#ProgrammaScuola: Legge su scuola pubblica e privata
18 maggio 2017 alle ore 14:41•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
Attualmente in Italia esistono scuole statali e scuole paritarie private. Con la legge 62/2000 è stata istituita la parità scolastica, consentendo alle scuole private che soddisfino determinati requisiti di essere equiparate a quelle statali.
Come ci spiegherà il costituzionalista, il quesito su cui sarete chiamati a votare non vuole impedire che siano istituite scuole private. La nostra Costituzione prevede espressamente la libertà per chiunque di istituire strutture d'istruzione private. Il quesito investe soltanto il tema della parità scolastica come definita dalla legge 62 del 2000.
di Massimo Villone (professore emerito di diritto Costituzionale Università Napoli)
Parliamo di scuola e ve ne parlo io, costituzionalista, perché per la scuola il richiamo alla Costituzione è particolarmente importante. Cominciamo dall'articolo 33 che dice: "la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". Questo significa che c'è un obbligo, della Repubblica, di avere scuole e non è casuale la formula "su tutti gli ordini e gradi". Se tutti gli italiani e le italiane in età scolastica volessero andare in una scuola pubblica, dovrebbe esserci una scuola pubblica pronta ad accoglierli. Successivamente, dice lo stesso articolo, "gli enti privati hanno diritto ad istituire scuole, ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Questa è la libertà della scuola, cioè la libertà di istituire scuole da parte dei privati.
Una differenza fondamentale, che dobbiamo cogliere, tra scuola pubblica e scuola privata, è che la scuola privata può essere una scuola definita di tendenza, cioè orientata. Per intenderci, orientata filosoficamente, dal punto di vista religioso, etc. Mentre la scuola pubblica non può e non deve esserlo. Deve essere, da questo punto di vista, indifferente per tutti quelli che vi entrano.
Il fatto che la scuola privata possa essere orientata, poi spiega la formula di chiusura "senza oneri per lo Stato". Perché, potendo essere orientata, se ottiene fondi sulla fiscalità generale, ovviamente anche io cittadino, che magari non sono di quell'orientamento, sarò chiamato a contribuire. E questo è fondamentalmente ingiusto, dal punto di vista del cittadino che è chiamato a concorrere alla spesa pubblica. Ora, questo quadro è preciso e direi abbastanza netto nei suoi contorni.
Accade che si inserisce un articolo 1 della legge 62 del 2000 per il quale la scuola paritaria privata è parte del sistema scolastico nazionale. La scuola paritaria è una scuola privata che risponde a determinati requisiti di organizzazione, di qualità, di erogazione del servizio, mettiamola in questo modo. E questa scuola paritaria viene definita come un soggetto che può ricevere il finanziamento pubblico. Il punto qual è: che la scuola paritaria è pur sempre una scuola privata. Può sempre essere una scuola orientata o di tendenza, quindi non c'è una scuola paritaria, come tale, uguale alla scuola pubblica.
La scuola paritaria privata non sarà, per definizione, geneticamente, uguale alla scuola pubblica. E tuttavia, sulla base di questo articolo 1, è stato in sostanza aggirato quello che è il chiaro dettato costituzionale per cui non si può avere l'onere per lo Stato come abbiamo visto in precedenza.
Questo ci conduce al quesito che è diretto alla legge 62 del 2000. Badate è un quesito che non vuole impedire che siano istituite scuole private, non viene toccata la libertà della scuola, cioè la libertà di creare istituti di istruzione ad opera dei privati, orientati o di tendenza ci siano non importa. Ma che tocca soltanto il punto della paritarietà come definita dalla legge 62 del 2000.
Quindi è un obiettivo molto più limitato, da questo punto di vista, che trova la sua ragione nel fatto che, ovviamente, la destinazione di risorse pubbliche alla scuola paritaria, in un contesto storico caratterizzato da una forte restrizione della disponibilità delle risorse pubbliche, significa minori risorse alla scuola pubblica e quindi un venir meno all'obbligo di avere, per tutte le scuole, di tutti gli ordini e di tutti i gradi, la piena risposta alla domanda di istruzione dei cittadini e delle cittadine italiane in età scolare. Queste le ragioni del quesito.
Commenti (73)
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 15:04Pino Frontera
Hai voglia caro Salvini a recriminare sui migranti che arrivano in Italia! Fai finta di ignorare, che se ce li dobbiamo tenere qui, mentre Francia e Germania chiudono le frontiere a qualsiasi tentativo di congiungimento di questi poveracci ai loro parenti ( perché è lì che vogliono andare, attraverso l'Italia considerata solo un terrritorio di transito), è anche per colpa della Lega? Non è stato forse il governo Berlusconi, alleato della Lega, a firmare il trattato di Dublino, quando Roberto Maroni era ministro del Lavoro e Politiche sociali, Roberto Castelli ministro della Giustizia, Umberto Bossi Ministro delle riforme Costituzionali (poi sostituito da Roberto Calderoli)? Non ve ne eravate accorti che il trattato imponeva allo Stato che per primo avesse ospitato un cittadino extracomunitario, di essere il solo il responsabile dell'ospitalità e dell'obbligo di elaborare la domanda di asilo politico? Non sapevate che se il migrante fosse fuggito dall'Italia per altre terre di Europa, il trattato consentiva di rimandarcelo? Vi era sfuggito il piccolo particolare, che dal mare solo in Italia potevano arrivare, e così restavamo fregati? O volevate fare i servi compiacenti dell'Europa, a discapito dei cittadini italiani? Oppure anche voi avevate intravisto il busines dei migranti che, come dicevano quelli di "Mafia Capitale" rende più della droga? O eravate dei gran coglioni buoni solo a formulare cattive leggi di riforma costituzionale ed approvare le leggi ad personam di Berlusconi? Fai te, Salvini, scegli tu l'ipotesi.
Perché poi, nessuno si accorge di un paradosso? Non è, la nave che batte bandiera tedesca, territorio germanico? Così come ogni altra nave, è territorio del paese del quale batte bandiera. Ed allora, perché navi norvegesi, tedesche, spagnole, raccolgono in mare i migranti, ma non li portano secondo il trattato di dublino nei loro paesi, bensì in Italia? E perché l'Italia se li prende? Perché non chiede il rispetto del trattato di Dublino?
