
Fuori le scorie dalla Sardegna
30 settembre 2017 alle ore 10:11•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle Sardegna
Fuori le scorie dalla Sardegna. Una frase ripetuta come un mantra dai nostri sindaci che domani, sabato, raccoglieranno le firme per dire forte e chiaro: non vogliamo che il deposito di scorie radioattive arrivi in terra sarda.
La protesta è comprensibile: la Sardegna ha già dato. Schiava del potere militare ha sacrificato i suoi angoli più belli a esercitazioni, simulazioni belliche, materiali pericolosi e, appunto, radioattivi.
La Sardegna non vuole un deposito che la politica non intende governare. Nel senso più alto del termine. Da due anni la Carta delle aree potenzialmente idonee giace nei cassetti del Ministero dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Un procedimento che era stato promesso come trasparenze e coinvolgente delle esigenze territoriali è gestito come sempre nel segreto delle stanze ministeriali.
Possiamo aspettarci solo il peggio da un governo che non vuole affrontare il problema. Che preferisce magari far imporre la soluzione pescata dal cilindro dai militari, che non dialoga con i territori, che non è capace di scegliere.
Crediamo che la Sardegna non sia un territorio adatto. È vero che è la meno sismica tra tutte le regioni, ma è circondata dal mare, per trasportare le scorie e i rifiuti radioattivi a media e bassa attività serviranno navi, serviranno i nostri porti, serviranno le nostre infrastrutture.
E invece il MoVimento 5 Stelle ha altri piani per questa terra bellissima e già martoriata. Turismo, agricoltura a filiera corta, sviluppo sostenibile: che fine faranno se il nostro entroterra dovesse essere sventrato per costruire una struttura di cui nessuno oggi è in grado di definire con esattezza dimensioni e caratteristiche? Apprendiamo dal programma nazionale per la gestione delle scorie (pubblicato a luglio, costringendo associazioni e enti locali a produrre le osservazioni previste dalla legge durante il mese di agosto: per la serie eccola la trasparenza invocata) che finiranno in questo deposito anche i rifiuti radioattivi dei procedimenti industriali e quindi anche dei Sin, i siti di interesse nazionale, i buchi neri del nostro paese. Ma cosa contengono questi siti? E quanti metri cubi di rifiuti pericolosi? Non si sa, perché spesso non sono partite nemmeno le caratterizzazioni delle bonifiche.
E noi sardi dovremmo fidarci i un governo che ci rassicura con belle parole e che ancora una volta sta nascondendo la polvere sotto il tappeto?
Dovremmo fidarci di chi utilizza il territorio come una discarica, senza rispettare i cittadini e le sue potenzialità di sviluppo?
Vi aspettiamo ai banchetti e vi chiediamo di venire a firmare la nostra petizione. Con armi, rifiuti e radioattività abbiamo già dato.
Commenti (46)
Nello R.
30 settembre 2017 alle ore 11:40il problema è solo dove metterle in sicurezza
Serve un area geologicamente stabile , purtroppo o per fortuna , la Sardegna è l'area più stabile dell'Italia
Servono aree sorvegliate , la Sardegna purtroppo o per fortuna è piena di basi militari, che sono e sono state ai tempi del servizio di leva ,
una fonte di economia per i paesini interni della regione
penso a Macomer e Perdasdefogu
il m5s non può essere il movimento dei NIMBY
alias ..
NON NEL MIO GIARDINO
se c'è un sito più sicuro in Italia dove metterle
DITELO !
bisogna prendere delle decisioni
fare le cose per bene ..
spiegare alla popolazione
indennizzare la popolazione ,per i disagi
BISOGNA ESSERE SERI
e prendere decisioni
questo non è un mondo perfetto ,
bisogna fare delle scelte
LE MIGLIORI POSSIBILI !
my 2 cent
Zampano .
