
#LaBallaDelGiorno - Le "gaffe" secondo La Repubblica
6 ottobre 2017 alle ore 14:55•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Siamo alla seconda puntata de #LaBallaDelGiorno. La prima aveva riguardato un video montato ad arte dal Corsera contro il nostro candidato premier Luigi Di Maio, ma questa seconda balla è ancora più pesante e vogliamo raccontarvela.
Il quotidiano La Repubblica in un articolo senza firma attribuisce un'altra gaffe a Luigi Di Maio, su una nota che il vicepresidente ha diffuso ieri per chiedere che il governo si adoperi affinché Cesare Battisti - tutt'ora latitante - sconti la sua pena in Italia e non in Brasile. Nella nota si precisa che Battisti è stato "condannato in contumacia all'ergastolo in Italia per quattro omicidi" e si chiede, a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, giustizia per le famiglie delle vittime e per il Paese, già "profondamente ferito dagli anni dello stragismo". Gli anni dello stragismo, o anni di Piombo sono evidentemente un periodo storico, che va tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta. Ora, seguendo il filone di Repubblica però gli anni di Piombo non sarebbero quelli dello stragismo. O, forse, il quotidiano ha particolarmente a cuore il caso di Cesare Battisti tanto da sottolineare che non c'entrasse nulla con le singole stragi. Una puntualizzazione di cui non avevamo certo bisogno, se non per rivangare la vecchia diatriba politica secondo cui il terrorismo nero tentava di destabilizzare il sistema gettando bombe nel mucchio, mentre quello rosso invece era più accorto ed aveva obiettivi più mirati. Era questo che voleva sottolineare La Repubblica?
Eppure quando Battisti viene arrestato con i suoi complici a Milano, nel giugno 1979, gli trovano addosso un arsenale: mitra, pistole, fucili. La condanna è per quattro omicidi: per aver ammazzato il 6 giugno 1978 un maresciallo di Udine, Antonio Santoro; per aver organizzato il 16 febbraio 1979 l'assassinio del gioielliere Pierluigi Torregiani, episodio in cui il figlio Alberto resta paralizzato; per aver fatto fuori un commerciante di Mestre e subito dopo per aver ucciso di persona il poliziotto della Digos Andrea Campagna. Di errori ne avremo pure fatti in passato, in fondo sbagliare è umano, ma dire che Repubblica questa volta si sia lanciata in una strumentalizzazione vergognosa del nostro comunicato è davvero poco. Passiamo la mano, sia chiaro, perché se l'obiettivo è colpire Luigi Di Maio e il MoVimento 5 Stelle con ogni mezzo non staremo qui a difenderci da una gaffe che non esiste. Ma mi raccomando: d'ora in avanti nessuno parli più di "anni dello stragismo" in riferimento agli anni di Piombo e alla strategia della tensione, altrimenti i professorini falce e cashmere di Repubblica se ne risentiranno.
Commenti (33)
Canzio R.
6 ottobre 2017 alle ore 15:19Appartengo alla "razzaccia",che ha nel DNA,l'antifascismo,l'anticomunismo e l'anticlericalismo.Questi anni(di piombo), li ho vissuti,molto da vicino.I kompagni, ogni strage l'imputavano,sempre ai neri,le BR erano viste da questi soggetti(e dalla loro stampa),con occhio "benevolo"e dato, come al solito, non capiscono nulla, se non i c....loro, c'è voluto l'omicidio di Guido Rossa (1979), per farli convincere a prendere le distanze da certe posizioni e da quel'tragico delitto, molte cose sono cambiate.Repubblica dove era ? cosa scriveva?
Emy B.
6 ottobre 2017 alle ore 15:41La Repubblica chi?
Armando Pace
6 ottobre 2017 alle ore 16:08Ipnotizzati dalle loro stesse convinzioni....cazzari e cazzoni come il loro riferimento di Rignano. ...maledetti senza vergogna!!!