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 15:23Non chiediamo il rispetto del trattato di Dublino, perché siamo governati da un branco di incapaci, incapaci quando va bene.
A partire dal Berlusca a seguire da tutti gli altri, (legaioli compresi)
W M 5 * * * * *
Aldo Masotti
18 maggio 2017 alle ore 15:21Sara' pure professore emerito ma confonde le cose:
-pubblici e dello stato devono essere i controlli, i programmi , gli esami , e la struttura informatica .
-NON C'E' SCRITTO NELLA COSTITUZIONE CHE I MAESTRI ,I PROFESSORI , E SOPRATUTTO I PROFESSORI UNIVERSITARI DEVONO ESSERE DIPENDENTI PUBBLICI.
Non sto parlando di contenuti ma di equita' sociale: i dipendenti pubblici hanno la possibilita' di ottenere emolumenti e privilegi superiori a chi deve competere nel mercato .
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:50visto che c'è scritto chiaramente che lo Stato non può mettere fondi nelle scuole private se ne deduce ovviamente che gli insegnanti delle scuole private non possono essere dipendenti dello Stato
andrea a44
18 maggio 2017 alle ore 18:40alle squole private possono accedere se in famiglia ce' un reddito oltre quarantamila euri, quindi i semplici operai sono tagliati fuori non dirmi che e' democrazia.
Il Condottiero (fu il guerriero)
18 maggio 2017 alle ore 15:23Ma dove vive questo professore emerito? Sulla luna?
La scuola pubblica non deve essere orientata mentre quella privata può.
Sarebbe come sostenere che la RAI è imparziale perchè pubblica!!!!!
Sveglia professore che forse è meglio che vada in pensione e lasci il posto a qualche giovane.
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:51veramente non ha detto che 'deve'
ma che le private lo sono fisiologicamente
lorella
18 maggio 2017 alle ore 15:24la legge sulla parita'scolastica é fortemente laica perche' sancisce la liberta'di scelta delle famiglie in campo educativo.Ricordo che quella legge fu varata da Luigi Berlinguer,sicuramente un
laico.ma che comprese l'importanza di garantire questo diritto. Un diritto garantito in tutti i paesi europei dove le scuole non statali sono finanziati i vari modi dallo Stato.Il M5S vuole annullare questo diritto?
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:41Veramente è l'Europa a chiedere che i fondi siano dati alle scuole pubbliche e non private, mentre quest'ultima opzione è drasticamente vietata dalla Costituzione
se gli asili pubblici mancano, è lo Stato che deve fare asili pubblici come suo obbligo
andrea a44
18 maggio 2017 alle ore 18:52 nelle squole private la libera di scelta la si ottiene se possiedi un reddito inpensabile per un comune mortale,questo e uno dei motivi che ne fanno una squola da ricchi antidemocratici.abilirla sarebbe il minimo.
andrea a44
18 maggio 2017 alle ore 19:03correggo la squola ci puo' stare la sovvenzione no'.
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 15:33A mio avviso ,
correggetemi se sbaglio,
l'argomento più importante che dice il Prof. consiste nell'affermare che la scuola privata non deve essere finanziata dallo Stato.
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:48lo dice la Costituzione
e lo ripetono le direttive europee
Mario Contini
18 maggio 2017 alle ore 15:35Occhio che quelli stanno cucinando un'ulteriore "limata" alle spese per la scuola pubblica (20% in una sola botta).
Adnkronos.com
Pubblicato il 18/05/2017 alle 10:08 di Federica Mochi riporta che intendono tagliare il ciclo di istruzione superiore alla fine del quarto anno, con relativo esame di Stato, appunto, dopo 4 anni.
Sembra che siano molto avanti, non è solo un chiacchericcio.
Leggete al link l'inntero articolo:
http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/05/18/maturita-cambia-diploma-anni_h3XPPGFAO7dT8kEmVLCVBI.html
mc
Paolo B.
18 maggio 2017 alle ore 15:55Finanziare, solo, la scuola pubblica e non la paritaria, equivale a ghettizzare e allontanare, sempre più, le classi sociali, comprimendo la classe media sulla scuola pubblica con sempre più divario tra chi ha possibilità economica di frequentare la scuola privata e chi non può.
Mi piacerebbe che la scuola statale fosse un fiore all'occhiello per formazione medio-alta della maggior parte dei cittadini e la privata come un circuito di recupero, per chi non vuol ripetere una anno o ricerca l'eccellenza.
Mi piacerebbero, anche, delle borse di studio - per i non abbienti, ma particolarmente dotati intellettualmente e/o praticamente, per l'accesso all'eccellenza.
Paolo Graziosi
18 maggio 2017 alle ore 16:15Nella realtà la legge 62/2000 si applica poco perché a causa delle ristrettezze economiche dello stato già ora molte scuole paritarie non ricevono soldi in tutta Italia.
Io sono d'accordo con il costituzionalista ma a mio avviso il finanziamento per le scuole paritarie ,asili e materna ,deve essere mantenuto anzi aumentato perché le scuole paritarie sostituiscono la scarsa presenza di nidi e scuole materne in Italia( specialmente nidi)
Solo dopo aver finanziato massicci investimenti pubblici nella edificazione di asili e scuole materne si può procedere alla soppressione del finanziamento pubblico agli asili e alle materne paritarie.
Paolo Graziosi
Roma
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 16:19Sull'argomento asili nido hai ragione,
Solo nel mio paese su 5 asili nido , 1 solo è pubblico , gli altri privati e sono tutti pieni, se le mamme non prenotano per tempo i bimbi restano a casa, oppure ci sono mamme che si improvvisano baby-sitter.
Alvaro Scanzi
18 maggio 2017 alle ore 16:17Quando andremo al Governo cacceremo tutti gli ignoranti dalle le squole private,e le apriremo come scatolette di tonno.
Viva la squola modello M5S . Viva Beppe Grillo
Lucio
18 maggio 2017 alle ore 17:38O ci sei o ci fai.
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 18:26Scuola si , squola no.
Cazzolina.