1 ottobre 2017 alle ore 11:23Caro Nello,
è tipico dei politici italiani utilizzare la scusante "posto sicuro", "posto stabile" e così via per scaricare ogni schifezza possibile su una qualche regione. Sa perchè è stata scelta la Sardegna? Perchè la Sardegna è lontana dalla Penisola e quindi viene comodo ai politici scaricare tutto laggiù. Guardi la Storia (e non me ne vogliano i sardi se ho dimenticato qualcosa) e scoprirà che sin dalla notte dei tempi questa isola, che potrebbe vivere di solo turismo data la natura unica e incontaminata, veniva usata per questo scopo. Ad esempio, l'imperatore Tiberio inviò laggiù ben 4000 persone turbolente per tenerle lontano da Roma. Durante l'ultima guerra i Savoia usarono l'isola a mo di "portaerei geografica" e per questo fu rasa al suolo dagli Alleati. Nel dopoguerra furono costruite basi militari e campi di esercitazione non solo per gli italiani ma anche per altri eserciti (es. Israele). Negli anni 90 furono inviati là gli hooligans; nel 2008 per volere di Prodi fu inviata la monnezza di Napoli; in tempi lontani e vicini, detenuti pericolosi: mafiosi, br, camorristi, terroristi stranieri. Persino il mostro di Foligno è stato mandato là. I fratelli sardi hanno diritto o no di lamentarsi e dire no? Io credo di sì e sarebbe anche ora che ci si immedesimasse di più negli altri e che si pensasse di meno agli interessi di parte, soprattuto a decisioni politiche sbagliate. Bisogna combattere uniti affinchè questo non accada nè in Sardegna nè in nessun altra parte d'Italia. Va detto NO al deposito di scorie e no a quei politici che vogliono distruggere il nostro ecosistema.
Nello R.
1 ottobre 2017 alle ore 21:37continui a non rispondere ..
se non in sardegna allora dove ?
a MALAGROTTA ?
io mi sono subito la discarica più grande d'europa , per 40 anni ..
sono una vittima ?
NO
oggi si , perchè con la differenziata
il riciclo spinto
leggi per la riduzione e il riciclo degli imblallaggi
leggi per il fine vita dei prodotti , per avviarli al riciclo e al riuso
il problema poteva essere alleviato
e anche di parecchio
decenni fa .
ma il nucleare ?
avete idea di che c. parlate ?
o siete solo altri paraculi ,
che con la pretesta cercano visibilità ?
-_-
Zampano .
2 ottobre 2017 alle ore 10:10Caro Nello R.,
il fatto che tu abbia respirato il profumo della discarica più grande d'Europa significa forse che anche gli altri debbano fare altrettanto? E' forse colpa della Sardegna se tu hai respirato aria inquinata? Inoltre qui parliamo di SCORIE e non di bucce di patata e scatole di pummarola, cioè parliamo di RADIAZIONI, qualcosa che la Sardegna già conosce, avendo ricevuto in passato oltre 300 tonnellate di rifiuti radioattivi (vedi i fatti legati all'uranio impoverito). Tu chiedi la soluzione e io l'ho scritto in più messaggi. Le scorie in Italia NON CI DEVONO STARE, se le prendono a pagamento le altre nazioni e così abbiamo risolto il problema, cioè salvaguardato l'ambiente e la salute degli italiani.
Veronica2
30 settembre 2017 alle ore 12:05La sardegna ha ragione con le basi militari pare che siano residuati, alla Maddalena, i depositi mai rimossi degli americani. Ci sono campi di ex esercitazioni militari che sono contaminati dalle armi usate.
