazza ma non credo basti. non voglio nominare la rivoluzione, ma a forza di tirare, la corda si spezzera' e poi, si salvi chi puo'.
Carlo c.
7 ottobre 2017 alle ore 14:23Massima solidarietà ai lavoratori!!
C'é una forma di sciopero molto potente che possiamo praticare nella nostra quotidianitá e che dará parecchio fastidio alla Nestlé.
È lo SCIOPERO D'ACQUISTO:
Se dieci milioni di famiglie andando a fare la spesa evitassero di acquistare i prodotti della multinazionale, preferendo produttori locali, in breve avremmo creato un danno tale da costringerli a tornare sui loro passi.
Personalmente già da qualche anno evito l'acquisto di prodotti legati a multinazionali e grandi marchi che fanno ore di pubblicità al giorno, magari su la7.
Viva el MoVimento
Claudiog
7 ottobre 2017 alle ore 14:44Mamma mia che fine sta facendo l'Italia!!!Grazie di cuore a tutti i partiti che ci hanno governato (DC)e i pennivendoli con le mani sporche di sangue che hanno fatto il loro gioco!Grazie,grazie,grazie!
Giovanni F.
7 ottobre 2017 alle ore 15:36ancora e ancora e ancora, e che cazzo qui ci stanno comprando tutto, anche tutti i peli del culo!
E' ora di dire basta alla cassa integrazione come sola arma dei SINDACATI E DEI PADRONI!!!
ESPROPRIO POPOLARE DELLE FABBRICHE VENDUTE AI CRUCCHI ED AGLI SVIZZERI SUL SUOLO ITALIANO!!!
Astrid Piana
7 ottobre 2017 alle ore 17:48In germania il supermercato dm per essere precisa e stato il propietario stesso a farlo, raccogliere le firme per togliere da tutti i supermercati la Nestie`.
Per chi sa il tedesco qua le fonti: https://weact.campact.de/petitions/nestle-produkte-raus-aus-dem-dm-sortiment?
PS grazie a lui le firme le abbiamo raggiunte in pochi giorni 😉👊🙌
saluti tutti.
donatella davanzo
7 ottobre 2017 alle ore 18:34Sono anni che non compro i prodotti della Nestlè. Basta leggere le etichette e si può scegliere
Fabio T.
7 ottobre 2017 alle ore 19:35Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il porcellum e l'italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale attualmente in discussione ripropone il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.
Ho firmato la petizione "Capigruppo di Camera e Senato: Lasciateci scegliere i parlamentari" su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?
Ecco il link:
https://www.change.org/p/capigruppo-di-camera-e-senato-lasciateci-scegliere-i-parlamentari?utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_campaign=triggered&share_context=signature_receipt&recruiter=780507088
Adelaide C.
7 ottobre 2017 alle ore 21:20Già fatto!
Fabio T.
8 ottobre 2017 alle ore 03:42Brava!
claudio gardini
7 ottobre 2017 alle ore 23:47quando onestà coerenza e ricerca del consenso vanno di pari passo.... https://www.youtube.com/watch?v=_xIusKK5NbA
giancarlo s.
8 ottobre 2017 alle ore 06:57E adesso tocca all'ILVA domani chissà a chi altro. E tutti TG dicono che la ripresa è inarrestabile.
Nicola Nicolini
8 ottobre 2017 alle ore 08:20Speravo di leggere parole CHIARE sull'enorme responsabilità della deregulation che l'Unione Europea ha imposto a tutti gli stati membri, dando praticamente potere assoluto alle multinazionali di delocalizzare e deindustrializzare dove, come e quanto vogliono!
Questa inarrestabile moria di posti di lavoro HA UN MANDANTE PRECISO ed è la commissione europea e le sue "regole" tutte a favore del liberismo più sfrenato e della libera circolazione di merci e lavoratori ridotti a merce. Ricordiamoci sempre che la Commissione europea, come la BCE (altra responsabile), non è eletta da nessuno!
Non lo dice il sindacato, non lo dicono i partiti, non lo dicono certo i media di regime.
MA PERCHE' NON LO GRIDA IL M5S?
La disoccupazione ha un mandante preciso: si chiama Unione Europea (di banche e multinazionali)
Shahab Shirakbari
8 ottobre 2017 alle ore 10:59I BACI AMARI DELLA PERUGINA PER 340 LAVORATRICI
L'economia globalizzata deve avere delle regole non solo di mercato e di convenienza ma anche nel rispetto del lavoro e della sovranità nazionale dei singoli paesi dove operano.
Buon andamento del Bacio e delle tavolette, sia sul mercato interno che sull'export, in particolare, Canada e Cina, hanno fatto registrare un aumento del 60%, non sono numeri sufficienti per il rilancio!
mirella d.
8 ottobre 2017 alle ore 21:17Lo va dicendo da anni Francuccio Gesualdi che il potere delle multinazionali e' sovranazionale. Vi consiglio di intervistarlo o leggere le sue pubblicazioni
umberto maggetti
9 ottobre 2017 alle ore 07:51articolo perfetto Dobbiamo rimettere al centro il cittadino-lavoratore, altrimenti, che Societa' e'?
luciano m.
9 ottobre 2017 alle ore 13:58Ciao a tutti, in Italia oramai si svende di tutto !! Diciamoci pure che siamo passati dalla frutta al dolce. Da Nazione di Grandi Talenti a Nazione di generici manovali. Pensiamo ad esempio ai telefoni cellulari , senza i nostri scienziati e inventori Meuci e Marconi, non esisterebbero. Per non parlare della musica! anch'essa nasce in Italia insieme allo spartito musicale,compresi i tasti di colore nero e bianco del pianoforte. Tutto ciò che ogni giorno vedete è opera dell'ingegno italiano.
salvdomenic
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