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 16:571
Le coperture per il Reddito di Cittadinanza ci sono: basta scuse!
fonte: Il Sole 24 Ore
È la bandiera del M5S,la risposta unanime dei pentastellati alla domanda:quale sarebbe il vostro primo provvedimento se riusciste ad andare al governo?Il reddito di cittadinanza,che sarà celebrato sabato alla «marcia contro la povertà» Perugia-Assisi a cui parteciperà tutto lo stato maggiore dei Cinque Stelle,compresi Beppe Grillo e Davide Casaleggio,è ritenuta «la vera manovra per la crescita»,capace di «aumentare la domanda interna dal 4 al 22%» e i ricavi delle Pmi al prezzo dell'1% del Pil e del 2% della spesa pubblica.Un sostegno economico riconosciuto a chi è a rischio di povertà,ovvero quegli oltre 9 milioni di italiani(3 milioni di famiglie) che non raggiungono i 9.360 euro l'anno
Quali coperture
Grillo ha avuto gioco facile,ieri,davanti ai nuovi dati Istat che parlano di 1,6 milioni di famiglie in povertà assoluta,a ricordare dal blog che «la povertà è la piaga più esposta dell'Italia di oggi»,colpa di «globalizzazione e deliri bancari» Le coperture individuate per il reddito di cittadinanza superano la soglia di 20 miliardi. «Il governo Gentiloni li ha trovati in 24 ore per pagare il debito del sistema bancario,per i cittadini in difficoltà e i pensionati minimi invece non si trovano denari»,ha sottolineato Alessandro Di Battista.Che però non si sofferma sulla differenza:i fondi per le banche sono una tantum e dunque avranno impatto solo sul debito pubblico,mentre l'eventuale introduzione di un sussidio universale inciderebbe sul deficit,anno per anno
Tagli alle detrazioni
Il grosso dei 20 miliardi arriva dalle sempreverdi tax(le detrazioni fiscali) expenditures e dalla spending review,con incursioni nei settori contro i quali il M5S è più critico: banche e assicurazioni,multinazionali del gas e del petrolio, giochi.
segue
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 16:582
Ma tornano anche i tagli ai ««privilegi della casta» su cui il Movimento ha costruito la sua fortuna politica: vitalizi, auto blu, indennità parlamentari, fondi ai partiti e all'editoria. Nonché l'addio al Cnel, salvato dal referendum.
Se una persona è sola e senza reddito, la proposta M5S - messa nero su bianco nel ddl 1148 presentato nel 2013 in Senato, a prima firma Nunzia Catalfo - gli garantirebbe 780 euro al mese. Se percepisce già un reddito, gli spetterebbe la differenza tra i 780 euro e quanto percepito. Se il nucleo è composto da più persone, scatterebbe una sorta di quoziente familiare: in due si va da un minimo di 1.014 euro a un massimo di 1.170, in tre da 1.248 a 1.560 euro. E così via.
A quali condizioni
I Cinque Stelle tengono sempre a sottolineare che il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale, ma «condizionata». Comporta cioè precisi obblighi per il destinatario, tra cui iscriversi presso i centri per l'impiego pubblici e offrire un contributo di massimo 8 ore settimanali ai progetti sociali del Comune di residenza. I controlli sono affidati agli stessi centri, collegati telematicamente con i ministeri e con l'Agenzia delle Entrate. Sono in molti a dubitare che basterà. Ma il M5S insiste: «L'Italia è l'unico Paese europeo insieme alla Grecia a non avere ancora il reddito di cittadinanza». È possibile che il Pd di Matteo Renzi rilancerà. Magari articolando sul serio una proposta di «lavoro di cittadinanza», accennata dall'ex premier durante il viaggio in California. Soprattutto se è vero, come sostengono i sondaggisti, che alle prossime elezioni conquistare il voto dei poveri sarà determinante....
Daniele B.
18 maggio 2017 alle ore 17:07NO NO NO NO NO.......
NON VENITEMI A SPIEGARE CHE DEVO CAPIRE LA STORIA DELL'ORSO.
SCUOLE PRIVATE NON ESISTE.
GIà SI DOVEVA ABOLIRE IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO. SE LO RENDIAMO ANCHE PRIVATO SIAMO IN ALTO MARE.
IO STUDIO DA SOLO, DA TUTTA UNA VITA E VEDO QUANTO IGNORANTI, INCOMPETETI, E BLOCCATI INTELLETTUALMENTE SONO I TITOLATI.... SE POI SONO ANCHE EQUIPARATI I PRIVATISTI ( CHE SE PAGANO.... (SIAMO IN italia) SONO TUTTI PROFESSORI DELLA MIA E VOSTRA VITA.
ABOLIZIONE DEL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO:_ ERA UN PUNTO DEL PROGRAMMA M5S DEGLI ALBORI
SI SONO PERSI... IO NO.
AFFFANCUUUUUUUU
VALE PIù IN GATTO O UN CANE PER IL BENE CHE FANNO ALLA SOCIETà CHE STI PARACULI CON SEMPRE UN DITO IN CULO GLIELO TIENE IL GENITORE ABBIENTE O IL POLITICO INTERESSATO
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:27A
IL ROSATELLUM O VERDINELLUM
Alessandro Gilioli
Si prende il numero dei parlamentari (630, per la Camera) e, tolti i deputati eletti all'estero, lo si divide a metà. L'Italia viene divisa per un numero di collegi pari a questa metà, cioè 303. In ogni collegio viene eletto un parlamentare con il maggioritario secco: va alla Camera chi arriva primo.
Gli altri 303 seggi sono in modo proporzionale, in base alle percentuali ottenute dai loro partiti a livello di ciascuna circoscrizione (sono in tutto 80) fatta salva una soglia di sbarramento al 5 %.
L'elettore ha una sola scheda (per ogni Camera) ma divisa in due: a sx i nomi dei candidati del maggioritario; a dx, una lista bloccata di 4 nomi, collegata al candidato di collegio (quello che viene eletto col maggioritario). Se uno vota solo il candidato di collegio, vota solo per la quota maggioritaria. Se vota solo una delle liste collegate, automaticamente il suo voto va anche al candidato di collegio. Non c'è preferenza (la lista è bloccata, decisa dal partito) e non è permesso il voto disgiunto.
Ogni candidato può correre in un solo collegio maggioritario, ma può anche contemporaneamente stare in 3 listini bloccati del proporzionale.
