Un robot zapperà la nostra terra
12 febbraio 2017 alle ore 12:47•di Dario Tamburrano
di Dario Tamburrano, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa
Un robot zapperà la nostra terra. Quella che appare oggi come una provocazione (o utopia, a seconda dei punti di vista) potrebbe essere presto una realtà con cui confrontarsi: i trattori senza conducente ottimizzeranno i percorsi di arature e semine grazie al GPS, i robot estirperanno le erbacce e raccoglieranno selettivamente frutti e ortaggi man mano che arrivano a maturazione, droni con sensori intelligenti rileveranno le patologie sulle piante prima che si manifestino in forma evidente all'occhio umano, diremo addio alle irrigazioni selvagge di pesticidi e concimi perché la rivelazione sul campo dei dati ci dirà dove, quanto, quando e se intervenire.
Con le nuove tecnologie il risparmio di risorse per l'azienda agricola (fitofarmaci, acqua, carburante, per fare qualche esempio) si stima possa arrivare al 10-30%. Nel 2014 il mercato di attrezzature e software per l'agricoltura di precisione ha generato nel mondo un volume di affari pari a 2,3 miliardi di euro ed è previsto un trend di crescita annua del 12% fino al 2020. Secondo l'Istat, il valore della produzione agricola in Italia ammonta a 50 miliardi: se non vogliamo mandare in fumo questa ricchezza ambientale ed economica dobbiamo prendere degli accorgimenti per mettere la tecnologia al servizio della collettività e non lasciarla a un pugno di multinazionali.
I software devono essere rilasciati a costi accessibili e possibilmente open-source e in copyleft. I dati in entrata e in uscita dell'agricoltura di precisione vanno resi disponibili al pubblico in formati non proprietari in modo da garantire l'interoperabilità ed evitare effetti di lock-in con questo o quell'elemento del software e dell'hardware. Bisogna aiutare le piccole e medie imprese (il 30% delle aziende agricole in Italia sono a conduzione familiare) formando figure professionali all'altezza con competenze informatiche e ingegneristiche oggi lontane dal mondo dell'agricoltura.
L'agricoltore 2.0 non deve essere un utilizzatore passivo della tecnologia ma deve lavorare a fianco a sviluppatori in grado di creare, personalizzare, manutenzionare, migliorare software e attrezzature. Vanno organizzati corsi di formazione e aggiornamento per gli agricoltori in ogni Regione italiana. Il Parlamento europeo ha pubblicato uno studio dal titolo: "L'agricoltura di precisione e il futuro dell'agricoltura in Europa" che grazie alla richiesta del Movimento 5 Stelle verrà tradotto in italiano e messo a disposizione di tutti gli agricoltori e di tutte le associazioni di categoria.
Le tecnologie ci daranno presto la possibilità di archiviare la stagione dell'agricoltura intensiva e delle monocolture. Risponderemo ai cambiamenti climatici con intelligenza e resilienza garantendo sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e qualità del cibo. Sarà possibile aumentare la produzione alimentare locale ritornano a coltivare aree agricole al momento abbandonate per mancanza di manodopera qualificata o perché inadatte all'agricoltura industriale, ma dobbiamo evitare, grazie a una comunità attenta, informata e vigile che qualche multinazionale possa trasformare una opportunità e una speranza per tanti, in un profitto per pochi.
Commenti (68)
Antonio Bianchini
12 febbraio 2017 alle ore 12:57Propongo che facciate più articoli sui problemi odierni.
Il futuro va considerato, ma soprattutto va considerato il presente.
Anche perchè il futuro di ognuno di noi è sempre incerto.
Paolo V.
12 febbraio 2017 alle ore 12:57Sono d'accordo!
ciro r.
12 febbraio 2017 alle ore 12:59Con berdini , ennesima lezione per il M5S . Il M5S ingenuamente aveva pensato di governare affidandosi ai migliori tecnici , quelli più preparati per poter quindi dare il meglio come amministrazione ai cittadini . cosa che anche a me sembrava la scelta giusta per non sbagliare e ricostruire al meglio il paese . Ma dobbiamo ammettere di essere stati ingenui , abbiamo sottovalutato il fattore corruzione generalizzata in cui versa il paese dopo 70 anni di democrazia cristiana , si sono 70 anni perchè la DC ha cambiato solo nome in PDL, FI , ulivo , DS, PD . Dobbiamo prendere atto che tutte le personalità che si sono messe in mostra in questi anni pervasi di corruzione ,hanno dovuto fare i conti con il sistema marcio per fare carriera o solo farsi valere in ruoli apicali , per cui sono , diciamo ormai infetti . Berdini è l'ultimo esempio di professionista di valore apparentemente sano ma poi rivelatosi solo un cavallo di troia come minenna e la raineri . Un esempio e come oggi si fa carriera universitaria , come si diventa professore associato o peggio ordinario , sono tutti concorsi pilotati dalla cupola nazionale dei baroni , alla fine vincono sempre i soliti nomi : parenti , amici e commare . Cosa aspettarsi da questi professionisti se hanno dovuto farsi spazio con i mezzi della corruzione , o peggio hanno fatto carriera solo per nepotismo ? Allora bisogna trarre le somme e cambiare registro , quando si scelgono , candidati , assessori etc. prima di tutto deve essere un 5S di provata fedeltà , almeno ci eviteremo il fuoco amico che a Roma rafforza la già potente armata dei partiti PD in testa che stanno facendo di tutto per distruggere il M5S e tornare a spartirsi la città.
antonio filippi
12 febbraio 2017 alle ore 14:21E' semplicistico dire che la DC ha cambiato nome.
