#ProgrammaSicurezza - Sicurezza e libertà
27 maggio 2017 alle ore 13:37•di MoVimento 5 Stelle
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di Renato Scalia
Sicurezza e libertà sono da annoverarsi tra i fondamenti di una civiltà democratica. Queste due variabili vengono spesso considerate l'una in opposizione all'altra, ma in realtà sono finemente complementari.
Quando si invoca più sicurezza - quindi affidandosi alla protezione dello Stato, delle Forze dell'Ordine, dell'Intelligence (servizi segreti e di Informazione) e dell'Esercito - è naturale arrivare a cedere parti anche minime della propria libertà di movimento e della propria privacy, per consentire agli organi ed enti preposti azioni di prevenzione, controllo e difesa. Come qualunque armatura che si rispetti, anche l'armatura invisibile che chiamiamo "sicurezza" deve conoscere e saper interpretare il corpo di chi la indossa, in un reciproco adattamento fra le parti.
Allo stesso tempo, tuttavia, quando aumenta la sicurezza percepita intorno a noi, aumenta anche il nostro senso di libertà.
Una strada buia senza controllo e videosorveglianza è una strada libera. È una strada senza limitazioni o restrizioni, che chiunque può percorrere senza essere visto né registrato. È realisticamente libera. Ma allo stesso tempo è insicura: noi possiamo percorrerla senza lasciare traccia, ma anche chi ci vuole male è libero di fare altrettanto. E la paura che ci viene da questa insicurezza limita inconsciamente la nostra libertà di movimento, al punto da chiederci: mi conviene fare quella strada o è preferibile prenderne un'altra?
Una strada sorvegliata da telecamere e agenti in divisa o in borghese, invece, non è una strada libera. È una strada nella quale il nostro passaggio viene osservato, registrato e archiviato, incrociato con altri dati. Chi è in possesso di quelle informazioni può riconoscerci e identificarci, limitando la nostra privacy. Le Forze dell'Ordine che presidiano quella strada potrebbero anche fermarci e arrestarci, se fossimo fonte di pericolo imminente. Insomma non è una strada realisticamente libera per tutti. Ma è una strada "sicura", nella quale ci sentiamo più liberi di circolare.
Viviamo in un tempo in cui la minaccia alla sicurezza avviene con modalità nuove, a cui non siamo abituati, in cui gli obiettivi da colpire non sono quelli "dello Stato" ma i cittadini nella loro vita ordinaria. Un tempo in cui gli obiettivi primari della minaccia sono di creare diffidenza incontrollata e paura.
Il rapporto tra sicurezza e libertà non è quindi così scontato. E non è vero che all'aumentare dell'uno diminuisce l'altro e viceversa. Sono due variabili assai complesse in grado di influenzarsi a vicenda, ma che a loro volta subiscono l'influenza di vari e molteplici fattori, come cultura e formazione.
Sono domande alle quali il legislatore è chiamato spesso a rendere conto, suo malgrado, in tempi brevi e a volte brevissimi. Pensiamo, ad esempio, al verificarsi di un fatto tragico e devastante, o all'insorgere di un'inchiesta giudiziaria odiosa. Fra cittadini sgomenti, opposizioni che pressano e l'effettiva necessità ed urgenza di un intervento legislativo, tante volte si tende a fornire risposte in funzione dell'emotività del momento.
Per prevenire il manifestarsi di tali situazioni e per evitare contraddizioni o incoerenze, è necessario disporre fin da subito di un'indicazione chiara e inequivocabile, una linea da seguire che rappresenti il faro della nostra azione politica, una blindatura "a sangue freddo" che ci ponga al riparo dalla frenesia "a caldo".
Nei mesi scorsi è stato convertito in legge il decreto Minniti sull'immigrazione. Per accelerare lo svolgimento dei processi per ricorso contro il rigetto della domanda di rifugiato, è stato abolito il grado di appello: di fatto, un giudice potrà decidere da solo già in primo grado, senza neanche sentire le parti, emettendo un decreto nel chiuso del suo ufficio.