Il meccanismo sembra un po' da ubriachi ma il suo scopo è di sovrarappresentare il Pd.
Nella quota maggioritaria, infatti, viene penalizzato il candidato per il maggioritario che non può o non vuole fare alcuna alleanza, mentre viene premiato quello che trova una qualche forma di alleanza pre-elettorale, anche locale, a dx o a sx. Così viene premiato il candidato che ha più radicamento e riconoscibilità territoriale, anche di tipo clientelare. Inoltre, a livello di collegio, viene premiato il candidato che ha come "vicini" (politicamente) partiti che non arriveranno mai primi: i loro elettori, sapendolo, per non buttare via il proprio voto sono stimolati a darlo al più "grosso" che sentono come meno lontano ma che ha qualche possibilità di arrivare primo.
segue
salvatore .
18 maggio 2017 alle ore 17:28Ci stiamo logorando piano piano. Lo staff non è all'altezza ed i probiviri bhoo. A palermo un casino ,con forello che ha 88% del capitale di una società che vale 10 milioni di euro per il recupero crediti che fa concorrenzaad equitalia. Se dovesse diventare sindaco col movimento manderà i suoi a riscuotere i crediti di chi non paga la spazzatura etc. A gebova un casino, a parma altro casino, a quarto un casino ed a roma un'altro casiono. I vertici non sanno gestire nulla , se non cacciare gente che stava nei meetup facendo volontariato e confluita nel movimento. Continuando di questo passo l'unica alternativa per l'Italia sarà la dittatura.
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 18:20Calma,
Non roviniamoci la vita tra noi, in Italia ci sono ben più gravi motivi di preoccupazione.
Prima cerchiamo di cacciare gli schifosi che da 30 anni ci stanno rovinando, poi sistemeremo alcuni casini in casa nostra.
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:28B
Insomma è una legge cucita per avvantaggiare il Pd in una situazione di possibile pareggio numerico complessivo, a livello nazionale, tra Pd e M5S.
«Grazie al Verdinellum Renzi potrebbe conquistare la maggioranza in Parlamento», dice oggi Ugo Magri sulla Stampa, ben consapevole che i sondaggi danno lo stesso Renzi sotto il 30 %. «Con il Rosatellum Renzi è libero di pescare sia a dx che a sx», scrive Monica Guerzoni sul Corriere.
Non sappiamo se il meccanismo funzionerà ma è un aiutino al Pd. Del resto: è dal '93 che ogni governo si cuce le leggi elettorali su misura. Renzi non fa eccezione.
Quello che lascia più perplessi è il solito giochino con cui i partiti si arroccano in se stessi, allargano la distanza con gli elettori, ne riducono l'importanza e mantengono molto forte il potere dei partiti.
Il mezzo Parlamento eletto con le liste bloccate scelte dall'alto è un mostriciattolo che ci trasciniamo dietro dal Porcellum. Il meccanismo permette ai big del partito e ai loro cortigiani di avere l'elezione praticamente assicurata, attraverso la candidatura multipla, una nel maggioritario e tre nelle liste bloccate.
Il Porcellum negava la democrazia. Il Rosatellum fa altrettanto.
(Alessandro Gilioli)
ALBERTO E. GALVAN
18 maggio 2017 alle ore 17:28Quanto leggo a proposito di scuola mi fa venire il dubbio che forse, in proposito, si diano per scontate un po' troppe cose.
Scusate la franchezza: trovo che il nostro programma sulla scuola sia ancora piuttosto striminzito, e ciò può prestare ad equivoci. Non sarebbe il caso di riprenderlo in mano, rimpolparlo e sfaccettarlo con molta attenzione e chiarezza ?
Alberto
Giuseppe
18 maggio 2017 alle ore 17:30Scusi professore, se la legge sulle scuole paritarie aggira la costituzione, perché nessuno ha sollevato la questione di costituzionalità davanti alla corte costituzionale?
È ancora possibile farlo?Se sì,perché non lo si fa?
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 17:38Giusta domanda.
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:56poiché le scuole private sono nella maggior parte della Chiesa, nessuno ha voluto mettersi contro il Vaticano
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 18:15Alla faccia del bicarbonato, come dice il grande Totò, la Chiesa , la Grande Mamma, chi osa mettersi contro di Lei.
Mi, ci , togliamo tutti il cappello e ci inginocchiamo davanti all'autorità.
Poi dicono .........
Aldo Masotti
18 maggio 2017 alle ore 17:36La domanda giusta da fare pertanto e' :
vuoi che gli insegnanti siano dipendenti pubblici nella scuola pubblica ?
O preferisci che i pubblici dipendenti siano gli addetti al management del diritto pubblico all istruzione per tutti i meritevoli , contrattualizzando gli insegnanti secondo il diritto privato ?
viviana vivarelli
18 maggio 2017 alle ore 17:46La Costituzione vieta espressamente che lO Stato dia fondi alle scuole private
Se questo divieto è stato aggirato è perché queste sono in massima parte della Chiesa e si vuole evitare screzi col Vaticano
Nella legge di Stabilità dello scorso anno, approvata con la fiducia, è stato deciso di impegnare parte dei fondi d alle scuole private, senza alcun dibattito parlamentare, con un emendamento governativo.
Una scelta del Governo Gentiloni che aumenta le possibilità finanziarie per gli istituti scolastici non statali.
La decisione aggiungeva ai fondi già stanziati di 500 milioni di fondo ordinario altri 50 milioni per le scuole materne e 24,5 milioni per gli studenti disabili raddoppiando, così, il fondo dello scorso anno.
L'insieme delle somme che il Governo sta progressivamente trasferendo dal bilancio dello stato, sottraendo risorse alla scuola pubblica, dovrebbero essere destinate all'istruzione di tutti
Si aggirano le direttive europee e si calpesta la Costituzione
Dice l'Ue: "I finanziamenti aggiuntivi da fondi UE come il FSE e il FESR devono rispettare il diritto ad un'istruzione di qualità gratuita per tutti e, in nessun modo, tali finanziamenti dovrebbero portare ad un'ulteriore privatizzazione dell'istruzione, che il CSEE e tutti i suoi affiliati avversano con forza».
essere o avere
18 maggio 2017 alle ore 17:56Masotti cosa intendi per "meritevoli"? Le solite americanate simil-Pinochet? Pagatele le tue scuole private e smetti di fomentare guerre: il vero pezzente non è il povero ma l'arricchito, che magari si fa il culo ma in un orizzonte di mediocrità e meschinita. Tipo pensiero leghista per intenderci...