Con la DC le cose andavano certamente meglio e sicuramente in un modo molto più serio di ora
ciro r.
12 febbraio 2017 alle ore 15:48antonio filippi , andavano un poco meglio per congiuntura economica . Avevamo la lira svalutata , avevamo i dazi , e ancora non era esplosa la globalizzazione con l'invasione di prodotti asiatici e est europa . Ma la corruzione era la stessa se non peggio , ricordo benissimo cosa erano capaci di rubare i democristiani , gava , pomicimo & C.
Paolo V.
12 febbraio 2017 alle ore 13:11Sono d'accordo!!!!!!
giorgio peruffo
12 febbraio 2017 alle ore 13:48Se ne deduce che i robot saranno i nostri schiavi moderni che faranno tutto quello che facevano gli schiavi dei romani antichi.
Il sistema dei romani antichi è durato parecchio tempo, poi è finito.
Ho tutta l'impressione che l'homo sapiens tornerà a zappare il suo orticello di patate. Sperando che nel frattempo non siano diventate radioattive.
antonio filippi
12 febbraio 2017 alle ore 14:16Gli schiavi sono esistiti anche di recente
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 14:05DEVE intervenire lo STATO, o tassando i robots di proprietà privata , oppure creare aziende miste statali e private, per la suddivisione della ricchezza prodotta da macchine evolute.
La ricchezza che produrranno le macchine sarà immensa , bisognerà avvantaggiarne anche la popolazione e non le sole elite finanziarie proprietarie di tali meccanismi.
Carlo D'Ottone
12 febbraio 2017 alle ore 14:21Il rischio è quello di diventare dei Ludditi, ma è bene ricordare che l'ingresso dell'informatica sarebbe equivalente a quello del motore a scoppio nell'agricoltura. I trattori hanno eliminato molta della fatica fisica facendo elevare la qualità del valore aggiunto da parte dell'imprenditore agricolo. Banalmente possiamo dire che avere il più potente e moderno trattore non permette di avere il miglior raccolto se si sbaglia l'aratura od il periodo della semina. E' l'uomo che decide.
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 14:26
Carlo D'Ottone, : bhè forse non andrà proprio così.
Tutto quello che può essere fatto da delle macchine al posto dell'uomo (sia lavoro manuale sia decisioni per come produrre o fare al meglio )...varrà fatto dai robots.
Basta vedere le automobili che stanno guidando da sole.
Il futuro sarà delle macchine ...le quali creeranno ricchezze spropositate ed allevieranno il lavoro manuale
Aldo Masotti
12 febbraio 2017 alle ore 14:11Dario, sbagli approccio.
L'agricoltura italiana e' una delle piu "ricche" (nel senso che da un output di alta qualita' e costoso ) pertanto e' praticamente la sola a poter usufruire di una "robotizzazione" integrale .
Sbagli pensando che il software e l'hardware per fare i robot agricoli vengano da fuori: SOLO in italia ha senso applicarli in prima istanza .
Pertanto la via e' quella di fare investimenti in robotica per l'agricoltura che gli altri non possono fare in quanto hanno produzioni agricole piu' povere per unita' di "output" .
E' una delle vie che ho identificato per avere un riscatto nazionale.
Lo ho scritto come commento nel blog qualche mese fa.
Se mi hai copiato ed hai ripreso una analogia con la catena attuale delle licenze software sappi che e' sbagliata ma son contento , se invece e' farina del tuo sacco: studia un po' come si fanno i robot e come si lavora in agricoltura, altrimenti rischiamo di fare norme o attuare soluzioni contrarie all'interesse nazionale.
Pertanto: il robot fatto da aziende italiane va protetto ed il suo software va pagato .
Non si deve usare software di altri , ma il nostro .
Dario T.
12 febbraio 2017 alle ore 16:35Interessante la tua prospettiva. Non ti avevo letto prima. La tua può essere un'opzione. Ma niente impedisce che vi siano software ed hardware generali copyleft cui contribuire con modifiche ad hoc per la specificità delle colture. I due progetti potrebbero non escludersi a vicenda, ma essere complementari. Si potrebbero avere plugin "per le olive", anche a pagamento che si "innestano" su un software open
Aldo Masotti
12 febbraio 2017 alle ore 18:26Progetti del genere necessitano di inverstimenti molto grossi , se non garantisci il rientro economico nessuno li fa .
Lo stato potrebbe darsi un obbiettivo strategico , ma allora i tempi sarebbero talmente lunghi da non avere ricaduta sul PIL e sull'occupazione .
Carlo D'Ottone
12 febbraio 2017 alle ore 14:15Buona visione della futura agricoltura, ma poco entusiasmante, manca entusiasmo e coinvolgimento dei soggetti. Il tema può essere trattato molto più diffusamente e con una analisi più approfondita comunque possiamo fissare alcuni punti.