È una deriva pericolosa: può sembrare necessaria dinnanzi all'emergenza del fenomeno migratorio, ma può trasformarsi nel grimaldello per ridurre tutte le garanzie di difesa e il diritto ad un giusto processo in generale anche in altre materie.
Ancora, si pensi al potere di intervento del Sindaco, introdotto recentemente dal decreto legge sulla sicurezza urbana: esso diventa molto ampio e riguarda una materia assai sensibile, qual è quella dell'ordine pubblico: se dunque i sindaci utilizzeranno questo nuovo potere a fini preventivi, cioè per riqualificare e recuperare le aree più degradate delle città e per promuovere attività di inclusione sociale, sarà di certo una vittoria; ma vista l'indeterminatezza delle norme, c'è il serio rischio che l'applicazione di misure come l'ordine di allontanamento e il divieto di accesso finiscano per ghettizzare ulteriormente soggetti già emarginati, aggravando ancora di più la situazione già preoccupanti in cui versano le nostre periferie.
Ebbene, in questo come in altri casi ci si trova davanti ad un bivio. E spesso mancano i tempi per promuovere un dibattito ragionato e oggettivo. Dunque, la domanda che riteniamo di dover porre agli iscritti si pone l'obiettivo di identificare in maniera chiara e non equivoca gli interessi prevalenti che il Movimento 5 Stelle deve tutelare, evitando che questi interessi prevalenti siano piegati, di volta in volta, alle derive emozionali causate da eventi tragici.
Un obiettivo è quindi chiaro. È necessario evitare, sull'onda della paura, di assumere provvedimenti inutilmente restrittivi delle libertà personali e dei diritti fondamentali della persona.
I provvedimenti da adottare in tema di sicurezza e libertà devono essere efficaci in entrambe le direzioni, e non sbilanciati in favore dell'una o dell'altra parte. Ma quanto dei propri diritti di libertà e privacy, costituzionalmente garantiti, sono disposti a cedere i cittadini a fronte di una crescente richiesta di sicurezza? Fino a che punto il legislatore deve potersi spingere per garantire la sicurezza del proprio popolo? E quando deve fermarsi perché la sua azione legislativa non si trasformi in una limitazione della libertà del popolo tale da minare l'equilibrio democratico del Paese?
Commenti (60)
Nanni Manca
27 maggio 2017 alle ore 13:59Ma, anzichè una scelta "Si|No", non era meglio proporre vari tipi di legge elettorale e farci scegliere tra questi? A me, per esempio, piace il sistema francese, con il doppio turno :-)
Zampano .
27 maggio 2017 alle ore 14:06Non vorrei che con la scusa della "sicurezza" i cittadini fossero sorvegliati 24 ore al dì da chi poi difende e lavora per i politici. Già il fatto che siamo sotto dittatura è difficile da digerire, ma se cominciamo a ridurre la privacy della gente ai minimi termini, allora le cose non vanno per niente bene...
Er Caciara .....
27 maggio 2017 alle ore 14:07che te a me, me mandi a vota' er 24 settembre...
mi hai preso per i fondelli....sai benissimo che il vitalizio "scatta" il 17 settembre...........
Fabio T.
27 maggio 2017 alle ore 14:13Non riesco a trovare i dati sulla disoccupazione nello stato vaticano. Probabilmente è un modello vincente e da applicare ovunque.
Tony
27 maggio 2017 alle ore 14:51...basta l'8x1000....!!! È il reddito di cittadinanza dei preti!! Pagato da noi....
oreste ★★★★★ °.°
27 maggio 2017 alle ore 14:23I nostri politici hanno scorte ,auto blindate e non vanno fra la gente.
Quando debbo presenziare a qualche manifestazione o commemorazione, strade transennate,polizia anti sommossa,cecchini sui tetti,le zone vengono blindate,ma li capisco non sono benvoluti dai loro cittadini che rappresentano e che assurdamente li votano.
