Il CETA è incostituzionale. L'esempio da seguire di 106 deputati francesi
25 marzo 2017 alle ore 11:05•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle Europa
In Francia si fa sul serio. Ben 106 deputati francesi si sono ribellati a François Hollande e hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per bloccare il Ceta: se i giudici francesi dovessero ritenere incostituzionale il trattato di libero scambio siglato con il Canada, il banco europeo potrebbe saltare. Abbiamo intervistato Paola Zanetti, la deputata all'Assemblée Nationale che ha sfidato le oligarchie finanziarie e politiche che hanno imposto questo Trattato raccogliendo le firme di altri 105 deputati francesi. Il coraggio di questi deputati francesi è da ammirare. Sono un esempio per tutti!
"Buongiorno, mi chiamo Paola Zanetti. Sono una deputata francese e mi batto con alcuni miei colleghi per provare a impedire la ratifica del Ceta, perché noi lo troviamo pericoloso per gli europei e per il popolo. Abbiamo oggi la responsabilità di prendere in considerazione ciò che ci dicono i cittadini europei che si trovano in Francia, Belgio, Italia o negli altri Paesi, per potere rappresentare al meglio i loro interessi. Facciamo questo perché io penso che l'Europa debba proteggerci e renderci tutti più forti di fronte alla globalizzazione. La nostra responsabilità collettiva - che comincia individualmente nei Paesi membri - deve metterci insieme per combattere ciò che è molto pericoloso.
In Francia, all'indomani del voto del Parlamento europeo, 106 deputati socialisti, comunisti ed ecologisti hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale, che è garante della Costituzionale francese, per chiedergli di stabilire se il Ceta è conforme alla Costituzione francese. Questa iniziativa ci permette, un mese dopo, che la Corte si pronunci e ci dica: "sì, è conforme" e in questo caso il Parlamento dovrà ratificare il Ceta. Oppure: "no, non è conforme". E se non è conforme, in Francia servirà cambiare la Costituzione francese prima di adottare il Ceta. Per cambiare la Costituzione francese ci sono delle regole precise che sono molto difficile da mettere in pratica. Bisogna riunire i senatori e i deputati, che sono circa 925 parlamentari. Si riuniscono in un Congresso e si devono esprimere sulla modifica della Costituzione e bisogna che i 3/5 di questi 925 parlamentari dicano sì alla modifica della Costituzione perché in seguito noi possiamo ratificare il Ceta. Dunque questo prenderà tantissimo tempo, tempo che serve a noi per evitare che questo accordo di libero scambio - che noi consideriamo pericoloso - possa essere applicato.
IL CETA È INCOSTITUZIONALE PER TRE RAGIONI
Per me, e per i miei colleghi, il Ceta è incostituzionale per tre ragioni: La prima è che trasferisce la sovranità dei Paesi membri dell'Unione europea. Mi spiego meglio. È previsto, nell'ambito del Ceta, che i grandi gruppi industriali e finanziari potranno domani citare in giudizio uno Stato sulle proprie politiche pubbliche che ha deciso di fare, sulla regolamentazione nazionale, dal momento in cui considerano, questi gruppi finanziari e industriali, mettere in pericolo il loro commercio. E io credo che effettivamente questa capacità di farlo va al di là del trasferimento di sovranità che gli Stati membri hanno dato all'Unione europea, nel momento in cui hanno costruito l'Unione europea. E, dunque, questa perdita di sovranità che colpirà la Francia, ma anche l'Italia, per noi è molto pericolosa perché significa che domani gli Stati membri non avranno più la capacità di definire la propria politica nazionale. La seconda ragione perché secondo noi è incostituzionale rispetto alla Costituzione francese è che noi abbiamo un principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti la legge francese. Ora, gli investitori stranieri potranno beneficiare con il Ceta di un regime specifico di protezione che non hanno gli investitori francesi. Dunque, c'è il principio di uguaglianza che non è rispettato secondo la Costituzione francese. Il terzo elemento di incostituzionalità è che noi abbiamo scritto nella Costituzione francese il principio di precauzione ambientale, lo stesso che esiste nell'Unione europea. Ora, il Canada rifiuta questo principio di precauzione ambientale che non è presente nel Ceta. Dunque questo è il terzo punto di incostituzionalità del Ceta.
