Il MoVimento 5 Stelle #SfiduciaLotti

di MoVimento 5 Stelle

Il ministro dello Sport, Luca Lotti, non deve rimanere al Governo un minuto di più. Il MoVimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia contro il fedelissimo di Renzi in entrambi i rami del Parlamento. Vogliamo vedere se, nei rappresentanti dei cittadini presso le Camere, sia rimasto un briciolo di dignità. Li sfidiamo a votare la nostra mozione e a sfiduciare Lotti.

La vicenda Consip, in cui il ministro dello Sport è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto, in quanto avrebbe avvertito i vertici Consip dell’inchiesta, fra cui l’ad Luigi Marroni, pone un serio e grave ostacolo alla sua permanenza al governo, anche alla luce dell’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo, che ha svelato un inquietante quadro fatto di oscuri intrecci fra membri del giglio magico, affari e politica, all’insegna di probabili pressioni e di probabili ricatti. Le indagini della magistratura faranno il loro corso, e accerteranno eventuali reati, ma il quadro dell’entourage di Matteo Renzi che ne esce è impietoso e imbarazzante, un quadro tipico della Prima Repubblica. Infatti sono coinvolti, a vario titolo, oltre a Lotti, il padre, Tiziano Renzi, poi colui che l’ex premier voleva come padre costituente, Denis Verdini, da poco condannato in primo grado per il crac del credito cooperativo, il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, quello della Regione Toscana, Emanuele Saltalamacchia, e l’imprenditore farmaceutico, amico della famiglia, Carlo Russo. Delle due l’una: o Renzi non sa scegliere i propri amici, finanziatori e collaboratori più stretti, oppure, cosa ben peggiore, sa bene di chi si circonda.

Una cosa è certa: Renzi ancora non ha confermato se era stato messo a conoscenza dell’inchiesta, come avrebbe fatto mettere a verbale il suo amico Filippo Vannoni, sentito dai magistrati che portano avanti il filone napoletano dell’inchiesta. Vannoni, consulente del governo per le politiche economiche, nonché presidente di Publiacqua, la società partecipata del comune di Firenze che gestisce il servizio idrico, alla cui guida fu messo proprio dal sindaco Renzi, non è stato mai smentito dal suo dante causa, né querelato. Inoltre, in un’intercettazione, l’imprenditore Alfredo Romeo, ora in carcere con l’accusa di corruzione,, avrebbe affermato di aver raggiunto “i livelli politici più alti”.

La domanda sorge spontanea: Renzi sapeva dell’inchiesta? Nel caso affermativo, perché ha taciuto? Voleva difendere papà Tiziano e il fedelissimo Lotti? #Renziconfessa.