La Sardegna ha da sempre governi che non l'hanno mai tutelata, pensiamo alla cementificazione delle coste, ai trasporti pubblici inesistenti, per il collegamento con la terraferma. I sardi devono avere il coraggio di scrollarsi di dosso i parassiti della politica.
id &as
30 settembre 2017 alle ore 12:19OT? Un deposito nazionale unico per le scorie nucleari. Al via l'operazione trasparenza
I depositi nucleari vicino a casa
Oggi, i 25-30mila metri cubi di rifiuti a media e bassa attività sono disseminati in tutta Italia in una ventina di depositi e siti diversi e altri minori, per esempio gli stoccaggi provvisori degli ospedali. Tranne i sardi, ogni italiano ha almeno un deposito di scorie nucleari o uno toccaggio minore a meno di cento chilometri da casa, e in alcune zone d'Italia la densità è altissima come accade in Piemonte, dove i vercellesi sono attorniati da una mezza dozzina di depositi di diversa tipologia, ma accade anche in Lombardia o nel Lazio.
http://bit.ly/2x4u16e
Zampano .
3 ottobre 2017 alle ore 15:49Caro id &as,
temo che l'articolista sia disinformato. In Sardegna ci sono oltre 300 tonnellate di rifiuti radioattivi. Secondo te, con questo po-po' di roba, i sardi dovrebbero prendersi pure le scorie degli altri? Questo genere di rifiuti in Italia non ci deve stare, vanno "traslocati" altrove, fuori dai confini nazionali.
Zampano .
3 ottobre 2017 alle ore 15:56Caro id &as,
temo che l'articolista sia un tantino disinformato. In Sardegna ci sono oltre 300 tonnellate di rifiuti radioattivi. Secondo te, con questo po-po' di roba, i sardi dovrebbero prendersi pure le scorie degli altri? Questo genere di rifiuti in Italia non ci deve stare, vanno "traslocati" altrove, fuori dai confini nazionali.
id &as
30 settembre 2017 alle ore 12:27OT? Ex centrali atomiche smantellamento più caro.
Resta incerto il sito dove sorgerà il deposito con le scorie.
http://www.confindustria.vicenza.it/rassegna/20170920/VE63127.pdf
http://bit.ly/2xRnzns
id &as
30 settembre 2017 alle ore 12:33OT? Sogin, 400 milioni in bolletta per l'uscita dal nucleare
Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, ha promosso il programma di decommissioning ma ha alzato i costi di 400 milioni di euro che saranno pagati in bolletta elettrica
http://bit.ly/2hBYyqc
giovanni .
30 settembre 2017 alle ore 12:57LA SARDEGNA
una delle regioni più belle d'italia ha già dato.
Lo Stato deve smetterla di sfruttarla per gli affari suoi
giorgio peruffo
30 settembre 2017 alle ore 13:54Non solo. La pulizia và fatta a spese di chi ha inquinato.
E se a inquinare è stata la NATO? (leggi USA)
Il "fiero ed inflessibile" Governo italiano si calerà i pantaloni ancora una volta.
mario pirrello
30 settembre 2017 alle ore 13:56I partiti in parlamento
tutti stesi a dormicchiare
sono peggio di un tormento
in attesa di rubare.
Mentre passa, questo è il peggio :
il tempo. E, con l'intenzione
che matura il privilegio
ed arriva: la prescrizione.
Carlo D'Ottone
30 settembre 2017 alle ore 14:25Ci sono zone inquinate da esercitazioni militari che non saranno mai bonificate e quindi mai accessibili e disponibili ai sardi. Questa potrebbe essere l'occasione per riprendere il controllo del territorio, se non altro impedendone il mercimonio ed ulteriori inquinamenti incontrollati per materiali utilizzati e spazi contaminati. Se si sceglie il territorio finora utilizzato per esercitazioni militari i cittadini non devono rinunciare neppure ad un mq in più di quanto oggi viene precluso, il territorio verrebbe bonificato e gli organismi territoriali potrebbero partecipare al controllo di quanto avverrà in qugli spazi per la costruzione del famigerato deposito. Sarebbe un atto di trasparenza e di maggior sicurezza sanitaria per la certezza di quanto avviene nel territorio. Oggi la zona militarizzata impedisce qualsiasi tipo di controllo sistematico, se il poligono si trasforma in deposito nazionale si dovrà pretendere una partecipazione dei rappresentanti locali ed una corretta e trasparente informazione. Tra l'altro, considerate le cifre in gioco per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, la costruzione di un porto mirato al ricevimento delle navi con i carichi da immagazzinare, non sarebbe eccessivo anche perché contribuirebbe alla filosofia di non utilizzare ulteriori spazi e sigillerebbe la zona di transito dei materiali.