A parte che gli ultimi governi sono stati nominati e i parlamentari eletti con legge anticostituzionale è sacrosanto che abbiano paura dei loro cittadini.
Ma i cittadini chi li tutela dalle loro leggi e dalle loro azioni nefaste?
E' proprio vero nessuno delle due parti è libera!
Quindi libertà vuol dire sicurezza.
Le due fazioni non sono in sicurezza.
Vogliamo avere democrazia,sicurezza e libertà?
Si,e va bene....
1-Aboliamo tutte le leggi truffa fatte negli ultimi 40 anni.
Diamo potere agli Italiani con elezioni regolari,referendum propositivo,abolizione dei privilegi...i CITTADINI SONO TUTTI UGUALI DIFRONTE ALLA LEGGA!
Chiara Mente
27 maggio 2017 alle ore 14:25Si dovrebbe tornare a votare in autunno, sembra, con un sistema proporzionale alla tedesca. Sperando che conservino, se detto sistema risulterà più gradito, anche la soglia di sbarramento al 5% per eliminare i partitini (con il 2% condizionano il testante 98), sarebbe opportuno che il M5S specificasse la sua posizione anche sui temi dell'immigrazione irregolare che sta interessando città e paesi italiani con gruppi sempre più numerosi di africani che non hanno niente a che fare. E non per colpa loro, ma perchè questo Paese ha ben poco da offrire, anche ai suoi figli. Mi pare argomento poco trattato, ma assolutamente prioritario per la maggioranza degli italiani.
undefined
27 maggio 2017 alle ore 14:31A me va bene su tutto quello che ho letto in questa proposta, questo non vuol dire che mi piace essere controllato su ogni movimento che faccio , ma dato che oggi già lo fanno e solo con noi cittadini onesti allora sarebbe il caso che lo facciano anche con i disonesti con non vogliono la trasparenza per poter continuare a rubare, corrompere , fare il pizzo a dei poracci che prima mandano all'astrico con aiuto alle loro piccole imprese , anche le banche che sono ladri senza passamontagna ai politici che ricoprono più cariche e non andando mai in parlamento e timbrare il cartellino come controllano gli operai che prendono 1000 euro al mese mentre loro 6000 euro e passa, é sicuro che non mi piace perdere la mia vita privata , ma tutti o nessuno.
Giovanni
27 maggio 2017 alle ore 14:34PROPRIETA' DELLA MONETA ALLO STATO, e dunque ai cittadini sotto forma di reddito di cittadinanza:
il reddito di cittadinanza, fuori dalla risoluzione del problema legato all' emissione della moneta, creerà forme di ricatto e distruggerà i 5 stelle e gli italiani. ATTENZIONE!
http://laboratoriocattolico.altervista.org/l-immagine-sulla-moneta-diamo-al-sovrano-quel-gli-spetta/
Aldo B.
27 maggio 2017 alle ore 14:35Rieccolo! Il papa politico del cazzo!
Non perde occasione per criticare il M5S!
Adesso fa il babbeo renziano dichiarando: non il reddito di cittadinanza ma il lavoro di cittadinanza!...l'abbiamo già sentito dire da qualche babbeo, vero?
Se il Bergoglio, invece di criticare stupidamente Grillo, volesse fare del bene e visto che il Bergoglio chiede di accogliere alla piddina ( ma non nella città del vaticano!) tutti i migranti qui in Italia! E...
Visto che il Bergoglio dice che il Dio dei cattolici è lo stesso Dio dei musulmani allora, invece di favorire le costruzioni delle moschee che fanno solo litigare i politici e i poveri che non hanno invece da mangiare e visto anche che, la Chiesa Romana Cattolica è piena di Chiese in tutta Italia e persino in ogni frazione (spesso vuote) perché non invita ( il giovedì sera) tutti gli Iman ( dello stesso Dio)a spostare sui lati gli inginocchiatoi in legno di alcune chiese (a scelta) e stendere, al loro posto, dei tappeti di preghiera così, il Venerdì, i musulmani potranno pregare al coperto e non sui marciapiedi o negli scantinati d'Italia?
