
Il vuoto a rendere è legge grazie al MoVimento 5 Stelle
16 ottobre 2017 alle ore 08:00•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Dopo 4 anni e decine e decine di tentativi, finalmente ci siamo. Oggi diventa operativa una misura per ora sperimentale voluta, strappata coi denti ed ottenuta dal MoVimento 5 Stelle: il vuoto a rendere. Il governo ha deciso di attuarla nella versione più blanda possibile, ma non ci scoraggiamo. Faremo di tutto affinchè questa sperimentazione sia un successo. Ma abbiamo bisogno di tutti voi, dei cittadini, degli attivisti, di tutti i portavoce e dei nostri sindaci.
Tutto nasce da una proposta di legge a prima firma Stefano Vignaroli, poi diventata un emendamento nel Collegato ambientale. Infine, dopo due anni e numerosi pressing, il ministro Galletti ha firmato il regolamento. Il vuoto a rendere approvato non riguarderà direttamente il consumatore finale, che non dovrà fare nulla, né pagare alcuna cauzione.
Il sistema prevede in via sperimentale per la durata di un anno e su base volontaria del singolo esercente una cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, dunque riguarda il "consumo fuori casa". Qualcuno rimarrà deluso, ma ricordiamo che, a differenza di decenni fa, il consumo fuori casa (bar, alberghi o ristoranti) oggi ha un grosso fatturato ed è sempre in continuo aumento. E di conseguenza lo spreco ambientale di bottiglie di birra e acqua è davvero rilevante.
Ad aderire alla sperimentazione dovrà essere dunque l'esercente che dovrà pagar la cauzione iniziale ai produttori di acqua e birra e rendere indietro al produttore (attraverso il distributore) l'imballaggio utilizzato dal cliente che consuma nella propria attività commerciale. Il cliente avrà la garanzia che, consumando dall'esercente che aderisce all'iniziativa, quell' imballaggio tornerà al produttore per essere riutilizzato. Gli esercizi commerciali aderenti al sistema "vuoto a rendere" saranno riconoscibili dal cliente attraverso un logo esposto che lo stesso Ministero fornirà. Vogliamo sottolineare l'importanza della parola "riutilizzo". A differenza delle tanto citate e sognate macchinette nei supermercati, che sono finalizzate solamente al riciclo qui si sta parlando di riutilizzo, gerarchicamente più importante e virtuoso del riciclo.
Sia ben chiaro non ci stiamo inventando nulla e qualche produttore, come ad esempio la Peroni, già lo effettua questo tipo di vuoto a rendere, ma in quantità e modalità molto limitate. Questa sperimentazione punta a renderlo sistematico e poi estenderlo ad altre bevande. Per quanto riguarda il materiale dell'imballaggio, la legge non lo limita al vetro, ma essendo finalizzato al riutilizzo, attualmente solo il vetro è pronto a garantirlo.
Il vero difetto di questa legge è che il Governo non si è degnato di riconoscere alcun incentivo per invogliare gli esercenti ad aderire. L'esercente dovrebbe pagare dunque una cauzione, compilare dei moduli e trattenere i vuoti in attesa del distributore, senza nemmeno avere uno sconto TARI o di altro tipo. Sarebbe questa la misura ideale per incentivare gli esercenti: dover gestire e ritirare una tonnellata in meno di vetro fa risparmiare soldi al comune. Perché non dividere questo risparmio con l'esercente e con il distributore, terminali di questo processo virtuoso?
I sindaci 5 Stelle quindi, ecco cosa possono fare. Ma una parte importante è riservata anche ai nostri attivisti e portavoce in consiglio comunale: infatti alleghiamo qui uno schema di ordine del giorno oppure di mozione (in modo tale che possa essere presa in considerazione anche dai consiglieri M5s che sono all'opposizione) per la sperimentazione del sistema del vuoto a rendere.
Anche se la sperimentazione del vuoto a rendere durerà un anno che andrà dal 7 febbraio 2018 per concludersi il 6 febbraio 2019, occorre quindi fare in fretta in quanto l'adesione alla sperimentazione sarà monitorata. Dunque, affinché sia un successo bisogna fare in modo che gli esercenti aderiscano fin da subito.
Il nostro impegno continuerà per far sì che la sperimentazione possa essere un successo!