Il software chi lo svilupperà ? ad oltre 40 anni di distanza dall'ingresso dell'informatica nella nostra società, i governi che si sono succeduti non sono stati in grado di progettare un disegno organico per le ICT nazionali. Tante piccole realtà in concorrenza tra loro, assoluto disinteresse per la cultura dell'informatica e per la qualificazione, crescita e riconoscimento professionale del personale che vi lavora. Si parla di open source, ma abbiamo un centro di studio e produzione ? L'informatica per la sua intrinseca natura si scontra con la mentalità dei nostri politici che preferiscono social, tweet e cose simili piuttosto che il rilascio di un sistema operativo open ma con connotazioni nazionali. Saranno le aziende, che in base ai loro interessi immetteranno accatto ai propri prodotti software per l'utilizzo più o meno innovativo legando gli imprenditori agricoli al loro software proprietario ed impedendo una partecipazione ed implementazione da parte di questi ultimi. Saranno formati "ad hoc". Quindi pensiamo ad un piano informatico nazionale con forte connotazione nell'organizzare i soggetti partecipi di questa evoluzione. Informatici a 5 stelle, diamo una mano al progetto informatico del Movimento, non arriviamo al traguardo a mani vuote.
Stefano Gaetani
12 febbraio 2017 alle ore 14:19Questa è una parte di ciò che dico da molto tempo. Ma prima di tutto, dovremmo staccarci dalla zavorra dell'UE, chiudere le frontiere e riorganizzare il sistema produttivo italiano. In breve, un'industria sostenibile che vedesse al primo posto, l'operatività dell'uomo. La produzione di materie che non rimangano invendute. Tecnologie utili e senza abuso di esse. Tanta agricoltura, così come deescritta nell'articolo. In fine, allevamenti biologici. Tanto altro ci sarebbe da dire.
Aldo Masotti
12 febbraio 2017 alle ore 18:35Concordo.
Margot Perla
12 febbraio 2017 alle ore 15:01In 1/2 l'intervista di Lucia Annunziata a Di Maio, sembra un terzo grado
Aldo Masotti
12 febbraio 2017 alle ore 15:02La robotica non e' "come" l'informatica:
-il ferro non e' generico e pure il suo software e' unico per ogni applicazione .
Supponiamo di voler realizzare il "raccoglitore di olive" .
Semplicemente a livello di impostazione generale e' evidente che la parte meccanica avra' bisogno di programmazione a livello macchina ad hoc e non vi puo' essere nulla di "generalista" (salvo i motori ed i sensori ) , anche tutto il "ferro" dovra' essere progettato da zero.
Le olive (olio) sono un prodotto tipico italiano: se non lo facciamo noi chi volete che lo faccia ?
Lo stesso dicasi per altre colture .
Montagne di brevetti per chi ci arriva in fondo.
Carlo D'Ottone
12 febbraio 2017 alle ore 15:32Il rischio, come avviene spesso nelle attività amministrative e che ci si riduca ad una mera automazione del processo manuale senza un vero valore aggiunto; il software introduce, in generale, possibilità di lavoro neppure ipotizzabili dall'utente, serve una forte integrazione tra progettisti ed esperti del campo ed una propensione alla sperimentazione.
Fabrizio Bianchi
12 febbraio 2017 alle ore 15:33Articolo molto interessante
Francesco C.
12 febbraio 2017 alle ore 16:50I "raccoglitori di olive" esistono già. In Puglia.. :)
Aldo Masotti
12 febbraio 2017 alle ore 18:32Anche qui: io uso dei teli da 6x6 4 per pianta e poi sentendomi cantare la marsigliese le olive cadono da sole , rimbalzano sul telo e, per evitare il supplizio del mio canto , saltano direttamente nel cesto .
:)
Adolfo Treggiari
12 febbraio 2017 alle ore 15:54L'idea che robot e software possano sostituire se non in parte il lavoro umano in agricoltura mi sembra eccessivamente ottimistica. I contadini che conosco usano ancora la zappa o al massimo un vecchio trattore perché' di soldi per comprarne uno nuovo non ce ne sono vista la bassa redditività' del lavoro agricolo, con l'eccezione di alcune aree privilegiate. Prima della robotica occorrerebbero agevolazioni per comprare le macchine gia' esistenti, peraltro costosissime.
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 16:26..le produzioni agricole ad opera di robots in certe parti del mondo ,.. produrranno talmente tanti prodotti a prezzi bassissimi,.. che manderanno in malora (fuori mercato )i prodotti dei tuoi amici che
coltivano ancora con la zappa a livello manuale.
Olga Ignatova
12 febbraio 2017 alle ore 17:04Prima della robotica bisogna introdurre reddito cittadinanza, perché i robot non saranno i consumatori della raccolta. I robot lavorano nei campi, producono, e chi potrà permettersi frutta e verdura senza lavoro?
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 21:18
Olga Ignatova :"...e chi potrà permettersi frutta e verdura senza lavoro ?"