Aldo Masotti
18 maggio 2017 alle ore 20:17Per "essere o avere" ed altri speranzosi in un posto pubblico:
Art. 34 cost:
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
Per meritevolei , caro essere o avere che non ti firmi , intendo esattamente cosa intende la costituzione.
Ri-ripeto:
-la scuola deve essere laica
-l'universi' con contenuti funzionali agli interessi dello stato
-le superiori idem
-tecnicamente ogni scuola , all'interno dei contenuti prescritti per legge e controllati dal ministero , faccia come gli pare per ottenere il risultato previsto.
Ma IL CONTRATTO di somministrazione non deve essere quello del dipendente pubblico, facendo emergere i professori migliori ed eliminando dalla catena produttiva fancazzisti, sindacalisti, mamme a tempo pieno (che altro devono fare) e tutto il folclore pansindacalista ideologizzato che infesta le nostre scuole.
Con l'informatica si puo' addirittura delocalizzare l'apprendimento , non servono strutture murarie ecc ecc .
Pagando meno i professori e utilizzando l'informatica possiamo dare piu' soldi agli studenti per rendere effettivo il diritto allo studio.
STATE CONFONDENDO IL DIRITTO ALLO STUDIO CON IL DIRITTO ALLO STIPENDIO DEL PROFESSORE.
Il primo e' in costituzione il secondo solo nelle menti di politici bacati dediti al voto di scambio.
Zampano .
20 maggio 2017 alle ore 11:54Aldo
quello che mi spaventa è la questione di licenziamento dei cosiddetti "fankazzisti". Conosco personalmente lavoratori onesti che lavoravano più di tanti altri colleghi e che sono stati etichettati come fankazzisti dai boss solo perchè non erano schierati con il partito. Hanno subito mobbing e altre molestie dai dirigenti, sino a ricevere sovraccarico di lavoro e sanzioni per non avere fatto tutto nei tempi previsti (il modo più facile per far licenziare qualcuno: dagli il lavoro di cinque persone e pretendi che lo faccia in un paio di giorni). Qualcuno è riuscito a scappare dall'ufficio in questione e a farsi trasferire, altri hanno cambiato mestiere, perchè abbandonati dai sindacati (assolutamente di parte) e persino dalla legge(uno dovrebbe lavorare in ufficio con una cam accesa 24ore su 24, registrare tutto per poter dimostrare i fatti in tribunale, cosa piuttosto difficile da realizzare su piano pratico).
generosità col contagocce
18 maggio 2017 alle ore 18:07Beppe dì una parola chiara sulla Scuola, anche se urtare il Vaticano è pericoloso in vista di elezioni. Poi votiamo, ma queste benedette scuole SE LE DEVONO PAGARE LORO, O NO? Berlusca ha mandato i figli da Steiner, sono scuole d'eccellenza, ha i soldi... OK!!! E sbilanciati poco poco, lo fai su Trump.... che è tanto più aleatorio. Fallo su questi temi sensibili invece.
Er Caciara .....
18 maggio 2017 alle ore 18:20"Professore, dica lei, quanti sono i Pirenei....?"
Chissa' se pinocchio lo sa.....?
Er Caciara .....
18 maggio 2017 alle ore 18:31Eposmail..........Carneade, chi era costui?
Ne son io peranco un manzoniano che "tiri" quattro paghe per il "lesso".......
Er Caciara .....
18 maggio 2017 alle ore 18:34azz...... solo adesso realizzo..........
"fesso" "lesso".....
sono molto sveglio....ahahahah
Zampano .
20 maggio 2017 alle ore 11:36https://www.youtube.com/watch?v=q_PIyelry4I
Vincenzo A.
18 maggio 2017 alle ore 18:27Bella battuta.
Psichiatria. 1
18 maggio 2017 alle ore 19:17ma ci fate o siete.
i prof. o maestri della pubblica non frega nulla dell'istruzione, solo il posto fisso.
Aldo Masotti
18 maggio 2017 alle ore 20:19@essere o avere : ho risposto al tuo commento critico , vedi sotto
Meritevoli = leggetevi art. 34 cost.
elio d'annunzio
18 maggio 2017 alle ore 20:43ho l'impressione che il diritto fondamentale dell'essere umano,cioè la liberta' , sia ancora poco compreso in Italia..
il cittadino deve poter avere la LIBERTA' DI SCELTA..
tutto il resto è NOIA
Carlo Marchiori
19 maggio 2017 alle ore 16:28La libertà individuale finisce dove comincia la legge, che appunto definisce i limite all'arbitrio individuale.
Siccome non la legge, ma addirittura la COSTITUZIONE afferma che le scuole private debbano essere senza oneri per lo stato così deve essere.
Ovviamente la costituzione può essere modificata, nel frattempo qualunque finanziamento alla scuola privata è di fatto illegale.
giovanni .
18 maggio 2017 alle ore 20:47Egr. Prof. Massimo Villone,
Lei ha 1000 ragioni. Ognuno può aprire una scuola privata ma deve farla vivere con le rette dei privati. La scuola pubblica è un obbligo per lo Stato ed un diritto del cittadino e deve essere efficiente e severa. Purtroppo, come succede spesso in Italia, si finanzia la scuola privata per le famose e deprecabili mance elettorali!!
Aldo Masotti
18 maggio 2017 alle ore 21:23Art. 33 e 34 cost.
Vanno integrati anche con la frase:
e' vietato l'insegnamento di contenuti contrari ell'evidenza sciantifica .
Qui la costituzione , poi la magistratura elaborera' caso per caso.
Ma la terra piatta, adamo ed eva , ecc ecc vanno trasmessi come "miti e leggende" e non come dati di fatto .
per il resto , come meglio sotto ho evidenziato:
NON CONFONDIAMO IL DIRITTO ALLO STUDIO CON IL DIRITTO ALLO STIPENDIO PUBBLICO DEL PROFESSORE.
NON SONO SINONIMI .