Potrebbe essere una soluzione.
andrea a44
30 settembre 2017 alle ore 18:21torniamo sempre al discorso di quello che e facile fare il finocchio col culo degli altri.
Carlo D'Ottone
30 settembre 2017 alle ore 21:51Non si può liquidare un argomento così delicato con una battuta da Bar dello sport, proponga un'alternativa argomentata. Tra l'altro se ha compreso la proposta i territori da utilizzare sono "sequestrati" da anni per esperimenti militari, di certo, in caso di restituzione alla comunità, non saranno normalmente fruibili per molti anni. Invece di battute sprema le meningi per proposte valide.
andrea a44
30 settembre 2017 alle ore 23:01se ho ben capito la sua idea e',visto che si tratta di zona degradata carichiamola con un carico per l'eterno perche' di questo si tratta.io invece dico che si dovrebbe bonificare anche se saranno molti anni ,saranno sempre molto molto meno di quelli che prevede il suo progetto.secondo ,lei la fa troppo facile chi mi dice che una volta messo in opera sara'qualcosa di tollerabile non dico dalla gente del posto che sicuramente saea' contraria ,ma a mio avviso anche da molta gente con un poco di umanita' che ancora abita questo stracci di stivale.non prendo neanche in considerazione la parola dei politici attuali ne tantomeno quella dei militari.dipendera' dal popolazzo se vorra o meno che la sardegna diventi una discarica nucleare perenne anche per altri stati ,perche' la marmaglia che oggi comanda il mondo ne e' capace.
Carlo D'Ottone
1 ottobre 2017 alle ore 08:54Quando mio figlio diciottenne mi chiese di poter prendere il brevetto di paracadutista andai a vederlo mentre seguiva le lezioni degli istruttori, imparava le regole ed i comportamenti. Alla fine stimai meno pericoloso il lancio con il paracadute cheuna eventuale frequentazione notturna di discoteche con viaggi in auto magari con un surplus di alcol. Se ci si comporta con razionalità, una situazione controllata è più sicura. Attualmente anche le zone limitrofe del poligono soffrono di inquinamenti sconosciuti, nascita di agnelli deformi, frequenza di malattie particolari, ma tutto viene messo a tacere e non si può chiedere di indagare. Il problema del deposito non è la tecnologia ed il materiale stoccato, sono gli uomini ai quali verrebbe affidata l'impresa, e su questo sono in accordo con lei. Le grandi opere in Italia sono costosissime rispetto a quelle di altri paesi e non sempre eseguite ad arte. Comunque visto che si pensa solo a discariche di materiale radioattivo e non molto alla loro neutralizzazione, si potrebbe ipotizzare un deposito profondo sotto le Alpi, secondo la tecnica svizzera che appare più sicura di quella francese. C'è solo da individuare il punto, probabilmente nella parte est, quella ovest è storicamente esposta ad eventi sismici. Ma un luogo deve essere individuato.
Carlo D'Ottone
1 ottobre 2017 alle ore 09:02Si deve individuare una zona, preferisce le alpi orientali, quelle occidentali storicamente sono soggette ad eventi sismici, magari creando un problema come per i lavori della TAV ? Il problema, e su questo sono in accordo con lei, sono gli che dovranno gestire il tutto, non le tecnologie. In Svizzera hanno creato più depositi con il massimo riguardo per la salute dei cittadini ed i costi per i contribuenti. Insomma se si ha da fare lo si faccia nel modo migliore e senza piagnistei ma con razionalità ed onestà.
Carlo D'Ottone
1 ottobre 2017 alle ore 09:05così non risolve il problema, forse preferisce una soluzione tipo Svizzera con depositi profondi sotto le Alpi ? Proponga, è facile lanciare critiche senza alternative.