Commenti (25)
Riccardo Alfonso
16 ottobre 2017 alle ore 09:03Convivere con le idee altrui
A volte cerco di comprendere meglio il senso che dovrei dare alla parola democrazia. A dire il vero non è il solo termine che dovrebbe richiedere chiarezza. Per me la democrazia si esprime dimostrando di saper convivere con le idee altrui. Se vogliamo è il collante che ci permette di vivere in comunità dove interessi e visioni della vita possono essere conflittuali e generare incomprensioni e rivalità. Tutto questo richiama la nostra attenzione sulla necessità che i valori fondanti i rapporti umani siano condivisi e non trattabili al ribasso. Non si può, ad esempio, negare il diritto a vivere di quanti per cause indipendenti dalla loro volontà si trovano senza lavoro, un tetto sotto cui ripararsi, un'adeguata assistenza sanitaria, all'istruzione e alla tutela della loro sicurezza e ad assicurare all'anziano un'esistenza serena. Tutto questo alberga dentro e fuori il concetto di democrazia. Significa anche che il collante che unisce chi è titolare di un diritto con chi è preposto a rappresentarlo nelle sedi istituzionali deve essere conseguente. In Italia, purtroppo, ma anche altrove, questo modo di affidare a terzi la difesa dei ceti più deboli, che pure rappresentano numericamente la maggioranza, non funziona se non in minima parte. Diventa un male oscuro che mina la stessa tenuta della democrazia. Il perché promettere e illudere diventa una regola di base per taluni politici e lo dobbiamo soprattutto all'idea che ci facciamo della giustizia sociale che per lo più è misurata con le aspettative delle "corporazioni" che cercano costantemente di prevaricare gli interessi dei singoli e dei non organizzati in favore delle logiche lobbistiche. L'unico modo per invertire tale tendenza, che tende a negare il diritto di accesso a chi è per il chi ha, è il renderci coralmente consapevoli che non possiamo delegare a scatola chiusa ma di partecipare attivamente alla vita sociale per capire prima di sapere dai media dove la disinformazione è di casa
Antonella Pasquali
16 ottobre 2017 alle ore 09:12In Europa si paga una piccola cifra sulle bottiglie e sulle lattine in modo da incentivare l'acquirente a recuperare i soldi spesi. Così da quanto ho capito io, è tutto demandato alla buona volontà del negoziante e alla "civilta" dell'italiano. Quindi sapendo che l'italiano è incivile di per se questo sistema porterà a degli scarsissimi risultati. E in questo modo nemmeno si può far conto su coloro che trovando vuoti di bottiglia abbandonati li raccolgono e li portano nei punti di stoccaggio visto che non tutti i negozianti aderiranno quindi diventi difficile individuarli.
rosanna scarpa
16 ottobre 2017 alle ore 10:30giustissimo. gia' vedevo piu' di 20 anni fa in danimarca e norvegia. si pagano carissimi i vuoti e li puoi poi restituire ovunque recuperando i tuoi soldi. questa dovrebbe essere la regola. quando tocchi le tasche di tutti, ciascuno fa la sua parte. in caso contrario si trova sempre chi recupera i vuoti per prendere i soldi del rendere. se si lascia alla buona volonta', dubito anch'io ci sara' un riscontro.
rosanna scarpa
16 ottobre 2017 alle ore 10:34sono sempre io. pagare una piccola cifra serve a poco. bisogna pagare una grande cifra cosi da incentivare al reso. poi diventa tutto normale. questa cosa di incentivare i negozianti non la capisco. le cose devono essere fatte se sono giuste e basta e non devono gravare su nessuno. paghi e quando rendi ti vengono resi anche i soldi. dov'e' il problema?
Sergio Alonge
16 ottobre 2017 alle ore 09:32Il vuoto a rendere era applicato diversi anni fa, poi abbandonato......
Siamo sicuri che le risorse impiegate per il recupero dei vuoti ( trasporti etc..) non siano maggiori del riciclo degli stessi in loco?.....
Giovanni F.
16 ottobre 2017 alle ore 09:56Benissimo, era ora che si ponesse fine alla distruzione del vetro, altro materiale preziosissimo per il suo uso.
Armando Pace
16 ottobre 2017 alle ore 10:11Ma se solo diventa un'altra cosa a carico dell'esercente e basta..dubito nel successo..già massacrati da tantissimi obblighi...mah...Galletti facesse chirrichiiii..c..ne
Nello R.