Shahab Shirakbari
6 ottobre 2017 alle ore 16:08NESSUN POLITICO HA MAI FATTO SCIOPERO DELLA FAME PER JOBS-ACT, MA MOLTI LAVORATORI HANNO PATITO LA FAME PER COLPA DI JOBS-ACT...
Fabio T.
6 ottobre 2017 alle ore 16:09Calabresi è impreparato sugli anni di piombo.Cosa ne sa lui di quegli anni?
Niente di male, tutti abbiamo dei limiti. Io ad esempio non so praticamente nulla di astrologia e segni zodiacali.
giovanni .
6 ottobre 2017 alle ore 16:13La REPUBBLICA
sappiamo bene cos'è questo giornale. Il suo fondatore è stato senatore della Repubblica e amico intimo di Giorgio Napolitano. Un giornale che prescinde dalla "Informazione" perchè è esclusivamente a favore del PD, cioè non è super partes come dovrebbe essere un vero giornale.
GIORGIO S.
6 ottobre 2017 alle ore 16:22Ogni mezzo è buono pur di demolire Di Maio. Dal congiuntivo a qualche pesante accusa che prima o poi tireranno fuori. Non hanno certo paura delle querele visto che a pagare saranno i partiti e perciò noi. Tanto in galera non ci va nessuno. Hanno paura.
Fabio T.
6 ottobre 2017 alle ore 16:28 per chi si fosse distratto..
OLTRE 185.000 FIRME RAGGIUNTE !
Credo molto nella petizione pro Gabanelli e per un suo ritorno in rai in un ruolo che le compete. Firmare significa mostrare un segno tangibile che il servizio pubblico deve essere degno di tale qualifica mentre è sotto agli occhi di tutti che la lottizzazione è da sempre l' obiettivo del potere per pilotare l' informazione .
Ho firmato la petizione "Direttore generale della Rai: Io sto con Milena Gabanelli" su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?
Ecco il link:
https://www.change.org/p/direttore-generale-della-rai-io-sto-con-milena-gabanelli?utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_campaign=triggered&share_context=signature_receipt&recruiter=780507088
Fuori i partiti dalla rai !
Fuori i partiti dalla rai !
Torquato Cardilli
6 ottobre 2017 alle ore 17:04Sulla Commissione parlamentare di inchiesta: in nomen omen.
La cricca degli incompetenti, dei profittatori, degli imbroglioni, non poteva scegliere personaggio peggiore. Il presidente della Commissione d'inchiesta è il dominus assoluto della situazione, può decidere quali testi debbano essere ascoltati, chi possa fare le domande, quali possano essere le domande e può addirittura esonerare il teste dal rispondere. Non chiedo ai nostri portavoce di violare il segreto sugli atti che verrà sicuramente imposto dal presidente, ma di pubblicare per giorni interi fino alla fine della legislatura sul blog e su ogni mezzo di informazione tutte le domande che farebbe il semplice cittadino ed alle quali bisogna dare una risposta per il popolo italiano.
Gianfranco
6 ottobre 2017 alle ore 17:44"il Giornale" e "la Repubblica" sono due facce della stessa mediaglia . Giornali di partito , ognuno schierato a difesa del proprio padrone . Da una parte c'è De Benedetti con i suoi conflitti di interesse , le sue aziende decotte e i suoi guai con la giustizia , dall'altra parte c'è Berlusconi con le stesse problematiche .
Che brutta fine hanno fatto questi "radical chic" : ridotti peggio dei peggiori "berluscones" che per anni hanno fatto finta di combattere ...
A riveder le stelle .
Gianfranco .
FABRIZIO P.
6 ottobre 2017 alle ore 17:54..nessuna novita' ..tutto" normale" ...
Claudiog
6 ottobre 2017 alle ore 19:08A questo punto,amici miei del movimento,Io più onestamente di loro fonderei una testata giornalistica e la chiamerei "movimento cinque stelle"!In questo modo il lettore conoscerà il pensiero reale di un partito,di cosa fa e dice!