L'APPELLO AI PARLAMENTARI ITALIANI
Io spero che altri Paesi possano seguire la nostra battaglia perché, adesso che il Parlamento europeo ha votato il Ceta, sarà necessario che i Parlamenti nazionali facciano lo stesso. Noi abbiamo il dovere, essendo rappresentanti del popolo, di prendere in considerazione ciò che ci dicono. Io vedo molti cittadini mobilitati contro il Ceta. Vedo molti agricoltori che verranno messi in pericolo diretto dal Ceta perché si importeranno 120.000 tonnellate l'anno in Europa di carne bovina e suina senza alcun diritto di dogana e noi sappiamo che gli agricoltori europei sono già messi in crisi dalla globalizzazione e questa nuova concorrenza che gli viene imposta. Allora, la mia responsabilità in quanto deputata francese, come potrebbe essere quella dei colleghi italiani o belgi, è di rappresentare prima di tutto gli interessi dei loro cittadini e di rappresentare anche gli interessi dell'Europa. Io mi aspetto, dunque, che saremo tantissimi a mobilitarci per far sì che questo Trattato non venga ratificato dai parlamenti nazionali. È la sola soluzione che abbiamo oggi affinché l'Europa continui a proteggerci ed è importante che l'Europa continui a proteggerci".
Commenti (30)
oreste ★★★★★ °.°
25 marzo 2017 alle ore 11:11Scommetto che se ci accodiamo si presenta solo il m5s!!
Gli altri ignavi,aspettano in pantofole ...l'esito francese!
Raimondo M.
25 marzo 2017 alle ore 11:59Loro festeggiano noi piangiamo. Creano la guerra prima o poi le buone e il pacifismo finirà e avranno la guerra. Questi sono assassini e ladri, perciò come tali saranno condannati.
rotine c.
25 marzo 2017 alle ore 14:41Ciao
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FRANCO RAGAZZINI
25 marzo 2017 alle ore 15:14Sono completamente d'accordo con gli amici francesi e chiedo ai nostri parlamentari di muoversi da subito sullo stesso solco anche in italia (ed in europa), senza alcun indugio. Questi trattati internazionali mirano solo ad una deregolamentazione sfrenata a solo vantaggio di pochi e non certo della massa dei cittadini. Quando avremo distrutto l'agricoltura e l'artigianalità dei piccoli, e con essi l'ambiente, non ci sarà più scampo: saremo solo schiavi! in un pianeta al collasso!!
ROLANDO 01 garcia
25 marzo 2017 alle ore 16:50Ciao Sir / Madam,
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Emero garcia
25 marzo 2017 alle ore 17:35Il mio nome è Juan Emero. Mi piace anche il prèt Sir DelBARIO. All'inizio ho pensato che fosse una truffa, ma ho avuto un sacco di fortuna e davvero ene più sostenuta. Dio vi benedica
Acourano Franchesca
25 marzo 2017 alle ore 18:48Quante sacerdote si hai avuto? Ho prestato a me eh 1.000.000 milioni di euro. Francamente lui a salvare la vita. Ho dovuto pagare una banca, pagare il mio avantion contro di me e salvare la vita. Dio ti benedica, Alex. Non Soyer gelosi eh siamo diventati molto amici, ormai.
Carles Antonia
25 marzo 2017 alle ore 20:07Mr Mico, la ringrazio per il tuo commento perché ho troppi faccio per me. Egli mi ha salvato dalla cambusa. Questo ragazzo ha davvero una bella struttura.
flavio guglielmetto mugion
25 marzo 2017 alle ore 17:01NOI siamo d'accordo. buon tout
Mario Are
25 marzo 2017 alle ore 18:21La presa di posizione della Signora Zanetti contro la CETA è farneticante. Gli accordi di libero scambio sono vantaggiosi per entrambe le parti favorendo il commercio e le attività economiche. Tanto più in questo caso come difesa dall'ottuso protezionismo degli USA di Trump
andrea a44
25 marzo 2017 alle ore 22:04 ARE VAI A CAGARE
Raimondo M.