16 ottobre 2017 alle ore 10:21l'esercente , non lo deve fare a costo zero
quindi non perde nulla
io mi ricordo che fino a 30 anni fa
il vuoto era SEMPRE a rendere
l'aqua minerale era in bottiglia di vetro e aveva un valore così come le bibite
riportarla all'alimentari erano soldi , e noi ragazzini le raccoglievamo per comprare le figurine dei calciatori
era il secolo scorso
sotto molti aspetti , più civile di questo
AGOSTINO FRANCO
16 ottobre 2017 alle ore 11:22Ottima iniziativa da monitorare, però ricordo, che l'introduzione del vuoto a perdere era dovuta al fatto, vero o falso non so, che il riciclo costava più che la bottiglia nuova , sia in termini ci costi e soprattutto di energia. Quindi monitorare e valutare bene prima di estendere genericamente.
seneca pericle
16 ottobre 2017 alle ore 13:09Ottima idea ! Speriamo che in questo modo si costringano gli esercenti a versare il contenuto delle bottiglie in bicchieri così da non lasciare vetro in giro per le città. Se poi fossero obbligati ad usare bicchieri biodegradabili si eliminirebbe una buona parte dei rifiuti in giro !
anna quercia
16 ottobre 2017 alle ore 13:20mi piace questo,così si risparmi e ci guadagniamo per l'ambiente
Luigina Rosa
16 ottobre 2017 alle ore 15:11Sono anni che mi informo su come riciclare i boccettini di opercoli comprati in erboristeria....è vetro marrone,infrangibile e mi hanno detto che costa alla ditta 4 euro....perchè buttarlo??? Potrebbero mettere in erboristeria un contenitore per la raccolta....e,risparmiando sul vetro,magari,far pagare di meno il prodotto...e,magari,molta più gente potrebbe permettersi di curarsi in modo naturale.....!!!!
Anna M.
16 ottobre 2017 alle ore 15:05Dove sono gli allegati?
ROSSANA I.
16 ottobre 2017 alle ore 15:18FINALMENTE!!!!....in questo modo non si vedranno piu' bottiglie in giro tutti le raccoglieranno per rimediare qualche soldino spero si allarghi anche alle bottiglie di detersivi e altro!!!
Franco Rattone
16 ottobre 2017 alle ore 16:25Il vuoto a rendere per il riutilizzo era già largamente praticato in passato e qualcuno lo pratica ancora limitatamente all'acqua minerale. Per quel che riguarda l'acqua però vorrei sottolineare che l'abbandono del sistema è stato causato pure dalle scelte dei consumatori che hanno preferito la plastica più leggera da portare e comunque meno fragile. Il successo dell'iniziativa al di là dell'economicità va ricercata dunque nelle scelte del consumatore.
Alex Crema
16 ottobre 2017 alle ore 17:09Sicuramente sarà (forse) legge utile, ma posso ipotizzare i mancati incentivi:
a) I comuni non risparmiano nulla e neppure i cittadini dove esiste la raccolta differenziata. Invece ci perde la società che gestisce la raccolta e che il vetro lo vende.
I costi di gestione del vetro non dipendono dalla quantità trattata che sono fissi ma, vendendone di meno guadagnano di meno...il rifiuto è un business!
b) Dove la raccolta differenziata non è applicata, un po' di vetro in più o in meno, fa poca o nulla differenza e finisce tutto in discarica.
c) Se mai ci fosse un risparmio...si tradurrebbe in un aumento TARI...le occasioni non mancano mai per aumentare le tasse.
La morale ai lettori...
Giuseppe Flavio
18 ottobre 2017 alle ore 18:54Non so se sia vero, ma a me sembra che il riciclo delle bottiglie di vetro, tutto sommato costi di più alle aziende che comprare bottiglie nuove.
Perchè le nuove sono pulite per definizione e tutt'al più usufruiranno di una sciacquata.
Le riciclate hanno le etichette; necessitano di un lavaggio accurato; devono essere selezionate per capacità, dimensione, forma etc. tutte operazioni che costerebbero di più che una bottiglia nuova.
Qualcuno può dire di più e di meglio
GIORGIO S.
16 ottobre 2017 alle ore 17:54Si dovrebbe incoraggiare l'esercente anche se comunque dovrebbe avere l'obbligo di portare il vetro alla differenziata. Il "disturbo" sarebbe l'immagazzinaggio ordinato dei vuoti. Uno sconto sulla tassa dell'insegna o sui tavoli lo invoglierebbe. Ma i Comuni lo sanno? E sarebbero disposti a rimetterci?