La "sinistra" elaborando un relativismo scientificamente ignorante sta legittimando delle boiate in nome della multiculturalita': sti cazzi ! La terra non e' piatta , gira intorno al sole e la relativita' e darwin non sono opinioni.
marie cortez
18 maggio 2017 alle ore 21:28Ciao
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Giacomo B.
18 maggio 2017 alle ore 22:09Uno degli argomenti classici dei sostenitori "istituzionali" della scuola privata paritaria (in primo luogo la stampa cattolica) e' che:
a) ogni studente nella scuola pubblica costa allo stato circa 7000 euro/anno (vero);
b) ogni studente nella scuola privata costa allo stato circa 500 euro/anno (vero);
a cui conseguirebbe che c) per ogni studente privato lo stato risparmi circa 6500 euro/anno e d) gli studenti in caso di mancato sussidio alle scuole private si riverserebbero nelle pubbliche (per chiusura delle private non piu' sostenute) con un aggravio stimabile in circa 4-6 miliardi di Euro.
Non e' necessario essere dei fini pensatori per confutare c) (spendiamo 500 euro/studente/anno IN PIU' per le private; non risparmiamo) e d) (una ovvia fallacia logica).
E' infatti non plausibile che la cancellazione dei sussidi porti alla conseguente minacciata chiusura in blocco degli istituti privati; semmai a una loro razionalizzazione.
Credo che la riduzione progressiva, con l'obiettivo di giungere in tempi brevi all'abolizione, dei sussidi alle istituzioni paritarie sia necessaria, anche e soprattutto per il principio di giustizia espresso dal Prof. Villone.
Un primo passo potrebbe essere il blocco dei sussidi per le scuole private paritarie elementari; nel caso infatti che si verificasse parzialmente l'improbabile scenario d), a parita' di numero di studenti l'onere per lo stato sarebbe inferiore a quanto accadrebbe con medie inferiori e superiori.
Quanto risparmiato potrebbe essere reinvestito nell'edilizia scolastica, che in troppe circostanze appare versare in condizioni spregevoli per un paese sedicente civile.
Salvatore D'Angelo
19 maggio 2017 alle ore 00:23Si può conciliare il principio di laicità e gratuità della scuola pubblica espresso dall'art. 33 Cost. col principio di libertà di (istituire) scuole, dando un contributo alle famiglie dei ragazzi che frequentano scuole private a condizione che tale contributo sia dipendente dal reddito familiare (inversamente), sia inferiore tanto alla retta pagata quanto al costo medio per studente di una classe analoga della scuola pubblica.
Infatti non dobbiamo dimenticare che anche se la scuola pubblica è gratuita (o quasi), essa comunque ha un costo che ricade sulla fiscalità generale. Io credo che sia un fatto positivo mettere in concorrenza la scuola pubblica con quella privata. Non voglio sembrare filo-USA su questo argomento ma devo dire che la concezione piatta e buonista, nata nel sessantotto e difesa soprattutto dalla sinistra, ha ridotto la scuola italiana ad essere la penultima per qualità tra i paesi OCSE.
FRANCK dencil
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franco selmin
19 maggio 2017 alle ore 09:14Dati ufficiali recenti:quasi 10 studenti per 1 addetto scolastico in Italia.Media Ue 12\13 studenti ogni addetto.Cioè 20% in più da noi.
Stessa scuola 40 anni dopo:quasi il doppio di insegnanti(mancava l'assistente a quello di italiano e a quello di religione)
La scuola pubblica è calibrata sugli utenti o sui posti di lavoro da assegnare ?
Poi possiamo pure discutere se è giusto o no finanziare la scuola privata.
speriamo bene
19 maggio 2017 alle ore 18:46E' chiaro, sui posti di lavoro da assegnare. Gli utenti nella scuola sono solo carne da macello, come anche i docenti che da questa istituzione comunque provengono. Questi ultimi difendono questo sistema perché credono di godere del beneficio del "posto sicuro" ma non si accorgono che hanno venduto la propria vita per un piatto di lenticchie
Paola T.
25 settembre 2017 alle ore 22:02Peccato che oggi un insegnante debba rivolgersi a un'utenza estremamente differenziata, gestendo ragazzi di varia nazionalità, religione, estrazione culturale e spesso con problematiche comportamentali o fisiologiche che esigono un'attenzione individuale. In questo senso la situazione è cambiata rispetto a 40 anni fa e i minori di oggi non si possono certo più comandare a bacchetta come un tempo.
fausto i.
19 maggio 2017 alle ore 09:39sul finanziamento per legge alle scuole paritarie mi permetto di evidenziare come, nel nostro paese, un cittadino di religione protestante, ebraica, musulmana, greco-ortodossa, bhuddista induista, politeista o animista, sia obbligato, rebus stantibus, a fornire parte delle proprie tasse a favore del mantenimento in essere di istituzioni scolastiche eminentemente di estrazione cristiana-cattolica. Questo non può essere accettabile. Peraltro sarebbe molto più logico, se si volesse privilegiare la libertà famigliare nella scelta dell'orientamento etico-morale dell'educazione dei figli, dare luogo ad una forma di aiuto economico ad nucleum, sottoposta a stringenti controlli sull'effettiva capacità economica della famiglia, sino al raggiungimento anche della copertura dell'intera retta prevista dalla scuola non statale. Sarei anche favorevole all'istituzione di un unico albo dei formatori, suddivisi per i diversi gradi di insegnamento, al fine di consentire, a chiunque ne abbia titolo, la facoltà di scegliere se lavorare nella scuola pubblica o in quella paritaria, con uniformazione dei CCNL (troppo spesso gli insegnanti di scuola privata-paritaria sono trattati peggio dei loro omologhi dipendenti pubblici).
L'equità sociale passa attraverso un percorso formativo il più possibile uniforme.