Se il Bergoglio sostiene che è lo stesso Dio non vedo dove sia il problema a ospitare in preghiera i musulmani d'Italia nelle Chiese cattoliche peraltro già vuote di fedeli! No?
Vuoi vedere che troveranno tutti i se, e i ma?
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:11finche' ci saranno babbei che lo ascoltano -
esattamente come altri babbei ascoltano imam e santoni vari
-la speranza non esiste-
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:17ed e' un vero peccato che con tutte queste sparate -
vengano inevitabilmente meno gli ausili che sarebbero invece utili a chi derelitto ne avrebbe pieno diritto -
diritto ad un speranza effimera , ma a volte ancora purtoppo indispensabile
Zampano .
27 maggio 2017 alle ore 23:57Ci sono anche i babbei che seguono ideologie del secolo scorso, come quelli che vanno in giro con bandiere falce e martello durante il G7, quelli sono peggio di tutti...
FABIO B.
28 maggio 2017 alle ore 05:23eh . come no
perbacco !
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 14:47adesso ci mancano solo le norme "restrittive" di controllo
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ma per carita'
allora sara' il disastro vero-
i controlli che esistono sono gia' troppo invadenti
Pier
27 maggio 2017 alle ore 15:17Invadenti per chi? Per i coglioni che si fanno beccare a rubare nei supermercati?
La privacy non esiste più quando ognuno si fa un selfie e lo manda in rete.
E tu non vuoi le telecamere?
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:21appunto quindi tu ne vuoi ancora ?
Le vuoi incastrate dentro il cranio ?
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:23braccialetto elettronico di ultima generazione per tutti, al posto della carta d'indetita' di andrebbe ?
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:24poi cosa rubano ?
I ladri sono quelli ?
Zampano .
27 maggio 2017 alle ore 23:50Pier
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 14:51chi vuole delinquere
chi vuole danneggiare
indipendentemente dal motivo
delle telecamere se ne fotte, anzi, sotto le telecamere ci sbattono come sempre i soliti coglioni
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 14:52mafia capitale
dice tutto
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:30il sospetto crea paura che si alimenta di paura che si alimenta di paura - e via cosi'
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:32poi come succede ogni giorno
-esplode
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 14:54se questo povero paese dovesse cadere di nuovo sotto le grinfie della lega-
ecco allora il disastro stavolta sarebbe completo-
(sempre che ci sia ancora qualcosa da salvare)
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 14:58ed e' inutile che i girnalastri giovinastri incapaci prezzolati e sopratutto incapaci ed anche un po zozzoni si arrabbattino a tentare di sputtanarci assimilandoci in un qualche modo ai maledetti leghisti fascisti
Zampano .
27 maggio 2017 alle ore 23:54leghisti comunisti, visto che Maroni e Salvini prima di essere leghisti militavano là...
FABIO B.
28 maggio 2017 alle ore 05:15si ?
Ha ha ha
FABIO B.
28 maggio 2017 alle ore 05:17Guarda Gramsciani proprio -
tutti e due
FABIO B.
28 maggio 2017 alle ore 05:19Antonio Francesco Sebastiano Gramsci è stato un politico, filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano. Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia e nel 1926 venne ristretto dal regime fascista nel carcere di Turi.
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questo eh
Gian Paolo ♞
27 maggio 2017 alle ore 15:01Nel Paese degli Asini e dei Buoi, c'era venuta un'invasione di zanzare.
La notte, era un vero dramma, perché le zanzare erano proprio spietate e sembravano dire, dietro i loro ghigni: "Ma per quale motivo dovremmo lasciarvi in corpo tutto quel sangue che fa invece comodo a noi?".
La gente comune si rassegnò a quel tributo di sangue come si era già rassegnata alle cartelle di Equitalia.