Vedrete che non ne faranno nulla se non obbligati - non so come - a far rispettare la norma.
Alex
16 ottobre 2017 alle ore 18:47Tecnicamente sarà anche una legge interessante, tuttavia la mia opinione è che i 5stelle dovrebbero occuparsi del VERO problema relativo al riciclo e al riutilizzo delle materie prime; ovvero, da quando non si può praticamente buttare via più niente, le tasse locali sui rifiuti, sono sempre più aumentate. Questo è uno scandalo ed è paardossale, in quanto siamo noi cittadini a fornire materia prima gratuita alle varie industrie produttrici di imballaggi, contenitori ecc. Dovrebbero darci soldi LORO o, perlomeno, avere un vantaggio economico inteso come riduzione dei tributi locali così da non essere gravati da tasse sempre più esose. I vari imballaggi che buttiamo non sono "gentilmente" smaltiti dalle industrie per farci un favore, sono preziosa materia prima. Praticamente è come, mutatis mutandis, avere una miniera d' oro in casa e pagare noi per portarlo alla zecca!
Fabio Bagnoli
16 ottobre 2017 alle ore 18:49negli anni 70 era normale che anche il consumatore rendesse il vuoto delle bottiglie di vetro con cauzione , infatti no si vedevano bottiglie di vetro in giro per la strada e noi che che all'epoca eravamo poco più dei ragazzini ci piaceva molto , con i soldi della cauzione , 50 lire per le bottiglie da 1 litro e 100 lire per i famosi boccioni da 2 litri andavamo dal pizzicagnolo sotto casa con la possibilità di ricevere la cauzione per poi comprarci giornaletti e figurine ...bei tempi .
FABRIZIO P.
16 ottobre 2017 alle ore 19:32senza sgravi per l esercente resta " peso" in piu' ...la grande distribuzione sicuramente potrebbe incentivare parecchio ...speriamo
pietro marceddu (sarduspater4)
16 ottobre 2017 alle ore 21:23aspettavo da anni una legge del tipo suddetto. Cominciamo a sfoltire l'immondezza con cui stiamo riempiendo il mondo. Ogni materiale dismesso è utile per qualcosa.
Facciamolo tutti con un poco di guadagno che serve anche a invogliare la gente non solo a raccogliere le cose buttate ma anche a guadagnare qualcosa. E' giusto che i senza-lavoro possano in tal modo aiutare la loro economia invece di rimanere stravaccati in attesa di un lavoro che per alcuni non arriverà mai
mario campesato
16 ottobre 2017 alle ore 22:27io sono sempre stato un ambientalista con il pallino dell'agricoltura fin da quando ero un ragazzino ;il grosso dramma è che tanti luoghi che frequentavo erano quasi puliti senza troppo inquinamento,ma poi un bel giorno li ho visti invasi dai rifiuti di materie plastiche ed inquinati dalle acque luride...la cosa mi ha lasciato senza fiato! Spero che tutti gli italiani che sono animati anche da uno spirito nazionale possano sovvertire queste situazioni di degrado ambientale se non altro per migliorare la propria esistenza! Perchè oltre al vetro bisogna anche riutilizzare le resine e i contenitori plastici ed evitare gli scarichi civili dentro i corsi d'acqua!Comunque la valorizzazione dei rifiuti con il loro riutilizzo potrebbe creare sia nuove fonti energetiche e sia anche nuovi posti di lavoro!Io ci spero... anche se sono in italia dove tante cose o non vengono realizzate o finiscono male!
Giusi Turla
17 ottobre 2017 alle ore 18:55Per quanto riguarda ad esempio i frantoi che hanno la possibilità di imbottigliare l'olio ottenuto dalla molitura delle olive? Non possono essere inclusi in questo test?
andrea
20 ottobre 2017 alle ore 14:31noi ci saiamo dal 2008, e attendavamo il regolamento sul settore, ma ci sembra come sempre una cosa all' iltaliana, il sistema non puo' essere gestito dai locali, ci vogliono aziende come la nostra che recupera, controlla , seleziona e poi restituisce all' azienda proprietaria, anche con la possibilita' di riavere la bottiglia gia' lavata e sanificata, perchè nessuno possiede gli impianti adeguati se non poche grandi aziende, e tutto questo è la nostra attivita' in attesa da anni e visto come è improntata la legge, abbiamo poca fiducia della riuscita.