La Scuola, così come la Sicurezza, la Sanità e la Previdenza, dovrebbero essere slegate dalle logiche, perverse, delle compatibilità di bilancio dello Stato (ahi ahi Europa).
defri defri
19 maggio 2017 alle ore 11:03N°1 di credito tra particolare
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giampaolo gottardo
19 maggio 2017 alle ore 11:19buondi,seguendo il principio: si vive per supportare il progresso della vita in tutte le dimensioni della stessa senza regressi in alcuna sul territorio,emerge ovvia come debba essere la scuola "Pubblica" ovvero finanziata dalla Comunita' Municipale per le esigenze municipali, Regionale per le singolari particolari tra i comuni,Nazionale per le singolarita' particolari tra le regioni che giustificano un investimento a livello Nazionale;scuole per apprendimenti che portino a singolarita' planetarie sono finanziate dai contributi Europei/Planetari e sono in questo caso in lingua Europea/Planetaria mentre le scuole Nazionali sono nella sola lingua Italiana.Le scuole per stranieri non aventi raggiunto la Nazionalita' italiana sono scuole private che tengono quindi conto anche delle Nazionalita' degli stranieri iscritti e delle ambizioni degli stranieri in italia e sono tenute in lingua internazionale; italiani di Nazionalita' italica che desiderano andare a lavorare in altri stati frequentano corsi nelle scuole per stranieri dove appunto si introducono le persone alle singolarita' dei paesi esteri di interesse. Quindi la nostra scuola Pubblica deve avere come base la cultura che integra tutte le conoscenze da singolarita' emerse nel pianeta, come particolarizzazione le conoscenze proprie relative al contesto italico nazionale che richiamano le singolarita' passate nazionali e come specializzazioni filoni che portino alla frontiera del sapere nei rispettivi settori.In particolare in Italia, che per garantire la vita si deve riuscire a ritornare all'auto sufficienza, sito di contesto di vita assai variegato per ogni Regione,sono necessarie scuole che portino a culture a 360 gradi ovvero scuole come 40 anni fa dove si insegnavano primariamente metodi e quindi nozioni formando le persone ad uscire dai problemi con la propria testa,in contesti sempre piu'complessi,in grado di garantire ai giovani una missione per il progresso polidimensionale sul nostro territorio.
Carlo Marchiori
19 maggio 2017 alle ore 16:22Ottimo.
Mi fa molto piacere che si affronti questa questione senza veli di ipocrisia e in modo chiaro.
L'unica cosa che mi lascia perplesso dell'analisi dell'illustre costituzionalista è il fatto che secondo il suo parere la scuola privata debba essere senza oneri per lo stato perché è potenzialmente una scuola 'di tendenza' (diciamo pure tendenziosa :-)). Sinceramente non vedo la necessità di giustificare l'assunto costituzionale.
Detto questo voterò per l'abrogazione dei fondi alla scuola privata e spero che tutti gli amici del movimento faranno altrettanto.
corine bonucie
19 maggio 2017 alle ore 17:22Ciao Ecco la mia posta "prestitobancario2017@gmail.com" Caro Signor e la
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Zampano .
20 maggio 2017 alle ore 11:31fa un piacere all'umanità, va a giocare a mosca cieca in autostrada nell'ora di punta...
Zampano .
19 maggio 2017 alle ore 18:07CARO PROFESSOR MASSIMO VILLONE
SA CHE SCUOLA/UNIVERSITA' VOGLIONO GLI STUDENTI?
GLI STUDENTI VOGLIONO CHE LE TASSE SIANO RIDOTTE AI MINIMI TERMINI (CONSIDERATO CHE L'ISEE HA ROVINATO NON POCHE FAMIGLIE) O CHE LA SPESA SIA INTERAMENTE A CARICO DELLO STATO, COME AVVIENE IN ALTRE NAZIONI COSIDDETTE CIVILI. GLI STUDENTI VOGLIONO SOPRATTUTTO CHE SCOMPAIA IL BARONATO, PERCHE' SONO STUFI DI PARENTOPOLI E DI FAMIGLIE CHE UNA VOLTA INSEDIATE COME DOCENTI PASSANO LA POLTRONA AI FIGLI; STUFI DI QUEI MASSONI CHE CHIEDONO AL GOVERNO DI FINAZIARE CORSI INUTILI; STUFI DI QUEI DOCENTI CHE FANNO BUSINESS, CHE OBBLIGANO LO STUDENTE AD ACQUISTARE I LORO LIBRI CON CEDOLINO PER DARE L'ESAME (IN CASO CONTRARIO, SE LO STUDENTE HA STUDIATO SULLE FOTOCOPIE E NON POSSIEDE IL CEDOLINO DA ESIBIRE ALL'ESAME, BEN DIFFICILMENTE LO SUPERA!); STUFI DI TUTTE LE PORCATE CHE I PARTITI DI SINISTRA E DESTRA HANNO FATTO DAL DOPOGUERRA AD OGGI.
speriamo bene
19 maggio 2017 alle ore 18:32Ma perché, la scuola pubblica non è orientata e di tendenza? E non credo neanche che la scuola pubblica dia "piena risposta alla domanda di istruzione dei cittadini e delle cittadine italiane in età scolare". La scuola pubblica dà piena risposta alla domanda di clientelismo e il pd la utilizza sapientemente sotto questo profilo
"La scuola è sempre stata, e rimane, una macchina il cui compito primario è distruggere l'autostima della persona entro l'età di 8 anni, per annientarne la futura capacità di essere cittadino attivo, temuta dal Potere. Nell'istruzione superiore essa insegna da sempre contenuti del tutto irrilevanti alle priorità essenziali ed esistenziali dei giovani. In generale, lungo tutto il suo iter essa impartisce due insegnamenti, che saranno poi alla base del congelamento delle coscienze civiche dei futuri cittadini: non avete diritti, siete ricattati. Dall'età di 6 anni fino alla maggiore età l'alunno/a impara soprattutto questo: inutile ribellarsi alle tante plateali storture o follie del regime scolastico, inutile contestare un insegnante o un metodo, non si ottiene nulla, anzi, ci si rimette. Devastante, da tempi immemorabili." Paolo Barnard
Si deve necessariamente partire da queste considerazioni di Barnard se si vuole realmente agire su una riforma della scuola che sia a misura di cittadino e non di potere
Paola T.