Semplice : i proprietari dei ROBOTS , a loro non importa se la massa non avrà soldi per comprare i loro prodotti, a loro importa averli per loro stessi, e quello è già un tassello di ricchezza...per i pochi ovviamente.
Elementare Watson.
Fabio
12 febbraio 2017 alle ore 16:00Tra le tante cose di cui l'informazione non parla...
perché non ci sono mai post su come nascondono le notizie sui nordafricani e le loro continue aggressioni vili e schifose come loro.
Adesso si parla dell'ultima violenza perché il Salvolino vuole far accrescere i suoi voti. La realtà è che le aaggressione o peggio gli omicidi (Iseo) di questi balordi di merda passano sempre in sordina... e chissà come mai?
Ma nessuno sa niente sulle marocchinate???
Altro che attentati...!
Michele L.
12 febbraio 2017 alle ore 16:22In america nelle grandi praterie le macchine per aratura e raccolta sono gia automatizzate, programmano il tragitto con gps, con lo sviluppo dei software di riconoscimento degli ostacoli presto verranno impiegati anche nei piccoli appezzamenti simili alle nostre conformazioni territoriali ... presto forse troppo presto per i nostri tempi di adattamento
Gino Sighicelli
12 febbraio 2017 alle ore 16:25per gli insetti volanti i droni sono l'ennesima iattura (dopo treni, aeroplani, autoveicoli ed autostrade). Li stiamo massacrando, e con essi anche ogni qualsiasi specie di insettivori (sull'altare del "progresso" degli umani ... (un sentitissimo "fan culo" a tutti gli imbecilli antropocentrici)
Francesco C.
12 febbraio 2017 alle ore 17:03Si, e perchè no. Prendiamo tutti i contadini e li mandiamo a ramengo. Facciamo in modo che tutti i proprietari delle piccole aziende agricole, che non hanno i capitali per gestire l' agricoltura a questi livelli, cedano le loro aziende e relativi appezzamenti di terreno alle multinazionali e viviamo quindi felici e contenti. Il tutto senza tener conto che la profondità produttiva del terreno, per tutte le colture non arbustive, non supera i 30cm di profondità. Ed hai voglia a voltare e rivoltare e concimare 30cm di terra sfruttata da colture intensive. Quanto tempo ci vorrà per renderla improduttiva, non fertile? Basta chiedere a chi questi problemi li conosce bene :))
paolo
12 febbraio 2017 alle ore 17:06tutto bolto bello e stuzzicante.... fino quando non ci sarà qualcuno che chiuderà il rubinetto del gasolio......
Alessandro P.
12 febbraio 2017 alle ore 18:08La tecnologia di cui si parla è vecchia e in buona parte pure open source (a pagamento solo software più complicati ed efficienti).
Il problema è che le macchine costano e necessitano manutenzione e alcune sono illegali (un trattore senza conducente NON si può fare):
problema economico NON tecnico.
Lo studio linkato è una cagata pazzesca, completamente privo di riferimenti e contenuti (l'hanno pagato?): sinceramente non merita la traduzione italiana.
RAGAZZI ALBERTO ANDREA
12 febbraio 2017 alle ore 18:43si dice mantenere
in italiano
saluti
angelo miccinilli
12 febbraio 2017 alle ore 21:51secondo il mio modesto parere , la possibilità di realizzare robot per sostituire in tutto i lavori sul campo , per quanto possono essere alla portata della tecnologia attuale ,non lo saranno altrettanto per il loro costo e manutenzione , dovranno essere molto complessi , costosi adattabili alle varie mansioni , e poi che faranno i contadini ?? diventernno tutti dei meccanotronici informatici ??? , sicuramente l'automazione di altri compiti meno manuali , è già disponibile e avrà un impatto nell'immediato futuro e a preoccuparsi saranno gli impiegati dei vari settori amministrativi
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 23:23 tu chiedi cosa faranno i contadini ?
Semplice : faranno i disoccupati.
luigitoso
12 febbraio 2017 alle ore 22:35ma sul serio il movimento cinque stelle appoggia questa allucinante faccenda? allontanare sempre di più gli uomini dal loro posto nella natura utilizzando robot e macchine? ancora non avete capito che la vera fertilità si ottiene creando le condizioni per lasciare fare alla natura? che il lavorare la terra rivoltandola uccide i microorganismi che la rendono fertile... che i danni alle colture da parassiti si combattono favorendo la biodiversità mentre i pesticidi uccidono oltre i parassiti anche i predatori che di essi si nutrono? che i concimi, persino quelli naturali portano inevitabilmente alla desertificazione? guardate la anticamente fertile mesopotamia, dove è stato inventato l'aratro, ora è un deserto.
l'azienda agricola dovrebbe essere un santuario della natura e non una fabbrica!
e il contadino "il custode della terra e della vita", non un tecnico industriale!
di pesticidi e fertilizzanti e diserbanti e altri veleni si può fare a meno del tutto! altro che meno 10%.
e chi possiederà i soldi per comperare tutta questa tecnologia? solo le multinazionali.
la rivoluzione sarebbe costituire piccole aziende agricole che agiscono localmente nel rispetto della natura e della salute dei consumatori e degli agricoltori.