25 marzo 2017 alle ore 18:56Si faccia lo stesso e si inviti a fare lo stesso ogni deputato, si crei un percorso finalizzato con chicchessia. Non se ne può più di vivere con la corda al collo.
francesco .
25 marzo 2017 alle ore 19:07Il problema non mi sembra che metta in luce pro e contro. Bisognerebbe che i deputati europei 5 stelle ci facessero sapere che cosa ne pensano loro. Oggi leggo in Televideo che l' EU ha protestato per la seconda volta contro il Brasile per una quantità notevole di carne bovina che ci ha mandato. Che differenza c'è tra Brasile e Canada? Io non lo so. Ma mi sembra necessaria più chiarezza. Tenere anche un poì presente che il Canada non ha paura degli USA, mentre l'Italia è servile in modo ripugnante. Questo non è determinante, ma serve per non sbattere la porta in faccia al Canada, se si dovesse impugnare l'accordo. Più informazione non guasta, pur essendo tendenzialmente solidali con la ZANETTI e gli altri deputati.saluti a tutti Comindo.
GRILLO CON GENOVA HA RAGIONE!
roberto iuretigh
25 marzo 2017 alle ore 20:31A mio avviso la unica forma di contrapporsi in forma equa ecorretta dovrebbe essere la seguente in modo da evitare quanto si ipotizza ora con quanto prevede l'attuale CETA in modo da garantire le norme locali e il mantenimento della occupazionegarantendo pure la sovranita locale dei componenti la comunita europea.
Contrapporre al CETA il rispetto delle norme di ogni paese in questioni di salute pubblica che comprendono tutti i prodotti tossici per la salute.
se si trovano in prodotti importati tracce di questi prodotti il ceta infrange le norne e quindi i protti tornano all'origine a costo loro.
Inoltre si dovranno imporre limiti protezionistici sulle importazioni per le produzioni locali che non devono perdere il loro potere di vendita nel paese e garantire la produzione locale e il lavoro dei cittadini del paese.
Inoltre in caratteri leggibili indicare le origini dei prodotti importato e le composizioni nelle lingue europee.
Ivo sanna
25 marzo 2017 alle ore 20:33Noi in Sardegna, c,è ne siamo accorti da tanti anni!! i campi sono abbandonati,dopo che si sono spesi miliardi x portare l,irrigazione oggi gli agricoltori non riescono a vendere i loro prodotti,invece le multinazionali rienpiono gli scaffali di prodotti insapore e mediocri!!questi accordi se non si possono revocare.bisogna almeno boicotarli e convinccere i consumatori a recarsi nei mercatini rionali e comprare prodotti Locali!!Ottima l,iniziativa de Francesi!!
Gianfranco B.
25 marzo 2017 alle ore 23:25Caro Ivo, la nostra classe politica, incapace e corrotta, ha permesso alle multinazionali del commercio d'impadronirsi degli scaffali. Cerrefour, Auchan, Leroy Merlin, Brico center, Bricoman, per citarti l'insegne più note in Sardegna. Mi sembra ovvio che la distribuzione commerciale sia strategica, in in paese serio, infatti se vai in Francia, in Germania, Inghilterra, ecc. non troverai un'insegna italiana nella grande distribuzione. Ne consegue che negli scaffali ci mettono i prodotti che li generano maggior profitto, del resto, giustamente dal loro punto di vista, se ne fottono. Semplice ma drammatico.
Ciao
Talelbano
Zampano .
26 marzo 2017 alle ore 19:28Ivo
sai che la tua potrebbe diventare una proposta vincente, soprattutto se allargata all'intera Italia? Tutti i piccoli artigiani e coltivatori italiani, se solo si mettessero daccordo, potrebbero organizzare delle vendite in piazza e cedere i loro prodotti a prezzi competitivi con quelli venduti nei grandi mercati. La qualità dei primi potrebbe sconfiggere quelli di importazione. Così facendo inoltre si scoraggerebbe l'arrivo di nuove multinazionali...
Gianfranco B.
