
Nell'#Italia5Stelle l'acqua pubblica è fuori da ogni gioco di business
5 settembre 2017 alle ore 10:34•di Federica Daga
di Federica Daga, M5s Camera
Ciao a tutti, l'estate 2017 sarà ricordata per la terribile siccità. Chi ci governa ha saputo solo proporre la privatizzazione delle risorse idriche, come se gli italiani non si fossero già espressi con il referendum. Sull'acqua pubblica non si può mai abbassare la guardia, perché l'acqua fa gola a molti, a tutti quelli che pensano che non sia una risorsa per la vita da tutelare ma uno dei tanti business.
Per noi l'acqua deve essere fuori da ogni gioco di business, e gli utili devono essere reinvestiti in manutenzione delle nostre reti colabrodo e in servizi ai cittadini. Il MoVimento 5 Stelle al governo metterà l'acqua davvero al sicuro. Di questo e di tanto altro parleremo insieme nell'edizione di quest'anno di Italia 5 Stelle - Rimini 22, 23, 24 settembre 2017. Partecipa e, se puoi, aiutaci con una piccola donazione. Grazie di cuore!
Commenti (8)
Marco Palombi
5 settembre 2017 alle ore 12:56Grazie Federica per il suo impegno su questo argomento così delicato. Scrivo dalla provincia di Frosinone dove il disastro acea si è palesato come non mai questa estate. Altrettanto palese è il disinteresse su questo argomento della maggior parte degli organi di informazione nazionali nonostante la portata dello scandalo.
massimo m.
5 settembre 2017 alle ore 14:23C'è un bel libro sul 2050 e la guerra dell'acqua, le cui tesi sono state definite assai poco romanzesche e molto reali dallo stesso mondo scientifico, che evidenzia la minaccia di conflitti che potrebbero derivare dalla sua scarsità e dalla sua privatizzazione.
Oltre agli Italiani che si sono già espressi invano con un referendum, vanificato dalla partitocrazia cieca e collusa, il MoVimento è l'unica forza politica che continua a battersi per un'Acqua pubblica, consapevole della delicatezza estrema del problema.
Grazie Federica!!
nron shine
5 settembre 2017 alle ore 15:06STATALI
Uno dei grossi problemi dei lavori statali, dopo molti altri, ma che fatalmente, ne diventa il dominante e':
Prima ci sono:
Assistenzialismo
Conoscenze
Raccomandazioni
Selezioni
Utilita'
Utilizzazioni
Organizzazioni
Produttivita'
Efficienza
Assenteismo
Furbismo
Costi
Totale scollegamento dal concetto di qualita'/prezzo
E':
Sicurezza.
Remunerazione e privilegi CERTI, che le cose vadano bene o male. Che lo Stato guadagni o perda. Che i soldi ci siano o meno. Che tutto questo sia sostenibile o NO.
Nel privato, dopo che tutti vengono resi consapevoli degli andamenti aziendali, e, correttamente, indirizzati ad esserne compartecipi, prima vengono ridotti gli straordinari, poi, utilizzate le ferie, poi, le casse integrazioni, poi alcuni licenziamenti, poi, tutti a casa, poi, chiusura, delocalizzazione, fallimento.
Nello Stato NO.
E tutti a rivendicare DIRITTI e SICUREZZE, aumenti e carriere, lotte e contestazioni.
Una Italia, divisa NON tra Nord e Sud, ma tra Pubblici e Privati.
giovanni purentur
5 settembre 2017 alle ore 22:47e con acea a roma cosa state facendo? perche continuano a comandare i soliti privati dato che voi siete gli azionisti di maggioranza?
Emilio Mari
5 settembre 2017 alle ore 23:03vogliono privatizzare l'acqua iniziando ad inibire le pioggie artificialemente , quanti mesi sono che non piove a modo sull'italia? una volta che sarà prosciugato tutto con la guerra climatica causando sempre più siccità brinderanno alla privatizzazione dell'acqua https://www.youtube.com/watch?v=Xyh6crUvt1k
SANDRO MARRONE
7 settembre 2017 alle ore 10:05A non funzionare è il modello scelto per la gestione delle risorse pubbliche, come l'acqua (ACEA), o dei servizi essenziali, come nettezza urbana (AMA) e trasporti e ATAC.
Il modello fallimentare è questo:
- società di diritto privato (S.p.A) come gestore;
- capitale in maggioranza o interamente pubblico;
- gestione in regime di monopolio.
Il punto essenziale è che una società privata senza concorrenti non ha alcuna motivazione ad essere efficiente.
Il socio pubblico, che si suppone abbia interesse all'efficienza della fornitura o del servizio, non può supplire alla mancanza della funzione svolta dalla concorrenza agendo solo dal CDA, perché il CDA non ha compiti di gestione e verifica delle procedure interne. Può solo deliberare gli indirizzi generali e scegliere il management. Ne consegue che al socio pubblico tocca solo ripianare i debiti (AMA, ATAC) o partecipare agli utili generati grazie al socio privato, facendo però scontare alla cittadinanza un alto costo della fornitura e il disinteresse per gli investimenti. Per il socio privato, infatti, non ha senso reinvestire gli utili visto che non ha concorrenti da battere col miglioramento del servizio e il contenimento dei costi.
Ne risulta che AMA e ATAC sono inefficienti e costose e che ACEA è inefficiente e redditizia. In ogni caso ai cittadini tocca scontare l'inefficienza di queste aziende.
Soluzioni. Il ritorno alla gestione diretta da parte del Comune di sicuro non migliorerebbe l'efficienza. Spezzare il monopolio affidando la gestione delle risorse pubbliche a più aziende non avrebbe senso, si otterrebbe solo di moltiplicare i monopoli.
L'unico modo, a mio avviso, è far si che sia il gradimento degli utenti a fare le veci della concorrenza. Così che se il servizio è pessimo e il gradimento scende questo si ripercuota direttamente sulla carriera e sui compensi di chi lavora in azienda: dal management in giù.
paola
8 settembre 2017 alle ore 13:23spero di dare un contributo pratico. Noi abitanti dell'Esquilino,dove in molti condomini manca l'acqua da anni e siamo stati costretti a riesumare i "cassoni" di riserva, anni fa dovemmo fare il libretto del fabbricato. 2 figure professionali: ingegnere e geologo. E la relazione del geologo fu stupefacente: sotto l'Esquilino scorre un fiume. Sono stati fatti accertamenti per sapere se quell'acqua puo' essere resa potabile e utilizzabile dai cittadini? L'aiuto dei geologi - categoria tanto preziosa quanto bistrattata nell'Italia dei terremoti e dei disastri ambientali - potrebbe rivelarsi preziosa per il Comune di Roma. Magari ques'acqua si trova anche in altre zone della città. Perché non indagare?
Zampano .
8 settembre 2017 alle ore 21:18Il bello è che l'Italia è circondata dal mare, ed è un grosso vantaggio. In Australia e in altri paesi molto desertici usano i dissalatori per portarsela a casa...