Eposmail. ,,
12 febbraio 2017 alle ore 23:20pesticidi , fertilizzanti, diserbanti...non sono robots.
I robots faranno il lavoro che dovrebbe fare l'uomo,
Avere 100 persone che raccolgono una certa quantità di grano, anzichè la stessa quantità di grano invece di impegnare 100 persone viene raccolta da 1 persona sola con una mietitrebbia ..c'è ne di differenza.
Non è complicato da capire.
Clark R.
13 febbraio 2017 alle ore 07:53Non hai capito un cazzo. Analfabeta funzionale !
Rosa Anna
13 febbraio 2017 alle ore 14:27L'uomo sempre più incoerente e schizofrenico
Ecco i danni già eclatanti della involuzione nella cibernetica
Nei prossimi secoli sorgeranno divergenze tali da discriminare ie rendere possibili vere guerre civili sul tema
E pur temendo di catturare molte ire ed ironia confermo la mia teoria della espansione demografica che la vita spontanea non avrebbe causato
Che la felicità sia contenuta nelle ore di lavoro che abdicheremo ai robot ho seri dubbi
Che faremo nel frattempo ci stancheremo in una palestra ?
Ci occorre più raziocinio
Un robot su Marte lo vedrei volentieri .
Ma nessuno mi può privare del godimento di annusare un pomodoro maturo dal mio orto e affettarlo dopo 10 minuti in un odoroso olio di olive appena spremuto
Sono per lottare contro gli allevamenti intensivi non voglio vedere i campi ridotti a fabbriche
Quindi in una ipotetica guerra civile so da che parte schierarmi
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 15:40"ancora non avete capito che la vera fertilità si ottiene creando le condizioni per lasciare fare alla natura?"
Forse non sai se lasci fare alla natura, nei tuoi campi, fra 5/6 anni ci saranno alberi alti 3/5 metri ( Nord Italia) nel centro/sud bisogna vedere quanta acqua c'è!
Paolo TV
Alessio Riggi
13 febbraio 2017 alle ore 08:56Lavoro in agricoltura, vivo sull Appennino. Il futuro immaginato in questo articolo qui non sarebbe possibile...per fortuna. Servirebbero robot che tagliano il bosco, pascolano pecore, rifanno recinti, sistemano strade e fossetti, potano alberi, che sappiano costruire il paesaggio, ecc ecc. Qui non è il regno delle monocolture, dove la robotizzazione e l alienazione dell'uomo dall'agricoltura è possibile. Ma noi, Italia non possiamo permetterci di abbandonare un modello agricolo che ha creato i paesaggi e la diversità e qualità agroalimentare che ci ha resi famosi. Preferisco dedicare il mio tempo a tutelare un modello agricolo in cui uomo e ambiente vivono bene insieme piuttosto che il mondo agricolo prospettato . Esistono già tecnologie avanzate in agricoltura e aumenteranno certo, ma con l avanzamento tecnologico degli ultimi anni non è cresciuto il benessere né dell'uomo che la lavora, né il suo conto in banca, e men che meno è cresciuta la "salute" dell'ambiente. Al contrario la tecnologia ha portato all abbandono di terre fertili ma scomode per i mezzi meccanici sempre più grandi. Insomma riflettiamo sul modello agricolo su cui il M5S vuole puntare e per favore, ipotizzare soluzioni in agricoltura dalle città, qui in campagna è percepita come un soppruso
Goffredo B.
13 febbraio 2017 alle ore 09:07Caro amico, se l'automazione dell'agricoltura fosse fatta secondo i tuoi principi, in linea ideale, gli unici ad avvantaggiarsene sarebbero quelli che possiedono un terreno e lo coltivano. Cge diventerebbero un'altra forma di elite. Invece sarebbe giusto che anche quelli che studiano e lavorano per progettare e sviluppare Robot agricoli e relativi software ne traessero il giusto vantaggio. Non si può agire secondo il principio: "il campo è mio e me lo coltivo io con il robot che mi dai tu praticamente gratis". Questo potrebbe avere senso se tutti gli agricoltori diventassero ingegneri, capaci di progettare e manutenere hw e sw dei robot. Ma questa è un'altra utopia. Quindi: OK nell'avere evidenziato una linea di sviluppo per la ricerca e per l'intera economia italiana, ma poi cerchiamo di essere più concreti e realistici.
Alessandro Magno
13 febbraio 2017 alle ore 09:17"I software devono essere rilasciati a costi accessibili e possibilmente open-source e in copyleft."
Ottimo! Cominciamo a dare l'esempio con la piattaforma Rousseau. ;-)
damarice santos
14 febbraio 2017 alle ore 09:48Ciao a tutti .La ringrazio molto di ms. ANISSA per il vostro supporto e assistenza per l'avorio per salvare la mia azienda per me. Ancora una volta, grazie per questo prestito che ho fatto sabato mattina . Per coloro che vogliono ottenere aiuto qui è il contatto della signora ANISSA : developpement.aide@gmail.com
mario
13 febbraio 2017 alle ore 10:20dopo gli allevamenti intensivi (grazie alle macchine robotizzate) arriveremo pure alla agricoltura intensiva?