Qualcuno, però, cominciò a reagire e, armatosi di paletta, ne schiacciò una sul davanzale.
Subito venne arrestato, perché i Ricchi (che abitavano a Beverly Hills e avevano le zanzariere) dissero che si era trattato di eccesso di legittima difesa.
La legge, infatti, prevedeva che ci si potesse difendere soltanto dopo che la zanzara avesse punto, manifestando in tal modo intenzioni aggressive, e non soltanto perché trovavasi in loco a svolazzare innocentemente.
Men che meno era possibile inseguirla e schiacciarla quando stesse uscendo dalla finestra, perché a quel punto non rappresentava più un pericolo imminente.
I Ricchi mandarono in onda trasmissioni su trasmissioni, nelle quali, in sostanza, si diceva, che se tutti si fossero armati di paletta, sarebbe diventato un Far West.
Quindi organizzarono una marcia in favore delle zanzare. Il papa dei ricchi, che si diceva povero, ma viveva nel castello più bello, ammonì la gente delle periferie a prepararsi all'accoglienza.
E tuonò: "Chi siete mai voi per giudicare le zanzare? Prendete esempio dai Ricchi, i quali non sono né zanzarofobi né zanzarazzisti e per questo io vi dico che erediteranno il regno delle multinazionali"
Fabio T.
27 maggio 2017 alle ore 15:04"Fino a che punto il legislatore deve potersi spingere per garantire la sicurezza del proprio popolo? E quando deve fermarsi perché la sua azione legislativa non si trasformi in una limitazione della libertà del popolo tale da minare l'equilibrio democratico del Paese?"
La tracciabilità dei nostri movimenti e comportamenti è una faccia non negoziabile della tecnologia che ci rende comoda la vita: telepass, cellulare, navigazione normale in internet ecc..
Un uso corretto delle scie che tracciamo può essere risolutivo di casi criminali , le telecamere spesso riprendono i colpevoli di rapine o pirateria stradale e quindi il cittadino normale che nulla ha da temere dalla legge può cedere parte della privacy senza obiettare alcunché. Il legislatore alias il detentore del potere, si oppone a ciò che limita le sue libertà nell' esercizio del potere stesso : corruzione e malaffare possono essere scoperti solo con interventi considerati troppo invasivi e giudicati tali da ben precise forze politiche.
Tony
27 maggio 2017 alle ore 15:07..non c'è bisogno di controllare tutta l'Italia e gli italiani ma basta tenere sotto controllo i soggetti che possono, per loro cultura e/o religione essere pericolosi .Tenere sotto controllo chi ha già manifestato comportamenti che danneggiano la normale vita del cittadino e, nel caso irrecuperabili, tenerli dentro a vita!!
esses
27 maggio 2017 alle ore 15:26Ottimo, ma meglio lavori forzati a vita! Almeno si rendono ''utili'' in qualche modo alla società che li ospita!
Pier
27 maggio 2017 alle ore 15:10Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 16
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.
Dott. Scalia,
mi spiega il perché dei dubbi amletici difronte al bisogno degli italiani (e degli stranieri che vengono a soggiornare legalmente nel Bel Paese) di avere più sicurezza e più controllo del territorio?
Provo a spiegarglielo io il perché: la paura è quella di dover fermare i tanti delinquenti esteri (e non) che circolano in Italia liberamente, nonostante siano pluripregiudicati o con documento di rimpatrio.
Siamo in emergenza e lei, dolcemente e pacatamente, viene ancora a parlarci di scelta che noi italiani dobbiamo fare fra libertà e sicurezza (ma va!) quando è da un bel pezzo che noi cittadini normali non circoliamo più in libertà?
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:35certa paura si affronta con la cultura-
non con la tcnologia, che anzi la alimenta mostruosamente
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 15:35trasformandola in terrore
Lorella L.
27 maggio 2017 alle ore 16:13Risposta @ sotto commento 10,57:
-Lorella Daniela, della serie "il lupo perde il pelo ma non il vizio".