Franco Mas
6 ottobre 2017 alle ore 19:14Mah, chissà che tipo di giornalismo sarà questo, all'inglese? All'americana? Gossip e politica a braccetto? Ma che la crescita (!) annunciata dal governo sia una balla colossale no, questo non si dice, vero? Il Pd ha già perso 4 milioni di consensi, tanti altri ne perderà da qui alle elezioni visto che parlano solo dei cazzi loro e non degli italiani, il centrodestra berluschino dei moderati (dei corrotti) è uguale come un gemello omozigote e farà la stessa fine. L'asino vecchio prima o poi muore, e sarebbe anche ora.
massimo m.
6 ottobre 2017 alle ore 19:48Filtrano il moscerino ed ingoiano il cammello. Ipocriti!
Luigi è e sarà sempre una stella irraggiungibile per le valanghe di fango e di menzogne che tenteranno di lanciargli addosso i "professionisti" della menzogna e del nostro sfacelo.
Giuseppe P.
6 ottobre 2017 alle ore 21:39Di Maio FA PAURA ai criminali e alle carogne. Queste cloache maxime cercano di portare al loro livello quello che NON SARA' MAI AL LORO LIVELLO. Vedo solo dei grandi poveracci che stentano ad arrampicarsi sulla loro stessa "melma" spalmata anche sui loro muri e specchi. Riusciranno a sopravvivere? Quanto tempo ancora? E quando la sera rientrano a casa con che coraggio abbracciano i loro familiari? e i loro bambini? Dormiranno la notte? PUAH'. http://dizionari.repubblica.it/Italiano/P/puah.php
Maria P.
7 ottobre 2017 alle ore 08:22stragismo, anni di piombo? Battisti ha ucciso tante persone!!! che cosa stanno a cavillare i faziosi pennivendoli
Giovanni F.
7 ottobre 2017 alle ore 09:50Condivido.
Nello R.
7 ottobre 2017 alle ore 11:17la Repubblica
è stata fondata da un ,oggi,vecchietto
fascista da giovane
sovietico da vecchio
cosa vi aspettate da un giornale così ?
onestà intellettuale ?
rispetto per le idee altrui ?
empatia per un movimento libero fatto da giovani e adulti che si sentono giovani ?
l'Italia è una nazione che
si DEVE sempre dividere,
così "LORO" possono IMPERARE
da giovani ,come da vecchi !
non accettano il terzo incomodo che li manda in maniera totalmente innocente ..
AFFANCULO !
Francesco Stefano
7 ottobre 2017 alle ore 12:22Anni di piombo e anni dello stragismo non sono la stessa cosa, anche se possono coincidere temporalmente, almeno in parte. La polemica è dunque fuori luogo, cioè (strano ma vero) ha ragione Repubblica. Cordiali saluti, e forza Gigi.
michele ottaiano
7 ottobre 2017 alle ore 23:53il giornalismo e' una missione, ma i giornalisti non sono missionari!
Maria P.
8 ottobre 2017 alle ore 09:50ma che scemenze che rischiano di offuscare la gravità delle azioni di battisti
Rossella BdF
7 ottobre 2017 alle ore 12:47Per delegittimare un candidato, lo si deve screditare. Per screditarlo ci sono 3 modi: farlo passare come un delinquente, come un violento, oppure come un ignorante.
La raffigurazione di Di Maio come un violento non è una strada percorribile: Luigi ha toni e modi garbati.
Hanno allora provato a farlo passare come un delinquente (ricordate gli sms falsificati con Marra? Servivano a questo scopo), ma è stato un fallimento.
Non gli resta altro che provare la carta dell' "ignoranza". Ma sarà un altro fallimento.