Alla terra va dato il suo tempo, lo sfruttamento intensivo della stessa potrebbe portare rapidamente a ciò che "ipotizzato" in un famoso film di pochi anni fa "passato" in 1a tv pochi giorni fa.
Attenzione a "giocare" con la natura, di esempi ne abbiamo avuti e ne abbiamo giorno per giorno.
Per ora le multinazionali sono "limitate" nel loro sfruttamento territoriale proprio dai "limiti fisici" delle persone che coltivano la terra e producono ciò che poi viene venduto, pensare a macchine robotizzate che lavorerebbero H24 364/5 giorni anno la trovo una cosa aberrante.
Gianfilippo .
13 febbraio 2017 alle ore 11:11Buongiorno.
Leggo commenti misinterpretativi. Lo spirito dell'articolo è quello di offrire all'attenzione del mondo contadino, piuttosto conservatore dicono i dati, prospettive di miglior utilizzo delle tecnologie e tecniche, ECOLOGICHE E SOSTENIBILI,
Propone inoltre un riallineamento della nostra proporsta agricola con quello che succede e quello che fanno i nostri competitors agricoli, inclusi quelli del Nord Africa. Dario si esprime da tecnico, ma non da tecnocrate e quindi le sue stimabili ed utili proposte di riflessione vanno filtrate e contestualizzare.
D'altra parte, la popolazione aumenta più delle risorse disponibili.
Cordialmente. Gfp
M.RITA OTTANI
13 febbraio 2017 alle ore 12:11Sono figlia di Contadini, ho visto coltivare di tutto fino a qualche anno fa. Poi la vita mi ha portato diversamente, credo comunque che queste cose siano importanti se riducono la fatica fisica, ma l'uomo deve sporcarsi le mani con la terra e continuare a vivere in sinergia con essa senza forzare a colture intensive. La terra ha bisogno dei suoi tempi per rigenerarsi, se non impariamo a rispettarla andiamo verso la nostra estinzione. Chi progetta queste nuove tecnologie dovrebbe imparare e sperimentare con le proprie mani i tempi naturali dei processi produttivi, poi progettare nuove tecniche. Non sono completamente d'accordo che si raggiunga sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e qualità del cibo senza il rispetto dei tempi naturali di produzione.
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 15:22Tempi naturali...
Rispettare la terra..
Mi spieghi come mai l'Olanda arrivi terza nel mondo per quanto riguarda l'export di ortaggi, che notoriamente , gli ortaggi, chiedono anche caldo?
Paolo TV
Ezael d.
13 febbraio 2017 alle ore 12:18La robotica libererà l'essere umano dalla schiavitù del lavoro, se la politica saprà guardare al futuro...il concetto di lavoro è obsoleto, non ha nulla di nobile dal momento che dobbiamo prostituirci per guadagnare di che vivere. Un reddito universale è la soluzione all'avanzare dell'intelligenza artificiale. I robot hanno mille vantaggi ed è per questa ragione che attraggono sempre di più gli imprenditori. Il problema maggiore è che questi robot , rimpiazzando l'essere umano, non andranno mai in pizzeria, al ristorante o al supermercato, dunque la crisi dei consumi si farà notevolmente sentire. Se un individuo non ha lavoro , non ha soldi, non può spendere, mentre un robot lavora 24 ore su 24, fa bene il suo lavoro, produce molto e costa pochissimo, non si lamenta, non sciopera, non si ammala ecc. La robotica deve essere al servizio dell'uomo e non viceversa. Liberarci del lavoro e del denaro è un passo obbligato di questa Umanità, come prevede il progetto paradismo...prima avverrà meglio sarà per tutti.
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 15:10Qualcuno dovrà fare questi robot ( coreani, giapponesi, statunitensi) e ovviamente non te li darà gratis.
O vendendo il culo, o lavorando, dovrai sempre avere dei soldi per avere i robot, i droni, il software...
Mi dispiace, devi lavorare.
Si lo so, che si c'è il rischio di sudare..
Ah, ci sono (forse son un pò pazzi) delle persone che hanno il gusto dopo aver fatto il loro lavoro.
Un pediatra dopo aver visitato un bambino, un meccanico dopo aver modificato un camion, un muratore dopo aver fatto una casa, una sarta dopo aver fatto un maglione ecc.
Eh sì son pazzi.
Paolo TV
mezza
13 febbraio 2017 alle ore 13:48Attenzione alle balle... L'areopnica per esempio non produce molto di più della terra normale e quel poco di più dipende più che altro dai fertilizzanti dopanti perché con fertilizzante identico è tutta se fai il10% in più.
Ovviamente chi produce di certe stronzate ha interesse a raccontare balle.
Un vantaggio però c'è perche il fuori suolo permette di coltivare anche nella terra dei fuochi se osmotizzata l'acqua inquinata.
Rosa Anna
13 febbraio 2017 alle ore 14:03Purché l'uomo rimanga antropocentrico
Alcuni hanno già espresso timori in questi anni
Chi diverremo noi veramente fra questa tecnologia cibernetica
Rivoluzioneremo il nostro pensiero o ci lasceremo condizionare
Non molti competenti ingegneri biologi e studiosi dei sistemi molecolari iniziano a porsi domande
La materia congiunta alle energia potrebbe prendere il sopravvento sulla vita come la conosciamo ?