Zampano .
1 ottobre 2017 alle ore 10:29Caro Carlo D'Ottone,
le famose bonifiche sono solo un tranquillante per il popolo ingenuo. Una volta che l'inquinamento ha coinvolto le falde acquifere, non c'e' più niente da fare, si può dire addio al territorio sardo e anche alla popolazione. Ricordo un reportage dato in Rai sulle esercitazioni militari in Sardegna. I pastori si lamentavano dei tumori e mostravano vitellini e agnelli nati deformi, persino con due teste e sei gambe. Roba da Mururoa. C'e' una soluzione unica: non portare scorie in nessuna parte d'Italia.
Nello R.
1 ottobre 2017 alle ore 11:17l'Alternativa ZAMPANO ?
dite l'alternativa ..
o state muti
altrimenti siete dei politicanti del cazzo qualsiasi !
i nimby mi stanno sui coglioni a prescindere dal colore politico
la nostra società è piena di problemi
bisogna dare soluzioni
LE MIGLIORI E PARTECIPATE POSSIBILI
MA SOLUZIONI !
la Raggi ha avuto i suoi difetti , ma non sta nascondendo i problemi sotto il tappeto ..
sta provando a risolverli
LASCIAMO LA PROPAGANDA anti .. agli altri
Zampano .
1 ottobre 2017 alle ore 11:49Caro Nello R., Roma
premesso che se la mia è propaganda "anti" la tua è propaganda "pro" (e in questo la tua visione non è diversa da quella di massoni e lobbisti che ci lucrano sopra, inclusi quei "politicanti del cazzo" di cui tu parli). Secondo punto, a me invece stanno sul cazzo quelli che che impongono il "mutismo". Questo genere di consigli tienili per te e per tua sorella. Tornando all'argomento, bisogna dire no alle scorie, esistono fonti energetiche alternative meno inquinanti, tecnologie che possono essere sviluppate nel tempo con vantaggi per l'ambiente e gli esseri umani. Delle energie rinnovabili ne parla Rubbia da anni.
Nello R.
1 ottobre 2017 alle ore 21:20quelli che sanno, fanno e propongono ..
quelli che non sanno protestano a cazzo e vogliono fare i politici di professione ..
ho visto troppi pupazzi rovinare il paese con la protesta ..
l'ultimo patetetico è Capanna ,
da democrazia proletaria
a
non toccatemi il vitalizio .
con i "radicali liberi" , che hanno campato 50 anni con la legge sul divorzio e sull'aborto ..
trattando da minorati il popolo .
i finti verdi, che hanno usato il partito come taxi , per arrivare ai vertici delle aziende energetiche..
Se le scorie nucleari fossero commestibili
io mi offrirei volontario per mangiarmele
ma non lo sono
dovranno essere conservate per secoli nel posto più sicuro e sorvegliato che riusciamo a trovare in Italia
PUNTO.
tutto il resto sono solo chiacchiere da bar di chi non ha mai affrontato e risolto un problema importante nella vita .
insomma come quelli che diciamo di combattere ..
la partitocrazia
generata dai centro SOSCIALI rossi e neri del paese
i
FACCIO COSE VEDO GGENTE ,PE FA GNENTE !!
di morettiana memoria
no scorie in Sardegna ?
ALLORA DOVE ?
la protesta senza proposta
vale meno di zero
Zampano .
2 ottobre 2017 alle ore 10:24Caro Nello
cos'e' questo, il parere del medico? "dovranno essere conservate per secoli nel posto più sicuro e sorvegliato che riusciamo a trovare in Italia". Chi l'ha deciso? I lobbisti? Coloro che ci lucrano? Questa era l'idea che aveva l'UE, ogni Stato membro deve occuparsi della cosa, ma tale proposta può benissimo essere mandata affanculo, soprattutto se tu al tuo Paese ci tieni davvero. Se devi spendere e nel contempo tutelare il popolo e l'ambiente, prevenire è meglio che curare. Puoi pagare un altra nazione e quella se le prende al posto tuo. Non c'e' bisogno che restino in Italia.
