#ProgrammaScuola - Scuole paritarie e pubbliche: finanziamenti e contributi volontari
17 maggio 2017 alle ore 12:05•di MoVimento 5 Stelle
Oggi i fondi delle scuole pubbliche statali sono insufficienti e le famiglie italiane sono costrette a pagare un contributo "volontario" all'atto dell'iscrizione a scuola. In questo modo viene minato il principio di gratuità della scuola dell'obbligo previsto dalla nostra Costituzione. Con il primo quesito vi chiediamo se siete d'accordo che i finanziamenti pubblici vadano prioritariamente alle scuole pubbliche statali.
Il quesito non riguarda le scuole dell'infanzia e i nidi, perché per questa fascia d'età (0-6 anni) le scuole private paritarie nella maggior parte dei casi suppliscono alla mancanza di scuole pubbliche statali sul territorio e rappresentano dunque una scelta obbligata per le famiglie.
di Pietro Rapisarda, dirigente scolastico
Finanziamento alle scuole paritarie e contributo volontario degli studenti alle scuole pubbliche: c'è un problema grosso su questo argomento. La scuola dell'obbligo, cioè fino all'età in cui lo studente è obbligato per legge ad andare a scuola, dovrebbe essere gratuita secondo tutti i punti di vista. Perché nel momento in cui lo Stato, giustamente, impone un obbligo non può, a mio parere, contestualmente imporre anche una spesa.
Ritengo che la scuola dell'obbligo debba essere assolutamente gratuita, sotto tutti i punti di vista: nella frequenza, nell'iscrizione, nell'uso dei libri che dovrebbero essere, a mio parere, forniti in prestito o donati, nell'uso di tutte le attrezzature della scuola e il loro funzionamento.
Questo cosa comporta, d'altra parte, che le scuole abbiano sufficienti fondi per garantire a tutti gli studenti, o quantomeno a quelli nell'obbligo scolastico, un regolare funzionamento e un'offerta formativa che sia all'altezza degli obiettivi prefissati.
Cosa succede in realtà, che le scuole hanno dei finanziamenti, però normalmente questi finanziamenti non sono sufficienti a garantire un'offerta adeguata. Questo si verifica in particolare nelle scuole dotate di laboratori e quelli che hanno una spesa corrente e molto elevata. Posso citare due tipologie di laboratori, ma ce ne sono sicuramente altri, in particolare i laboratori di enogastronomia e quelli chimici hanno dei costi elevatissimi per le spese correnti, per l'acquisto dei materiali, per la gestione dei rifiuti.
Le scuole tecniche e professionali che offrono questi tipi di laboratori hanno effettivamente un contributo ad hoc per il loro funzionamento, ma questo contributo non è sufficiente. E allora le scuole si trovano normalmente costrette a chiedere un contributo volontario alle famiglie. Questo contributo volontario è un po' un'aberrazione, nella misura in cui in alcune scuole questo contributo non cambia la qualità della scuola, in altre la cambia sostanzialmente.
Mi riferisco ad un aspetto sociale della scuola. Ci sono scuole che hanno pochi laboratori per esempio i licei classici o i licei scientifici che ne hanno anche, ma normalmente sono laboratori che hanno spese correnti molto basse, e magari sono scuole collocate in zone dove ci sono famiglie che hanno la possibilità di spendere. In questi casi il contributo normalmente viene erogato, e la scuola si trova con una quantità di denaro adeguata ad offrire un'offerta formativa all'altezza della situazione.
Poi ci sono scuole che hanno laboratori e che sono collocate in zone periferiche, che hanno una utenza che questo contributo non può darlo, anche volendo, e si trovano a dover gestire un'offerta formativa per la quale il finanziamento dello Stato non è sufficiente, e il contributo volontario non c'è, o c'è in forma molto limitata. E quindi si trovano con una offerta formativa che viene depauperata della sua qualità e anche nella quantità.
Questo va contro un obiettivo sociale importante della scuola che è quello di fornire un ascensore sociale alle classi meno abbienti, per dare una prospettiva di vita, di lavoro, di occupazione, di sviluppo personale che non sia dipendente dalle loro condizioni iniziali di disagio.
Questa struttura invece genera proprio una differenza, anzi la rimarca ancora di più. E quindi penso che lo Stato debba fornire una quantità maggiore di finanziamenti che deve essere quantificata caso per caso, ovviamente, ma soprattutto che debba garantire la gratuità e la frequenza scolastica, quanto meno nella zona di età dell'obbligo scolastico.