Come non capire che dobbiamo avere dei delegati in Parlamento?!
Sei ottusa.-
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Terry Manuela, della serie "se il tuo voto al M5S è una delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci",
come non capire che dovevamo avere dei PortaVoce in Parlamento e non votare affatto dei delegati?!
Se non se ottusa mi pare evidente la differenza fra delega e anti delega, come fra verticale e orizzontale, o fra coerenza e incoerenza.
Otello Chimenti
27 maggio 2017 alle ore 16:56Questo è un'argomento molto delicato ed importante.
Abbiamo una "legge sulla privacy" che tutti pensimao serva a "tutelare i nostri dati" e che, invece, autorizza le aziende ad utilizzarli, grazie ad una "liberatoria".
La stessa legge "impedisce" alle forze di polizia l'accesso e l'utilizzo di alcuni dati. Ad esempio, una compagnia telefonica può utilizzare il tabulato telefonico di un proprio cliente, per elaborare una proposta commerciale mentre le forze di polizia, per ottenere un tabulato telefonico, devono chiederlo ad un magistrato che li deve fare richiesta alla compagnia telefonica.
Una legge spacciata a tutela della privacy, non tutela i dati e crea "ostacoli" al sistema sicurezza.
ANNA TUZZOLINO
27 maggio 2017 alle ore 17:37Vogliamo sicurezza
Giovanni Invernizzi
27 maggio 2017 alle ore 17:46Solo col prossimo Governo del M5S si potranno realizzare veramente questi programmi....e torneremo finalmente a dormire con le finestre aperte!....
Clesippo Geganio
27 maggio 2017 alle ore 18:10due semplici considerazioni:
1- le migrazioni di massa vanno risolte all'origine dei problemi, ospitando migliaia di esseri umani sbagliamo soluzione metodo, in quanto si curano i sintomi e non la malattia.
2- la sicurezza intesa come protezione dagli individui pericolosi è proporzionale al livello di povertà diffusa, più disperati ci sono più ladri, truffatori, delinquenti, criminali ecc.... ci saranno, quindi aumentare la sicurezza aumentando il numero degli agenti di polizia, controlli, videosorveglianza ecc... è come curare i sintomi e non la malattia.
antonio
27 maggio 2017 alle ore 18:35quando ci sono avvenimenti straordinari, non si possono affrontarli senza adempimenti straordinari. Questo è in tutte le cose e gli accadimenti disastrosi che si verificano nella vita dell'uomo. Voler credere che si possano affrontare con buonismo,altruismo e balle su integrazione,e accoglienza, è solo ipocrisia. L'Italia e di conseguenza gli italiani non possono mantenere il gran numero di migranti e sostenere la povertà del mondo solo con le proprie forze,ne tanto meno accogliere tutti.
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 19:30avresti ragione se non fosse che la questione di cui- credo - parli
per "risolverla" in modo emergenziale occorrerebbero trecento anni circa
Lorenzo P.
27 maggio 2017 alle ore 19:24La prevenzione è una delle armi migliori che si hanno per la lotta al crimine, il monitoraggio dei soggetti sospetti è fondamentale, non si dovrebbero perdere di vista, specie nel caso di soggetti in odore di terrorismo, certo rimane il problema legato alla privacy e alla limitazione della segretezza dei dati personali ma è indubbio che sia giunto il momento di cercare di mettere ordine su Internet e sulle chat, dove spesso avvengono ormai le comunicazioni della criminalità. Il cosidetto Daspo Urbano è un provvedimento di modesta entità ed è poco efficace, non risolve certo il problema. Il decreto Minniti sui richiedenti asilo nel caso specifico dell'impossibilità del ricorso è evidente che è incostituzionale, mi stupisce che per ora siano pochi ad essersene accorti... Allo stesso tempo si deve cercare di dare spazi alla cultura dell'educazione delle persone e a evitare di creare zone dove lo Stato è assente e non esiste il rispetto per la legge. Non esiste che un quartiere sia troppo pericoloso per la polizia stessa, l'ordine e la legalità devono essere un pilastro saldo come la certezza della pena.