ALFREDO DI LORENZO
30 settembre 2017 alle ore 15:38Piu' che delle scorie mi preoccuperei delle bombe atomiche conservate in Sardegna.
Zampano .
2 ottobre 2017 alle ore 09:34Caro Alfredo,
le atomiche sono soprattutto nel meridione della nostra Penisola e se dovesse succedere una disgrazia, dell'Italia rimarrebbe ben poco, solo una parte, quella del nord. Questo per volere degli USA (a casa loro non le vogliono!), che hanno chiesto all'Italia se può conservargliele, anche nella prospettiva di una nuova guerra contro i paesi a noi vicini (Mediterraneo o Europa dell'est, cioè Russia). Saluti.
Maurizio De Tomasi
30 settembre 2017 alle ore 15:43Mi domando come possano voler tutto questo, anche solo per il fatto che molti Politici vengono in Sardegna in Estate, e allo stesso tempo vogliono rovinarla ancor più di quanto non la sia già!!!!
giovanni lasalandra
30 settembre 2017 alle ore 18:51Da tempo in Basilicata si sta assistendo a falsità e bugie che ci vengono propinate dalle più alte cariche che avrebbero dovuto controllare lo stato di "salute"del suolo, dell'acqua e dell'aria in Basilicata. In particolare come ha sempre denunciato il Gruppo degli attivisti sul nucleare, siamo purtroppo certi che qualcosa sia stato commesso all'Itrec della Trisaia di Rotondella (MT): purtroppo così si è dimostrato. Da analisi commissionate dalla stessa Sogin e visibile dalle Tavola di Isoconcentrazione delle Acque di Falda si nota come la concentrazione di alcunoi inquinanti (Cromo esavalente...) è di gran lunga superiore alla norma...(mi chiedo esiste un minimo per il Cromo Esavalente)). La domanda diventa spontanea: Chi avrebbe dovuto valutare questi rischi quando e stato ceduto la proprietà/affitto del sito nucleare?..doveva essere la sogin (l'affittuario??) doveva essere l'Enea?...chi erano i direttori dell'Enea. La mancata valutazione dei rischi è stato sottolineato dalla sentenza n17 del 2017 RG 413/2010 cita testualmente : Sulla base delle prove in atti e dei ricordati principi giurisprudenziali deve ritenersi sussistente il nesso eziologico tra la malattia denunciata ( da un dipendente Enea - Tumore alla prostata cfr) e l'attività professionale svolta dall'originario ricorrente. ( Esposizione durante tutto il periodo lavorativo a sostanze tipo..Cadmio sostanze cancerogene e mutageniche cfr)
Elia Porto
30 settembre 2017 alle ore 20:19Chi di scorie radioattive ferisce di scorie radioattive perisce. I sardi hanno subito di tutto da tutti, ora basta! Avviso ai naviganti non portate le scorie in Sardegna o sarà guerra!
Gino Pili
1 ottobre 2017 alle ore 01:09Non per dirvi Sardegna ,denuclearizzata ma universo denucleariz
zato,sono 40 anni che contribuisco col mio lavoro al benessere nazionale,recentemente mi sono ulteriormente indebitato per installare il fotovoltaico.credo di avere diritto per dire no alle scorie radioattive nella terra che a me,ha dato i natali,
A tantissimi può concedere un se pur breve periodo di vacanze.
Scusate sé il mio Italiano non è chiaro.
Carlo D'Ottone
1 ottobre 2017 alle ore 10:42Qual'è la proposta del Movimento ? No al deposito in Sardegna, forse va bene Capalbio ? La Valle d'Aosta, il Sud Tirolo ?
Zampano .