Commenti (73)
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 12:48"Eurostat: Italia maglia nera per spesa pubblica in istruzione e cultura".
Se tanto mi da' tanto, poco darà poco.......
Tony
17 maggio 2017 alle ore 12:58Scuola pubblica dall'asilo alle superiori obbligatorie.......Scuole private con esami fatti tramite prof. dello stato....I preti vadano ad aprire scuole in Africa visto che sono 'misericordiosi'....
oreste ★★★★★ °.°
17 maggio 2017 alle ore 14:08no ...dai ,, che poi nascono i mulatti!
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 14:27seeeee, da "culattoni" a "mulattoni", ce ne passa....
oreste ★★★★★ °.°
17 maggio 2017 alle ore 14:52harry ..purtroppo na malattia tira n'artra..come e ciliege...hahaha...
Paolo
17 maggio 2017 alle ore 13:07Bravissimi!!!
Tony
17 maggio 2017 alle ore 13:21
-||√ ||√ ||√ OT...i tedeschi truccano...noi paghiamo.......bella la UE .... fare i colonizzati della Germania è sempre un ''affare''..............
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/05/17/fca-delrio-scrive-alla-rimandare-procedura-infrazione_JVi69HmfwA6YSESOgvyJaJ.html
Patty Ghera
17 maggio 2017 alle ore 13:22In molti paesi europei, studiare non costa niente, compresa l'università se si consegue un certo risultato.
In molti paesi europei chi ha in famiglia un malato di parkinson o di alzheimer, è assistito in toto dalla sanità pubblica e il familiare non deve svenarsi a pagare badanti o rinunciare al posto di lavoro per assistere il familiare.
In molti paesi europei i genitori riscuotono, indipendentemente dal reddito, un assegno mensile in base al numero dei figli. Basta guardare quanti figli fanno in Europa e quanti in Italia.
In molti paesi europei se tuo figlio ha bisogno dell'appareccho per i denti, non è necessario andare a chiedere un prestito in banca, infatti ci pensa la pubblica sanità.
L'Italia si trova, suo malgrado, a far parte dell'Europa, il tutto deciso dalla massoneria e dalle banche. Non dal popolo. E anche se fosse stato fatto un referendum, alla fine, la decisione sarebbe spettata ai soliti noti. Abbiamo la prova di che fine hanno fatto certi referendum.
Ricapitolando: l'Italia è nel baratro e ci resterà a meno che i giovani non si decidano a prendere in mano la situazione. Il che è praticamente impossibile.
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 13:44Al momento, i giovani (ma anche i meno giovani), stanno prendendo qualcos'altro.. (e non è bello....)
Patty Ghera
17 maggio 2017 alle ore 13:46Appunto: dovrebbe scattare il meccanismo di difesa dettato da anni e anni di vessazioni.
In questi casi esiste una sola via d'uscita, che non è nel DNA degli italiani...
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 13:49...la sindrome de "la rana bollita"....
Vincenzo A.
17 maggio 2017 alle ore 14:33Vorrei sapere perché alla fine degli anno 60 70 80 i giovani si sentivano e come, alcune volte erano dimostrazioni eccessive ma si sentiva battere una generazione che pulsava.
Non ditemi che era una questione di benessere, perché allora meglio di oggi le famiglie erano benestanti.
Da qualche anno a questa parte i giovani mi sembrano addormentati, chi mi sa spiegare cosa è cambiato ?
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 14:50Effettivamente, la tensione ideale di un tempo, s'è un po' affievolita.....
http://ondemand.mtv.it/best-of/40-i-soliti-idioti-minchia-boh-la-top-6-di-patrick-e-alexio/355-patrick-e-alexio-lo-smartphone
Vincenzo A.
17 maggio 2017 alle ore 15:34Direi che si è molto affievolita.
Forse perché non gli frega un c...o di niente, oppure li abbiamo troppo coccolati nella bambagia, i nostri genitori , loro nonni ci prendevano a calci nel c..o ogni volta che dicevamo o facevamo qualche cosa di sbagliato, quindi dentro di noi si è insediato il germe della contestazione che si è esteso a tutti gli argomenti.
I giovani di adesso cosa devono contestare , tutte le strada gli sono spinate (sbagliando), se non trovano lavoro emigrano , ma quale lotta cruenta , in effetti hanno visto la fine che abbiamo fatto noi ora , con un cretino che ci comanda a bacchetta.