25 settembre 2017 alle ore 22:29Non penso affatto che la scuola pubblica abbia sempre un orientamento neutro. Può forse averlo dal punto di vista religioso (ma i presidi che, per evitare di offendere i pochi non cattolici, proibiscono l'allestimento del presepio richiesto dalla maggioranza dei loro alunni, non prendono anche loro una posizione?) Inoltre, conosco scuole pubbliche con presidi ex militanti di partito o anche ex membri del consiglio comunale. Non c'è da sorprendersi quindi se lì i "programmi" o i libri hanno una certa tendenza. Il mondo è vario e credo che tutti abbiano il diritto di cercare la propria collocazione ideale. Secondo me la scuola privata aumenta queste possibilità e, se da un lato sottrae risorse economiche allo Stato, dall'altro assorbe un gran numero di alunni in buona parte a proprie spese (attenuando così l'effetto delle classi pollaio). Il diritto a differenziarsi e a scegliere democraticamente il proprio percorso deve essere garantito a tutti e non solo, demagogicamente, ai meno abbienti. In alcune scuole private esistono anche borse di studio per facilitare l'accesso a chi è meritevole e si trova in difficoltà.
Paola Zito
20 maggio 2017 alle ore 10:58La scuola buona è un fallimento, non perchè I vecchi indegnanti siano inadeguati alle aspettative dei ragazzi di oggi, ma perchè la scuola è sempre stata ed è lontana ed estranea dagli eventi della vita.
Il SAPERE NON È come dovrebbe essere... IMMEDIATO (seguendo il quotidiano, ) ma ancora è un SAPERE A TAPPE che è vecchio, inutile sciocco.
Sono una insegnante che ha insegnato non
assillata dai programmii (che sono solo indicativi) ma seguendo la testa, il proprio modo di pensare.
TUTTO A TUTTI, SEMPRE. (AGLI ALUNNI di qualsiasi età, più pivccoli sono I bimbi, + recepiscono)
La vita nei suoi molteplici aspetti sarà conosciuta giorno x giorno, l'ignoranza o il "sapere dopo" danneggiano e annoianio
Metto le mie brillanti esperienze a disposizione. (C'è tantoda dire e da cancellare)
Se qualcuno vuole saperne di piū, io ci sono..
AD MAIORA!
Paola
henri henridoms
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Zampano .
20 maggio 2017 alle ore 18:21PROFESSOR VILLONE
GUARDI DI COSA HA REALMENTE BISOGNO LA SCUOLA-UNIVERSITA' ITALIANA, SEGUA IL VIDEO
https://www.youtube.com/watch?v=8EolPSLk3F4
lilly
21 maggio 2017 alle ore 13:24Professore oggi non ho potuto studiare
Ma veramente ti hanno fregato i soldi?
Piombi
24 maggio 2017 alle ore 11:55Questo messaggio si rivolge alla persona avente bisogno di prestito per affrontare le difficoltà finanziarie per uscire dal vicolo cieco che causano l'economia al giorno d'oggi. Siamo in grado di farvi prestiti in tutti i domini o che siate e con condizioni che vi faciliteranno la vita e un tasso annuale da partire dal 2%. se avete bisogno di prestito non esitate a contattarle per ulteriori informazioni sulle nostre condizioni.
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Mauro B.
24 maggio 2017 alle ore 12:30Secondo me non ha senso mostrare sempre video che sostengono solo una delle risposte, non si riesce a farsi un'opinione seria senza sentire entrambe le campane.
La questione non va trattata solo da un punto di vista ideologico. Seguendo il ragionamento se il problema fosse la "tendenza" di una scuola allora se una scuola non fosse di "tendenza" andrebbe finanziata?
Allo stesso modo nemmeno va trattata dicendo che se c'è scritto nella costituzione non si può cambiare (nel 2000 di fatto hanno introdotto una "terza via" non prevista dalla costituzione).
Nella teoria siamo tutti d'accordo che le scuole private non dovrebbero nemmeno servire, ma questo è vero solo nel mondo dei sogni.
Per me il motivo per il quale nasce e va mantenuto il finanziamento alle scuole paritarie è che senza di loro lo stato non sarebbe in grado di garantire a tutti la formazione che i cittadini chiedono, dal momento che uno studente alla scuola pubblica costa allo stato molto ma molto di + di uno alla scuola privata. Se venisse meno il finanziamento e queste o alcune di queste chiudessero i costi per lo stato aumenterebbero e per assurdo l'offerta formativa alla scuola pubblica diminuirebbe.
Elisa Civello
10 agosto 2017 alle ore 17:32Dalla mia esperienza personale, ho potuto verificare che le scuole private, soprattutto qui in Sicilia, sono solo macchine per fare soldi! Ebbene, 2 su 5, ti danno il titolo che ti serve senza neanche studiare e fare esami!! Quando ho chiesto che a me interessava acquisire le conoscenze che mi mancavano, mi hanno preso in giro! É evidente che non si possono " fare" 2 anni in uno!!! Ed essere considerati pari a chi ha studiato 5 anni!! La mia proposta è quella di eliminare la parità tra scuole pubbliche e private. Altrimenti trovare un modo di controllare meglio ciò che accade veramente in queste scuole. Ma si sa che i controlli.....
Andrea Ivo Antonio Laforgia
23 ottobre 2017 alle ore 11:361)In più occasioni ho avuto modo di chiarire che la antica disputa"se finaziare o meno la scuola privata" è del tutto inutile. Ciò che è utile invece è richiamare l'articolo 33 della Costituzione che prevede la possibilità di istituire scuole private, ma senza oneri da parte dello Stato. Dunque la Costituzione dice chiaramente che la scuola italiana non va finanziata dallo stato. Punto.
2)Probabilmente non è necessario aumentare la percentuale (credo meno di 8%) di finanziamento alla scuola. Basterebbe limitarsi a finanziare esclusivamente la scuola pubblica. I vantaggi per tutti sarebbero enormi.
3)Infine una raccomandazione. Quando si parla di scuola e di insegnanti, teniamo ben distinti gli aspetti qualitativi (programmi, materie il cui studio va incoraggiato rispetto a altre, formazione dei docenti, istituzione di nuove scuole come licei musicali, coreutici,... e tutto ciò che è legato alla cultura e quindi all'evoluzione del paese)dagli aspetti legati a ogni forma di rivendicazione sindacale e non (insegnanti mal pagati, aule fatiscenti, mense inesistenti...) Entrambi i tipi di problemi sono fondamentali in un paese democratico, ma vanno tenuti ben distinti tra loro. Discutere, come spesso mi accade di vedere, di uno di essi per poi inserire problematiche legate all'altro è forviante e improduttivo.
