Le rendicontazioni delle donazioni di Romeo #RenziEscile

di MoVimento 5 Stelle

Oggi è stato arrestato l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip in cui sono coinvolti anche il padre di Renzi, Tiziano, indagato con l’accusa di traffico di influenze, e l’attuale ministro dello Sport e braccio destro di Renzi Luca Lotti, indagato per rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Alfredo Romeo è anche l’imprenditore che nel 2013 finanziò con ben 60.000 euro la Fondazione renziana Open, in occasione della campagna elettorale per le primarie del PD. Renzi era al corrente di questa donazione e sapeva benissimo chi era Romeo, già all’epoca condannato in primo grado per corruzione.

Renzi non può starsene zitto e ha il dovere di dare delle spiegazioni. Troppo facile liquidare il tutto con “sto con i magistrati” come ha detto dal salotto tv di Fazio. Nella Fondazione dell’ex Presidente del Consiglio sono entrati i soldi di un imprenditore arrestato per corruzione in un’inchiesta in cui sono penalmente coinvolte persone vicinissime a Renzi. Il minimo che possa fare è tirare fuori le carte e la rendicontazione di tutte le entrate di questa fondazione e renderle pubbliche.

Non solo: oggi i quotidiani pubblicano alcune conversazioni allegate agli atti dell’inchiesta tra Marco Gasparri, direttore Sourcing Servizi e Utility di Consip, e Alfredo Romeo, il quale si vanta di essere ‘arrivato molto in alto‘. Alla domanda del suo interlocutore “Ma chi è? Renzi?“, Romeo tace.

Secondo quello che ricostruiscono i magistrati, nell’inchiesta Consip il Giglio magico renziano ci sarebbe dentro fino al collo: Lotti è accusato di aver spifferato all’ad Consip, Luigi Marroni, che c’era un’inchiesta in corso; Marroni stesso è stato nominato alla Consip proprio da Renzi e prima di questo incarico è stato direttore dell’Asl di Firenze quando Matteo Renzi era presidente della Provincia e poi sindaco, e poi è diventato anche assessore del Partito Democratico alla sanità della Toscana; oltre a Lotti ad avvisare i vertici Consip dell’inchiesta sarebbe stato, sempre secondo i pm, anche il comandante dell’Arma dei Carabinieri generale Tullio Del Sette, appena riconfermato da Renzi. Poi c’è Carlo Russo, giovane imprenditore toscano e amico della famiglia Renzi: secondo quanto rivelato dal governatore della Puglia Michele Emiliano, che sarà ascoltato nei prossimi giorni dagli inquirenti, l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Lotti avrebbe caldeggiato un suo incontro proprio con Russo, anche lui indagato nell’inchiesta Consip. Ad oggi l’inchiesta ci rappresenta un sistema di corruzione, appalti illeciti, nomine, mazzette che si sarebbero consumati ai danni dello Stato e, dunque, dei cittadini.

Renzi, vogliamo vederci chiaro. Ce le hai le rendicontazioni delle donazioni della tua fondazione e in particolare quelle di Romeo? “Escile!” Chiedeteglielo anche voi su Twitter con l’hashtag #RenziEscile.