Zampano .
17 maggio 2017 alle ore 15:57Vincenzo
non si è affievolito nulla, i giovani di oggi li devi andare a cercare all'estero, fuggiti in cerca di occupazione, perchè l'Italia è diventata una nazione di anziani e pensionati. Figurati se quelli, tra cateteri e dolori alla prostata, hanno le forze per manifestare. Lo sanno bene pure i criminali che vengono dall'estero a fargli visita...
Carlo Marchiori
17 maggio 2017 alle ore 14:01"Con il primo quesito vi chiediamo se siete d'accordo che i finanziamenti pubblici vadano prioritariamente alle scuole pubbliche statali."
Scusate?
I finanziamenti pubblici devono andare SOLO non PRIORITARIAMENTE alla scuola pubblica. Questo perché la cosa è sancita dalla Costituzione che dice che i privati possono creare scuole SENZA oneri per lo stato.
oreste ★★★★★ °.°
17 maggio 2017 alle ore 14:04quindi è ovvio che gli "altri" non hanno mai rispettato la costituzione!
E ti pare poco?
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 14:25sembrerebbe ovvio; lasciare aperti questi "spiragli", con tutto l'imperituro affetto per il M5S, provoca un certo senso di disorientamento....
Luca M.
17 maggio 2017 alle ore 14:09scuole pubbliche gratuite sempre e i finanziamenti pubblici SOLO alle scuole pubbliche.punto.
Carlo .
17 maggio 2017 alle ore 14:35mi pare ovvio data la COSTITUZIONE Scuola Pubblica gratuita in ogni ordine e grado
aggiornare programmi, laboratori, corsi facoltativi e formativi adeguandosi alla realtà produttiva ma con attenzione allo sviluppo della società (ma non alla pura ove non brutale prodduttività, innovazione
tutto questo costa ? la scuola privata NON DEVE ESSERE FINANZIATA CHIARO?
SAPPIAMO BENE COME I TENTATIVI DI TOGLIERE I FINAZIAMENTI PUBBLICI ALLA SCUOLA PRIVATA, SACRIFICANDO QUELLA PUBBLICA HAN FATTO CADERE PIù DI UN GOVERNO e quel baciapile fiorentino non lo farà ( ragione di più per farlo andare a casa col su babbo ( o in ...)
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 14:37OT "telefonata "telefonata"......
In esclusiva, una nuova scottante intercettazione telefonica tra Babbeo e la Loschi....(e tutto, assolutamente autentico...)
https://www.youtube.com/watch?v=MR65aHN7nyU
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 15:17...autentica almeno quanto la telefonata tra il Bischero e il su' babbo......
Giovanni Antonio
17 maggio 2017 alle ore 14:43Anche per questo programma serve sopratutto:
Sovranità Nazionale e Sovranità Monetaria.
Tutto il resto è "aria fritta"!
"Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri." (Ezra Pound)
" Una volta che la gente ha capito il funzionamento della moneta moderna, il Governo non può più giustificarsi dicendo che non ci sono i soldi per implementare
i servizi pubblici, costruire ospedali, scuole e infrastrutture.
La capacità di spesa dello Stato a Moneta Sovrana è di fatto illimitata."
Prof.ssa Stephanie Kelton
Potenzialità della Moneta Sovrana (MeMT)
-Lo Stato non può "andare in rovina" o "finire" il denaro.
-Lo Stato "non è" operativamente "vincolato alle entrate erariali".
-Lo Stato "non ha bisogno di prendere in prestito" la propria valuta.
-Lo Stato "non ha vincolo di spesa" se non quello autoimposto.
-Lo Stato "può stabilire" il tasso d'interesse, a qualsiasi livello.
-Lo Stato "ha un ampio spazio" di politica economica.
-Lo Stato può perseguire politiche "di piena occupazione".
Prof. Giacinto Auriti
"Senza la Sovranità Monetaria le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione."
1 saluto a tutti.
1 Esodato Super-Incazzato.
Paolo M.
17 maggio 2017 alle ore 14:50l'esempio dei laboratori è veramente ridicolo! dire che il liceo classico è in zone più abbienti (e quindi frequentato da persone più benestanti), mentre gli istituti tecnici esattamente al contrario è assurdo! Siamo in una situazione nella quale la scuola TUTTA va rifinanziata, senza fare distinzioni di serie A e B. In tutte le classi dovrebbe esserci una LIM, che va comprata e manutenuta, indipendentemente dall'istituto di appartenenza. Se non ci sono laboratori di tornitura, magari co sono laboratori linguistici o artistici. No non ci siamo, non condivido affatto!