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 19:33si affronta SOLO dal punto di vista culturale
antonello c.
27 maggio 2017 alle ore 21:30sicurezza per il cittadino
Iniziamo con il rendere obbligatorio il numero identificativo sui caschetti
telecamere e registrazioni degli interventi dal primo minuto dell'entrata in servizio - pattuglie e non - alla fine
registrazioni video e audio di ogni fermo e interrogatorio
Introduzione del reato di tortura
ecco come si rende sicura la vita del cittadino tutelando tutti i diritti sanciti dalla Costituzione e delle Convenzioni internazionali per i Diritti umani
Il Legislatore deve essere il cittadino non il politicante - autorefrenziale - ( in carriera )
che chiama l'esperto di turno e presenta iniziative secondo al personale visione
Il Presidente del Consiglio del M5S ?
I CITTADINI
Cari saluti
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 21:58esatto
quoto 100 %
antonello c.
27 maggio 2017 alle ore 22:11Ciao Fabio !
FABIO B.
27 maggio 2017 alle ore 23:00Ciao
Marialaura D.
28 maggio 2017 alle ore 20:46Il n.° di matricola o codice identificativo che dir si voglia di ogni agente deve essere BEN VISIBILE!!! SULLA DIVISA!!!! .
Oreste Grani
28 maggio 2017 alle ore 15:48Il problema che mi farebbe piacere fosse messo al centro del dibattito è il seguente:come può il decentramento tecnologico restituire sovranità all'individuo piuttosto che togliergliela?
La risposta si trova in gran parte nella questione se la tecnologia sia accettata come un mezzo di consumo passivo o come un mezzo di produzione attiva. La dipendenza passiva deve essere contrastata: quando i tecnocrati (che termine apparentemente obsoleto uso!) offrono prodotti o sistemi che sembrano promesse di un'alba utopica, queste offerte dobbiamo guardarle con sospetto. Quello che funziona solo per rendere la vita più facile (con il tocco di un bottone) è generalmente inutile e viene offerto solo per generare dipendenza o per svelare informazioni che uno tenderebbe a conservare. Quando la tecnologia sta sostituendo qualcosa che non è obsoleto, potete essere sicuri che è al lavoro una strategia di dipendenza.
Forse è arrivato il tempo di ragionare con senso di responsabilità di queste problematiche oltre che di sicurezza in termini generici e, in alcuni casi, con finalità platealmente indirizzate a ridurre le libertà. E quando si riducono le libertà mi hanno insegnato si riduce la fraternità e l'uguaglianza.
Oreste Grani/Leo Rugens che non si deve confondere con l'Oreste ***** assiduo del blog con cui non ho nulla a che vedere.
Oreste a Cinque stelline come sono cinque le lettere del mio cognome. A scanso equivoci.
Marialaura D.
28 maggio 2017 alle ore 21:00Se chi ruba una bici o un'auto fosse schedato e punito...
Se chi è violento ed alza le mani fosse punito e schedato...
Se chi delinque in generale fosse punito e schedato....
Se i reati finanziari fossero puniti con la galera.......
Se ci fosse certezza della pena per TUTTI i reati....
Non ci sarebbe paura né bisogno di ulteriori controlli.
Quindi il problema è un altro!
Non andavano depenalizzati i reati "cosiddetti" minori per cui ora tutti rubano ed entrano nelle case tranquillamente creando INSICUREZZA.
Non possono passarla liscia direttori di Banca e amministratori.
