
Eni ammette di non controllare perdite in Basilicata
24 maggio 2017 alle ore 15:41•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle
«L'Eni ha saputo dell'immane perdita di idrocarburi derivata dal serbatoio D di Viggiano solo quando c'è stata la denuncia del proprietario del depuratore di Viggiano e a seguito della visita dei Noe. E solo a quel punto hanno dato avvio agli accertamenti. Insomma hanno detto che una perdita di 400 tonnellate di idrocarburi corrisponde a pochi millimetri nei serbatoi che sono da 12 mila tonnellate l'uno. Per cui un disastro ambientale può passare inosservato. E potrebbe essere anche accaduto in passato. Questa dichiarazione choc è arrivata direttamente dall'Eni nel corso dell'audizione di ieri in Commissione ecomafie»: lo denuncia la senatrice M5S Paola Nugnes componente della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
«E non basta certo sapere che ora stanno correndo ai ripari rafforzando col doppio fondo le cisterne e rispondendo alle prescrizioni dell'Aia regionale che in un primo tempo avevano anche impugnato. "Nessuno può escludere che incidenti ci siano stati". È un'ammissione che non possiamo tollerare anche a fronte di controlli sulle tubazioni che avvengono con cadenza decennale, e quindi in maniera assolutamente insufficiente. Una perdita di queste dimensioni può accadere senza che nessuno se ne accorga. È davvero incredibile», commenta la senatrice Nugnes.
Commenti (8)
Vincino Fivestar
24 maggio 2017 alle ore 16:40Ma qualcuno dell'ENI, o della gestione di questi serbatoi pagherà per questo scempio ?
Ne dubito fortemente....
gianpiero m.
24 maggio 2017 alle ore 19:10Chiediamo conto alla Presidente Marcegaglia che si sta esibendo alla LUISS ed altre manifestazioni.
O magari è impegnata nelle aziende di famiglia!
Ma chi gli ha rinnovato la carica?
Non c'era qualcuno di più qualificato?
Parlamentari 5 Stelle non Vi ho sentito criticare a sufficienza questa nomina!
Recuperate e fatelo ora.
G.Mazz.
carlo
24 maggio 2017 alle ore 19:59oltretutto, il bello (brutto) della vicenda e' che e'petrolio italiano, estratto da un'azienda statale (l'eni) creata con i soldi dei cittadini italiani, e che rivende il petrolio alla pompa (cioe' benzina e gasolio) ai cittadini suoi proprietari al prezzo di mercato. come un'azienda privata che compera il petrolio nel mercato mondiale, in norvegia o in arabia e lo rivende ai suoi clienti.
Gianfranco B.
24 maggio 2017 alle ore 21:29Ammettere l'evidenza all' ENI e similari, costa poco, tanto hanno la certezza che non pagheranno niente.
Tslelbano
Shahab Shirakbari
25 maggio 2017 alle ore 07:54IL MARE SI RIEMPIE DI CADAVERI, LACRIME DI COCCODRILLO. ..
È la più grande tragedia della storia dell'immigrazione dal Dopoguerra a oggi. È la più annunciata delle tragedie, come un racconto che si snoda da una trama già scritta, dichiarata dalle prime righe, sottoscritta nel silenzio da chi in questi anni, non ha fatto niente per bloccare invasione verso l'Italia, né per regolare, gestire, i flussi senza criterio dall'Africa, gestiti da trafficanti su 2 sponde non perseguiti.
4,6 MILIARDI DA SPARTIRE 18 IN 4 ANNI, E' QUI LA FESTA...
Roberto DeFrenza
25 maggio 2017 alle ore 10:35Salve credo sia importante proporre una legge che garantisca a tutti la possibilità di riscattare gli anni di studio universitari. Chi ha studiato anni in maniera seria giungendo alla Laurea deve avere la possibilità di sfruttare questa occasione, e non solo chi ha soldi e può permetterselo, che ne pensate? Se volete iscrivetevi alla mia pagina
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salvatore t.
26 maggio 2017 alle ore 12:43Da lucano leggere queste cose fa piangere il cuore. Purtroppo con il fatto che davano posti di lavoro hanno fatto di tutto e la gente ha accettato di tutto. Uno dei territori più poveri d'Italia continua a subire soprusi politici e industriali a fronte di nulla: aprite gli occhi, tutelate i vostri figli.
martine costa
27 maggio 2017 alle ore 16:44Ciao Ecco la mia posta "prestitobancario2017@gmail.com" Caro Signor e la
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