***** Stefano Pedrollo
17 maggio 2017 alle ore 14:53Non è così semplice, nella mia zona, io abito in provincia di Verona non ci sono scuole materne statali ma solo private paritarie. Togliere fondi a queste scuole (che per esperienza fanno fatica a mantenersi) vorrebbe dire chiuderle e non dare alcun servizio alla cittadinanza.
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 15:02...cittadinanza che allora, si spera, tiri finalmente fuori i coglioni e pretenda che lo Stato faccia ciò che uno Stato deve fare: dare i servizi necessari alla collettività.....
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 15:03...dimenticavo la sindrome della rana bollita....
Vincino Fivestar
17 maggio 2017 alle ore 15:17... non è che non ci sono strutture pubbliche e ci sono solo quelle private e paritarie... perché qualcuno ci mangia sopra ????
Proporrei di togliere i finanziamenti alle private ed aprirne di pubbliche, cosi magari, alziamo qualche altro velo poco chiaro e puzzolente.
Lucio
17 maggio 2017 alle ore 15:05le scuole paritarie,soprattutto quelle per l'infanzia,svolgono un servizio che lo Stato in certe zone del paese non sarebbe in grado di sostenere.Inoltre queste scuole fanno risparmiare circa 7 miliardi di euro l'anno a fronte di 500 milioni di contributi statali.In tutta Europa le scuole non statali sono considerate pubbliche a tutti gli effetti e ricevono dallo Stato contributi molto piu' consistenti.Il M5S dovrebbe riconoscere questa realta'e lasciar perdere le battaglie ideologiche e di retroguardia.
Vincino Fivestar
17 maggio 2017 alle ore 15:12Finanziamenti alla scuola privata !?!?!?!?
Ma non se ne parla assolutamente !!!!
Facciamo funzionare bene le scuole pubbliche, prima di tutto.
Le scuole private, vadano a cercarsi gli sponsor per conto loro, se ne sono capaci, poi potranno fare quel che vogliono: troppo facile coi finanziamenti statali !!!
Francesco C.
17 maggio 2017 alle ore 15:26
Le regole.
Da oggi non piu' sindaca o ministra bensi' sindachessa e ministressa. Bello, eh? Un chiarimento che viene infatti da Wikipedia :
Una serie di sostantivi forma il femminile con la desinenza essa: si tratta generalmente di titoli o parole che indicano un certo prestigio: il campione, la campionessa, il duca, la duchessa. Molti di questi sostantivi terminano per a: il duca, la duchessa, il profeta, la profetessa. I sostantivi che terminano in ista rimangono invariati al singolare. Maschile e femminile si distinguono solo nelle forme plurali: il turista, la turista; ma i turisti, le turiste.
Quindi, da oggi: la Sindachessa Tizia e la Ministressa Caia [IMO]
Francesco C.
17 maggio 2017 alle ore 15:37Per approfondire:
https://nusquamia.wordpress.com/2012/08/08/il-sindaco-la-sindaco-la-sindaca-o-la-sindachessa/
:) :) [IMO]
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 16:52Cazzate d'alto bordo.
harry haller
17 maggio 2017 alle ore 17:31...e la ciclistessa, l'alpinistessa, la tassistessa, dove le mettiamo????......
Zampano .
17 maggio 2017 alle ore 18:56e visto che c'è lo chef, perchè non anche la chefessa...
Zampano .