Le forze di Polizia Municipale devono essere potenziate, selezionate accuratamente, tutelate in toto e PREPARATE. Non serve altro.
daniele quargnali
28 maggio 2017 alle ore 21:59Ok con questo mi avete convinto definitivamente: Vi tolgo il voto e voto a destra. Saluti
Alessandro Aldegheri
31 maggio 2017 alle ore 11:31di voltagabbana ne abbiamo anche fin troppi quindi ci fai solo che un piacere . Saluti
Maurizio Cardinale
31 maggio 2017 alle ore 15:09Le telecamere non sono la sicurezza.
Se in modo critico e pragmatico, sfogliamo i giornali e vediamo i telegiornali degli ultimo 10/15 anni deduciamo che:
a)Nella quasi totalità dei casi le immagini non permettono l'identificazione diretta del malvivente.
b)Nessuno interviene per stoppare l'azione malavitosa o per mitigarne gli effetti.
c)L'uso della frase "grazie alle telecamere" cambiata egli ultimi due anni circa in "con l'aiuto delle telecamere" ci fa pensare che ci siano interessi milionari ad installare questi oggetti che all'atto pratico incidono più sulla privacy che sulla reale protezione del cittadino.
Dimenticavo incidono anche sul portafoglio del cittadino, perché è lui che paga per avere solo l'illusione di essere al sicuro e non parliamo solo di pagamento in pecunia.
Per chi volesse approfondire:
norma CEI-EN50132-7 e fascicoli successivi.
Oppure chi è più a suo agio con l'inglese un doc più specifico sul tema in oggetto:
CCTV Operational Requirements Manual 2009
Publication No. 28/09
Home Office UK
Dario Fee
31 maggio 2017 alle ore 16:17Il quesito ci chiede se vogliamo privilegiare:
-la tutela della sicurezza collettiva
-la tutela della privacy e delle libertà personali
Sarebbe stato più utile spiegare di QUALI libertà personali si sta parlando.
Marco S.
31 maggio 2017 alle ore 18:38Pur consapevole che la tutela sicurezza collettiva è essenziale ho votato per privilegiare libertà e privacy perché, come diceva quel tizio, "Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza".
Poi credo che le incursioni nella privacy oggi non sempre siano davvero finalizzate alla sicurezza a opera un apparato statale che idealmente dovrebbe proteggere i cittadini restando neutro, talora (vedi "tessera del tifoso") è lo scopo di profitto commerciale a insinuarsi sotto mentite spoglie. Ciò premesso, due esempi citati nel post, peraltro ottimo, non mi sembrano del tutto condivisibili.
1) Abolizione grado di appello contro rigetto domanda di asilo dei migranti: auspicherei anzi la "degiurisdizionalizzazione" (scusate la parolaccia) di tutte le procedure inerenti, che guadagnerebbero in snellezza senza perdere in trasparenza se fossero trasferite al piano meramente amministrativo. Dunque, restando circoscritto al fenomeno peculiare e sempre meno controllabile dell'immigrazione di massa, che credo vada arginato, non condivido l'ipotesi che ciò possa avviare una "deriva" di riduzione delle garanzie in altre materie.
2) Ampliamento dei poteri dei sindaci in materia di sicurezza (in realtà, più che altro di "decoro urbano", e convengo che il concetto sia piuttosto ambiguo): in linea di principio ogni potenziamento dei poteri in capo all'istituzione di prossimità agevola il controllo democratico dei cittadini. Preferirei fosse il sindaco, piuttosto che un prefetto non eletto da nessuno, a occuparsi di problemi che quotidianamente incidono sulla coesione sociale e sulla vivibilità soprattutto delle periferie urbane. Certo, creare ghetti più segreganti non andrebbe bene, ma gli interessi "prevalenti" sono a mio avviso quelli dei cittadini che ambiscono a una vita tranquilla e sicura e non quelli di chi gliela mette a rischio.
Marco Signori, Milano/Bagnolo in Piano (RE)
polina garcio
1 giugno 2017 alle ore 11:49Ciao gente
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EROS COCOCCETTA
2 giugno 2017 alle ore 22:10ok il modello tedesco ma gli eletti li devono scegliere gli elettori, altrimenti altro che prima Repubblica ....