1 ottobre 2017 alle ore 12:16Ma perchè l'Italia? Perchè? Me lo vuoi spiegare? Tanto vale pagare una nazione che ha i suoi depositi e i rifiuti radioattivi se li prende per noi, con salvaguardia dell'ambiente italiano. In questo modo non spendiamo per il deposito nè per le eventuali bonifiche che ci costerebbero una cifra, e in più si tutela la salute degli italiani, che è la cosa più importante.
Carlo D'Ottone
1 ottobre 2017 alle ore 13:18La sua è proprio un distillato di egoismo, ma a parte questo per le regole ognuno si tiene le proprie scorie, tanto che la Francia ci vuole restituire quelle che noi le abbiamo dato, pagando, in deposito. Mi sembra giusto anche perché non praticando noi una politica energetica nucleare non abbiamo grosse quantità da smaltire oltre quelle delle vecchie centrali. Praticare la sua proposta sarebbe come "torniamo sempre al discorso di quello che e facile fare il finocchio col culo degli altri." sue parole. Ma oggi dovremmo ricorrere a situazioni tipo Jolly Rosso, affondamenti furtivi di navi nel Mediterraneo, invio abusivo delle scorie in paesi del terzo mondo corrompendone i politici. Insomma potremmo rivolgerci alla mafia per risolvere il problema. E' questa la sua proposta di soluzione ?
Zampano .
1 ottobre 2017 alle ore 19:51Carlo D'Ottone,
credo che Lei abbia sbagliato interlocutore. Se rilegge con attenzione quello che ho scritto, vedrà che io non parlo di "culo degli altri", e riguardo "l'egoismo", non vedo dove questo sia. Per Lei dovrei agevolare le proposte dell'UE ben sapendo che queste danneggiano la mia Patria? Ho infatti detto che l'Italia può benissimo consegnare le sue scorie ad altre nazioni e tutelare così il proprio popolo e ambiente.
Mara T.
1 ottobre 2017 alle ore 14:55In Sardegna NO PASARAN! E al diavolo tutti gli egoisti che pensano "sono pochi e isolati, possiamo sacrificarli".
andrea a44
1 ottobre 2017 alle ore 17:14gli egoisti sono tutti quelli che pensano ....tanto e terra inquinata e a noi non ci frega una mazza.cari signori ma l'onesta' dov'e'celavete sull'unghia del dito grosso?.il probblema e grave e non si puo' scaricarlo a un solo sito,io dico che dovrebbero risolverlo coloro che l'anno causato ivi comprese le popolazioni che hanno concorso insieme ai politicanti .pertanto dividere il malloppo in tante parti una per ogni regione ,cosi' vedremo quanti nimby saranno daccordo e comunque ogni regione dovra custodire la sua quota.altrimenti ridico cio' che ho detto e facile fare i........col ....degli altri .eche con tutta onesta' non possono essere i sardi. saluti achi li vuole.
andrea a44
1 ottobre 2017 alle ore 17:19non fateci caso se io scrivo male la mia idea pero e quella che tutti dobbiamo essere uguali
andrea a44
1 ottobre 2017 alle ore 17:37la favola che la sardegna e antisismica e una puttanata infatti ce stato un terremoto nel 48 e non vuol dire che non ci saranno piu'altri movimenti tellurici.eccheccasso.
Zampano .
2 ottobre 2017 alle ore 09:23Caro Andrea a44,
ho fatto una ricerca e confermo quanto Lei dice,
ci furono diversi terremoti nell'isola di Sardegna, e difatti si ricordano quello del 1771, 1817 (in realtà questo fu uno tsunami), 1838, 1870, 1948, 1960, 1977, 2006, 2011, 2012 (quest'ultimo leggero, magnitudo 4.5). A proporre l'isola come luogo per il nucleare fu la piddina Margherita Hack. Io sono dell'idea che l'Italia debba rimanere pulita, e che le scorie si possano consegnare ad altre nazioni. In questo modo spendiamo meno, tuteliamo la salute degli italiani e non inquiniamo il nostro suolo e le nostre acque. Cordiali saluti.
davide sechi
2 ottobre 2017 alle ore 11:03Ti suggerisco qualche dato. Il 61% dei demani militari italiani è in Sardegna, 35.000 ettari, compresi i tre poligoni dove da tutta Europa vengono a testare armi, comprese quelle all'uranio impoverito. Tralascio che in dote questi signori ci hanno portato la peste suina. I siti di interesse nazionale, territori fortemente inquinati in Sardegna coprono quasi 400.000 ettari di territorio. Oltre a tutto questo dovremmo subire anche un deposito di scorie? Giammai!