17 maggio 2017 alle ore 15:36CARO RAPISARDA
LEI SCRIVE CHE "la scuola dell'obbligo debba essere assolutamente gratuita" E MI TROVA DACCORDO. IO LE CHIEDO PERO', OLTRE LE SCUOLE ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI, PERCHE' NON ANCHE L'UNIVERSITA'? FORSE CUBA E' PIU' RICCA DI NOI? CERTAMENTE NON LO E', MA CUBA INVESTE DI PIU' NELL'ISTRUZIONE (20% IN PIU' DI QUELLO CHE SPENDIAMO NOI) E GESTISCE IN MANIERA ESEMPLARE LE COSE. PENSI CHE A CUBA C'E' UN LAUREATO OGNI 15 ABITANTI. RIESCE A IMMAGINARE UNA COSA SIMILE IN ITALIA O MAGARI UN TASSO DI ANALFABETISMO FRA ADULTI TRA I PIU' BASSI AL MONDO (INTORNO AL 10%, MENTRE DA NOI E' DI GRAN LUNGA SUPERIORE)? CUBA FUNZIONA BENE PERCHE' LA' NON C'E' LA MASSONERIA CHE COMANDA; O IL BARONATO; O LA PARENTOPOLI CHE HA DISTRUTTO LA SCUOLA PUBBLICA GRAZIE AI PARTITI E AI SOLDI CHE MAGICAMENTE SPARISCONO TRA SPRECHI, CORSI IDIOTI E INUTILI, MANAGER INCAPACI, AMICI DEGLI AMICI ETC. LA COSTITUZIONE ITALIANA RICONOSCE A TUTTI IL DIRITTO ALLO STUDIO, MA NEL CONTEMPO IL GOVERNO NON SPENDE ABBASTANZA O NON INVESTE IN MODO GIUSTO COME INVECE FANNO ALTRI PAESI, CIOE' NON OFFRE QUEGLI STRUMENTI ATTI A PREPARARE GLI STUDENTI. INOLTRE GRAZIE A SISTEMI COME L'ISEE E TASSE INIQUE E SEMPRE PIU' ELEVATE OGGI E' PRECLUSA AI GIOVANI DELLE CLASSI MENO ABBIENTI LA POSSIBILITA' DI ACQUISIRE UN TITOLO.
Paolo B.
18 maggio 2017 alle ore 15:13Nella Cuba che ho conosciuto io, il diritto all'istruzione constava in una matita ed un foglio bianco; non c'erano corde per chitarra e le persone venivano caricate, come materiali, nei cassoni dei cammion la mattina presto per andare a tagliare, nei campi, la canna da zucchero ed essere recuperata, al tramonto, a bordo strada, ed essere ricaricata sul cassone da altri cammion. Apri l'occhio sulla libertà d'istruzione ;)
Zampano .
19 maggio 2017 alle ore 08:36Caro Paolo B
tu vedi le cose come turista, quindi ti lasci condizionare dall'apparenza (sai quanti turisti ci vedono come mafiosi?), se scavi un pochino a fondo, se entri nel mondo dell'istruzione e guardi bene i dati forniti dalle varie organizzazioni internazionali che si occupano di scuola scoprirai che studio e sport a Cuba sono finanziati da uno Stato centrale che spende quasi il 24% del proprio pil contro il 4% circa dell'Italia e che l'analfabetismo è quasi inesistente. Capisci la differenza? Non è il fatto che loro abbiano un foglio di carta e una penna contro i nostri quaderni e i nostri astucci colmi di penne e matite, ma è la conoscenza che viene divulgata e impartita agli studenti, che è la medesima (matematica, storia, diritto, geografia, lingua straniera etc). Prendi ad esempio il docente Vasapollo che là insegnava statistica; o i giovani che a scuola studiano educazione fisica. Nonostante siano poveri e privi di attrezzature, quel poco che hanno gli basta per ottenere risultati eccellenti e persino medaglie d'oro sui campi olimpici. Non per nulla abbiamo assoldato tra i nostri atleti cubani come Tapia, Jimenez, Chamizo, etc. Questa è la differenza, hanno meno soldi ma spendono meglio, cercano l'indispendabile e non il superfluo. Altro che canna da zucchero...
pinocchio
17 maggio 2017 alle ore 15:45P
manu t.
17 maggio 2017 alle ore 15:48Non vogliamo lasciare indietro nessuno? Chiediamo ai bambini di quale scuola hanno bisogno. Nel loro elenco i soldi servirebbero raramente. Avrebbero bisogno di insegnanti appassionati, carichi di compiti a casa adeguati e partecipazione (così, tanto per stimolare la cittadinanza invece che la sudditanza) . Speriamo
Alessandro D.
17 maggio 2017 alle ore 16:07Nel programma scuola fate un merge con il programma sicurezza:
Telecamere e pattuglie delle forze dell'ordine che girano intorno alle stesse negli orari piu consoni
manu t.