27 marzo 2017 alle ore 11:26Zampa, ma dove pensi di vivere? L'accordo tra artigiani, agricoltori ecc. per vendere nelle piazze? Ti sei dimanticato delle licenzae comunali, degli spazi comunali, dei permessi sanitari, dei permessi di conformità, dei, dei dei, dei..... Cosa credi, noi siamo un paese serio, quando c'è da rompere i coglioni a qualsiasi persona abbia iniziativa e magari voglia di lavorare, ci facciamo in quattro.
Ciao
Talelbano
Gianfranco B.
25 marzo 2017 alle ore 23:39Non solo il CETA ma molti dei trattati internazionali ed Europei sottoscritti dall'Italia sono incostituzionali. Ora pensare che un'accozzaglia di parlamentari, quali sono la maggioranza dei i nostri, che nemmeno sanno cosa sia il CETA, possa imbastire un'azione del genere è pura fantasia. Se chiediamo alla maggioranza dei nostri rappresentanti politici di fare qualche porcata, sono tutti i in prima fila, se chiediamo loro un minimo di dignità politica e nazionale. debbono chiedere lumi su quale sia l'argomento. Esempio CETA: C.entro- E.uropeo T.angenti . A.ssicurate.
Talelbano
Mikela gallo
25 marzo 2017 alle ore 23:44Grillo, Di Maio Di Battisti , fatevi sentire e fateci capire
benedetto g.
26 marzo 2017 alle ore 07:43Ma quando si sveglieranno sti italiani che guardano solo il loro orticello...tra poco gli toglieranno pure quello..DITE NO ALLA CETA
Alessandro Poggi
26 marzo 2017 alle ore 09:20Renzi e il suo PD sarebbero stati favorevoli al TTIP, analogo al CETA per il rapporto UE-USA. Qualunque cosa, pur di ottenere sostegni dal Biondo Afro, che tutelava Hillary Clinton. Per il momento, Trump ha fermato il TTIP, rifiutato da Germania e Francia una dozzina di volte, ma il CETA é passato nel 2014. Favorevoli, per l'Italia PD-FI, la Banda Bassotti, che ha assolto Minzolini e Lotti.
E' il tema centrale di politica internazionale. Fatto gravissimo e pericolo reale, costringerebbe un Paese sovrano alle possibili azioni legali, da parte delle multinazionali estere. Aumentare il salario dei lavoratori e incidere su costi e tassazione, potrebbe essere visto come indebito ostacolo agli accordi. Non é possibile
svendersi alle multinazionali, mentre il prodotto acquisito minerebbe i precari equilibri commerciali interni del nostro Paese. NO CETA!.
Alessandro Poggi
26 marzo 2017 alle ore 09:33PENSIERO PERSONALE:
In previsione di un auspicabile governo M5S, non vorremo avere le
mani legate, da questi iniqui accordi. Non facciamoci vendere le
enormi opportunità offerte da TTIP e CETA, quali sbocchi esteri
per i nostri prodotti d'eccellenza (formaggi, salumi, conserve
.)
che soggiacciono ad accordi puramente commerciali. Il CETA vincolerebbe anche la libertà d'azione politica del Movimento, una volta al governo. "Cicero pro domo sua". Noi, per la nostra
:-))
mario boselli
26 marzo 2017 alle ore 11:24E le nostre cacche di parlamentari non eletti e incostituzionali , dove vivono ? e che ca...o ci fanno nei tre giorni che vanno in parlamento a non fare unC...o a 15000 euro al mese , forse potrebbero almeno seguire l'esempio dei deputati francesi , oppure si sono già intascati ????
rotine c.
26 marzo 2017 alle ore 18:36Ciao
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Luca G.
27 marzo 2017 alle ore 08:55TTIP sotto altro nome. Come sempre dobbiamo sperare nei Francesi per cambiare le cose
Franco Mas
27 marzo 2017 alle ore 09:23L'Europa schierata contro gli interessi degli europei, dobbiamo essere impazziti! Se funziona così, la UE è destinata a crollare.
bertha ramos ()
27 marzo 2017 alle ore 18:33Ciao
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antonio .
28 marzo 2017 alle ore 19:16come al solito nemmeno un commento dai politici italiani....pezzi di m....