Carlo D'Ottone
2 ottobre 2017 alle ore 13:33Certo che il livello di questa discussione non mi sembra possa portare ad una proposta valida che un domani i portavoce 5S presentino in Parlamento. Mandare all'estero le scorie sembra non percorribile, quelle inviate in Francia ora ci verranno restituite; mandarle in paesi che non hanno depositi adeguati non mi sembra moralmente corretto, quindi troviamo una soluzione proponibile. I dati citati da Davide Sechi servono a comprendere quanto spazio sia stato sottratto al controllo dei cittadini sardi; la mia proposta era quella di riprendersi quei territori, provvedere ad una loro bonifica ed al loro interno impiantare il deposito che , come previsto nei vari progetti, dovrebbe avere anche un centro di controllo ed uno per gli studi sulla radioattività. Ciò comporterebbe un recupero nella fruibilità del territorio e del pieno controllo di tutte le zone interessate sottraendolo alle sperimentazioni militari sulle quali il controllo è nullo. In pratica non ci sarebbe sottrazione di spazi ma una loro parziale riacquisizione ed un pieno controllo delle autorità civili sullo spazio rimanente. Nulla verrebbe sottratto, il deposito è una entità controllata per definizione evitando inquinamenti casuali e incontrollate derivanti dalle esercitazioni. Ma non ritengo sia l'unica soluzione; rileggendo la storia del nucleare in Italia ( http://www.nonukes.it/nonukes/sogin.htm ) si ha un quadro abbastanza chiaro del problema che certamente non è risolvibile in un blog né tantomeno da persone con conoscenze superficiali dei fattori in campo, a cominciare dal sottoscritto. Ma ritengo necessario che il Movimento inizi ad impegnarsi per una soluzione razionale e realizzabile.
Zampano .
3 ottobre 2017 alle ore 09:23Caro Carlo,
tu dici: "mandare all'estero le scorie sembra non percorribile; mandarle in paesi che non hanno depositi adeguati non mi sembra moralmente corretto" Concludi quindi dicendo mandiamole in Sardegna e abbiamo risolto il problema. Il tuo modo di ragionare, questo preoccuparsi degli altri paesi ma non del tuo, mi lascia senza parole. Premesso che non è assolutamente vero che le altre nazioni dietro compenso non sono disposte a prenderle, più che della "questione morale" io mi preoccuperei della "questione salute" dei nostri connazionali. Dare le scorie a terzi è l'unica strada percorribile e conveniente per noi tutti. L'Italia più è pulita è meglio sarà per le future generazioni.
andrea a44
2 ottobre 2017 alle ore 21:33l'idea che concreta dai ragionamenti pro deposito e questa. daccordo ti abbiamo trattenuto 30 anni in galera ed eri innocente, e hai molto sofferto,adesso ti fuciliamo cosi' non soffri piu',povero popolo sardo.
mosè sorbo
3 ottobre 2017 alle ore 20:23e FUORI dalla Basilicata-Puglia- ex ITALIA
Giovanna Quotermayer
3 ottobre 2017 alle ore 20:32Mi piace che riteniate la Sardegna il posto più adatto. Peccato che la Sardegna non abbia usufruito dell'energia prodotta con i vostri sistemi perchè se l'è autoprodotta non usando il radioattivo, ed anzi esportandola. Adesso tutta l'immondezza volete portarcela perchè siamo piccoli sporchi e cattivi? Signor Nello R. le sue pretese sono a dir poco stucchevoli come quelle del sig. Carlo D'Ottone.