17 maggio 2017 alle ore 20:44Non vogliamo lasciare indietro nessuno? Chiediamo ai bambini di quale scuola hanno bisogno. Nel loro elenco di bisogni i soldi servirebbero raramente. Avrebbero bisogno di insegnanti meritevoli ed appassionati , carichi di compiti a casa adeguati e partecipazione (così, tanto per stimolare la cittadinanza invece che la sudditanza) .
calogero bonomo (rinobeis)
17 maggio 2017 alle ore 21:29Il quesito non riguarda le scuole dell'infanzia e i nidi, perché per questa fascia d'età (0-6 anni) le scuole private paritarie nella maggior parte dei casi suppliscono alla mancanza di scuole pubbliche statali sul territorio e rappresentano dunque una scelta obbligata per le famiglie.
Nelle valli montane e nei paesini sperduti con 2000 abitanti lo posso capire! Ripensandoci no, non lo posso capire! Oggi in molti sono obbligati ad appoggiarsi ai nidi portando i loro figli alla tenerissima età di pochi mesi, perché la maternità obbligatoria in italia è di 5 mesi! La maggior parte della popolazione vive in città. Allora secondo me che intendo il movimento come il non compromesso non accetta la prima parte della proposta e quindi di conseguenza non ho neanche letto il resto perché mi sa di compromesso. Nessuno resta indietro.
Alex
18 maggio 2017 alle ore 00:34Finanziamento e controllo pubblico alle pubbliche. Le altre che si autofinanzino.stop.
Dai 2000 nel 2014 ai 50 commenti di oggi in media. Siete scollegati o non più credibili date le numerose gaffes. Ciao ciao.
CARLA VOLPE
18 maggio 2017 alle ore 01:34Sono d'accordo con Lucio: nella giusta battaglia della scuola pubblica non dimentichiamo che se chiudessero le materne paritarie lo Stato non ce la farebbe a finanziare le scuole pubbliche che servirebbero a quell'utenza.
Filippo Degasperi
18 maggio 2017 alle ore 07:39Se mancano nidi e scuole materne pubbliche, anziché tralasciare l'argomento, sarebbe il caso di provvedere e non lasciare che associazioni e enti di varia estrazione continuino a banchettare
antonia sandro
18 maggio 2017 alle ore 07:47Ciao
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giovanna giugni
18 maggio 2017 alle ore 08:43In alcune zone d'Italia, quella in cui vivo e insegno ad esempio, la privatizzazione degli istituti professionali e il finanziamento delle scuole private ( di ogni ordine e grado) è realtà da molti anni.
Enti privati gestiscono milioni di euro per finanziare laboratori, ma anche clientelismo. Il tutto a danno dei docenti della scuola pubblica che non vedono il rinnovo dei contratti da molto tempo, che non hanno avuto nemmeno il miserabile bonus renziano di 500 euro e che sono costretti ad affrontare surplus orari immotivati e vedono la politica mettere il naso persino nella valutazione degli studenti.
Avviene in Trentino. Contro questo stato di cose ho presentato ricorsi, esposti e fatto appelli anche ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle che operano in Commissione Cultura nella Camera e al Senato.
Nessuna risposta.
lorella
18 maggio 2017 alle ore 15:37é noto che le scuole paritarie ricevono dallo Stato circa 500 milioni di euro l'anno,una cifra irrisoria se consideriamo che queste scuole fanno risparmiare allo Stato circa 7 miliardi di euro l'anno.Se le 13.000 scuole paritarie dovessero chiudere lo Stato non sarebbe in grado di garantire lo stesso servizio ad oltre un milione di studenti.
ruggero lazzari
18 maggio 2017 alle ore 09:14se si crede sia nella iniziativa privata(regolamentata nel nuovo patto sociale)sia in quella pubblica(regolamentata nel nuovo patto sociale) anche l'istruzione/educazione potranno essere sia pubblica che privata. Il nuovo patto sociale prevede una riorganizzazione condivisa del concetto di lavoro e di quello di vita a cui tutte le attività sociali si dovranno adeguare. Il nuovo statuto dei lavoratori sarà la carta costituzionale del mondo del lavoro(pubblico e privato)da cui resteranno speriamo esclusi gli evasori.....Il mondo della scuola e della universotà dovrà innanzitutto decidere la natura del personale docente(libero professionista o lavoratore dipendente?) che vedrà adeguare il proprio trattamento economico-giuridico di conseguenza: per esempio, se dipendente, godrà dello stesso numero di g. di ferie degli altri e delle stesse ore di lavoro nel luogo di lavoro.....parliamone
A L.