E noi afferriamo sempre l'attimo utilitaristico del nostro oggi
Abbiamo sempre fatto numerosi danni per utilizzare ciò che sembrava ausiliare alla vita
Il potere della economia sull'uomo rende inquietante la democrazia di questi mezzi come delle conoscenze sulla biologia che potrebbe condizionare i viventi
Qui subentra la politica che deve condurre a regolamentazioni coniugando una nuova etica
Insomma dobbiamo cautelarci con una nuova religione rinnovando il decalogo senza estrarlo da un roveto ardente
Forse sarà ineluttabile che in futuro ci accorgeremo di essere solo un anello evolutivo
Ma anche un vecchio pescecane aspira a rimanere ancora vivo
Nonostante sia rimasto negli oceani negli ultimi 400 milioni di anni
Ora se l nostro pensiero sia determinante per la nostra specie ho leciti dubbi
Rosa Anna
13 febbraio 2017 alle ore 14:49È quella congiunzione "ma" che fa riflettere
"ma dobbiamo evitare, grazie a una comunità attenta, informata e vigile che qualche multinazionale possa trasformare una opportunità e una speranza per tanti, in un profitto per pochi."
Ecco in quel ma ci stanno i trattati internazionali che non potete nemmeno leggere perché posti sotto segreto
Un segreto che offende la democrazia
Se a molti non parrà vero assumere il meraviglioso contagio di creare nuova tecnologia come qualcuno accenna: nuovi brevetti
Nuovo lavoro, nuova crescita di PIL, nuovo consumo di materie prime e ....di brevetti me ne intendo ne ho qualcuno nei cassetti dell'archivio della mia vecchia attività; si accomodi
Poi però si armi adeguatamente per difenderli E mi spieghi come
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 14:56Il discorso della difesa dei brevetti è disarmante.
Fino a che non è arrivata la Cina, le aziende italiane copiavano a più non posso, senza possibilità di difendersi, da chi aveva sviluppato l'idea, il brevetto.
Paolo TV
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 14:51sta scritto nel post
"I software devono essere rilasciati a costi accessibili e possibilmente open-source".
E dopo il M5S richiederà che Windows , Acrobat, Autodesk e i software per le macchine industriali siano gratis (Siemens su tutti...); lo so che ci sono alternative free, ma quando si entra nei campi che non c'è un ritorno pubblicitario, il sofware di QUALITA' free, è semplicemente assente.
Chi deve impegnarsi in migliaia di ore di programmazione, senza avere un ritorno economico? (Anche Linux fa affari...)
Piantatela di essere come le televendite.
Paolo TV
Rosa Anna
13 febbraio 2017 alle ore 15:37Premesso che non mi intendo di informatica
Ti racconto di una persona che per creare un programma di vendite online ha speso migliaia di ore di notte per il fuso orario con collaboratori di un altro continente oltre dieci anni fa
Allora la sua idea era inedita ed innovativa e si è visto
scippare il progetto in poche ore e non dico da chi che ora fattura cifre astronomiche
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 15:55Rosa anna
Oltre a non interti di informatica, non ti intendi di ore lavorate.
Se una persona impiega "migliaia di ore di notte" segue un programma (software) per anni.
Un programma dall'ideazione alla diffusione, deve essere operativo in max 6 mesi.
Ti consiglio il libro "Rivoluzionario per caso. Come ho creato Linux (solo per divertirmi)" https://www.ibs.it/rivoluzionario-per-caso-come-ho-libro-linus-torvalds-david-diamond/e/9788811678595
Paolo TV
Rosa Anna
13 febbraio 2017 alle ore 15:19Tecnologie italiane dalla ricerca di base
I nostri ricercatori sono i migliori del mondo lo dicono tutte le riviste scientifiche
Sarà per quello che lo stato destina loro solo il 1,33 % del PIL
mentre tutti gli altri ne destinano oltre il 2% ?
E con queste premesse vogliamo avviarci ad assumerci i primati nella robotizzazione ?
Paolo Z.
13 febbraio 2017 alle ore 15:32Veramente leggo da 20 anni Le Scieze (edizione italiana di Scientific American ), e NON HO MAI LETTO QUELLO CHE DICI TU.
Anzi, è scritto che i ragazzi italiani si trasullano con lauree che non danno sbocchi sul piano lavorativo ( es legge ).
In campo scientifico/tecnico, forse i migliori sono i coreani, giapponesi, australiani.
Paolo TV
Gianfranco B.
14 febbraio 2017 alle ore 00:59L'investimento in ricerca dovrebbe essere almeno il 3% del PIL. Una volta che hai investimenti e strutture potrai dare un giudizio sulla qualità dei tuoi ricercatori. Un dato, di fatto, è che molti ricercatori italiani all'estero sono a capo di progetti importantissimi e fanno sempre la loro bella figura. Altro aspetto evidente: i paesi che funziono meglio sono, casualmente, quelli che fanno importanti investimenti i ricerca.
