
Ilva, un film già visto
8 ottobre 2017 alle ore 10:42•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Quello che da mesi viene sussurrato, poi detto senza peli sulla lingua, quindi smentito poi ancora confermato, sembra che ora diventi realtà: il gruppo Ilva è pronto a procedere con i 4mila esuberi che già a luglio furono oggetto di un'interrogazione del Movimento 5 Stelle a prima firma Davide Crippa.
Come dicemmo allora, confermiamo oggi: è il solito fallimentare modello di good e bad company. Mancavano i dettagli, che ora sono stati svelati. Parliamo di circa 25 milioni l'anno di cassa integrazione straordinaria che moltiplicato per i 6 anni fa circa 150 milioni.
Allora come oggi è un mistero di cosa accadrà per quelle aree che non saranno oggetto della transizione al nuovo investitore ma rimarranno anch'esse in capo all'amministrazione straordinarie. Parliamo di aree non produttive come le discariche. Quale sarà il loro destino? L'unica certezza è che a pagare saremo noi, mentre ad arricchirsi saranno loro, gli investitori mentre in mezzo come al solito ci saranno i cittadini e i lavoratori.
Risulta che il 20 luglio ci sia stato un tavolo delle istituzioni con i sindacati, proprio quei sindacati che lunedì minacciano di bloccare Genova e Taranto. Avranno discusso in quella sede il tema degli esuberi? E perchè arrivare oggi con la protesta?
L'impressione è quello di un film già visto, un vestito cucito sulle forme dell'acquirente favorito e lo si va attuando step by step fino ad arrivare alla soluzione concordata in origine: non ci stupirebbe vedere a breve una trattativa che riconsidera nell'immediato il numero degli esuberi e spalmandoli su un maggior orizzonte temporale (in ogni caso restano a carico dell'amministrazione straordinaria e non dell'acquirente), poi un nuovo ricatto salute/lavoro e magari una riconsiderazione del piano ambientale per carenza di risorse oppure, se un domani ritenuto troppo oneroso per l'aggiudicatario, la richiesta di ridiscussione. Tutte cose già viste con il placet delle Organizzazioni sindacali che ora giocano la carta della piazza dopo aver contribuito negli anni a determinare questa situazione negli anni. Non saremo accanto a coloro che riteniamo corresponsabili di queste tragedie, individuali e collettive. Non faremo sfilate. Ma saremo al fianco dei lavoratori concretamente, tutti i giorni, come lo siamo stati fino ad oggi.
Commenti (3)
Fabio T.
8 ottobre 2017 alle ore 11:01Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il porcellum e l'italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale attualmente in discussione ripropone il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.
Ho firmato la petizione "Capigruppo di Camera e Senato: Lasciateci scegliere i parlamentari" su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?
Ecco il link:
https://www.change.org/p/capigruppo-di-camera-e-senato-lasciateci-scegliere-i-parlamentari?utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_campaign=triggered&share_context=signature_receipt&recruiter=780507088
lucia calvi
9 ottobre 2017 alle ore 10:50NON SI TRATTA SOLO DEGLI ESUBERI. I DIPENDENTI CHE RIMARRANNO SARANNO LICENZIATI E RIASSUNTI COL JOBS ACT PERDERANNO TUTTA L'ANZIANITA' E MOLTI ALTRI DIRITTI. IL GOVERNO HA PREPARATO BENE UNA LEGGE CHE COLPISCE I LAVORATORI E, IN QUESTO CASO FAVORISCE UNA MULTINAZIONALE INDIANA CONCORRENTE DELL'ILVA CHE, ORMAI E' CHIARO MIRA A DISTRUGGERE..IL GOVERNO ITALIANO LUNGI DAL FARE COME MACRON CHE HA DICHIARATO STRATEGICI I SUOI CANTIERI NAVALI E' INVECE COMPLICE DELLA MULTINAZIONALE INDIANA E VOI DEL MOVIMENTO TACETE O AL MASSIMO ACCUSATE I SINDACATI?
Alberto O.
9 ottobre 2017 alle ore 15:46L'ILVA andava nazionalizzata sin da subito. Lo Stato ha i capitali per risanare e modernizzare secondo i più moderni criteri di tutela dell'ambiente e risparmio energetico. Lo si dichiarava polo strategico e chiusa la partita.
Certo ci vuole uno Stato che non sia in mano ai criminali eurocratici di provenienza massonica, ed ai loro lacchè dislocati in Parlamento.