18 maggio 2017 alle ore 10:38
Partiamo dal fatto che il concetto di gratuità non esiste, in quanto pagando le tasse, ogni servizio a cui usufruisco o meno lo pago già. Consideriamo poi che anche le scuole private danno lavoro a tanta gente e molte, anche antiche e prestigiose hanno chiuso da tempo, perché la gestione delle stesse è estremamente onerosa. Alla fine il problema si riduce sempre al solito: se non si eliminano i privilegi, la gestione mafiosa delle istituzioni e non si fa una vera ed equa redistribuzione dei redditi, dando comunque sempre la possibilità ai privati di esistere e di poter operare, non andremo a risolvere nulla. Anche lo statalismo ha fallito, perché di fatto è e sarà sempre una gestione oligarchica del potere o vogliamo diventare tutti impiegati statali?
Paolo B.
18 maggio 2017 alle ore 11:40Condivido che la "scuola dell'obbligo" ovvero quella sino ai 18 anni, se pubblica, debba essere - concettualmente - gratuita. Ci sono già esempi (in Regioni a Statuto Speciale) dove da più di trent'anni, ed il tutto funziona ed è La Regione Autonoma che si fa carico di detti costi.
Ci sono, poi, le sfumature e le evoluzioni: dalle gite scolastiche, agli stages scuola-lavoro che, a seconda del "prestigio" della scuola pur pubblica che sia, comportano onerosità, anche, dell'ordine di 500-1000 . Ad esempio per quattro giorni di "scuola di vela" in un centro esclusivo di preparazione al saper andare per mare.
Non tutti se lo possono permettere, e - se ti capita di partecipare - ti accorgi di una gioventù che non ha più disciplina, non ha rispetto, è "addormentata" non sa essere felice e pratica, non saluta chi incontra, fa casino, è poco perspicace, ha solo diritti, ed è buona a nulla. Questo è il risultato delle élite delle scuole statali, di tradizione, e che si possono permettere tali stages-vacanze.
lorella
18 maggio 2017 alle ore 12:15le scuole paritarie di ispirazione laica o cattolica sono una ricchezza per il nostro paese
sia in termini economici(fanno risparmiare allo Stato miliardi di euro)che culturali.Le scuole paritarie garantiscono alle famiglie la liberta' di educazione.Sorge il dubbio che il M5S non stia lavorando per il bene del paese,ma per arrivare a una scuola del "pensiero unico".Una grande delusione per tanti elettori che in passato hanno
creduto in loro.
brice brice
18 maggio 2017 alle ore 15:58Hola
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Giovanni C
18 maggio 2017 alle ore 17:13Il contributo laboratori permette di acquistare quel materiale che non sarebbe possibile acquistare in modo diverso. E' anche libertà degli studenti e dei genitori finanziare alcune attività particolari. Non può ricadere nel calderone del tutto. Finanziando direttamente i soldi sono spesi in modo oculato e non finora spesi in modo spesso distratto e senza lungimiranza. Poi per recuperare parte dei soldi basterebbe inserire obbligatoriamente sensori di presenza per le luci, valvole termostatiche per gli ambienti e abolire il periodo di riscaldamento nei 180 giorni fissi all'anno. Se nessuno paga direttamente, nessuna ha cura delle cose. Vale anche per i banchi, le sedie e il decoro urbano della scuola. Purtroppo la gratuità non è compatibile con la mancanza di senso civico e quindi studenti e genitori capiscono solo il valore monetario.
Lino Quartarone
18 maggio 2017 alle ore 19:39 Il contributo volontario, nella formula una tantum, andrebbe bene per ampliare l'offerta formativa (ingressi nei musei, al cinema, offerte didattiche presenti nel territorio, ecc) purtroppo però richiederlo, da qualche anno a questa parte, è diventata una prassi con finalità molto discutibili visto che si usa per l'acquisto di materiale di facile consumo (carta, toner stampanti, colori, ecc) che le scuole non possono più affrontare per i continui tagli ai trasferimenti alla scuola statale pubblica
FRANCK dencil
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Simona
19 maggio 2017 alle ore 07:14Vorrei sapere cosa intendete fare per bloccare quest dittatori che vogliono imporre le vaccinazioni di nuovo !!!Con una legge che lascia intendere chiaramente che sulla scuola si può bypassare!!!
franco selmin
19 maggio 2017 alle ore 09:19abbiamo un 20% minimo in più di personale scolastico rispetto alla media Ue.Et voilà: trovate le risorse.
defri defri
19 maggio 2017 alle ore 11:17N°1 di credito tra particolare
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corine bonucie
19 maggio 2017 alle ore 16:54Ciao Ecco la mia posta "prestitobancario2017@gmail.com" Caro Signor e la
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ROSARIO ARDIZZONE
5 giugno 2017 alle ore 15:58QUANDO LA FINISCI ?????