Per capire meglio, certi indirizzi politici del nostro paese, non sarebbe male leggere o guardare queste due interviste:
https://partitoviola.wordpress.com/2012/02/27/nino-galloni-chi-era-costui-intervento-shock-al-mmt-di-rimini-un-oscuro-funzionario-aveva-previsto-il-crack-del-debito-pubblico-italiano-426/
pubblicato il 27 febbraio 2012
http://lapillolarossa15.altervista.org/leconomista-nino-galloni-litalia-potenza-scomoda-deve-morire-perche-eseguito-lordine/
Scritto il dicembre 9, 2016 by lapillolarossa15
STATO miliardi di USD % sul pil
Corea del Sud 74,53 4,04
Israele 10,91 3,93
Svezia 15,21 3,41
Giappone 164,59 3,39
Germania 107,42 2,92
Svizzera 13 2,9
Austria 11,09 2,84
USA 496,84 2,76
Singapore 11,92 2,6
Australia 27,03 2,39
Taiwan 24,93 2,35
Francia 59,17 2,26
Belgio 10,6 2,24
Olanda 17,52 2,16
Cina 372,81 1,98
Canada 28,89 1,79
Rigno Unito 44,51 1,78
Russia 51,49 1,5
Italia 26,37 1,27
damarice santos
13 febbraio 2017 alle ore 18:49La ringrazio molto di ms. ANISSA per il vostro supporto e assistenza per l'avorio per salvare la mia azienda per me. Ancora una volta, grazie per questo prestito che ho fatto sabato mattina . Per coloro che vogliono ottenere aiuto qui è il contatto della signora ANISSA : developpement.aide@gmail.com
Gianfranco B.
14 febbraio 2017 alle ore 01:02Oltre a zappare la terra fanno già e faranno molte altre cose. L'importante e che non arrivino a zapparci le nostra compagne. Il che non potrebbe essere escluso.
Saluti
Talelbano
Giuliano Lepri
14 febbraio 2017 alle ore 12:51Per favore, nell'interesse di tutti i lettori, chiedo al proprietario del blog di cancellare, come da regole che esso ha stabilito nei riguardi dei messaggi pubblicitari (e qui si tratta sempre sicuramente di prestiti usurai) post come quelli di tal damarice santos delle ore 18.49 d
Francesco C.
14 febbraio 2017 alle ore 20:40Il Vero Ciclo di Produzione in Agricoltura, ovvero mercurio, vaccini, ricercatori e minacce :)
Un robot zapperà la nostra terra, tra le sostanza nocive verrà fuori il mercurio e, finalmente, ce lo metteranno nei vaccini..Questa la conclusione a cui sono arrivati Antonietta Gatti e Stefano Montanari alla fine della loro ricerca, peraltro pubblicata. Quando si parla di vaccini torna immediatamente alla mente la famosa frase di Bill Gates, il proprietario della Microsoft. Suonava cosi' : Se riusciremo a fare un Buon Lavoro con i vaccini riusciremo a ridurre la popolazione mondiale del 15%. E infatti pare che ce la stiano mettendo tutta. Gatti e Montanari parlano di vaccini Sporchi, vaccini nei quali e' stata riscontrata la presenza di mercurio indispensabile per la preparazione degli stessi. Montanari fa notare che, per quanto riguarda la presenza di sostanze inquinanti nell' aria o nei cibi, l' organismo e' ancora in grado di difendersi ma quando queste sostanze vengono iniettate sottopelle la storia e' completamente diversa. Questa la premessa, quest' altra la storia pubblicata dal Giornale online:
Vaccini Sporchi, Minacce ai Ricercatori:http://blog.ilgiornale.it/locati/2017/02/11/vaccini-sporchi-minacce-ai-ricercatori-2/
IMO
Francesco C.
14 febbraio 2017 alle ore 20:46International Journal of Vaccines and Vaccination, New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanoconta
http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdfmination
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Abstract
Vaccines are being under investigation for the possible side effects they can cause. In order to supply new information, an electron-microscopy investigation method was applied to the study of vaccines, aimed at verifying the presence of solid contaminants by means of an Environmental Scanning Electron Microscope equipped with an X-ray...................................
Giuseppe Papapietro
15 febbraio 2017 alle ore 08:56L'autoritarismo di Tamburrano non ha limiti, adesso vuole inglobare l'agricoltura in meccanismi che produrranno EFFETTI CONTRARI a quelli che vuole farci credere. Quando parliamo di agricoltura parliamo di NATURA!!!...e la natura non richiede "robot" ma solo di poter esprimersi con il minimo se non nullo intervento esterno umano, figuriamoci tecnologico. Lasciate in pace la natura ed essa forse ci risparmierà da un estinzione!! L'agricoltura non è MERCATO, essa è autoproduzione è sostentamento familiare, basta lasciare il diritto ad ogni essere umano di avere il proprio pezzetto di terra con il quale provvederà ad autosostentarsi, rispettando la natura. Piuttosto, dovreste pensare a come annullare il potere delle multinazionali, e sarebbe anche fattibile, se non avessimo serpi che aspirano ad un ruolo nel NWO.
JORDI Verena (verenajordi)
16 febbraio 2017 alle ore 00:09Prestito offerta per gli individui e le imprese.
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