Fabio Bagnoli
7 ottobre 2017 alle ore 13:29il lettore di repubblica che di solito è tra i 65 75 anni è un povero derelitto che si aggira tra edicola e bar con aria persa e senza cognizione di causa , con un misto di espressione sul volto di assopimento costante e occhi smarriti ,il lettore di repubblica animale in estinzione è colui che non ha opinione personale e identità certa
Paola Sanna
7 ottobre 2017 alle ore 15:40Diciamo kiaramente, Ke oggi è il sistema - elettorale il vero fallimento.Cio permette Ke in Italia si fa una politica di clientele.E non vengono a mentire i quasi garanti delle istituzioni.Perke un sistema elettorale-uninominale come quello USA e l unica garanzia x la democrazia.Democrazia tuttora in fase di assestamento. Oggi vediamo come il socialismo di B.Grillo, un socialismo contestatori certo, niente di meno dal socialismo-democratico, socialismo-liberale....
Nello R.
8 ottobre 2017 alle ore 10:22diciamo pure che la k no fa figo ..
fa bimbomikia ..
Gian Paolo Barsi
9 ottobre 2017 alle ore 12:36Beh.....kosa voleva dire sul socialismo di Beppe Grillo? kosì non ci capiamo un kavolo. Ke diamine.
oreste ..
7 ottobre 2017 alle ore 18:06Stessa notizia e stessa balla ripresa da Unione sarda.it.
Che schifo e questa sarebbe "informazione?"
pasquino
7 ottobre 2017 alle ore 19:40Repubblica, sempre più sulla strada che ha già percorso l'Unità.. il fallimento!
sarà un grande giorno per l'informazione!
viviana vivarelli
8 ottobre 2017 alle ore 15:04Mese dopo mese, il declino delle vendite in edicola dei giornali italiani continua.
In pochi mesi Repubblica ha perso 40.00 copie
UN anno fa vendeva 223.356 copie, oggi è scesa a 183.116
Il Corriere della sera ha perso 13 mila copie su 216 mila; la Stampa 9 mila su 133.259. Peggio il Giornale, 14 mila copie perse in un anno da 71 mila, quasi il 20%.
I lettori non amano più le posizioni estreme.
Poi c'è la perdita di credibilità, per cui sul'opinione pubblica il Fatto, con le sue 35.352 copie vendute in giugno (1.300 meno di un anno fa) pesa come se ne vendesse 350 mila.
Paola Sanna
7 ottobre 2017 alle ore 20:49#Ce ancora mi confonde teoria informazione e scienza dell informazione, Ke roba, Ke siffatta. E dove lo mettiamo il riscatto morale\sociale.Tutti.E dico tutti coloro Ke hanno versato sangue, x autonomia, indipendenza, libertà. Preti tiranni, malversazzione, peculato.ke Azzo di SOCIALISMO.Ciao Beppe vai alla grande, continua così.
Paola Sanna
7 ottobre 2017 alle ore 21:39MMM.Intendevo scienza della comunicazione. Oggigiorno la paranoia della nostra nomenclatura sociale, ci porta alla equazione-newtoniana.Ma non siamo macchine, affetti-emozioni-sentimenti dominano la sostanza metafisica, Ke opera a più nazioni.
Paola Sanna
8 ottobre 2017 alle ore 00:20La banalità del senso di appartenenza, e il senso della banalità. Se il 90% delle persone vuole appartenere a qualcosa. Cosa deve fare il restante 10%.Nella metafisica la banalità e la cosa primaria .Cioè l umanità per forza di cose tende alla banalità.Tutti nella nostra diversità metafisica tendiamo ad appartenere a un gruppo, associazione, partito.Siamo le vittime paranoici e di noi stessi. Stiamo perseguendo quella autodistruzione che Freud aveva constatato nei paranoici, siamo noi stessi paranoici, ciononostante la paranoia e la banalità di tutta la nostra società.Freud ha ragione o no, dobbiamo fare tutti autoanalisi ed autocritica.
luciano m.
9 ottobre 2017 alle ore 13:38Ciao a tutti, vi dico subito che i giornali nascono per informare in maniera completamente libera e reale (l'obbiettività non c'entra in quanto è solamente un'aspetto del tuo modo di vedere le cose)ma ho notato che quando la notizia riguarda il M5S , un piccolo lapsus latino si trasforma in una grande gaffe francese. Non sanno più se essere artisti o giornalisti. (?)