Mario Gottini
22 maggio 2017 alle ore 08:21Riduzione delle risorse per la scuola pubblica, limitazione degli organici, manutenzione approssimativa degli immobili.
Tutto questo è servito a foraggiare la crescita di scuole confessionali e/o orientate filosoficamente.
Consentire oggi il finanziamento di questi soggetti privato con la giustificazione che svolgono un ruolo di sussidio è aggirare la costituzione, che prevede "nessun onere per lo Stato" e, peggio, prendere atto della situazione senza ambire a costruirne una migliore e più giusta.
enrico gozzi
23 maggio 2017 alle ore 22:11Spesso i servizi offerti dallo Stato sono molto costosi e di qualita' mediocre (vedi sanita', scuola, trasporti, ecc). Troppo spesso dove c'è un servizio statale c'e' inefficienza e spreco dei soldi pubblici. Lo Stato dovrebbe riconoscere, monitorare ed incentivare quelle realtà piccole o grandi, che nascono dalla passione dei cittadini, ed offrono servizi di buona qualità a basso costo. Le scuole private spesso sono un esmpio di questo e diventano una ricchezza ed un risparmio per lo stato italiano. Volerle cancellare è una forzatura ideologica che impoverirebbe ulteriormente anche le scuole pubbliche. Un saluto affettuoso a tutti i lettori del Blog.
Alberto Calle
24 maggio 2017 alle ore 12:18La Scuola è un diritto per la crescita culturale del Paese.
Giorgio Banaudi
24 maggio 2017 alle ore 12:31visto che si insiste sulla necessità che la scuola dell'obbligo sia gratuita, è importante ribadire che questo è un DIRITTO delle persone, e lo stato lo deve garantire a TUTTE le persone, non può essere l'avallo per una scuola di regime, come l'unica scuola statale rischia di diventare (se non c'è scelta non c'è libertà?). La Costituzione stabilisce anche il diritto di libertà di scelta per i genitori: ergo, serve un modo per garantire tutto ciò e forse l'idea del costo standard da riconoscere ai cittadini può essere una soluzione valida. Tra l'altro in Europa siamo, insieme alla Grecia, gli unici a non riconoscere questo diritto.
Mauro B.
24 maggio 2017 alle ore 12:44Secondo me non ha senso mostrare sempre video che sostengono solo una delle risposte, non si riesce a farsi un'opinione seria senza sentire entrambe le campane.
Tutto 'sto discorso sui laboratori e i contributi volontari non aiuta a spiegare un problema ben + ampio e complesso.
Per come è posta la domanda e il video il voto è palesemente pilotato in una direzione.
Ci viene chiesto di scegliere di togliere i finanziamenti alle scuole private private perché in questo modo si toglierebbero i contributi volontari.
Questo probabilmente sulla carta, nel mondo degli unicorni.
La verità è che uno studente alla scuola paritaria costa allo stato molto molto meno di quanto costi uno studente alla scuola pubblica.
Di conseguenza se venisse meno il finanziamento alle paritarie e queste o alcune di queste chiudessero i costi per lo stato aumenterebbero e per assurdo i contributi volontari sarebbero ancora + necessari.
Il problema va affrontato a tutto tondo, non in modo ideologico e parziale.
gino rossignoli
24 maggio 2017 alle ore 18:49gradirei che i contributi andassero alla scuola pubblica
Tarondo Renzo
25 maggio 2017 alle ore 11:19Non riesco a votare anche se sono uno dei primi iscritti, addirittura alcuni anni fa mi avete proposto, offrendomi bandiere manifesti assistenza, perchè riunissi un gruppo di simpatizzanti nel mio comune.
luciano fiorani
25 maggio 2017 alle ore 12:03Come su tutte le questioni vanno prima stabiliti i principi. In questo caso basta e avanza quello che è scritto nella Costituzione: le scuole private hanno il diritto di esserci ma senza nessun onere per lo Stato. Quindi nessun finanziamento pubblico alle scuole private.
Pablo
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